LA DOPPIA MORALE.

manifeLiricoC’è una morale “democratica” e una morale “totalitaria”. Adesso andremo a spiegare coi fatti le differenze. Alain de Benoist nel suo libro già citato in altro articolo  “Sull’orlo del Baratro” dedica un capitolo all’immigrazione e svela questo particolare: “Nel 1973, poco prima di morire, il Presidente Pompidou riconosceva di avere aperto le saracinesche all’immigrazione su richiesta di alcuni grandi imprenditori, come Francis Bouygues, desiderosi di beneficiare di una manodopera docile, a buon mercato e priva di coscienza di classe  e di ogni tradizione di lotte sociali, per esercitare una pressione al ribasso sui salari dei lavoratori francesi, ridurre il loro spirito rivendicativo e, in via complementare, spezzare l’unità del movimento operaio. Quarant’anni dopo non è cambiato niente.”

Fra tante altre considerazioni l’autore afferma, su base dei dati economici rilevati, quanto segue:  “Ora, l’immigrazione se rende al settore privato molto più di quanto gli costi, per contro costa al settore pubblico molto più di quanto gli renda.” Lo stesso autore afferma anche una grande verità: “Questa immigrazione è conforme allo spirito stesso del capitalismo”  e riporta anche il pensiero di Francois-Laurent Balssa che dice: < Obbedendo alla logica del dumping sociale si è creato un mercato del lavoro  low cost  con dei clandestini poco qualificati, che svolgono la funzione di tappabuchi. Come se i grandi padroni e l’estrema sinistra si fossero dati la mano: gli uni per smantellare lo Stato sociale, ai loro occhi troppo costoso; gli altri per abbattere lo Stato nazione , troppo arcaico.>

De Benoist denuncia anche una verità che stiamo verificando in Italia proprio in questo periodo: “A questo proposito, non si può non essere colpiti nel vedere come le reti di solidarietà con i clandestini dell’estrema sinistra ( e non solo, almeno per quanto riguarda l’Italia !), che credono di trovare negli immigrati un proletariato sostitutivo, servano gli interessi del padronato. Reti mafiose, trafficanti di uomini e di merci, grandi imprenditori, militanti <umanitari> datori di lavoro <in nero> : sono tutti adepti dell’abolizione delle frontiere mediante il libero scambio mondiale. Trotzkisti come Olivier Besancenot e padroni come Laurence Prisot combattono la stessa lotta !” 

In Italia assistiamo agli stessi fenomeni.  Passiamo adesso ad esaminare la <morale totalitaria> sulla base di documenti storici certi ma troppo spesso dimenticati. Istruzioni inviate al prefetto di Torino in data 5 luglio 1927 dal Capo del Governo di allora:  “Signor Prefetto di Torino, ad evitare il grave ed assurdo pericolo che la FIAT finisca per considerarsi una istituzione intangibile e sacra dello Stato, alla pari della Dinastia, della Chiesa (che purtroppo ancora non si era rivelata contraria alla Nazione italiana !), del Regime e avanzi continue pretese, bisogna considerare la FIAT come una intrapresa privata simile a migliaia di altre, del destino delle quali lo Stato può anche disinteressarsi. La FIAT ha molti operai sta bene, ma questo non le dà un titolo a speciali privilegi. Il numero degli operai passibili al licenziamento, può essere un elemento di considerazione benevola, nel caso che la FIAT sia in linea col Regime; altrimenti i progettati licenziamenti hanno l’aria di un ricatto che il Governo fascista non subirà mai, anche se la FIAT chiudesse  – domani – tutte le sue officine. Io credo che un atteggiamento di perfetta indifferenza di fronte alla condotta e alle vicende della FIAT sia quello da seguire. Il problema della disoccupazione sarà affrontato dal Regime con i suoi mezzi al momento opportuno. La FIAT faccia il suo gioco. Il Regime fa il suo. Questa specie di ossessione – a fondo ricattatorio – su quello che fa o non fa, farà o non farà l’impresa privata della FIAT deve finire. Inspiri la sua condotta e quella degli altri organi del Regime a queste mie istruzioni.”F.to Mussolini

In data 16 luglio 1937 telegramma inviato al Prefetto di Torino sempre dal Capo del Governo dell’epoca: “Comunichi al Senatore Agnelli che nei nuovi stabilimenti FIAT devono esserci comodi e decorosi refettori per gli operai. Gli dica che l’operaio che mangia in fretta e furia vicino alla macchina, non è di questo tempo fascista. Aggiunga che l’uomo non è una macchina adibito ad un’altra macchina.” F.to Mussolini

Ritengo da socialista nazionale che,  – ogni tanto – sia bene ricordare la Storia d’Italia e mettere a confronto le <due morali> che – al di là del contesto e dei tempi – coinvolgono tutti.

Stelvio Dal Piaz.

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6 risposte a LA DOPPIA MORALE.

  1. francesco ha detto:

    In questo bellissimo scritto vi e’ la sintesi, il seme stesso della verità’. Onore all’ autore

  2. E’ EVIDENTE CHE NOI CI TROVIAMO, ORA, IN UN MOMENTO DI TOTALE ANTITESI A QUELLO CHE DEVE ESSERE UNO STATO. ( Non uno Stato sociale. UNO STATO. E possiamo aggiungere per restringere il campo, STATO NAZIONALE! Pertanto, ripristinare lo STATO significa ABBATTERE TOTALMENTE QUESTO REGIME. GV.

  3. Francesco Di Lorenzi ha detto:

    Bellissimo e malinconico allo stesso tempo pensando all’italietta coloniale di oggi. ITALIA, REPUBBLICA, SOCIALIZZAZIONE!

  4. Lupo di Selva ha detto:

    OTTIMO ARTICOLO CHE OLTRE AI VARI CONTENUTI, CI PROIETTA NELLO SCENARIO DEGLI ALBORI DELLA FIAT; GIA’ IL DUCE PRESAGIVA LA PREDAZIONE CHE IL GROSSO POLO INDUSTRIALE AVREBBE OPERATO SUI FONDI PUBBLICI PER PERCORRERE I PROPRI INTERESSI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI.
    METTO A DISPOSIZIONE IL SEGUENTE ESTRATTO CHE ILLUSTRA I RAPPORTI DELLA FAMIGLIA AGNELLI CON I POTERI FORT MONDIALI E CAPITALISTI:
    “Gli Agnelli, la CIA, il Bilderberg e la Trilateral
    Nel 1952 nacque ufficialmente il “Bilderberg Group”. Era sorta da poco la NATO ed un profugo polacco, tale Retinger fondatore del “Movimento europeo” finanziato dalla CIA, si fece promotore di un club riservatissimo che avrebbe dovuto raggruppare gli uomini più influenti d’Europa e degli USA, il Bilderberg Group appunto. Primo presidente fu Bernardo d’Olanda, massone implicato nello scandalo Lockeed nel 1976 .. Del comitato promotore del Bilderberg fecero parte anche .. De Gasperi .. e l’ambasciatore italiano negli USA Pietro Quaroni. Negli USA [fra] i promotori [vi furono il] direttore della CIA e .. Joseph Johnson della fondazione Cervage, messa sotto inchiesta per i finanziamenti avuti dalla CIA. Nel 1967 .. venne alla luce che attraverso collaboratori di Bernardo d’Olanda il Bilderberg fu finanziato dalla CIA stessa. Tra coloro che parteciparono al primo meeting del Bilderberg nel 1951 figurano molti personaggi in qualche modo legati alla CIA, come risulta da un’inchiesta del Sunday Times di Londra, censurata dal governo e pubblicata in Italia dall’Europeo il 17 ottobre 1975.
    .. Vi erano due sindacalisti dell’Afl-Cio, Irwing Brown e Walter Renter, anche loro sovvenzionati dalla CIA e finanziatori della destra sindacale italiana e della DC. I componenti italiani del Bilderberg erano Giovanni Agnelli, .. Alighiero De Michelis, Amintore Fanfani, [e] Imbriani Longo .. Tra gli statunitensi: .. Gerald Ford, Henri Kissinger, David Rockfeller, .. Allen Dulles della CIA .. Tra i componenti degli altri paesi vi erano Joseph Luns segretario generale della NATO, .. Hermann Abs della Deutsche Bank, Fritz Berg presidente della Confindustria tedesca, Donald Mc Donald ministro della difesa del Canada.
    .. Nel 1973 Giovanni Agnelli e David Rockfeller si fecero promotori di una sorta di nuovo Bilderberg, meno clandestino e questa volta allargato al Giappone, usando ancora i canali massonici e dei servizi segreti.
    Nacque in questo modo la famosa Trilateral, con una veste come dicevo formalmente meno arcigna e clandestina, ma con funzioni analoghe a quelle del Bilderberg. .. La lista dei componenti attuali per parte italiana della Trilateral la dice lunga sul ruolo svolto negli ultimi tempi da costoro nel nostro paese, sulla ingerenza della Trilateral nel nostro sistema politico:
    .. Giovanni Agnelli, Giovanni Auletta presidente della Banca dell’agricoltura, Piero Bassetti presidente della Camera di commercio di Milano, Giorgio Benvenuto segretario della Uil, Renato Bonifacio presidente della Aeritalia, Margherita Boniver sezione esteri del Psi, Carlo Bonomi della Invest, Umberto Colombo dell’Enea, Roberto Ducci consigliere di stato, Arrigo Levi giornalista della Stampa, Cesare Merlini presidente dell’Istituto affari internazionali, Mario Monti della Bocconi (scala mobile), Egidio Ortona ex ambasciatore e presidente della Honeywell, Mario Schimbeni presidente della Montedison, Federico Sensi diplomatico, Guido Carli, Paolo Vittorelli Psi, Virginio Rognoni ex ministro degli interni.
    .. Agnelli, servizi segreti e schedature
    .. Dalla tipologia degli assunti e dei respinti, risultò che l’operaio ideale per la FIAT doveva essere apolitico, frequentatore della parrocchia, godere di buona reputazione pubblica, e andava bene anche se iscritto ai partiti di centro, oppure monarchico e missino. Inventore delle schedature fu il presidente della FIAT, il massone Vittorio Valletta. La struttura del sistema di spionaggio FIAT era articolatissima ed utilizzava dai servizi segreti dello stato ai messi comunali e ai vigili urbani dei paesi minori, alle parrocchie. A capo del servizio di spionaggio interno vi era un ex colonnello di aviazione, Mario Cellerino (pilota personale di Giovanni Agnelli) che per vent’anni era stato nei servizi segreti. Venne assunto nel 1965 alla FIAT insieme ad una ventina di ex carabinieri. Il Cellerino, con il consenso del SID, costituì il collegamento esterno dello spionaggio FIAT, che prevedeva il passaggio di informazioni reciproche con carabinieri, polizia, SIOS dell’aeronautica di Torino e SID. La FIAT assunse praticamente anche il colonnello dei carabinieri Enrico Settermaier che comandava il SID di Torino.
    I dirigenti della FIAT addetti alla selezione del personale avevano praticamente libero accesso agli schedari del SID, del SIOS, dei carabinieri e della polizia e potevano commissionare a basso costo – rilevarono gli inquirenti – qualunque tipo di schedatura. .. Anche l’ufficio di collocamento di Torino era al servizio della FIAT e si limitava a dare il nullaosta sulle richieste avanzate dall’azienda.
    I lavoratori che costruirono la fabbrica di Togliattigrad in URSS ed i tecnici sovietici in Italia furono costantemente sorvegliati dai servizi segreti FIAT. Le schedature proseguirono tranquillamente anche dopo l’approvazione dello Statuto dei lavoratori nel 1970.
    La perquisizione del pretore Guariniello (a seguito di una vertenza intentata contro la FIAT nell’agosto del 1971 per il licenziamento dell’ex carabiniere Caterino Ceresa) colse di sorpresa Agnelli, che si trovava in vacanza. Rientrato precipitosamente, Agnelli si incontrò col presidente Saragat e col procuratore generale Colli. Quest’ultimo avocò a sé l’inchiesta, la tenne nei cassetti per un mese e successivamente la spedì alla Corte di cassazione a Roma, sostenendo che per motivi di ordine pubblico l’inchiesta non poteva essere fatta a Torino. La Cassazione accettò la tesi di Colli e il processo venne trasferito a Napoli dove fu insabbiato. Venne apposto anche il segreto di stato per i rapporti con la NATO di alcune produzioni FIAT.
    Agnelli, la massoneria, i golpisti bianchi e neri
    Gianni Agnelli, assieme ad altri industriali, faceva parte della massoneria, nella quale fu introdotto da Valletta, e della P2 prima che venisse sciolta nel 1974.
    .. Dall’inchiesta del giudice Catalani emerse che la FIAT nel periodo fra il 1971 e il 1976 .. emise circa 3.000 assegni per un valore di allora di circa 15 miliardi, una cifra enorme, tale da giustificare ben altri obiettivi che non il semplice finanziamento alla massoneria. Tramite un prestanome, a riscuotere gli assegni [era] Piero Cerchiai, gran tesoriere aggiunto della massoneria di palazzo Giustiniani (Grande Oriente). .. Finanziamenti finirono anche ad Edgardo Sogno (iscritto alla P2) ..: 400 milioni del 1974, per mezzo del consigliere particolare di Giovanni Agnelli, l’attuale deputato europeo della DC Vittorino Chiusano, che dal 1966 svolge la funzione di collegamento della FIAT con la DC.
    .. Edgardo Sogno .. ha rappresentato negli anni della strategia della tensione una sorta di crocevia attraverso il quale si incontravano le varie facce del golpismo ..: era legato ai servizi segreti alleati (anglo-USA) e successivamente alla NATO e alla CIA: in quanto ambasciatore, poteva godere dell’immunità diplomatica per le sue trame. Sogno teneva contatti con tutte le aree del golpismo bianco .. e nero (.. Ordine nuovo, eccetera) ed agiva in proprio, in stretto rapporto con l’esercito e i carabinieri.
    .. Nel 1973 .. organizzò a Firenze .. un convegno sulla “rifondazione dello stato” [dove] il giudice costituzionale Vezio Crisafulli .. aprì i lavori affermando “il tema delle modificazioni costituzionali pone i seguenti problemi: repubblica presidenziale, abolizione dell’assurdo, ingombrante bicameralismo, delimitazioni delle competenze parlamentari, .. unificazione della figura del presidente del consiglio con quella del segretario del partito di maggioranza”.
    .. Intervenne anche il consigliere speciale di Fanfani Antonio Lombardo, ex appartenente a Ordine nuovo.
    .. Il 22 agosto 1974 il PM di Torino Violante ordinò una perquisizione nella casa di Sogno (che ebbe tempo di sparire) ritenendo che “Edgardo Sogno agisce per la costituzione di una organizzazione intesa a riunire tutti i gruppi di estrema destra, tra i quali Ordine nuovo in epoca successiva al suo scioglimento”. Nello stesso periodo, con un comunicato di stampa congiunto, [i golpisti] dichiararono guerra allo stato.
    Il 28 luglio 1974 durante il congresso del PLI, Sogno denunciò il pericolo di un golpe marxista e propose di attuare un colpo di stato liberale per prevenire i tempi. Poco dopo, il 4 agosto 1974, avvenne la strage dell’Italicus [e via al terrorismo].
    .. Il gran maestro della massoneria Lino Salvini invitò gli amici a non andare in ferie perché per l’estate era previsto un tentativo di golpe. .. Il giudice Violante fece perquisire anche la sede del sindacato autonomo Cisal e aprì un’inchiesta sui finanziamenti della FIAT all’agente dei servizi segreti inglesi Edward Sciclune, amico di Sogno e direttore della filiale FIAT di Malta.
    .. Nell’ottobre 1974 il golpe Sogno è nell’aria, il partito americano si è messo in moto. Il presidente Giovanni Leone è tornato da poco dagli USA, il ministro delle finanze Tanassi con un durissimo attacco ha provocato la caduta del governo .. Le Monde scrive: “il modo con cui si è aperta la nuova crisi ministeriale italiana ravviverà i sospetti di chi imputa agli USA interventi e pressioni occulte nella vita politica dei loro alleati”.
    In quei giorni Edgardo Sogno si incontrò a Roma con l’ammiraglio Birindelli ex comandante NATO, ex presidente del MSI, per concordare l’intervento di militari in occasione di un nuovo attentato che si stava preparando.
    .. Stretto collaboratore di Sogno, anch’egli sui libri paga della FIAT e del SID, era Luigi Cavallo, .. fondatore di riviste e movimenti finanziati dalla CIA ..; già nel 1955 era consigliere politico e sindacale di Valletta. Cavallo in quegli anni era impegnato in campagne antisindacali, e diffondeva fotomontaggi con esponenti della sinistra e donne nude. .. A seguito di una perquisizione nella sua abitazione furono trovate molte relazioni indirizzate all’ingegner Valletta sulle azioni delle squadre di Cavallo, assieme a centinaia di matrici di assegni emessi dalla FIAT.
    .. Processato il 26 luglio 1975, Cavallo venne condannato a un anno e 6 mesi di arresto. Nel 1976 la pena venne ridotta e, inviato alla Cassazione a Roma, l’incartamento Cavallo venne insabbiato, la pena condonata. Cavallo rimase libero per poter continuare a tramare, successivamente fondò l’agenzia “A” attraverso la quale, in combutta con Sindona, ricattò Calvi per costringerlo a sostenere il bancarottiere siciliano fallito. Cavallo fu ingaggiato da Sindona nel ’77 anche per organizzare il rapimento del figlio del presidente di Mediobanca Enrico Cuccia [!!! ndJB] con il medesimo fine.
    .. Cavallo è stato arrestato in Francia (giugno 1984), ma a quanto pare il governo italiano non si sta dando molto da fare per ottenere l’estradizione. Su Edgardo Sogno è praticamente calato il silenzio, tutte le inchieste della magistratura sono state insabbiate o si sono concluse col segreto di stato o nel nulla. — con Claudio Demetrio, L’occhio DI Horus, Beatrice Mummolo, Carmelo Jack Zaffuto, Armando Spedicato II, Roberto Nicoletti, Ravenna Teti, Frenk Kalogero e Corrado Manuel Cherubelli”

  5. Avanguardia ha detto:

    Ringrazio per le testimonianze riportate dall’ autore.
    Consigliabile farci un volantino!

  6. Omar Ruggero Pisanello ha detto:

    Interessante carrellata di nomi e date. Gia’ l’Alighieri ci ricordava che uomini siamo e non gia’ pecore matte si che il giudeo di voi tra voi non rida. Son almeno due millenni che i fratelli maggiori ridono. Eccome se la ridono. Se trovano cotanto di pecore! Eja!!!

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