LA GRANDE ASSENTE.

GentileNell’immondo teatrino che precede le prossime elezioni politiche mancano totalmente articolate e puntuali analisi sui problemi reali che interessano i cittadini. Si rincorrono demagogicamente con promesse che nessuno di loro sarà poi in grado di mantenere. Ciò conferma quanto  noi sosteniamo da tempo e cioè che ormai il nostro destino è nelle mani della plutocrazia europea e mondiale anche per l’assenza  di uomini all’altezza di difendere gli interessi dell’Italia in Europa e nel mondo. Fatta questa premessa dobbiamo comunque rilevare che la grande assente nel dibattito formale a cui stiamo assistendo è la SCUOLA che, ormai da anni, è il settore più trascurato e quando lor signori se ne occupano è solo per diminuire il suo bilancio e scaricare sugli insegnati ulteriori impegni. Basti pensare che il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, organo di rilevanza costituzionale,  è ormai decaduto da ben quattordici anni e quindi abbondantemente decaduto. Tutto ciò è la riprova della povertà progettuale di una classe politica senza idee e incapace di governare anche in situazioni di normale amministrazione, figuriamoci in momenti in cui sarebbero necessari provvedimenti  eccezionali, adeguati e tempestivi. La scuola italiana è in coma profondo e questo significa non costruire il futuro e ingannare le giovani generazioni che si troveranno ad affrontare la competizione per la vita in condizioni di netta e palese inferiorità.

Voglio ricordare ai nostri iscritti dell’Unione per il Socialismo Nazionale e a quanti ci seguono la premessa al nostro articolato progetto per la riforma della SCUOLA: “Il riassetto del sistema scolastico riguarderà tutti i settori in maniera organica; la scuola di ogni ordine e grado, dalla maternità all’università, deve tornare ad essere la struttura portante della società nazionale  in una prospettiva europea e pertanto essa, nei contenuti e negli ordinamenti, dovrà risultare funzionale ad un disegno politico  che si deve realizzare attraverso una istituzione educativa che stimoli e favorisca la partecipazione attiva e propositiva di tutte le componenti scolastiche  e delle categorie professionali interessate secondo ruoli e funzioni ben definite.”

Al destino e al buon funzionamento della scuola sono interessati milioni di cittadini italiani in relazione alla loro funzione e presenza nella società: gli alunni, gli insegnanti (i più  sacrificati in questo momento !), i genitori degli alunni, i rappresentanti delle varie professioni, arti e mestieri. Noi ci auguriamo che di tutto ciò questi milioni di italiani si ricordino in coincidenza delle prossime elezioni politiche. Tutti sanno quale è la nostra posizione di fronte ai prossimi ludi cartacei: bruciare le schede delegittimando così questi usurpatori del potere.

Stelvio Dal Piaz

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7 risposte a LA GRANDE ASSENTE.

  1. Fernando Volpi ha detto:

    Dove le scuole funzionano e bene le persone acquisiscono coscienza e volonta’ ….. E se questo accadesse la prima cosa che le giovani generazioni vorrebbero sarebbe un cambiamento di uno status quo putrescente! E questo non se lo possono permettere!!

  2. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Invito quanti sono interessati sull’argomento ad approfonndire la conoscenza dei compiti attribuiti dalla legge al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione che, fra le altre competenze, ha anche quello di esprimere pareri obbligatori sul funzionamento delle scuole di ogni ordini e grado; è inoltre l’organo di gestione e di rappresentanza di tutto il personale scolastico. Il fatto di aver fatto decadere un organo così importante è significativo del fatto che i vari ministri che si sono succeduti in Viale Trastere al palazzo della Minerva hanno volutamente baipassare taler organo di rilevanza costituzionale, evitando così anche la rappresentanza del personale che è stato “tutelato” (si fa per dire !) solo dai sinbdacati di regime.

  3. francesco ha detto:

    Il regime globalista ha tutto l’interesse a rendere l’ istruzione sempre più’ elitaria. La mancanza di senso critico li rafforza

  4. Daniela Roccella Usn ha detto:

    …La “Scuola” così come anche la “Sanità” sono state messe in ginocchio, oltre che per gli aspetti finanziari, anche per gli aspetti valoriali, etici e di spirito di servizio.
    Il particolare che maggiormente si coglie nelle loro dinamiche, è la disumanizzazione del contesto; l’eccesso di burocrazia e le complessità procedurali applicate ai vari “protocolli” hanno snaturalizzato professioni come quelle degli insegnanti (nella scuola) e del personale sanitario (in sanità) imbrigliandoli tra indicatori di risultato, statistiche, formalità e obiettivi di risultato.
    E’ stato esasperato il patto tra docente e discente,…è stato demolito il patto tra medico e paziente; … abbiamo ormai compreso che il “Sistema” impera su di un terreno di disgregazione sociale…..per tale motivo condivido pienamente Stelvio Dal Piaz quando cita:
    “Voglio ricordare ai nostri iscritti dell’Unione per il Socialismo Nazionale e a quanti ci seguono la premessa al nostro articolato progetto per la riforma della SCUOLA: “Il riassetto del sistema scolastico riguarderà tutti i settori in maniera organica; la scuola di ogni ordine e grado, dalla maternità all’università, deve tornare ad essere la struttura portante della società nazionale in una prospettiva europea e pertanto essa, nei contenuti e negli ordinamenti, dovrà risultare funzionale ad un disegno politico che si deve realizzare attraverso una istituzione educativa che stimoli e favorisca la partecipazione attiva e propositiva di tutte le componenti scolastiche e delle categorie professionali interessate secondo ruoli e funzioni ben definite.”

  5. Anonimo ha detto:

    Articolo perfetto!!! A proposito di “Protocolli”,vorrei qui ricordare i cc.dd. “Protocolli degli anziani savi di Sion”.Alla faccia di chi ancora ne contesta la veridicita’. Si sono attuati e si stanno attuando in ogni loro minuscolo punto!!! Questa e’ la cosa piu’ grave che sta accadendo!!! Prendiamone coscienza tutti!!! E cerchiamo subito un rimedio prima che sia troppo tardi!!!

  6. wids72 ha detto:

    Gli apparati usurai apolidi mondialisti asettici ad ogni foma di nazionalità e cultura in tal senso operano sistematicamente per abbattere ogni elemento aggregante della società che la rende nazione; nei decenni del dopoguerra con il pretesto democratico assembleare, hanno distrutto, nella logica della spirale debitoria, famiglia, scuola, sanità, pensioni, lavoro rendendo le persone egoisticamente isolate inniettando il virus della competizione capitalista. Una nazione, un popolo cooperante avrebbe coscienza e valore da contrapporre e non sarebbe permeabile alle ideologie globalizzanti del pensiero unico….Noi che conosciamo, che analizziamo, che sentiamo una realtà diversa…”socialista nazionale”, diffondiamo ed esprimiamo con ardore e determinazione il valore costruttivo di un idea…In alto i cuori!!!!

  7. Antonio Pocobello ha detto:

    Riforma della scuola Gentile

    R.D.L. n° 1054 del 6 Maggio 1923

    La data di promulgazione, solo otto mesi dopo la Marcia su Roma, essendo Giovanni Gentile Ministro dell’educazione Nazionale del primo governo Mussolini, indica chiaramente l’attenzione particolare del Fascismo al problema della scuola.
    L’istruzione è e sarà sempre per il Fascismo una istanza primaria, vista anche nell’ottica della strada maestra per il riscatto delle fasce più deboli che la mancanza d’istruzione relegava nei più bassi gradini della scala sociale senza la possibilità di uscire dal ghetto per il semplice motivo che, come ebbe a dire Mussolini: “..l’ignoranza significa esclusione dalla partecipazione…”.
    L’anelito verso il modernismo che pervade il movimento Fascista sin dalle sue origini, probabilmente influenzato anche dalla presenza nelle sue file di futuristi come il Marinetti, spinge il nuovo governo a programmare una numerosa e preparata classe dirigente in grado di supportare un vasto progetto di sviluppo Nazionale, obiettivo questo non realizzabile senza una scuola moderna, razionalizzata, dinamica, produttiva ed accessibile a tutti.

    Definita, anche dai più pregiudiziali antifascisti, la più importante ed organica riforma della scuola del secolo XX°, la riforma Gentile pose mano ad una situazione disordinata ed approssimativa di una scuola che oltre che essere vecchia, poco formativa e disorganizzata, era fortemente selettiva a favore dei ceti abbienti trascurando il compito di dare preparazione e cultura a tutti i Cittadini.
    La riforma Gentile succede alla Legge Casati del 1859 che stabiliva gli ordini d’istruzione, istituiva un corso di studi tecnici della durata di tre anni e rendeva l’istruzione obbligatoria sino alla seconda classe elementare.
    Il nuovo livello scolastico obbligatorio viene elevato alla quinta classe elementare, ma la proibizione dell’avvio al lavoro dei giovinetti prima dei 14 anni, sposta di fatto tale obbligatorietà sino alla fine del ciclo dell’avviamento o della terza media.
    La riforma ebbe un’impronta umanistica, formativa e culturale contro l’utilitarismo arido e l’enciclopedismo e comprese, tra le materie d’insegnamento anche l’istruzione religiosa.
    Altre caratteristiche specifiche della riforma Gentile sono:
    l’introduzione dello studio del Latino in tutti gli ordini di scuole medie, l’introduzione degli esami di stato professionali per i laureati, la nomina ministeriale per Rettori, Presidi e Direttori didattici, l’ammissione delle Università libere, gli esami di Stato per l’ammissione ad ogni ordine e grado superiore d’istruzione e l’istituzione dei Provveditorati agli studi che vengono distribuiti, nel tempo, su scala provinciale.
    Vengono riordinati i cicli di studio medio superiore sia per il conseguimento dei diplomi nelle varie specializzazioni che per l’accesso all’università che viene suddiviso in due categorie di Liceo, quello Scientifico per le facoltà scientifiche e quello Classico per tutte le altre facoltà anche se non squisitamente umanistiche come per esempio quella di Medicina.
    In relazione alle “Dichiarazioni” della Carta della Scuola, che con la Carta del Lavoro emanata successivamente nel 1927 formerà il binomio cardine della filosofia sociale del Fascismo, il principio dell’obbligo scolastico assume il nuovo significato di “Servizio Nazionale” ed in coerenza con la Legge che ammetteva al lavoro i giovani solo dopo il compimento del 14° anno d’età, l’istruzione elementare viene suddivisa in quattro cicli:

    1. Scuola materna biennale, vera e propria scuola di stato per bambini dai quattro ai sei anni, che non si sostituisce agli asili per età inferiori e di natura privata già
    esistenti, ma serve ad essi di efficace orientamento.

    2. Scuola elementare triennale per i fanciulli di 6 -7 – 8 anni distinta in urbana e rurale.

    3. Scuola del lavoro biennale per i fanciulli dai 9 ai 10 anni nella quale, al normale insegnamento culturale era abbinata la conoscenza e la coscienza del lavoro in tutte le più salienti manifestazioni.

    4. Scuola media o scuola artigiana o scuola Professionale, alle quali si accedeva dopo avere superato gli appositi esami di ammissione, per completare l’ultimo ciclo dell’istruzione primaria dall’ 11° à al 14° anno d’età e che aveva la durata di tre anni.
    La scuola Artigiana, distinta in tipi a seconda delle caratteristiche dell’economia locale, mirava a dare, con la necessaria cultura generale e tecnologica, un rapido addestramento ai diversi mestieri, fornendo gli elementi fondamentali, scientifici e tecnici che valgono per tutti i lavoratori e per tutte le specie di lavoro.
    I ragazzi che dopo la scuola del lavoro intendevano prepararsi alle esigenze proprie del lavoro nei grandi centri, potevano scegliere di frequentare la scuola professionale, triennale, seguita dalla scuola tecnica, biennale, orientate specificatamente agli impieghi minori ed al lavoro specializzato nelle grandi aziende industriali, commerciali ed agrarie.
    Chi accedeva alla scuola media, vi trovava una scuola propedeutica che lo preparava al proseguimento degli studi medi superiori.

    Per quanto riguarda l’Ordinamento generale, in basa alla Carta della Scuola è possibile distinguere, in definiva, i seguenti ordini di studio:

    I°) Elementare
    a) Scuola materna, biennale
    b) Scuola elementare, triennale c) Scuola del lavoro, biennale

    II°) Medio
    a) Scuola Artigiana , triennale b) Scuola Media, triennale
    c) Scuola Professionale, triennale d) Scuola Tecnica, biennale

    III°) Superiore
    a) Liceo Classico, quinquennale
    b) Liceo Scientifico, quinquennale
    c) Istituto Magistrale, quinquennale,
    d) Istituto Tecnico Commerciale, quinquennale
    e) Istituto Tecnico per Periti agrari e industriali, per

    Geometri e Nautico, quadriennale

    IV°) Universitario
    a) Facoltà di Giurisprudenza, di scienze politiche e di Economia e commercio
    b) Facoltà di Lettere e filosofia e di Magistero
    c) Facoltà di Medicina e Chirurgia e di Medicina Veterinaria
    d) Facoltà di Scienze matematiche , fisiche e naturali, scienze statistiche, demografiche ed attuariali
    e) Facoltà di Farmacia
    f) Facoltà d’Ingegneria, d’ingegneria mineraria, di Chimica industriale
    g) Facoltà di Architettura h) Facoltà di Agraria
    i) Scuole dirette a fini speciali

    I corsi di studio per il conseguimento dei titoli accademici hanno la durata da quattro a sei anni.
    Eccezionalmente, alcuni corsi possono avere una durata inferiore

    Presso le facoltà possono inoltre essere istituiti per i laureati, corsi di perfezionamento e corsi di specializzazione.

    Oltre agli ordini di studio sopra citati, costituiscono ordini speciali di studio e di addestramento:

    I°) Istituti d’istruzione e d’arte così distinti:
    a) Corso di avviamento all’arte, triennale b) Scuola d’arte, quinquennale
    c) Istituti d’Arte della durata di otto anni
    d) Corsi di Magistero per il disegno e per l’Arte applicata, biennali
    e) Liceo Artistico, quinquennale
    f) Accademia d’Arte, quadriennale
    g) Conservatorio di Musica, da sei a dieci anni a seconda delle discipline
    h) Accademia d’Arte Drammatica, triennale

    II°) Gli istituti per l’educazione e la preparazione della Donna, così distinti:

    a) Scuola Media femminile, Triennale b) Magistero femminile, biennale
    III°) Corsi per la formazione ed il perfezionamento dei Lavoratori

    Come si può vedere, la riforma Gentile è stata, oltre che fortemente innovativa e moderna, anche molto articolata e specifica, tanto da ricoprire non solo tutte le necessità di cultura e d’istruzione che la società degli anni venti voleva soddisfare, ma da essere ancora moderna ed efficiente, con gli eventuali aggiornamenti necessari, anche negli anni 2000.
    Tant’è che, nonostante i tentativi pasticcioni dei vari ministri che recentemente hanno tentato di modificarla, e le cui riforme sono state quasi sempre peggiorative dello “stato quo ante” vedi l’abolizione del Latino e dello studio dei Classici.., essa è ancora la colonna portante della cultura e della scuola Italiane ed ha formato generazioni di professionisti e d’intellettuali che
    costituiscono uno dei vanti dell’Italia!

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