ROMA DIVINA

eterno

Dopo anni di permanenze frettolose a Roma, ho deciso di visitare l’Ara Pacis. Voglio sorvolare circa la mia opinione estetico –professionale dell’involucro sotto il quale e’ stato condannato il monumento perche’ con quello che desidero esprimere non ha nulla a che vedere; e’ forse meglio dire che ci riserviamo di esplorare l’argomento degli “Orrori” architettonici in Italia e dunque culturali in altro momento e forse in altra sede. Pochissimi i visitatori in quel particolare momento della giornata. Una folla di turisti godeva di un pomeriggio di sole dopo giornate metereologicamente miserabili, intorno alle fontane esterne , lasciando a me e alla mia compagna un momento perfetto per ripercorrere con gli audiovisivi la storia dell’opera, il contesto originale di realizzazione, la perdita e il recupero che, per inciso, fu opera quasi esclusiva della volonta’ riabilitatrice del Fascismo e dell’opera accademico professionale di quale straniero innamorato di Roma e della suo incommensurabile patrimonio…
Sono convinto che la commozione sia in qualche modo terapeutica per quella patologia dello sconforto nella quale affondiamo per mille e piu’ ragioni in questa Italietta al microchip che ci viene inflitta ed io , puntualmente… mi commuovo, quando con masochismo intellettuale mi piazzo davanti ad un Canova, un Caravaggio o comunque davanti alla testimonianza di quel rapporto privilegiato, di quell patto che la mia Stirpe ha stabilito con Dio in un passato che percepiamo sideralmente distante, eppure , in termini universali, cosi’ vicino.
Una arbusto scolpito nel marmo piu’ puro si sviluppa perimetralmente in una evoluzione botanica che passa attraverso la raffigurazione pagana della morte e prosegue oltre questa con una grazia sovranaturale sorvegliata all’esterno delle mura dala processione imperiale del potere temporale dei Cesari e dei Claudii. Il cuore dell’Ara e racchiusa frontalmente da una struttura architettonica progressiva e prospettica dalle dimensioni piene di una grazia “greca” realizzata con una combinazione di calcolo e cuore e passione, insomma…una meraviglia !
A fine visita ho superato la barriera di vetro entrando nell’area puntuale dei gadget che torturano ogni cosa interessante alla quale ci capita di assistere da qualche tempo. Libri, matite, cartoline ecc. L’occhio mi cade su un libretto di un centinaio di pagine a cura di un carneade che risponde al nome di Giulio Iacchetti e “Riempito”da una lista di personaggi non meglio identificabili. Il testo (si fa per dire) e in occasione del sessantesimo anniversario della “Costituzione” (?!) Il nome del tomello e’ “ITALIANITA’” che il curator descrive e qui quoto : “Distillato attuale della essenza della Italianita’”. Nel pattume letterario ampiamente reperibile in Italia, un testo simile si perderebbe tra le specialita’ della cucina Marchigiana e un manuale erotico per i malati di prostata ma siamo all’ARA PACIS e non in una edicola di borgata di periferia.
Compro il libercolo per 15 euro di corsa dopo averne sfogliato qualche pagina (devo averlo a tutti i costi!) , mi sistemo al sole all’esterno , accendo una sigaretta e leggo che si tratta di una lista di punti che ad avviso dei vari “Autori” racchiudono la nostra Identita’ nazionale. Ne elenco alcuni :
AGLIO, OLIO e PEPERONCINO, celebrata per la sua “facilita’ di progetto”, Il FAMOSO CIOCCOLATINO AL “BACIO” paragonato ad una “Mamma che non cambia mai”. Si passa dal calendario di “FRATE INDOVINO” al colore rosa della “GAZZETTA DELLO SPORT”, alla “CANZONE DEL SOLE” di Battisti, alla “NUTELLA” fino alle sei zampe del “CANE AGIP” e in una scivolata priva di freni verso il demenziale si tocca la “STRISCIA ROSSA DEI CALZONI DEI CARABINIERI” e dulcis in fundo….la “FESTA DELL’UNITA’’ ” !!!!!!
Richiudo il testo impegnativo e mi guardo intorno. Due coppie di Cinesi si fotografano vicendevolmente, due ragazzini si ricorrono sul travertino con dei monopattini e un anziano turista e’ seduto addormentato su uno scalino e sembra morto per la sua rigida compostezza. Inizia la lunga fase di un tramonto Romano. Il Tevere e’ a due passi ma e’ invisibile e io per dare un senso al tutto e con questo risparmiarmi una crisi depressiva, penso al fatto che il luogo si trova a 1472 metri dal POMERIUM dove al limite della citta’ i consoli, rientrati dalla Guerra restituivano la autorità militare (Imperium Militiae) riappropriandosi del ruolo Civile (Imperium Domi) e anche al dato curioso che Roma celebrava il principio di Pace (Di fatto) nel 9 AC , cioe’ un po’ prima delle farneticazioni dell’ONU e naturalmente della NUTELLA.
Signor Iachetti, voglia considerarsi in “Guerra” con me. Una Guerra che facilmente porta ad illustrarle che anche un insignificante gesto quale la pubblicazione del suo libercolo, possa contribuire a ridicolizzare la nostra appartenenza, la civilta’ folgorante dalla quale proveniamo e anche compromettere la forma all’interno della quale io e la mia gente vorremmo ancora esistere. Un consiglio: vada a vendere i suoi luoghi comuni altrove e riconosca il Sacro quando lo incontra, rannicchiandosi in silenzio nella dimensione che i nostri Dei le hanno attribuito per destino.

CM
Reparto USN Keller

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5 risposte a ROMA DIVINA

  1. Girobatoe ha detto:

    Sacrosantamente vero. E allora?

  2. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Caro Claudio, comprendo il tuo sconforto. Quando mi trovo a Roma non posso fare a meno di ricordarla nei giorni indimenticabili vissuti con il mio Babbo in momenti solenni e indimenticabili. I giorni dell’Impero. E allora vale sempre quanto affermato a suo tempo: ” QUOD NON FECERUNT BARBARI, FECERUNT BARBERINI “. Anche per questo noi combattiamo !

  3. wids72 ha detto:

    Nell’italietta dell’idiozia noi ci scostiamo anni luce in un pensiero di fulgido ardore che accompagna la nostra mente, il nostro cuore, i nostri sentimenti verso quell’ideale che in una continuità eterna va oltre la storia, oltre l’umanità, ci fa vedere e concepire un italia sovrana, libera, sociale e nazionale!!!! In alto i cuori!!!!

  4. Fernando Volpi ha detto:

    Pure io comprendo lo sconforto Claudio. ….. a mille metri dalla stazione termini, che di notte si trasforma in una suburra immonda e lercia di orina, c’è il Mosè di Michelangelo a San Pietro in Vincoli e un po’ più lontano il Palatino……e poi il Martirio di San Matteo del Caravaggio a San Luigi dei Francesi…….Dobbiamo dichiarare guerra alla grossolanita’ e a tutto ciò che è laido e greve! !!

  5. Lupo di Selva Usn ha detto:

    E’ DOLOROSO E INACCETTABILE VEDERE LA MAGNIFICENZA DEI SIMBOLI MONUMENTALI ROMANI E SAPERE “ROMA” NELLA MANI DI CHI STA SVENDENDO LA NAZIONE DELLA QUALE E’ CAPITALE.
    ANCOR PIU’ INFAMI SONO LE ISTITUZIONI E GLI ENTI CHE OCCUPANO CON LA LORO PRESENZA, LA LORO CORRUZIONE, LA LORO IPOCRISIA ED I LORO COMPROMESSI, GLI EDIFICI E LE OPERE CHE IL FASCISMO REALIZZO’ GRANDIOSAMENTE; ED HANNO PURE IL CORAGGIO DI NEGARNE O RINNEGARNE IL VALORE.

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