IL TESTAMENTO DI DOMINIQUE VENNER.

DominiqueVennerNote biografiche: all’età di 18 anni si arruola volontario nell’esercito francese e serve come paracadutista in Algeria. È stato militante della Jeune Nation e dell’Organisation armée secrète (OAS) negli anni ’50, fondatore del gruppo Europe-Action negli anni ’60, membro, nel 1968, dei «Groupes de recherches et d’études pour la civilisation européenne».

Non condividiamo il gesto del suicidio inutile perché riteniamo migliore combattere vivendo (con il rischio eroico di morirne), ma é giusto riportare la Sua estrema testimonianza per la salvaguardia della “STIRPE”. (M.C.)Sono sano di spirito e di corpo e sono innamorato di mia moglie e dei miei figli. Amo la vita e non attendo nulla oltre di essa, se non il perpetrarsi della mia razza e del mio spirito. Cionondimeno, al crepuscolo di questa vita, di fronte agli immensi pericoli per la mia patria francese ed europea, sento il dovere di agire finché ne ho la forza; ritengo necessario sacrificarmi per rompere la letargia che ci sopraffà.
Offro quel che rimane della mia vita con un intento di protesta e di fondazione. Scelgo un luogo altamente simbolico, la cattedrale di Notre Dame de Paris che rispetto ed ammiro, che fu edificata dal genio dei miei antenati su dei luoghi di culto più antichi che richiamano le nostre origini immemoriali.

Mentre tanti uomini si fanno schiavi della loro vita, il mio gesto incarna un’etica della volontà. Mi do la morte per risvegliare le coscienze addormentate. Insorgo contro la fatalità. Insorgo contro i veleni dell’anima e contro gli invasivi desideri individuali che distruggono i nostri ancoraggi identitari e in particolare la famiglia, nucleo intimo della nostra civiltà millenaria. Così come difendo l’identità di tutti i popoli presso di loro, mi ribello al contempo contro il crimine che mira al rimpiazzo delle nostre popolazioni.

Essendo impossibile liberare il discorso dominante dalle sue ambiguità tossiche, spetta agli Europei trarre le conseguenze.
Non possedendo noi una religione identitaria alla quale ancorarci, abbiamo in condivisione, fin da Omero, una nostra propria memoria, deposito di tutti i valori sui quali rifondare la nostra futura rinascita in rottura con la metafisica dell’illimitato, sorgente nefasta di tutte le derive moderne.

Domando anticipatamente perdono a tutti coloro che la mia morte farà soffrire, innanzitutto a mia moglie, ai miei figli e ai miei nipoti, così come ai miei amici fedeli.
Ma, una volta svanito lo choc del dolore, non dubito che gli uni e gli altri comprenderanno il senso del mio gesto e che trascenderanno la loro pena nella fierezza.
Spero che si organizzino per durare. Troveranno nei miei scritti recenti la prefigurazione e la spiegazione del mio gesto.

Dominique Venner

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9 risposte a IL TESTAMENTO DI DOMINIQUE VENNER.

  1. Girobatoe ha detto:

    Meglio combattere che uccidersi. Ha creduto di uccidersi per poter combattere. GLORIA A LUI (comunque fra una settimana non se ne parla più).

  2. Daniela Roccella Usn ha detto:

    …Gli Stoici, nell’Antica Roma…dinnanzi alla tirannia, come ultimo atto di Dignità e di Libero Arbitrio, si toglievano la Vita….La deriva culturale e finanziaria mondialista attuata dalla plutocrazie è Tirannia….

  3. Daniela Roccella Usn ha detto:

    ….anch’io comunque sono per Credere, Obbedire e Combattere!

  4. wids72 ha detto:

    Non comprendiamo il gesto perchè della vita ne amiamo ogni fattura con dignità, comprendiamo il profondo dissenso interiore di un’anima delusa, ma comprendiamo ancor di più una vita combattendo per morire di un ideale affinchè questo venga seminato e fruttificato nei posteri…In alto i cuori!!!!

  5. Fernando Volpi ha detto:

    Su Fb Ho azzardato paragonare Venner ad un mostro sacro come Mishima ed un camerata mi ha ricordato che questo signore era comunque stato un membro dell’OAS…….verissimo e dunque è legittimo ricondurre il paragone entro un ben preciso limite. Vero è però che l’uomo ha lanciato un monito sul quale dovremo tutti riflettere.

  6. Fernando Volpi ha detto:

    Non potremo paragonarlo a Yukio Mishima ma sicuramente se avesse potuto farlo sarebbe stato a Berlino con la Charlemagne

  7. Paolo pontarelli ha detto:

    rispetto il gesto e la volontà, ma gli eroi ci servono vivi….e non venitemi a dire che gli eroi devono per forza morire, altrimenti non sono tali :)

  8. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Non si può negare che – a noi ancora vivi – ha lasciato un monito severo: INSORGERE contro la barbarie e non dimenticare il Suo gesto supremo altrimenti diventeremo anche noi degli zombi, nel qual caso la vita diventerebb un’offesa anche a tutti gli europei che si sono sacrificati per l’IDEA.

  9. Tammy L. Gilmore ha detto:

    Mentre tanti uomini si fanno schiavi della loro vita, il mio gesto incarna un’etica della volontà. Mi do la morte per risvegliare le coscienze addormentate. Insorgo contro la fatalità. Insorgo contro i veleni dell’anima e contro gli invasivi desideri individuali che distruggono i nostri ancoraggi identitari e in particolare la famiglia, nucleo intimo della nostra civiltà millenaria. Così come difendo l’identità di tutti i popoli presso di loro, mi ribello al contempo contro il crimine che mira al rimpiazzo delle nostre popolazioni.

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