REGIONES DELENDAE SUNT.

province1DIAMO COPIA DI UNA LETTERA INVIATA ALL’ATTENZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LETTA DA PARTE DEL COMITATO PENSIONI DI REVERSIBILITA’ CHE CORRISPONDE AL NOSTRO COMUNE SENTIRE:

Torino, 20 maggio 2013

AL PRESIDENTE  ENRICO LETTA:  regiones delendae sunt

Il CoDiPeR (Comitato per la Difesa delle Pensioni di Reversibilità),  di cui faccio parte,  è  preoccupato per l’enorme debito pubblico , per le tasse esose che strangolano l’economia,  per i posti di  lavoro che si riducono  ogni giorno ,  per la  precarietà dello  stesso,  per la disperazione che, sempre più frequentemente,  porta i cittadini  a compiere gesti estremi.  Manca la speranza, manca una serena visione del futuro e predomina l’incertezza.  Inoltre gli  stipendi  e le pensioni  si  sono sensibilmente assottigliati     causa  l’aumento delle tasse regionali e comunali.

Quando  è nata  la Repubblica  gli enti locali   erano soltanto     i Comuni e le Provincie. Le Regioni, se pur previste dalla Costituzione,  sono state istituite  negli anni 70.  Prima di allora  l’Italia, non solo si era lasciata alle spalle le macerie, la miseria e i lutti della seconda guerra mondiale,  ma, addirittura,  aveva vissuto il mitico  periodo  denominato    “miracolo economico”. Da quando   sono  nate   le Regioni  il debito pubblico ha avuto un incremento  fuori controllo  e non c’è verso di arrestarlo. Che le Regioni  siano  centri di corruzione e di malaffare è sotto gli occhi di tutti. Per tutte queste ragioni la cosa sensata da  fare è  abolirle  tutte e   venti  in un colpo solo.  I nostri padri latini direbbero: “REGIONES DELENDAE  SUNT”.

Se per abolire le Regioni è necessaria una legge costituzionale,  per togliere  ai politici  i privilegi assurdi, insensati, inammissibili,  vergognosi e, soprattutto incostituzionali,  che   si sono attribuiti, quali i vitalizi,  TFR,  sanità privata per sé stessi, per i  famigliari e conviventi (di  genere  maschile e  femminile),     non è necessaria alcuna legge. Basta  applicare l’art. 69 della  Costituzione  che prevede per i  parlamentari   una indennità.

 Tutti   i privilegi che gli stessi  si sono concessi sono un furto che deve cessare immediatamente e non possono       essere considerati  “diritti  acquisiti”. Chi si oppone  non è un “onorevole”, ma  una  “ sanguisuga della Repubblica”.  Mi rendo conto  che non sia   semplice togliere i vitalizi  a chi  ne beneficia,    e che,  in ogni caso,  vanno tutelati  coloro a cui sono state  fatte delle   trattenute.    Questo, però,  non è un problema che   riguarda il popolo italiano  assillato da ben altre gravissime preoccupazioni.

Il CoDiPeR  nell’ottobre 2011 presentò  a Camera e  Senato, una petizione  per la revisione dell’istituto dei vitalizi dei parlamentari (petizione n. 1318 e n. 1358) , che, ovviamente, non è stata presa in alcuna considerazione. A distanza di quasi due anni la situazione economica del Paese è ulteriormente peggiorata e il Governo è alla disperata ricerca di risorse. Noi ci permettiamo di dare un suggerimento che farebbe  risparmiare alle casse statali notevoli somme e  consentirebbe al popolo italiano di intravedere un futuro più roseo: DELENDA PRIVILEGIA

Auguri di Buon Lavoro

Giuliana Tofani

CoDiPeR  Torino

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8 risposte a REGIONES DELENDAE SUNT.

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    La soppressione delle regioni è parte fondamentale del nostro progetto istituzionale. La moltiplicazione di spesa è stata l’origine del dissesto finanziario e la fonte della corruuzione più sfrenata e fuori controllo. Fra l’altro le regioni furono istituite senza una “legge quadro” che ne indicasse con chiarezza le funzioni ed i compiti, per cui iniziò fin da subito il contenzioso con lo Stato centrale. Basti ricondare che la spesa sanitaria, gestita dalle regioni, fece passare la spesa da 50 miliardi di euro ( rapportati al valore della lira dell’epoca ! ) ad oltre 110 miliardi, e tutto ciò in pochissimo tempo senza per questo migliorare il servizio.

  2. Daniela Roccella Usn ha detto:

    …difatti, le deleghe assegnate dallo Stato alle Regioni (poi indirizzate verso gli enti locali sottoposti) hanno rappresentato lo smantellamento dello Stato Sociale e di Diritto…
    Il Governo Centrale, delegando, si sgrava dalle responsabilità come Ponzio Pilato e lascia la gestione degli stanziamenti ai carrozzoni regionali che, essendo strutture vicine alle “cancrene della corruzione e dei clientelismi territoriali, operano le loro scelte strategiche in base a “egotiche convenienze di potere”…..ribaltando i tagli costantemente sulla pelle dei servizi e dei cittadini (soprattutto in tema di lavoro, sociale e sanità)….senza mai scalfire le “voci di bilancio politicizzate….
    Agiscono tutte così a prescindere dal colore politico…

  3. wids72 ha detto:

    Le Regioni, un carrozzone partitocratico clientelare, uno dei tanti scempi istituzionali di questa republichetta italiota che ci ha ridotto allo stremo sociale e politico….

  4. venividivici@libero.it ha detto:

    Piena condivisione con quanto scritto da Stelvio Dal Piaz…. Però diamo a Cesare quel che è di Cesare….quale fu l’unico partito a fare OSTRUZIONISMO parlamentare contro l’Istituzione delle regioni? Come vedete l’MSI tanto inutile non era…

  5. giuliana tofani ha detto:

    Faccio presente che oltre all’abolizione delle
    REGIONI il CoDiPeR chiede anche l’abolizione di tutti i privilegi non previsti dalla Costituzione, che i politici (SANGUISUGHE DELLA REPUBBLICA) si sono attribuiti.

  6. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Non ho mai detto che i MSI è stato inutile; ad Arezzo nella battaglia contro le regioni mi ” beccai ” pure una diffida da parte del Questore. Poi abbandonate queste sacrosante battaglie si è adeguato al sistema ed a finito per tradire i suoi postulati originari. Questa è storia ! Con l’occasione esprimo piena solidarieta alla Signora Tofani per la battaglia contro i privilegi della “casta”. In alto i cuori !

  7. giuliana tofani ha detto:

    Caro Prof. Dal Piaz, per smobilitare la “casta ” ci vuole la mobilitazione dei giovani!!!
    SURSUM CORDA

  8. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Il governo Letta è in uno stato confusionale per quanto riguarda le riforme istituzionali. Prevede la trasformazione del senato in camera delle regioni ma contestualmente non pensa di eliminare l’ente regionale così com’è attualmente quale organo politico elettivo.

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