LA POLITICA DEL CODICE A BARRE.

pazienzaIn un’epoca come questa in cui la fede mercantilistica di matrice anglosassone ha ormai permeato di sé ogni umana attività, financo le espressioni di quella che dovrebbe essere la più pura e sublime delle azioni, ovvero la tensione verso il metafisico, non meraviglia affatto – e come potrebbe ! – che anche l’attività politica (nobilissima per gli antichi ma ridotta a spazzatura in epoca contemporanea) si sia acconciata ad essere qualificata come qualcosa che si produce e si vende. Invero dobbiamo riscontrare che sono anni luce da noi i tempi di un Platone con la sua Repubblica, ma anche di un ben più pragmatico Machiavelli con il Principe: oggi, se si ha il coraggio di rimanere per più di dieci minuti su un canale televisivo dove si parla di politica (poco) e di alchimie post elettorali, non si può non rimanere basiti dal linguaggio che taluni osservatori hanno ormai fatto proprio. Ci stiamo riferendo al fatto che più volte ci è capitato di udire il concetto di “offerta politica” ed “offerta elettorale”, come se l’idea dell’organizzazione di uno Stato e di un Popolo debba appartenere ad una categoria merceologica come la fesa di tacchino od il latte scremato.

Nessuno pretende di vedere i filosofi al potere e, del resto, la nostra stessa tradizione politica e di pensiero ci ricorda sempre il dovere di calibrare un giusto mix tra teoria e sintesi, con una buona dose di sano pragmatismo che non fa mai male. Ma di qui e ragionare
come se il portato di idee e progetti che il signor vattelapesca intende promuovere per il bene della polis siano assimilabili ad una qualsiasi merce ce ne corre. Ci rifiutiamo di pensare che l’impegno politico debba passare attraverso il codice a barre di una cassa del supermercato !

Poi però si deve tornare inevitabilmente alla realtà. E la realtà cosa ti mostra ? Ti mostra e ti da ormai per scontato che un malato non è un paziente da curare ma anche e soprattutto un “costo per la società” se non un “cliente” per il grande affare della sanità. La realtà ti mostra che non servono più specialisti in cultura perchè la cultura (scuole, musei, teatri, università) costa e non rende, ma potrebbe rendere solo se si considerasse il Colosseo o Palazzo Pitti come un qualsiasi cespite aziendale. E la realtà, quella ancor più cruda, ti ricorda che l’Italia è il paese dove ingrassano da decenni almeno quattro diverse organizzazioni mafiose e dove si è dovuti ricorrere ad integrare il codice penale prevedendo un reato, quello del voto di scambio, che altrove o non esiste o si chiama semplicemente corruzione o attività mafiosa.

E fermiamoci qui per carità di patria. Ma prima di chiudere vale la pena riflettere su un’ultima sublime presa per i fondelli che il popolo armento digerirà ancora senza colpo ferire: ci riferiamo sempre, questa volta da un punto di vista strettamente etimologico, al concetto di “offerta politica”. Se, come sostengono i sondaggisti e politologi, esiste una varietà di “offerta politica” ed il cliente/elettore avrebbe solo una specie di imbarazzo della scelta, noi ci soffermiamo invece su un punto dirimente che non può essere nascosto: a casa nostra per offerta si intende qualcosa che viene donato, regalato o, nella migliore delle ipotesi, posto sul piatto di una ipotetica bilancia per un qualcosa da raggiungere e da proporre.

Ora, considerato che i partiti politici della colonia Italia sono tutto meno che offerenti un qualcosa (semmai è vero l’esatto opposto) e considerato che non ci è parso di aver inteso nessuno (!) parlare seriamente con progetti alla mano di sovranità monetaria, come per esempio attuare il progetto di legge che dal 2005 giace alla Camera e con il quale si prevederebbe il ritorno della Banca d’Italia sotto controllo pubblico, allora viene legittimo chiedersi: ma questa offerta dove sta ? A noi pare che più che di offerta politica si stia tentando in tutti i modi di far entrare nella testa della gente il vecchio adagio popolare che recita…..o mangi questa minestra o voli dalla finestra !

Altrimenti non ci si spiega come mai non senti mormorare altro che……<MA PER CHI SI VOTA !?>.  Amletico dubbio per il quale crediamo non ci rovineremo il sonno.

FERNANDO VOLPI

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8 risposte a LA POLITICA DEL CODICE A BARRE.

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Il linguaggio, tutto il linguaggio ormai ha come paradigma il mercato. E’ il mercantilismo la nuova religione che dobbiamo adorare, è sul quell’altare che dobbiamo fare perfino i sacrifici umani. Mercato del lavoro, dove l’uomo è solo merce; è il mercato che scandisce i tempi della nostra eistenza. Il buon giorno si misura sullo spread, sulle quotazioni di borsa, sulle indagini statistiche che ci danno la misura delle nostre scelte ormai standardizzate sui livelli imposti dai regolatori del mercato che decidono per noi. L’uomo è scomparso insieme alla sua affettività, ai suoi amori, ai suoi dolori, alle sue ansie, ai suoi progetti individuali e familiari. Siamo numeri incatenati in questo caravanserraglio in cui la libertà di ognuno si misura sulla lunghezza della catena che porta “democraticamente” alla caviglia. Noi socialisti nazionali siamo ribelli rispetto a tutto il resto del greggio solo perchè siamo consapevoli di essere schiavi. E’ un paradosso, ma purtroppo per ora così è perchè così hanno deciso i “padroni”. Ma i ribelli sono comunque liberi perchè l’Idea, la nostra Idea socialista e nazionale non si può incatenare; e quindi: Boia chi molla !

  2. wids72 ha detto:

    Non c’è programma o tribuna politica attuale, perdonate l’appellativo di elevato valore che eufemisticamente si dà alle presenti scorrerie televisive italiote, che sia in grado di presentare una parvenza di programma elettorale, una strategia di politica economica di una coalizione, un sistema di valori che garantisca la ripresa sociale ed economica del paese; niente di tutto ciò, ma soltanto esclusivamente si ha la sensazione di inciuci e intrallazzi tra “forze” coesistenti rette e gestite da altri poteri e che come bravi scolaretti devono eseguire i compitini senza strafare oltre ciò che gli è concesso. Ormai il Paese beone italiota è sotto la scure di queste infingarde marionette offerte dal mercato a una massa di decelebrati, come la maggior parte ormai sono ridotti gli italiani, barcamenandosi verso la scelta di un personaggio considerato il “meno peggio”. Se ci imbattiamo in una discussione di politica oggi giorno nelle nostre quotidianità, questi sono i bassi temi su cui si fondano e nulla a che vedere con ciò che è il vero senso della politica ovvero come sistema destinato con una serie di atti determinati da obiettivi e strategie dello stato per il perseguimento del benessere generale. Noi perseguiamo questo tipo di obiettivo e il nostro programma ne è l’emanazione secondo una serie principi e valori che non possoo essere costituenti un offerta, sono un patrimonio che appartengono all’uomo alla sua natura e alle sue capacità innate…In alto i cuori!!!!

  3. Eric ha detto:

    Si vota per Grillo….è EVIDENTE!

  4. Anonimo ha detto:

    Ottima scelta Eric….avevamo bisogno dell’ennesimo giullare!!

  5. Anonimo ha detto:

    Ci vuole un tribunale. La sentenza e’ gia’ scritta: alto tradimento verso la Patria. Ergo: fucilazione.

  6. Cursus Honorum ha detto:

    cè un virus molto diffuso fra tanti sedicenti camerati…IL VOTO A GRILLO…ognuno poi risponderà alla sua coscienza.

  7. Anonimo ha detto:

    Ma come fa un vero fascista dare il proprio voto a un comico???!!! Mille volte Forza Nuova e il suo cattolicesimo lefrevista!!!

  8. Avanguardia ha detto:

    Offerta politica? Davvero tanta, c’è solo l’ imbarazzo della … sciolta (la cacca)!

    ***forum “socialismo nazionale” di http://www.termometropolitico.it ***

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