LA COSTITUZIONE “BENIGNA”

sn unionepopolo

Lo spettacolo offerto qualche giorno fa da Roberto Benigni in prima serata con il suo monologo sulla Costituzione Italiana, per noi Socialisti Nazionali è uno spettacolo molto amaro da digerire. Mentre molti “critici televisivi” si sono soffermati sulle inesattezze politiche del percorso costitutivo illustrato dall’esimio (sic) Benigni, a noi ha colpito invece, molto ma molto di più, l’adorazione e l’esplicazione punto per punto che il comico toscano (perché ricordiamoci che, come per Grillo, trattasi sempre di comico) ha fatto ed indotto nei confronti della Costituzione vigente, argomentazioni “moralmente” e “fattivamente” sgradevoli; in special modo se fatti ad una platea con lo Share del 42%. O c’è qualcuno che pensa che in questo momento di CRISI POLITICA ED ISTITUZIONALE la trasmissione di Benigni non sia fatta ad uopo per puntellare un sistema ormai definitivamente al collasso ?

La Costituzione Italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948, come tutti sappiamo è figlia della Seconda Guerra Mondiale. Tale “carta” ha un vulnus nella mancata rappresentanza di qualche milione di italiani che non ebbero alcuna possibilità di partecipare attraverso loro rappresentanti alla stesura della stessa, ma fu fatta da un primo gruppo di oligarchi che ben rappresentavano i poteri che tuttora controllano la Nazione. L’influenza fintodemocratico-atlantista con le truppe Americane ben piantate da 67 anni sul suolo patrio, fu indubbiamente “fondamentale” per i contenuti ivi inseriti e il lavoro dei Padri Costituenti (una sorta di Pilgrim Fathers italiani) fu sicuramente condizionato dalle necessità di rispettare le condizioni dei “Liberatori” sia nell’immediato dopoguerra, sia per garantirle nei decenni futuri.

Ma quello che a noi interessa oggi, ossia alla fine del 2012 in prossimità dell’ennesima tornata  di ludi cartacei, è capire veramente se gli “eredi politici” di tali padri costituenti (a partire da tutti i Presidenti della Repubblica degli ultimi 20 anni per arrivare ai governicchi di salute nazionale) stanno veramente rispettando la Costituzione, di cui fanno giornalmente gli elogi spassionati, quale documento principe della garanzia di Democrazia.

Il problema è fondamentalmente UNO: gli italiani vengono da decenni ingannati dai loro governanti che ASSOLUTAMENTE non rispettano i dettami della Costituzione che loro stessi prendono per modello.

La nostra breve analisi prenderà in esame gli articoli della Costituzione politicamente e socialmente più significativi, e alterneremo gli articoli estrapolati direttamente dal testo UFFICIALE presente nella pagina del Quirinale con i nostri commenti, che saranno lapidari ma chiari nel contenuto.

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Art. 1.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

L’ultimo Presidente del Consiglio attualmente dimissionario non è stato scelto dal Popolo e non è stato mai votato, bensì cooptato dal Presidente della Repubblica dopo essere stato proditoriamente eletto Senatore a Vita. Vi pare che questo aspetto rispecchi il principi che la “Sovranità appartiene al popolo” ? Come se non bastasse, tutto l’establishment politico, abilmente manovrato sta cercando tutti gli escamotage possibili per “reimpiantare” Mario Monti a Montecitorio, o quantomeno, al Colle.

Ricordiamo a chi se le fosse perse le dichiarazioni del Presidente della Repubblica di qualche settimana fa: “Occorre anche che l’Europa, nel suo insieme, partendo dal dato irrinunciabile della moneta comune, continui ad andare avanti, con determinazione e realismo, sulla strada dell’approfondimento dell’unione economica e monetaria sia nel campo della finanza e delle banche, sia in quello delle politiche economiche e di bilancio. Le innovazioni richieste comportano ulteriori trasferimenti di poteri decisionali e di quote di sovranità; in questo senso si pone ormai la questione degli avanzamenti necessari nel processo d’integrazione anche sul piano politico-istituzionale. Sono certo che il vostro Convegno, ben progettato e caratterizzato dall’alto livello degli interventi, contribuirà ad elevare la consapevolezza di questi temi fondamentali e offrirà importanti approfondimenti e spunti propositivi.

(fonte: http://notizie.tiscali.it/articoli/economia/12/10/13/napolitano-crescita-cedere-quote-sovranita-ue-123.html)

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Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Sfidiamo qualsiasi cittadino italiano a sottoscrivere la veridicità di questo enunciato.

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Art. 4.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Secondo il lettore, la Repubblica, nelle funzioni del suo governo, sta promuovendo le condizioni che rendano “effettivo e possibile” questo diritto ?

A ottobre 2012 gli occupati sono 22 milioni 930 mila, sostanzialmente stabili rispetto a settembre. Su base annua si registra un calo dello 0,2% (-45 mila unità). Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, in aumento di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale, invariato rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 870 mila, aumenta del 3,3% rispetto a settembre (+93 mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Su base annua si registra una crescita del 28,9% (+644 mila unità). Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti nei dodici mesi. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 639 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 36,5%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,8 punti nel confronto tendenziale. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuisce dello 0,7% rispetto al mese precedente (-95 mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,0%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,5 punti su base annua.”

Quali sono le norme attuative che gli ultimi governi hanno promulgato per RENDERE EFFETTIVO QUESTO DIRITTO ?

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Art. 7.

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Quindi la Costituzione ci spiegherebbe che la Chiesa Cattolica non influisce sulla vita politica italiana.

15/02/2012: Papa Benedetto XVI: Non ci conformiamo al potere della finanza e dei media. Il Pontefice: «Il potere della finanza trasforma il denaro da strumento a mammona, un potere che opprime l’uomo. Sui media alla fine conta quello che viene detto più della realtà. Servono leggi e interventi a favore delle famiglie numerose»

22/09/2012 (http://www.polisblog.it/post/21345/papa-ratzinger-pier-ferdinando-casini-e-lagenda-politica-italiana)

Papa Ratzinger detta la linea da seguire ai politici cristiani. E lo fa ricevendo in udienza a Castelgandolfo i partecipanti all’Incontro promosso dall’Internazionale Democratico Cristiana guidati da Pier Ferdinando Casini in qualità di presidente. Per il pontefice l’impegno dei cristiani in politica “non deve conoscere flessioni o ripiegamenti, ma al contrario va profuso con rinnovata vitalità, in considerazione del persistere e, per alcuni versi, dell’aggravarsi delle problematiche che abbiamo dinanzi”. Secondo il papa, se da un lato c’è la preoccupazione per la situazione economica, dall’altro è più importante porre l’accento sul fondamento etico “la cui assenza in campo economico ha contribuito a creare l’attuale crisi finanziaria globale”. (…) Il rispetto della vita in tutte le sue fasi, dal concepimento fino al suo esito naturale – con conseguente rifiuto dell’aborto procurato, dell’eutanasia e di ogni pratica eugenetica – è un impegno che si intreccia infatti con quello del rispetto del matrimonio, come unione indissolubile tra un uomo e una donna e come fondamento a sua volta della comunità di vita familiare. Onorevoli Signore e Signori, se è vero che della difesa e della promozione della dignità della persona umana «sono rigorosamente e responsabilmente debitori gli uomini e le donne in ogni congiuntura della storia», è altrettanto vero che tale responsabilità concerne in modo particolare quanti sono chiamati a ricoprire un ruolo di rappresentanza. Essi, specialmente se animati dalla fede cristiana, devono essere «capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza». Utilmente risuona in questo senso il monito del libro della Sapienza, secondo cui «il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto»; monito dato però non per spaventare, ma per spronare e incoraggiare i governanti, ad ogni livello, a realizzare tutte le possibilità di bene di cui sono capaci, secondo la misura e la missione che il Signore affida a ciascuno.”

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Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

12/09/2012: Nuovo crollo a Pompei, cade trave di legno della villa dei Misteri

12/10/2012: L’Italia sta crollando: i tagli alla cultura che cancellano la storia A questo punto meglio eliminare il ministero

28/08/2012: La “fuga dei cervelli” dalla penisola chiamata Italia, è un altro sintomo di una unità e coesione nazionale mai riuscite. Quando si dice “fuga di cervelli”, si parla soprattutto di giovani che sono altamente qualificati, laureati e specializzati, che non trovando lavoro in Italia, all’Università o altrove, decidono di lasciare il Belpaese. Attualmente sono stimati in oltre 25 mila i giovani che annualmente lasciano la penisola.

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Art. 11.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Questa la solenne barzelletta menzognera raccontata giornalmente agli Italiani.

Leggiamo l’interessante analisi pubblicata su Panorama (fonte: http://mondo.panorama.it/Missioni-italiane-all-estero-cosa-cambia-nel-2012-L-ANALISI)

Come avevamo anticipato a inizio anno , i tagli al bilancio della Difesa non hanno impedito al governo di rinnovare per tutto il 2012 le missioni militari all’estero considerate un simbolo della credibilità internazionale dell’Italia. Rispetto al 2011 si registrano poche modifiche e qualche risparmio. Terminata la guerra in Libia che ci costò ufficialmente 202 milioni di euro l’Italia sta inviando a Tripoli una missione di addestramento dal costo limitato a 10 milioni. Nel complesso verranno spesi 1,4 miliardi di euro, fondi stanziati come sempre al di fuori del bilancio della Difesa che quest’anno registra il suo record negativo con appena 13,6 miliardi assegnati alle forze armate contro i14,3 dell’anno scorso e i 15,8 del 2008. Rispetto al 2011 vengono risparmiati sulle 20 missioni all’estero 240 milioni ma si tratta di economie ottenute grazie alla fine della guerra libica e con riduzioni dei contingenti oltremare già definiti dal governo Berlusconi. Senza considerare i circa 2 mila militari impegnati nel conflitto contro Gheddafi, che sono rimasti dislocati in Italia o sulle navi, nel 2012 saranno impegnati oltremare circa 6.500 militari che “rappresentano il numero più basso degli ultimi anni” come ha sottolineato il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola. In Libano il contingente è sceso di 600 unità da 1.780 a 1.115 mentre dall’Afghanistan verranno ritirati a marzo i 200 uomini che compongono il Provincial reconstruction team, la struttura militare per la ricostruzione civile che il governo di Kabul non vuole più. Le truppe italiane a Herat e dintorni scenderanno quindi a 4 mila ma i tagli ai contingenti schierati all’estero per complessivi 800 uomini sono bilanciati dai 100 militari della missione addestrativa in Libiae dai 200 rinforzi assegnati stabilmente alle forze Nato in Kosovo dove l’Italia schierava 650 militari e dove in primavera invierà per sei mesi un altro battaglione di 600 unità a rinforzo. In termini finanziari, i fondi per le missioni sono pari a oltre il 10 per cento del bilancio assegnato alla “Funzione Difesa” cioè alle tre forze armate (i carabinieri hanno un bilancio autonomo di 5,8 miliardi di euro). La missione più costosa resta quella afghana che con 747,6 milioni di euro assorbirà oltre la metà delle risorse destinate alle operazioni oltremare comunque in calo rispetto agli 811 milioni dello scorso anno e i 709 milioni del 2010. Le operazioni in Kosovo richiederanno 98,5 milioni contro i 70 dell’anno scorso e i 130 del 2010 mentre in Libano, nonostante il comando dei caschi blu stia per passare all’Italia ,che mantiene il contingente più numeroso tra quelli di Unifil, spenderemo 157 milioni contro i 198 milioni del 2011 e i 260 del 2010. L’Italia quindi mantiene o addirittura rafforza i suoi impegni oltremare pur riducendo simbolicamente il numero complessivo di truppe all’estero e gli stanziamenti che risultano però sempre più sostanziosi rispetto al progressivo calo del bilancio della Difesa che nei prossimi due anni subirà ulteriori tagli scendendo intorno ai 12 miliardi di euro rafforzando così l’impressione di uno strumento militare sempre più povero e sbilanciato in missioni operative che non potrebbe evidentemente più permettersi.

Parliamo di MISSIONI DI GUERRA.

Per quanto riguarda LE CONDIZIONI DI RECIPROCITA’ ci limitiamo a postare una mappatura delle installazioni NATO/USA in Italia CHIEDENDOCI DOVE SONO I RECIPROCI PRESIDI ITALIANI sul suolo statunitense ?

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Art. 15.

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

Intercettazioni, 181 milioni ogni anno

In Italia vengono eseguite ogni anno 181 milioni di intercettazioni: un fenomeno, se si osserva il numero dei «bersagli» intercettati, che è cresciuto dal 2006 al 2010 del 22,6%. È quanto emerge da uno studio dell’Eurispes elaborato su dati Ministero della Giustizia-Direzione Generale di Statistica, dove si rileva anche che tra il 2008 e il 2010 la spesa per le intercettazioni è aumentata, passando da 266 milioni euro a 284 milioni. Il dato complessivo si ricava dal numero dei bersagli intercettati, che sono stati 139.051 (da suddividere tra intercettazioni telefoniche, che rappresentano il 90% del totale, quelle ambientali pari all’8,4% e quelle informatiche e telematiche, l’1,6%), dalla media di 26 intercettazioni telefoniche giornaliere per utenza (si tratta di chiamate in entrata, in uscita, senza risposta, messaggi, localizzazioni) e dalla durata media di ogni intercettazione, pari a 50 giorni. Tra i distretti più intercettati al primo posto troviamo Napoli con 21.427 bersagli, seguito, con un notevole divario, da Milano (15.467), Roma (11.396), Reggio Calabria (9.358), e, al quinto posto, Palermo (8.979). Seguono Firenze, Torino, Bologna. Se si osservano le variazioni percentuali intercorse nel triennio 2008-2010, i distretti nei quali si registrano gli incrementi più significativi sono Napoli, Firenze, Bari, Venezia, Genova, Reggio Calabria. A Napoli, in particolare, tra il 2008 e il 2010 i bersagli intercettati sono aumentati del 21,7%. Al contrario, si segnalano per una diminuzione dei bersagli di intercettazione i distretti di Milano (-20,6%, pari a 4mila bersagli in meno), Trento, Trieste, Palermo, Bologna, Perugia, Torino, Ancona, Messina, e, sia pure con lievi flessioni, Catania, L’Aquila, Potenza, Cagliari e Catanzaro. Per le intercettazioni nel 2010 si sono spesi in totale 284 milioni 449.782 euro, una cifra che, sebbene in calo rispetto all’anno precedente (306.071.096 euro), ha registrato un aumento del 6,8% tra il 2008 e il 2010. Tra i distretti dove più alta è la spesa per le intercettazioni telefoniche, al primo posto troviamo Milano, dove nel 2010 gli uffici giudiziari hanno liquidato 39.670.400 euro per questa tipologia di spese, con un incremento del 75,5% dal 2008. Segue Palermo (34.746.180), Reggio Calabria (31.288.886), Napoli (25.122.030) e Catania (17.942.562). Al contrario, tra i distretti giudiziari dove la spesa per intercettazioni risulta essere più contenuta troviamo Campobasso (374.359 euro), Potenza (1.085.988 euro) e Salerno (1.527.466).

Fonte:http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2012/08/07/APNhHd8C-intercettazioni_milioni_ogni.shtml

***

Art. 18.

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

I massoni in Italia? Sono 27.400 e le logge 757.

In Italia ci sono 21.400 massoni distribuiti in 757 logge. E negli ultimi anni, a giudicare dai dati forniti, sembra di assistere a un boom di iniziazioni, dato che nel 1999 coloro che aderivano erano 12.630 mentre quattro anni più tardi, nel 2003, avevano raggiunto quota 15.099. E, procedendo ancora per statistiche, nel 2009 gli aderenti sfondano per la prima volta quota 20 mila. La fonte è ufficialissima, la postfazione a un libro scritta da Santi Fedele, ordinario di storia contemporanea all’università di Messina ed eletto nell’aprile 2011 a Rimini gran maestro onorario del Grande Oriente d’Italia, obbedienza nata a inizio Ottocento e che si identifica con Palazzo Giustiziani, antico edificio della Roma storica, nel rione Sant’Eustachio.”

(fonte:http://antonella.beccaria.org/2012/01/25/i-massoni-in-italia-sono-27-400-e-le-logge-757-i-numeri-ma-non-i-nomi-in-un-libro-di-gustavo-raffi/)

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Nelle nostre evolute società troppe forme anche se ambigue e mascherate di razzismo e antisemitismo sono ancora presenti, anche se in ambiti limitati, ma non per questo meno insidiosi. Negare tendenziosamente la verità e minimizzare una delle più grandi tragedie umane del nostro tempo non è tollerabile. Anzi, deve essere perseguibile”. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani presentando il disegno di legge che vuole introdurre il reato di negazionismo. in occasione del 69esimo anniversario della deportazione di 1024 ebrei dal ghetto di Roma. Il ddl presentato al Senato, ha affermato Schifani, “vuole uniformare l’Italia alle normative di altri Paesi europei nel contrastare ogni forma di negazionismo del fenomeno di genocidio degli ebrei e delle altre minoranze etniche, e favorire una maggiore cooperazione giudiziaria. Perchè negare ciò che è stato ieri costituisce una minaccia per il nostro futuro”. Il presidente del Senato ha avvertito, infatti, che “il vuoto di ragione e umanità che determinò l’orrore di allora, può ancora ripetersi”. Schifani si è impegnato, infine, affinché l’approvazione del disegno di legge si realizzi in tempi brevi. Iniziativa sostenuta anche dal segretario del partito democratico Pier Luigi Bersani: “Il 16 ottobre di 69 anni fa – ha scritto in un messaggio – una parte della città fu strappata con inaudita violenza alla vita e agli affetti. Furono soltanto sedici le persone che riuscirono a tornare dai campi di sterminio nazisti e, con un coraggio e con una forza incredibile, sono diventati i testimoni della Shoah avendo come loro unica priorità il desiderio di trasmetterne la memoria ai giovani. La data di oggi resta una ferita aperta nel cuore di Roma”. “Dinanzi alle vittime innocenti e al dolore di chi resta – ha aggiunto – non è consentito l’oblio. E’ significativo che questa giornata sia stata scelta per dare avvio a un disegno di legge del Partito Democratico che porterà alla definizione del reato di negazionismo”. Il ddl è stato messo a punto dalla senatrice Silvana Amati del Pd ed è stato sottoscritto da 97 senatori tra cui i capigruppo Anna Finocchiaro del Pd e Maurizio Gasparri del Pdl. La stessa Finocchiaro ha poi spiegato: ‘Di fronte al negazionismo, e ai molti aspetti che esso continua ad assumere, come italiana non ebrea non posso fare a meno di provare un senso di colpa, e credo che sia un senso di colpa collettivo, perche’ significa che non abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per evitare che qualcuno potesse negare la shoah”. “Gli storici negazionisti – ha proseguito – hanno spesso invocato a propria giustificazione la libertà di ricerca e di espressione, ma negare fatti accertati non è libertà. Io credo che sia giusto introdurre nel nostro ordinamento, come è già avvenuto in altri paesi europei, il reato di negazionismo. E’ per questo che ho sottoscritto il disegno di legge Amati ed è per questo che il gruppo del Pd si impegnerà per una sua rapida approvazione, auspichiamo in sede deliberante“.

(Fonte:http://www.huffingtonpost.it/2012/10/16/si-al-reato-di-negazionismo_n_1969992.html)

NO COMMENT

***

Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Cosa pensano gli Italiani di questo articolo ?

“Gli stipendi italiani tra i più bassi d’Europa. L’Ocse: “Molte tasse sui salari”

“L’Ocse conferma che i salari italiani sono fra i più bassi d’Europa. Nella classifica stilata dall’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, gli stipendi italiani sono al 23esimo (lo scorso anno erano al 22esimo) posto su 34, dietro a Spagna, Irlanda e a tutta l’Europa che conta. Ieri l’Istat aveva fornito i dati sull’occupazione: a marzo la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello d’inflazione (+3,3%), su base annua, tocca una differenza di 2,1 punti percentuali, che rappresenta il divario più alto dall’agosto del 1995 quando era pari al 2,4%. Le retribuzioni contrattuali orarie, peraltro, a marzo sono rimaste ferme rispetto a febbraio e salgono dell’1,2% su base annua. La crescita tendenziale è la più bassa almeno dal 1983, ovvero dall’inizio delle serie storiche ricostruite, 29 anni fa. E i dati Ocse dunque spiegano che la retribuzione netta media di un single italiano senza figli a carico nel 2011 era pari a 25mila e 160 dollari (19mila e 34 euro), inferiore alla media Ocse (27mila e 111 dollari). La cifra è inferiore anche a quella della Spagna (27mila e 741), dell’Irlanda (31mila e 810) e di quella degli altri grandi Paesi Ue, come Francia (29mila e 798 ), Germania (33mila e 19) e Gran Bretagna (38mila e 952). Il vero problema però sottolinea l’Ocse risiede nella tassazione del lavoro subordinato, infatti il salario lordo era pari a 36mila e 361 dollari (27mila e 508 euro), poco sotto alla media (36mila e 396 dollari).

(fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/25/dopo-listat-conferma-dellocse-italia-stipendi-sono-sempre-bassi/207450/)

***

Art. 47.

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

In che modo la Repubblica tutela il risparmio ?

La Banca d’Italia è in mano ai privati, quindi la REGOLAZIONE DEL CREDITO E’ IN MANO A PRIVATI E NON ALLO STATO.

Ecco il dettaglio dell’azionario Banca d’Italia:

http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf

***

E ci qui fermiamo…PER CARITA’ DI PATRIA.

Ci siamo limitati a pochi articoli fermandoci ai primi 50…

Una COSTITUZIONE va rispettata se lo STATO la rispetta.

Venendo a mancare il rispetto costitutivo da parte dello Stato ne consegue che la Costituzione vigente non ha legittimità né fattività legale e morale.

Noi Socialisti Nazionali (pur rispettandola come invece non fa lo Stato stesso) non ci riconosciamo moralmente e politicamente nella costituzione vigente e proponiamo con l’attuazione del nostro Programma, una nuova costituente che riformi l’Ordinamento Statuale italiano.

La Repubblica Italiana deve essere una ed indivisibile, fondata sulla partecipazione diretta alla guida della Nazione, sia in campo politico che in campo economico, della comunità dei produttori. La Costituente, potere sovrano di origine popolare, sarà chiamata a promulgare una Nuova Costituzione che riconfermerà la forma repubblicana dello Stato e l’unità indivisibile della Nazione. La Costituente sarà composta dai rappresentanti di tutte le associazioni politiche, sindacali e professionali nonché da quelle della Magistratura, delle Università, degli italiani all’estero e di ogni altro corpo o istituto la cui partecipazione contribuisca a fare della Costituente la sintesi di tutti i valori della Nazione. Da ciò deriverà l’immediata abolizione della Costituzione precedente, attualmente vigente, ritenuta desueta e antistorica, nonché continuamente violata dagli stessi rappresentanti del potere politico, economico e militare. La Nuova Costituzione Repubblicana dovrà assicurare al cittadino – lavoratore e contribuente – il diritto di controllo e di responsabile critica sugli atti di Governo e della pubblica amministrazione. Gli organi che consentiranno al nuovo Stato di attuare la reale democrazia dal Popolo, saranno quelli di seguito riportati, sia organi parlamentari che enti locali o periferici minori; pre-requisito fondamentale è che i candidati ed i funzionari che ricoprano cariche pubbliche e politiche dovranno avere la fedina penale immacolata e nessuna pendenza in itinere. Non sono ammesse eccezioni per nessuna tipologia di reato. Devono altresì essere cittadini Italiani di nazionalità italiana.“

J.G.

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8 risposte a LA COSTITUZIONE “BENIGNA”

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    La costituzione italiana, fra l’altro, è stata già modificata negli anni oltre 60 volte, a dimostrazione che le costituzioni sono delle enunciazione di principi che hanno un valore temporale limitato e sono il risultato di un certo periodo storico. Quella italiana, in particolare, per quanto riguarda i “diritti del cittadino ” rimane una enunciazione priva di concreta attuazione. Giustamente tutto ciò è stato messo in rilievo sopra. Una situazione politica normale, dovrebbe portare ad una ASSEMBLEA COSTITUENTE rappresentativa di tutte le realtà attuali. Ma ciò non accadrà! Solo una INSORGENZA potrà realizzare questa che sarà sempre più sentita come necessità improrogabile. Il resto, tutto il resto è una “benignata!”

  2. Lupo di Selva ha detto:

    MOLTO INTERESSANTE L’ANALISI DESCRITTIVA, CRITICA E PROPOSITIVA RIPORTATA NELL’ARTICOLO IN QUESTIONE.
    LE ISTITUZIONI ATTUALMENTE IN CARICA (E CHE SI SONO SUCCEDUTE DAL DOPOGUERRA) DOVREBBERO SPIEGARCI: COSA INTENDONO LORO PER “DEMOCRAZIA” E IN CHE MODO LA TESTIMONIANO!?
    ATTRAVERSO QUALI AZIONI HANNO NEI DECENNI ONORATO QUESTA TANTO DA LORO INNEGGIATA CARTA COSTITUZIONALE!?
    BEH, DAVANTI AI NOSTRI OCCHI EMERGONO PRAGMATICAMENTE DUE VERITA’: LA DEMOCRAZIA VIGENTE E’ SOLO ACQUISIZIONE NUMERICA DA PARTE DEL POTERE DI VOTO CLIENTELARE E CETUALE, PER RIMANERE IN PIEDI E RAPPRESENTARE OLIGARCHIA; LA CARTA COSTITUZIONALE E’ UNA NOVELLA, CARICA DI INSIDIE, CHE NESSUN GOVERNO HA MAI CERCATO DI RACCONTARE NEANCHE NEI SUOI OCCASIONALI ASPETTI POSITIVI.

  3. Anonimo ha detto:

    Un semplice pezzo di carta che vieta la ricostituzione del disciolto Partito Fascista! Questa è sta carta! Vergogna!!!
    Repubblica Socializzazione Italia!!!

  4. antonio ha detto:

    La vostra disanima punto per punto art. per art. è degna di osservazione e sopratutto di condivisione:
    detto questo quello che appare dalle vpstre analisi e osservazioni è “Che la Costituzione è degna di essere promulgata seguita e sopratutto ATTUATA perchè le critiche maggiori sono al mancato seguito legale amministrativo attuativo di ciò che la Costituzione prevede
    Ergo la carta è ottima sono i nostri “Eletti” che fanno schifo:

  5. wids72 ha detto:

    Democrazia assembleare sta al potere usocratico come l’indebitamento del popolo sta al potere bancario sionista massonico atlantista….non c’è altro da aggiungere!!!! In alto i cuori!!!

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