NEMESI

noiviviIl significato della parola Nemesi ricorda sempre qualcosa di vagamente soprannaturale o divino, ma stavolta tale esercizio di “rivincita” deve essere ad appannaggio del popolo, e deve essere la comunità nazionale a compiere il suo destino senza attendere aiuti “illuminati” che (fortunatamente) mai arriveranno. A riprova di quanto sia preoccupante la situazione, la scorsa settimana abbiamo potuto leggere ed analizzare le devastanti cifre della disoccupazione italiana: “Nel primo trimestre del 2013 nuovo record negativo per la disoccupazione in Italia: il tasso di disoccupazione balza al 12,8% (+1,8 punti percentuali rispetto a un anno prima). L’Istat definisce questo dato il «massimo storico» da 36 anni: il livello più alto sia dalle serie mensili (gennaio 2004) che da quelle trimestrali, avviate nel primo trimestre 1977. Record anche per il tasso di disoccupazione dei giovani: i senza lavoro tra i 15-24enni attivi sono il 41,9% (6 punti percentuali in più nel raffronto tendenziale); e per le ragazze del Mezzogiorno tocca addirittura il picco del 52,8%. E anche i lavoratori a termine stanno calando. Nel primo trimestre 2013 sarebbero oltre 100 mila i precari in meno, secondo quanto certifica l’Istat, che evidenzia come «si interrompe la dinamica positiva dei dipendenti a termine» (-69.000), flessione che interessa «esclusivamente i giovani fino a 34 anni». Ritmi più sostenuti per il calo dei collaboratori (-10,4%), 45mila in meno sull’anno.”

Se osservate con attenzione le cifre sopra riportate, si può facilmente arrivare a calcolare, che a questi ritmi entro fine 2013 la disoccupazione arriverà ad un livello record del 15% e che entro 2 anni, probabilmente ci ritroveremo ai livelli della Spagna ossia ad una cifra prossima al 20%; dato che in una Nazione “divorata” dal debito, dove il gettito fiscale continuerà a diminuire, verrà ad alimentarsi una situazione economica e sociale al limite della sopportazione. In questa ottica il dato che sicuramente colpisce di più è quello dei giovani disoccupati; una cifra enorme che se “estesa” a tutti i cittadini comunque sotto i 30-32 anni, innalza la cifra del disastro a ben oltre un milione di persone. Al momento non è dato vedere un minimo segno di reazione da parte di questi ragazzi (la prima generazione che porterà i veri segni di questa devastante crisi), e tale immobilismo è sintomatico di come le giovani generazioni siano ormai completamente inebetite e inermi; solo i ragazzi più svegli, decidono di andarsene, non capendo che la loro scelta di sopravvivenza, crea danni irreparabili al futuro della nostra Nazione, e che tale situazione di crisi sarà sempre più contagiosa e la soluzione non sarà certo quella di girovagare per il globo in cerca di occupazione, rinunciando in toto alla propria identità e alle proprie radici, ma ritrovandosi ad essere un mero numero di matricola produttiva, che durante le pause di lavoro diventa un vorace consumatore.

Le cifre della disoccupazione sono anche figlie della crisi che colpisce le PMI italiane: “Nel primo trimestre 2013 in Italia i fallimenti delle imprese hanno toccato un nuovo record, con 3.500 procedure avviate, +12% rispetto allo stesso periodo del 2012. In base ai dati Cerved i concordati crescono del 76%, con un boom per quelli ‘in bianco’ introdotti dalla nuova legge di settore. Complessivamente le chiusure aziendali hanno accelerato di molto la loro corsa: nei primi tre mesi si contano circa 23mila imprese che hanno avviato una procedura di insolvenza o una liquidazione volontaria, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo del 2012. Oltre ai fallimenti, continuano infatti a crescere anche le liquidazioni: hanno deciso di chiudere volontariamente l’attività 19mila aziende in bonis (senza precedenti procedure concorsuali), un dato in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I primi tre mesi del 2013 hanno segnato una cambio di tendenza dei fallimenti dal punto di vista territoriale: il Nord Est, in cui il numero di default era in diminuzione dalla meta’ del 2011, ha fatto registrare una forte impennata delle procedure, con un incremento di quasi un quarto rispetto al primo trimestre del 2012 (+24%). L’aumento dei fallimenti non risparmia comunque nessuna area del Paese: la corsa procede con tassi a due cifre nel Nord Ovest (+15%) e a ritmi leggermente inferiori nel Centro Italia (+9%), nel Sud e nelle Isole (+3%).”

La situazione oltre che essere drammatica sarebbe potenzialmente esplosiva dal punto di vista sociale. Le strategie che attualmente il “Regime” usa per calmierare il dissenso e veicolarlo in valvole di sfogo che non siano destabilizzanti sono molte: si va dall’uso di “strillatori” alla Grillo (che pedessiquamente usa il termine “SIAMO UTILI ALLA DEMOCRAZIA”), a bombardamenti economico-mediatici fattivi ad impaurire e a rivolgersi verso un certo conservatorismo tranquillizzante, fino a più sottili strategie di “leggera tensione”, disagi per ora debitamente convogliati nella lotta all’interno del recinto popolare.

Tra l’altro proprio su Grillo da qualche settimana girano strane voci riportate e pubblicate in un suo libro da Luigi Bisignani, di cui riportiamo alcuni passaggi citandone opportunamente la fonte:

I rapporti dei servizi segreti degli Stati Uniti con Beppe Grillo sono il tema di un capitolo del libro intervista a Luigi Bisignani, ”L’uomo che sussurra ai potenti”, realizzato da Paolo Madron. Bisignani oltre a raccontare una vicenda gia’ conosciuta come il pranzo tra Beppe Grippo e alcuni agenti e diplomatici americani e il dispaccio dell’ex ambasciatore Ronald Spogli, aggiunge: ”Avendo avuto anch’io il dispaccio in mano, c’e’ qualcosa che andrebbe approfondito” in quanto sono stati occultati ”chirurgicamente quasi tutti i destinatari sensibili” tra cui oltre alla Casa Bianca, al Dipartimento di Stato e alla Cia ”c’e’ da scommetterci ci fosse il Dipartimento dell’energia e la National Secuity Agency, che si occupa soprattutto di terrorismo informatico”. ”Agli americani – spiega Bisignani – e’ noto il rapporto strettissimo che Grillo ha con due loro vecchie conoscenze. Franco Maranzana (Directors and Management stratex international), un geologo controcorrente di 78 anni, considerato il suo piu’ grande suggeritore su tematiche energetiche e ambientali non politically correct, in contrasto cosi’ con la linea ecologica che viene attribuita al movimento. E soprattutto Umberto Rapetto, un ex colonnello della Guardia di finanza”. L’occhio degli Usa su Beppe Grillo fin da tempi non sospetti e la longa manus di Washington ad accompagnarlo, come vent’anni fa accadde con Antonio Di Pietro. E’ l’analisi che Luigi Bisignani fa dei rapporti tra gli Stati Uniti e il leader di M5S in un capitolo di ‘L’uomo che sussurra ai potenti’ libro-intervista con Paolo Madron. “Mi sembra di rivedere il film con cui alcuni diplomatici Usa accompagnarono la corsa di Antonio Di Pietro” dice Bisignani nel volume pubblicato da Chiarelettere. Prova ne e’, secondo Bisignani, l’incontro che alcuni diplomatici e agenti Usa ebbero con il comico genovese nel 2008 “quando il fenomeno Grillo era ancora di la’ da esplodere”. “Agli americani e’ noto il rapporto strettissimo che Grillo ha con due loro vecchie conoscenze” dice Bisignani, “Franco Maranzana e Umberto Rapetto”. Il primo e’ un “geologo controcorrente, grande suggeritore su tematiche energetiche e ambientali, attenzionato perche’ molto polemico con le tesi portate avanti da Al Gore”. Rapetto, “ex colonnello della Guardia di Finanza” e’ definito da Bisignani “amico degli americani” che lo hanno “consultato come uno degli esperti piu’ importanti di anticrimine tecnologico”. Nel volume e’ riportato per intero il cablogramma che parti’ dall’ambasciata di Via Veneto per informare Washington delle impressioni avute durante il pranzo. “Molte idee di Grillo sono utopiche e irrealistiche” scrivevano i diplomatici che “quasi istintivamente” disconoscobbero “la validita’ del messaggio” pur riconoscendogli il ruolo di “credibile interlocutore per capire dal di fuori il sistema politico italiano” e la capacita’ di rappresentare una fetta di elettorato che non ha voce: “studenti e cittadini che si sentono privati dei diritti civili, ignorati dal sistema che al massimo ha nei loro confronti un atteggiamento accondiscendente”. Ma secondo Bisignani i rapporti tra il potere americano e Grillo non si fermano ai contatti con emissari del dipartimento di Stato. “Jim O’Neill, della banca d’affari Goldman Sachs, forse vede nei grillini il grimaldello per scardinare” l’euro. Inoltre “l’unico studio scientifico fatto finora sul Movimento 5 Stelle e’ stato commissionato al think thank inglese Demos supportato dalla Open Society” di George Soros “un altro guru del capitalismo americano, che lavora per destabilizzare” la moneta unica. Da non dimenticare, secondo Bisignani, la visita fatta dal capogruppo di M5S in Senato, Vito Crimi, e alla Camera, Roberta Lombardi, all’ambasciatore David Thorne all’indomani delle elezioni, ne’ il pubblico apprezzamento espresso dal capo della missione diplomatica Usa in occasione di una visita al liceo romano ‘Visconti’. Bisignani, poi, respinge ogni parallelo tra lo sbarco dei grillini in Parlamento e gli esordi romani della Lega. “Li’ c’era Umberto Bossi” dice, “erano pochi e c’era un capo assoluto che li aveva scelti e li comandava a bacchetta”, mentre Grillo “e’ un capo che la gran parte dei parlamentari eletti ha conosciuto solo via Internet: per questo i suoi di muovono disordinatamente”. (Fonte: IMOLA OGGI)

Questa lunga digressione ci è stata comunque utile per spiegare alcuni concetti.

Ponendo attenzione alle dinamiche sociali si possono riscontrare alcuni possibili “focolai di tensione” in molteplici ambiti  sia a livello italiano che a livello continentale:

  1. Scontro geografico/sociale fra Nord e Sud verso un etnonazionalismo antinazionale
  2. Scontri di Classe fra operai, precari, disoccupati contro una borghesia identificata nelle finte classi privilegiate (dipendenti pubblici/liberi professionisti…) e non nelle Corporation
  3. Ritorno agli Scontri ideologici fra Rossi e Neri simile a quelli della Prima Repubblica e conseguente repressione legale, con contorni di censura orwelliana
  4. Scontri Inter-Etnici fra Italiani ed Immigrati, favoriti da politiche sociali sconsiderate e provocatorie
  5. Scontri di Religione (variante del precedente) convogliati in ottica continentale e geopolitica di lotta fra Occidente e Islam radicale
  6. Scontri e Rivolte tra Cittadini contro il Palazzo simili a quelle avvenute in Grecia e facilmente represse (fatalmente improbabili in una nazione come l’Italia) .

A tal riguardo la situazione politica italiana è sufficientemente penosa da essere analizzata. Napolitano, Letta, Il Ministro di colore, il Presidente della Camera, ed i vari Progressisti d’Italia, sono convinti di potere imporre alla Nazione le loro priorità antinazionali, semplicemente perche’ sono di fatto al potere in maniera egemonizzante e della volonta’ popolare possono tranquillamente fregarsene, tra l’altro su una base di una presunta “Superiorita’ Morale” che era un vecchio vizio del PCI.

Le decisioni ormai vengono prese bypassando il processo elettivo. La loro Democrazia si e’ trasformata de facto in una dittatura. Un referendum popolare sul diritto di cittadinananza basata sulla nascita in Italia, cosi’ come il diritto al voto ecc. dimostrerebbe naturalmente che la loro non è la volontà popolare che pretendono di rappresentare, e conseguentemente mai concederanno il diritto di espressione alla comunità nazionale su tali argomenti perche’ sono certi di essere sconfitti. Per il Regime, la questione  si risolve a questo: se riescono ad ottenere due milioni di voti extra (in un periodo di propensione all’astensione) , cioe’ quelli degli Immigrati, riescono a sbilanciare qualsiasi risultato elettorale e rimanere inchiodati alle loro poltrone parlamentari per il prossimo mezzo secolo. E di questo sono perfettamente a conoscenza anche tutti i destroliberali, che puntellano solidamente un governo di salute nazionale. Per questo serve il voto agli immigrati, serve il Movimento 5Stelle, serve la repressione verso qualsiasi altra realtà politica.

La situazione della Destra italiana (liberale, nazionale, sociale…ossimori viventi) è allo stadio terminale, grazie a tutta quella pletora di poltronai vissuti anni e anni alla corte di Arcore, che hanno visto la loro estinzione durante le ultime tornate elettorali. Programmi finti, intere base militanti ingannate, neomissinismi d’annata: una serie di mendaci errori che ne hanno deliberatamente motivato la fine politica.

Osservando infine, quelle che sono le attuali caratteristiche dell’insieme di tutte quelle realtà antagoniste ed identitarie che una volta si dichiaravano “destre estreme” o “radicali” anch’esse (com’era nella natura delle cose che fosse) sono uscite “contate” e ridimensionate dagli ultimi ludi cartacei, mostrando degli evidenti limiti strategici (la partecipazione ai Giochi del Nemico), oltre ad una autoreferenziale divisione, limiti che segneranno il loro destino nei prossimi anni; a meno che, e non lo escludiamo, non si cerchino e si trovino, apparentamenti politici nell’Universo della Destra Nazionale, sopra menzionato.

Peraltro, in una situazione economica DEVASTATA, continuando a discutere di tali inutili facezie e di strategie poltronistico-elettorali, si va a creare un processo di distrazione di massa, nei confronti dei cittadini che ormai più non sopportano che esista il costo di una politica che e’ la piu’ dispendiosa del mondo con i suoi 945 Parlamentari superstipendiati e un esercito di portaborse, di assistenti, di impiegati nullafacenti, di consiglieri, una piovra che ha i suoi tentacoli dispiegati fino ai più reconditi enti territoriali. Tutti questi vagiti mediatici possono comunque fare dimenticare (ammesso e concesso che il cittadino lo sappia) il fatto che non abbiamo piu’ una Banca Centrale, che non possiamo più emettere Moneta, che abbiamo privatizzato tutta l’Industria Nazionale, che l’export che funziona più, che il turismo (altra risorsa per l’economia nazionale) è ridotto ai minimi termini, e non ultimo, che non siamo più dotati da decenni di un minimo di sovranità nazionale.

roma01g

La prima riunione del comitato di Resistenza Italiana, a cui sabato 1 giugno 2013 abbiamo convintamente partecipato, può e deve essere un ulteriore passo verso quella Liberazione Nazionale che ci conduca al pieno ripristino della Sovranità Nazionale, sovranità che ormai manca in Italia da oltre 60 anni, e di cui i cittadini devono sentirsi defraudati da un destino di mera colonia occidentale al servizio degli interessi di altri Stati e delle lobby dei banchieri.

Il Popolo deve scegliere il proprio destino e non subirlo.

JG

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Una risposta a NEMESI

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Occorre che le varie “isole di resistenza ” nate per iniziativa militante di molte realtà territoriali trovino il modo di unirsi in sinergie operative finalizzate alla controinformazione. L’Unione per il Socialismo Nazionale è aperto ad una collaborazione a 360° lasciando piena autonomia organizzativa interna alle singole realtà. In alto i cuori !

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