IL REGIME….”INFAME”.

prepotenzaE’ vero, il popolo italiano è corto di memoria ed inoltre non conosce la Storia del proprio paese ed ha un’attitudine spiccata al masochismo e al servilismo. Fatta questa premessa e assorbito lo schifo per tutti quanti si sono immersi in questi giorni preagonici del sistema nel giudicare il Fascismo e Mussolini, dai massimi vertici di questa specie di repubblica,  allo scemo del villaggio che in queste circostanze viene tirato fuori dal cappello del mondo mediatico,  sento il dovere di ricordare agli immemori di tutte le parrocchie democratiche, in quali condizioni deplorevoli  Mussolini ereditò dal regime liberaldemocratico dei partiti, il paese Italia.

Entro subito nel merito e l’occasione me la dà un articolo pubblicato su “Notizie di Storia” periodico della Società Storica Aretina, nel quale emerge lo spaccato di un settore della vita civile della città di Arezzo e della Toscana. Riporto  senza commento alcuni brani di questo articolo che ha per titolo “Bambini e adolescenti aretini durante la Grande guerra”:

Interessanti notizie sulla vita e l’attività all’interno delle scuole aretine si ricavano dal resoconto di un esperimento di propaganda igienica nelle scuole e nei ricreatori frequentati specialmente dai figli dei richiamati, organizzato dal ministero dell’Interno e da quello della Pubblica Istruzione per l’anno scolastico 1916/17 in alcune città della Toscana. Ad Arezzo la responsabilità  della campagna di educazione sanitaria fu affidata al Dottor Giuseppe Ficai (1881-1960), Direttore del Laboratorio d’Igiene di Arezzo, che decise di operare il programma di educazione sanitaria nelle zone a maggior rischio della città. Scelse pertanto la prima e la seconda classe nella scuola elementare maschile di Sant’Agnese, in Via Pellicceria, dove c’erano 40 alunni in prima e 46 in seconda, e la prima e la seconda classe della scuola elementare femminile di San Pietro in via Bicchieraia, dove c’erano 38 alunne in prima e 50 in seconda. Ficai scelse anche l’Asilo infantile Aliotti, allora come ora diretto dalle Figlie di Carità, che nelle quattro sezioni ospitava complessivamente 340 alunni (170 maschi e 170 femmine). Ficai scelse anche di estendere l’azione di educazione sanitaria agli asili nido (che allora come in tutt’Italia si chiamavano  <crèche>, sempre presso gli asili Aliotti, che era formato da 20 maschi e 20 femmine. Lo stesso Ficai riferisce di <…..aver potuto ottenere che le inservienti delle scuole  passassero sui pavimenti delle aule e dei corridoi segatura bagnata con soluzioni disinfettanti¸e che ogni giorno lavassero abbondantemente le pareti, il pavimento e il sedile delle latrine con soluzioni disinfettanti  e deodoranti, ed occorrendo anche più volte.  E soggiunse gli  infelicissimi locali scolastici di quella città furono da lui ritenuti  in ogni circostanza ritrovati in istato di sufficiente pulizia nonostante che alcuni assai male vi si prestino.” ………………………….

Continua ancora il  dottor Ficai nella sua relazione: “Ogni cento alunni ne ho trovati appena dieci che fossero abbastanza, se non addirittura puliti. Nelle mie prime ispezioni  ne ho trovati almeno il 90% che avevano mani, faccia, collo, orecchi così sporchi da essere autorizzato a ritenere che almeno da una settimana non avessero toccato acqua. Più del 60% ho trovato infestati da pidocchi, su 200 alunni ne ho trovati 3 tracomatosi, 5 affetti da congiuntivite, 2 otite purulenta cronica, 18 da eczema alla faccia e al cuoio capelluto, 5 da adenopatia  cervicale cronica in via di suppurazione. Sebbene la maggioranza degli alunni appartenga a famiglie di operai, pure è veramente riprovevole la trascuratezza e la sporcizia  degli abiti. ……………La pulizia della bocca e dei denti  tra questi piccoli esseri che si affacciano alla vita, è sconosciuta. La carie dentaria è tanto comune che una buona dentatura costituisce l’eccezione. E lo stesso sanitario nella sua relazione finale  aggiunge che, ad alcuni ragazzi la mamma cambia la camicia ogni 15 giorni, e che non son pochi gli alunni che al mattino recansi  a scuola senza esseri affatto lavati  e pettinati. Molti ragazzi, anzi, gli avevano confessato  che lo facevano soltanto la domenica. “…………………..”   Inoltre c’era il problema delle abitazioni malsane. L’infanzia in questi ambienti malsani, contrae abitudini essenzialmente antigieniche ed antisociali;  crescendo in un’atmosfera di sporcizia e di luridume si forma un <habitus> antitetico non solo con la più rudimentale educazione igienica ma paranco civile. “……………”  C’è da notare che in tutta la Toscana le condizioni delle scuole scelte per la propaganda   erano particolarmente cattive e in pessime condizioni, tanto da essere segnalate sia al ministero dell’Interno, sia al ministero della Pubblica Istruzione:……in alcune scuole di Arezzo le aule sono così strette che alcuni alunni stanno per turno seduti, oppure un banco a due posti  deve servire per tre scolari. Viene segnalato anche che nelle latrine sono state trovate delle impronte digitali sulle pareti anche quando la mancanza dell’acqua non poteva essere un pretesto per la trascurata pulizia.”……………………….”   Tornando alla pulizia corporale non si pensi che il problema fosse presente solo ad Arezzo oppure che fosse legato al periodo bellico; rientrava in un generalizzato stile di vita e nella condizione disagiata dell’infanzia. “……….Nell’immediato dopoguerra ci fu un’impennata dei casi di tubercolosi, che colpirono fortemente i bambini, soggetti particolarmente esposti al contagio; ci furono notevoli dissesti socioeconomici e l’incremento del numero degli orfani. Poco dopo arrivò la pandemia universale definita <spaniola>: l’unico sistema per evitare il contagio, ed interrompere così la trasmissione, era l’allontanamento dei bambini  dalle scuole, che in molti casi furono addirittura chiuse.”

Che dire, potrei ancora citare altri numerosi annosi problemi della vita civile , istituzionale e politica irrisolti che furono immediatamente affrontati e trovarono soluzione in breve tempo, pur considerando la crisi mondiale del 1929 ( sempre provocata dai soliti noti ! ) ed ancora: la pesante situazione finanziaria ereditata da Mussolini per il forte indebitamento con la Banca d’Inghilterra e con gli Stati Uniti, la crisi del mediterraneo, la fame endemica del popolo, la riconquista della Libia, le sanzioni economiche, l’industrializzazione di un paese economicamente arretrato, ecc. ecc. Per tutto questo rimando all’interessantissimo lavoro dell’indimenticabile  Alberto Mariantoni “Le storture del male assoluto” di recente pubblicazione dell’Editore <Herald>.

A questo punto il solito noto antifascista di antico e nuovo pelo griderà scandalizzato:  e le leggi razziali ? Prima di tutto leggetele attentamente e poi inquadratele nel contesto storico e vi renderete conto chi è stato a dichiarare  guerra, per primo,  all’Italia proletaria e fascista.

Stelvio Dal Piaz

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7 risposte a IL REGIME….”INFAME”.

  1. Cursus Honorum ha detto:

    Sarebbe bello che a scuola fosse insegnata la storia…quella vera.

    E’ molto semplice occuparsi di storia e leggere il seguente articolo che spiega chi fu a dichiarare guerra…

    http://www.oocities.org/it/brigatanera88/dichiarazioneguerraebraica.htm

    Stiamo parlando del 1933…

  2. Cursus Honorum ha detto:

    l’articolo originale è questo e non ce lo siamo certo inventato noi.

  3. Fernando Volpi ha detto:

    E invece oggi abbiamo autobus senza gasolio per il pubblico trasporto, strade con voragini da mortaio, il 90% delle scuole non a norma, l’Ilva, Porto Marghera, Radio Vaticano…….Siamo un paese in fase di putrefazione!!

  4. Egeo Francois ha detto:

    La guerra contro di noi sta continuando.
    Costoro vogliono ridurci come vasalli dei banchieri (si sa di chi siano le banche) auguriamoci che il popolo italiano ed i popoli europei capiscano di chi è la colpa di quanto sta accadendo, così capiranno pure che non furono Hitler e Mussolini a dichiarare la guerra,ma coloro che di questa ne hanno fatto un industria per poter controllare il mondo occupato dagli angloamericani ,che viene definito libero mentre di libertà non ce ne è alcuna.

  5. Daniela Roccella Usn ha detto:

    …Molto toccante lo “scorcio storico” legato all’infanzia di quell’epoca ed ai disagi estremi nei quali versava, fino all’avvento del Fascismo che attivò da subito un’azione di recupero e di attenzione sociale che raccolse tutti, fino ai più umili e ai più fragili….bambini, giovani, donne, malati, vedove, orfani…..restituendo loro Dignità e Disciplina Individuale nonché l’Orgoglio di Essere parte integrante ed organica del Popolo Italiano!…..
    Offro un racconto dell’epoca, una testimonianza diretta di un fatto realmente accaduto (simile a migliaia di altri che accaddero nei vari territori italiani):….un bambino, nato in una famiglia umile con sette figli, vestito con abiti logori, sporchi e di taglia troppo piccola per la sua età…prese dalla tasca un pezzetto di gesso raccolto in un cantiere e, siccome era nato con il dono dell’arte, in un angolo della piazza del paese cominciò a realizzare una madonnina sul pavimento di pietra; ad un tratto un Gerarca Fascista gli si avvicinò, gli chiese il nome e glielo fece ripetere con tono maggiormente sonoro, aggiungendo “Tu devi essere orgoglioso di te stesso”.
    Lo portò alla sede del Partito, i fascisti lo aiutarono a lavarsi, chiamarono il barbiere per fargli fare un bel taglio di capelli, gli consegnarono una divisa da Balilla e gliela fecero indossare; poi lo accompagnarono a casa, bussarono alla porta. I genitori aprirono e si ritrovarono sull’uscio quel bimbo splendente di orgoglio…..I Fascisti dissero “siate orgogliosi di ognuno dei vostri figli”….nutriteli, oltre che con il cibo…di Affetto, di Entusiasmo e di Dovere. Lasciarono loro anche delle coperte.
    Dall’indomani il presidio Fascista diede indicazione ad ogni famiglia che ogni bambino, oltre alla scuola, avrebbe dovuto frequentare la “scuola di mestiere” imparando arti e maestranze presso artigiani locali,….(sarte, ricamatrici, pittori, falegnami, fabbri, artisti, musicisti…..)…..

  6. Daniele ha detto:

    Le “leggi razziali” furono fatte per colpire un nemico interno sabotatore legato ad ambienti massonici che non si riconosceva a pieno titolo come Popolo Italiano e minacciava quindi l’idea di Nazione. Furono colpiti gli ebrei antifascisti, legati a circoli massonici non quelli iscritti al pnf, quelli che combatterono per la prima G.M., in Libia, in Etiopia, nella guerra civile spagnola nè le loro famiglie nè le famiglie dei Caduti in quelle guerre. Per quanto riguarda gli insegnanti e i bambini allontanati ricordo che il Regime mise a disposizione scuole apposite. Del resto già nel ’37 Mussolini e Farinacci invitarono più volte la Comunità in questione a scegliere tra sionismo e italianità senza avere riscontri. Questo gli antifascisti non lo dicono.

    Ps un saluto a Stelvio, credo di dover essere costretto ad astenermi alle prossime elezioni alla fine visto che FN non è stata ammessa nella mia circoscrizione salvo ricorsi

  7. Vincenzo ha detto:

    “MOLTI NEMICI MOLTO ONORE”!!!!!
    EJA!!

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