SBAGLIARE E’ UMANO. PERSEVERARE E’ CORREITA’

sn nonvoto7Con il passare dei giorni e l’avvicinarsi del fatidico “redde rationem” previsto per il 24-25 Febbraio, assistiamo in maniera sempre più rapida quanto patetica, all’evoluzione delle posizioni e degli orientamenti dei vari concorrenti alla prossima tornata dei ludi cartacei. Un trasformismo che si verifica puntualmente con l’approssimarsi di ogni votazione, e che terminerà, siamo sicuri, con gli stessi identici esiti di sempre. La miriade di candidati, impegnata lanternino alla mano nella ricerca di ogni voto possibile, come da copione sta dando fondo a tutto il proprio arsenale per estorcere la famigerata croce sulla scheda. Nel turbinio di illusorie promesse elettorali, capita che saltino fuori più o meno velatamente temi come la Socializzazione delle imprese, la ricostituzione del sistema sindacale su base corporativa, l’emissione di moneta sovrana di proprietà popolare, la protezione dell’economia reale italiana dalla sleale concorrenza estera, la riappropriazione della Sovranità Nazionale.

Tutti concetti che noi Socialisti Nazionali abbiamo posto sin dall’inizio a fondamento dei nostri programmi, capisaldi del nostro progetto di costruzione dello Stato Nazionale del Lavoro. Sbandierare queste proposte, rivoluzionarie e di forte impatto, non fa che rendere giustizia alla lungimiranza e modernità dei nostri programmi, che si basano chiaramente su questi pilastri, sui quali non siamo disposti a trattare, a differenza dei pinocchi che li spolverano all’uopo per mere logiche elettorali di compromesso, per poi accantonarli a spoglio finito. L’intento dei rabdomanti di elettori è chiaro, e si inquadra nella campagna generale di corsa al voto e lotta all’astensionismo (in  crescita dai sondaggi), al fine di raccattare numeri sufficienti a legittimare ancora una volta il perverso meccanismo elettorale. Appare dunque sempre più necessario mettere in guardia il popolo dai catalizzatori di voti di protesta e da coloro che si propongono come alternativi all’asse partitocratico imperniato sull’agenda montiana, dalla quale volenti o nolenti, nessuno potrà allontanarsi a causa della spada di Damocle del differenziale sui titoli, artificiosamente manovrato a fini di ricatto dall’alta finanza speculativa.

In questo preciso momento storico, è chiaro come sia assurdo pensare di poter cambiare, o anche solo minimamente influenzare il sistema, agendo dall’interno: troppo radicato, troppo esperto e con sufficienti anticorpi atti a neutralizzare qualunque rischio in tal senso. Molti esempi, soprattutto recenti, testimoniano la capacità dell’apparato di inglobare tutte le correnti e gli elementi dimostratisi anche solo parzialmente in grado di minarne la stabilità. La grande macchina è riuscita a sopravvivere corrompendo ed acquistando, screditando o riducendo al silenzio, fino a ricorrere persino alla forza nelle sue più violente e liberticide manifestazioni. Se è vero che la storia insegna, analizzando l’attuale situazione non è accettabile né sostenibile il progetto di coloro che si propongono di operare dall’interno. Questi ultimi non si rendono conto di rappresentare, così facendo, il miglior alleato di colui che additano come proprio nemico, legittimandolo nel prosieguo della sua opera: smantellamento dello stato sociale, completa cessione della sovranità nazionale, selvaggia privatizzazione e distruzione dell’apparato produttivo, opera interamente architettata e diretta dalla mefistofelica cupola liberalcapitalista, usuraia e sovranazionale, facente capo alla finanza apolide.

Per questo il sistema teme mortalmente l’astensionismo e non impedisce, ma anzi incoraggia la candidatura di chi si proclama alternativo e rivoluzionario. Lo scopo dell’apparato è chiaramente quello di incrementare l’accattonaggio elettorale, finalizzato unicamente alla propria legittimazione, unitamente alla consapevolezza della certa vittoria, e della sistemica capacità di eliminare chi dovesse dimostrarsi in grado di attirare troppa attenzione. La partecipazione delle formazioni e dei movimenti non allineati, viene quindi caldeggiata dallo stesso avversario per un duplice fine: sostenere il meccanismo elettivo fintamente democratico e sterilizzare il sentimento di protesta, anestetizzandolo nel circuito elettorale ed in sede istituzionale.

L’astensione diventa così l’unico vero atto rivoluzionario, un netto rifiuto della partitocrazia e delle sue metastasi, un colpo inferto direttamente al cuore della piovra che sta progressivamente allungando i suoi tentacoli sull’intero sistema economico-sociale italiano. La legittima battaglia astensionistica, parte integrante della decennale guerra totale contro l’oro, deve necessariamente trovare appoggio in quella comunità nazionale tradita e sfruttata, che ancora oggi si illude di poter realizzare il cambiamento segnando con una croce chi dovrà occuparsi dei propri problemi. Il destino del popolo italiano deve invece tornare nelle mani di coloro che ne saranno protagonisti, e il passaggio obbligato è inevitabilmente quello di non delegare più la propria esistenza alle squallide marionette nelle mani del nemico.

Risvegliare dal torpore le persone e far prendere loro coscienza del mostruoso inganno di cui sono parte rappresenta il primo passo, unitamente alla speranza che sempre più persone che compongono la base militante di quei partiti dimostratisi appiattiti all’usura mondialista, e che hanno tradito le promesse e i valori iniziali illudendo e ingannando onesti e fedeli sostenitori, capiscano gli errori compiuti nell’aver dato fiducia a chi non l’ha meritata.

Se non ci sarà questa presa di coscienza, e si darà nuovamente credito al tentativo elettorale, sperare in un risveglio generale diventerà ancora più arduo, ma sarà perlomeno chiaro per tutti dove colpire, perchè se sbagliare è umano, e l’errore si può perdonare, perseverare non potrà essere più considerato solamente diabolico, ma dichiarata correità. La scelta è chiara: continuare ad essere solamente un numero su una tessera, o tornare ad essere uomini liberi, cuore pulsante di una comunità nazionale consapevole dei propri mezzi e proiettata verso il proprio destino.

E.P.

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17 risposte a SBAGLIARE E’ UMANO. PERSEVERARE E’ CORREITA’

  1. Anonimo ha detto:

    Boia chi molla!!!

  2. WERWOLF ha detto:

    OTTIMO E CHIARO ARTICOLO!

  3. Daniela Roccella Usn ha detto:

    …Coloro che si recheranno alle urne in occasione di questa tornata elettorale, dimostreranno di essere miopi o conniventi con l’offerta tecnico/politica che proseguirà la svendita economica e sociale della nostra Nazione…..
    …Ricordo che l’attuale oligarchia usurocratica sta portando al voto gli elettori senza aver operato i promessi tagli alla spesa pubblica, senza aver diminuito il numero di parlamentari e senatori…e, aspetto ancora più grave, senza aver cambiato la legge elettorale…con liste inzuppate di compromessi e di figure meramente mediatiche……
    IO NON VOTO….ASTENSIONISMO DI MASSA!!!!

  4. wids72 ha detto:

    Il sistema liberal-capitalista-democratico-assembleare è una macchina che ha affilato le sue armi operative da decenni inebedendo il mondo occidentale rendendo conseguentemente intere popolazioni ignoranti, annoiate, suerficiali, distratte ed egoiste, affinche la logica mercantilista nei rapporti interpersonali attecchisse. I manovratori di questo meccanismo perverso fanno capo a quelle lobby giudeo-massoniche che si celano dietro alle oligarchie sovranazionali le quali si oppongono a tutto ciò che è emanazione sociale, nazionele e statale, schiavizzando, là dove la democrazia assembleare è permeata nel dna con la moneta-debito, generazioni di persone. Ad ogni competizione elettorale ritroviamo lo stesso arenile partitocratico destinato a dare una parvenza di pseudo-libertà al popolo-schiavo il quale assiste ad ogni campagna elettorale a ignobili e rissosi dibattiti che non risolvono e chiariscono nulla. Operare in questo scenario verso una popolazione lontana anni luce dalla verità e incapace di assorbire il minimo concetto di sovranità, il compito di chi crede, di chi conosce e solo nella forza della fede diffonde un credo, diventa un dovere arduo. La verità rende l’uomo libero, chi vive e crede avrà la vittoria…In alto i cuori!!!!

  5. Daniele ha detto:

    @ Daniela Roccella USN

    …Coloro che si recheranno alle urne in occasione di questa tornata elettorale, dimostreranno di essere miopi o conniventi con l’offerta tecnico/politica che proseguirà la svendita economica e sociale della nostra Nazione…..

    ———————————————

    Se si vota Pd, Pdl. Udc, Fli sicuramente si, no se si vota Forza Nuova che ha 18 punti (sempre 18 :) ) chiari, antiSistema, per la Sovranità Nazionale, Monetaria e per la Socialità.
    Credo come già detto altre volte su questo forum che il voto a FN può essere un voto di rottura in grado di sconvolgere l’equilibrio delle forze filoSistemiche. Impegnarsi per l’astensionismo ha un senso se non ci fosse un movimento identitario, antagonista, nazionalpopolare e sociale ma FN c’è e trovo la sua linea politica coerente visto che a livello locale non va braccetto con consiglieri comunali o regionali del PDL (vedi Casapound) e non dimostra ambiguità (vedi Fiamma di Romagnoli che reputa il “missinismo” come un valore scordandosi la svolta almirantiana del ’72 con l’ingresso di conservatori, massoni e monarchici ben più grave a mio parere di quella di Fiuggi).

  6. Francesco Di Lorenzi ha detto:

    Provo a rilanciare cercando di stimolare un confronto utile e costruttivo per noi. Di certo non sará lo 0,qualcosa di fn a cambiare la storia dell’Italia o dell’Europa e su questo non ci piove. Potrebbe avere un senso, invece, una discussione nel merito dei 18 punti proposti, per evidenziare con chiarezza differenze e affinità. In sintesi trovo pessimo mettere nelle prime tre posizioni i tagli ai costi della politica, lo snellimento della burocrazia e l’abolizione delle regioni. Potrebbero essere l’incipit di un qualsiasi movimento liberal non di certo le priorità di una forza rivoluzionaria ed antisistema. Molto buone le riflessioni sulla sovranità monetaria, con la richiesta di nazionalizzare la banca d’Italia, sull’intervento dello stato nei settori strategici, sull’uscita dalla nato e sull’invio dell’esercito nelle zone occupate dalla criminalità organizzata. Nel mezzo qualche buono spunto su lavoro, casa e immigrazione unite a qualche uscita in stile destra borghese come il punto sulla semplificazione fiscale. In generale una sensazione da vorrei ma non posso, chiaramente rappresentata dalla pesante assenza del tema socializzazione quale base di un modello di sviluppo alternativo a quello del capitalismo finanziario. Insomma il classico 6– che non può di certo suscitare grandi slanci di entusiasmo ma, allo stesso tempo, qualche buono spunto che non può passare inosservato. Non ho certezze in merito, parliamone.

  7. Daniele ha detto:

    Francesco

    Direi proprio di si, io la voto pur non essendone militante. Come scritto sopra è la forza politica della nostra Area più Coerente. Saranno mica coerenti i filopidiellini Casapoundiani o i Fiammisti di Romagnoli ( quello del “è stato un bene che per i destini dell’Italia la guerra sia finita così”) o gli ex frontisti di Tilgher confluiti con Storace alleato del Pdl

  8. Franco ha detto:

    Concordo con Davide.
    Considero il voto a Fn un voto di rottura

  9. Fernando Volpi ha detto:

    Analisi lucida ed esaustiva! In un’epoca in cui e’ veramente difficile pensare ad un gesto autenticamente rivoluzionario, l’unico veramente possibile, legittimo, legale e pure a buon mercato e’ solo uno: ASTENSIONE!!!!

  10. Cursus Honorum ha detto:

    “Credo come già detto altre volte su questo forum che il voto a FN può essere un voto di rottura in grado di sconvolgere l’equilibrio delle forze filoSistemiche. ”

    daniele ma dove vivete ? su Marte ?

  11. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Come ho già affermato più volte la dialettica sul voto si o voto no va chiusa, altrimenti sarei costretto a mettere in dubbio la consapevolezza di coloro che insistono sul voto ( indipendentemente sulle scelte ) se veramente si rendono conto del contesto in cui si sta svolgendo la competizione cartacea.
    I conti vanno ripresi e fatti dopo le elezioni e limitarsi a valutare – molto terra terra – i costi benefici della partecipazione.

  12. Anonimo ha detto:

    Nel programma,F.N.,dovrebbe inserire anche la cancellazione di quella vergognosa disposizione transitoria e finale!!! Finora non ne ho sentito il minimo cenno….

  13. Daniela Roccella Usn ha detto:

    …Le Comunità Politiche che a questa tornata elettorale hanno deciso di “scendere in campo” (termine ormai inflazionato) nell’arena della politica ufficiale (FN e CPI) …. rischieranno di bruciarsi in termini Etici e di Idea……La Politica (di tutti gli schieramenti), soprattutto in un’epoca come questa, ti lascia camminare (e forse ti da pure un aiutino) soltanto se ti “pieghi”, se cedi a compromessi….per assegnarti magari una piccola posizione visibile….ma senza peso politico….
    Il Parlamento ed il Senato che verranno fuori da questa tornata elettorale saranno soltanto delle infrastrutture senza “portanza” e “senza voce”….visto che le decisioni sulla pelle dell’Italia e del suo Popolo vengono assunte in spazi “altri”….per giunta internazionali……
    Ricordo che le istituzioni stanno portando al voto gli italiani senza aver diminuito il numero e gli stipendi a parlamentari e senatori (pure i benefit si sono aumentati di recente!) e (gravissimo!) senza “aver cambiato la legge elettorale”….
    Queste Politiche, ribadisco, devono doverosamente e responsabilmente essere delegittimate:
    IO NON VOTO! ASTENSIONISMO!…………..

  14. Anonimo ha detto:

    Brava Daniela! Donna saggia e consapevole.

  15. lupoalfa ha detto:

    Come già detto altrove ad un signore che persevera a scrivere qui per “convincere” a votare un comico devo censurare anche coloro che insistono per indicare un voto a FN. Noi siamo tolleranti nelle discussioni e lasciamo liberi tutti di intervenire senza filtri ma questa NON é la bacheca per propagande elettorali a qualsivoglia lista. Quindi o viene capito o si diventa nominativi bloccati ! Grazie.

  16. Anonimo ha detto:

    Votare le FN o altre forze similare non è un voto antisistema…..queste forze partecipando alle elezioni accettano il sistema e la costituzione in toto, a mio modesto avviso è ipocrita dire voto o partecipo alle elezioni ma sono contro il sistema.

  17. Anonimo ha detto:

    Non mi convince il cattolicesimo tradizionale filo-fraternita’ sacerdotale san pio x di Fiore. Un cattolicesimo “una cum Benedicto XVI”. Quindi un cattolicesimo in continuita’ con la controchiesa conciliare filo-giudaica-sionista.

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