STORIA DI UN COMPAGNO CHE SBAGLIA.

775145_123304974509360_1922763452_oPosso dimostrare che la libertà di pensiero non è un valore oggettivo o attinente ai principi del diritto naturale secondo i quali ogni uomo nasce con un corredo di diritti che nessuno può coartare. Bella scoperta – qualcuno dirà – ma un conto è dire che non esiste piena libertà di scelta e un conto è toccare con mano.

Fatta questa premessa scendiamo ora sul terra terra e raccontiamo una storia tipicamente italiana,  quasi da goliardia estiva,  quando in calde giornate può capitare l’evento di cui si parlerà in paese per anni a venire. Veniamo ai fatti, che non sono frutto di immaginazione, ma rappresentano la più genuina delle verità. Siamo in un pomeriggio di una calda domenica di mezza estate e a discutere del prossimo campionato di pallavolo ci sono poche persone attorno ad un tavolo del bar Dolly di piazza.  Uno di loro, che chiameremo Fernando, è un conosciuto professionista, dirigente della squadra, già consigliere comunale e ben noto in tutto il comprensorio per la sua fede politica, che sconta gli strali della XII disposizione transitoria della Costituzione repubblicana.

Assieme a lui ci sono dei ragazzi (almeno tre), uno fa l’operaio e due sono disoccupati, tutti tesserati di Rifondazione Comunista e sfegatati tifosi della squadra di pallavolo. Tra una chiacchiera e l’altra,  con escursioni azzardate dalla bandiera rossobruna con i volti del “Che” e di Berto Ricci alla giocatrice bielorussa appena ingaggiata, uno dei tre ragazzi esterna un pensiero che sorprende il vecchio lupo fascista che è lì con lui. Il ragazzo,  che chiameremo Claudio, comincia a parlar male dei rom, del troppo buonismo verso tutti e tesse elogi di principi che dovrebbero essere ben lontani dai suoi o da quelli del partito al quale è iscritto.

Gli altri due compagni, amici e coetanei,  non confermano le sue esternazioni ma nemmeno lo contraddicono o lo censurano, segno evidente che tra le nuove leve comuniste il principio del “compagno da rieducare” ormai non attecchisce più di tanto. A questo punto Fernando pensa che il giovane o lo voglia prendere per i fondelli – ed è pronto a suonarlo dialetticamente – oppure che il caldo estivo ed una birretta di troppo abbiano compiuto quello che sembra il miracolo bombacciano.

Il ragazzo annuisce di fronte a certe affermazioni di Fernando sul fallimento della deriva elettoralistica cui si e’ votato il suo partito e, come un secchio di acqua gelata,  lo investe con una richiesta che ha quasi dell’incredibile: 《 voglio la tessera di Socialismo Nazionale 》. L’interdizione di Fernando è evidente,  mentre gli altri due compagni sorridono, quasi sapessero già qualcosa delle intenzioni di Claudio. L’incontro si scioglie con l’invito che Fernando fa ai tre compagni di leggersi il Manifesto contro il Destrismo e contro il Sinistrismo scritto dai Socialisti Nazionali.

Passano solo due giorni e il buon Claudio capita al bar ed incontra nuovamente Fernando, che sta prendendo un caffè e conversando con la barista serba sui nazionalisti cetnici,  si avvicina e gli dice: 《 la tessera di Socialismo Nazionale me l’hai fatta? La voglio…..io con un partito come Rifondazione Comunista non ho nulla da spartire 》. Il ragazzo appare estremamente convinto e così Fernando gli consegna il modulo per la richiesta della tessera e lascia Claudio alle sue riflessioni. Ma Claudio ha evidentemente riflettuto gia’ da tempo, visto che non sono trascorsi che dieci minuti che il modulo compilato e sottoscritto è  già nelle sue mani!

《Benissimo!》 esclama Fernando, che a 46 anni e dopo 25 di militanza attiva, vede una cosa che sogna da qualche lustro e che lo riporta alle teorie di uno dei tanti mangiafuoco di quell’area ormai dispersa, da poco passato a miglior vita. Riecheggiano nella testa di Fernando lo sfondamento a sinistra,  le tesi di “andare oltre”, il fronte comune nazionalpopolare. Insomma, una piccola-grande soddisfazione.

Passa qualche ora e sul posto giunge, a bordo del suo scooter con casco e baffo stile Nanni Moretti in Palombella rossa, il fratello maggiore di Claudio, Max, assessore rifondarolo allo sport e servizi sociali del Comune a guida PD-RC.

Max è un bravissimo ragazzo,  di ottimi principi e specchiata moralità ma è anche uno stalinista convinto, uno di quei tipi che è solito definire persone come Fernando i nemici del popolo. Appena Max arresta il suo scooter e saluta i presenti, non senza una punta di caustica ironia, Fernando lo rende edotto della scelta operata poche ore prima dal fratello Claudio.  Max sorride e pensa al solito scherzo del provocatore fascista, ma, messo davanti ad un foglio firmato inconfutabilmente dal fratello, il tovarisch sbianca e cambia letteralmente la sua fisionomia.

Sembra che abbia visto un alieno scendere da un’astronave; non crede ai suoi occhi, riconsegna il foglio e senza dir parola mette in moto e parte alla ricerca del fratel prodigo. Inutile dire che l’ambiente si tinge di un’ilarita’ stile film Don Camillo contro Peppone, ma Fernando già pensa all’inizio di una probabile crisi relazionale tra due fratelli.  Sta di fatto che dopo meno di mezz’ora l’assessore stalinista riappare imbufalito come non mai e lancia strali contro il neo nemico del popolo, per l’appunto il fratello minore. Affronta educatamente Fernando e lo invita a stracciare la scomoda quanto rivoluzionaria richiesta paventando conseguenze di non si sa qual natura contro tutti.

Si chiude la giornata ma si apre una nottata che qualcuno riferisce essere stata estremamente concitata in seno ai rifondaroli: telefonate incrociate tra l’assessore ed il dirigente anziano del partito, tra la segretaria comunale (che e’ pure fidanzata con il novello Bombacci !) ed il costernato assessore e forse pure tra la segretaria comunale ed il commissario politico, nonche’ segretario provinciale del partito. Non è escluso che sia stato turbato pure il riposo di Paolo Ferrero in persona.  Il tutto mentre il buon neo camerata Claudio si faceva il mazzo nel turno lavorativo di notte: lui a sgobbare ed i compagni dirigenti a censurare il suo indegno comportamento da nemico della classe operaia.

L’epilogo della storia arriva a distanza di quasi tre giorni, ma nel frattempo l’assessore Max ha veicolato la versione “ufficiale” dello scherzo di cattivo gusto ordito alle sue spalle. Peccato che la realtà è ben diversa, visto che il giovane Claudio per due giorni rifiuta di recedere dal suo intento e lo fa solo al terzo giorno, dopo l’ennesima sfuriata del democratico fratello maggiore. Ma Il recesso del povero Claudio avviene appena tre ore dopo che la tessera venisse rilasciata dal presidente dei Socialisti Nazionali: così, almeno per tre ore, la sua genuina volontà ha avuto soddisfazione.

La singolarità dell’intera vicenda sta nel fatto che il camerata (così vogliamo chiamarlo) Claudio lascia ad un messaggino telefonico la sua decisione: 《….Fernando ti prego di stracciare la tessera per ragioni di tipo personale 》.

Certo!!

Ragioni di tipo personale che possiamo condensare nel vecchio principio comunista dell’intangibilita’ del centralismo democratico, secondo il quale la nomenclatura ha sempre ragione e Claudio è un compagno che ha sbagliato e che ora andrà rieducato; quanto a Fernando si puo’ solo ricordare che resta un fascista nemico del popolo che ha volgarmente strumentalizzato l’errore di un giovane compagno.

Ma che dire dell’assessore stalinista ? Di uno che impedisce al fratello di avere una tessera scomoda in tasca ? Di uno che affibbia patenti di nemico del popolo ?

C’è poco da aggiungere, se non che il nemico del popolo, la canaglia fascista,  ha potuto ricordare ad un uomo di provata fede democratica che esistono anche e soprattutto i nemici della libertà di pensiero.

Da parte delle menti libere di Socialismo Nazionale va un ringraziamento al giovane compagno e camerata Claudio, che ha cercato di interpretare un messaggio – quello Socialista Nazionale – non facile da comprendere ma fondamentale per salvare ciò che resta della nostra comunità.

NUVOLA ROSSA.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Articoli e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a STORIA DI UN COMPAGNO CHE SBAGLIA.

  1. WERWOLF ha detto:

    ONORE AL COMPAGNO CLAUDIO..SPERIAMO CHE IN FUTURO SIA PIU’ MATURO E NON SI LASCI SOTTOMETTERE DA NESSUNO DA VERO LIBERO SOCIALE E NAZIONALE!

  2. Markus Warin ha detto:

    Bellissima storia… e onore al compagno Claudio, ricordando che grandi gesti vanno accompagnati da un pizzico di coraggio e di sfrontatezza in più… sono sicuro che ritornerà sui propri passi, perché ogni imposizione ha sempre il suo punto limite…

  3. Anonimo ha detto:

    I pastori hanno il dovere di riportare le pecore all’ovile, e di tenere lontani i lupi..questa e’ la loro “missione”.
    Ci sono pastori, pecore, pecore nere ma anche lupi.
    La natura fa il resto.

  4. pierleone ha detto:

    il mess sopra é mio, non anonimo, scusate!

    ed aggiungo: pecore e lupi nascono tali, ad altri viene data la grande opportunità di scegliere: essere pecore o essere liberi!

  5. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Sono storie di fratelli e non sono neanche nuove; Storicamente c’è il santificato Antonio Gramsci, in realtà emarginato dagli stessi comunisti quando era in vita, e il fratello Mario Gramsci, fascista della prima ora, combattente nella 2a “a Guerra mondiale e deceduto per le conseguenze della dura prigionia a cui venne sottoposto dagli inglesi. Ma anche in famiglia Pertini c’è una situazione simile. Noi siamo qua, aperti e vigili sempre, convinti di fare una santa battaglia in difesa dei proletari italiani abbandonati da tutti e venduti come carne da macello al peggior capitalismo usuraio apparso sulla faccia della terra. Alla fine faremo i conti ! La nostra storia personale, di gruppo e di comunità è alla luce del sole. In alto i cuori !

  6. Compagno Camerata ha detto:

    Non uno solo, ma in tanti saranno…che verranno a noi!

  7. Compagno Camerata ha detto:

  8. PIERO ha detto:

    ONORE A NICOLA BOMBACCI………..

  9. lorenzo ha detto:

    sono stato a trovare al campo dieci nei giorni scorsi nicola bombacci, il comandante costa e tutti gli altri… io non sono fascista, ma apprezzo il coraggio di chi controcorrente e contro tutto e tutti ha il coraggio di professare le proprie idee rivoluzionarie in un mondo dove la democrazia si è ridotta a sapere o meno se si deve graziare un evasore fiscale. Avremmo bisogno di tanti novelli Bombacci che avessero il coraggio di andare fino in fondo (che per Nicolino è voluto dire Piazzale Loreto) anche in barba ai compagnucci, fratelli o meno che siano.

  10. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Non sei un fascista ma almeno dimostri di essere un italiano vero per il solo fatto che sei alla ricerca della verità storica. Insieme possiamo ritornare a sperare in un’Italia più giusta e più rispettata nel mondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...