COMUNITA’ E SPIRITO

fuoco2Ogni Uomo Libero porta un fardello nel cuore: lo scollamento tra il proprio sentire ideale e la realtà circostante. Sappiamo qual è il nostro sentire: in noi convergono divinamente l’ansia di costudire la Tradizione, il desiderio di farci scudo del patrimonio dei nostri Padri, dei nostri Nonni, della nostra Stirpe, e l’insopprimibile ansia di Rivolta, che ci porta ad essere, ahinoi, gli ultimi veri alfieri della Giustizia Sociale, della Gerarchia del Merito, rabbiosi contro ogni sopruso, che è per noi una bestemmia contro la Natura. La realtà circostante ci mostra un penoso panorama: nessun confronto ci è possibile con essa. Nessun compromesso dobbiamo accettare, nessun cedimento al delirio razionalista ed economicista. La corruzione non può che essere riconosciuta come noumeno e la bagarre quotidiana, nazionale e mondiale, come meri fenomeni.

Non ci può essere utilità nel commentarla, nello sperare che qualche avvicendamento possa arrecare vantaggio a Noi e alla nostra Battaglia. Perché qua è il punto: in Noi deve esserci il Rifiuto Totale. Uomini Liberi, prendiamo atto di ciò: qualunque strategia geopolitica vada in porto, la Battaglia dello Spirito, che è la battaglia per ridare all’Uomo la propria dimensione è perduta.

Dicendo questo non vogliamo sminuire la possibilità che l’Italia riacquisti l’Indipendenza e la Sovranità attraverso adeguate strategie economiche ed energetiche, che la nostra attuale classe dirigente non è, in ogni caso, in grado di portare avanti, ma che quest’opzione risulterebbe, in ultima istanza, non necessaria, se non dannosa. Dobbiamo spostare il punto di vista, portarlo ad un gradino superiore. Ci è negato lo sguardo al Passato, il presente è per noi un nodo asfissiante. L’unica cosa che ci rimane sono le nostre mani e la voglia di costruire. Ci è stato affidato dal Fato, nostro malgrado, il ruolo di essere le chiavi di volta della Storia in questi tempi infausti: a Noi il compito di creare l’Uomo di Domani, di vincere la Battaglia dello Spirito, di dare un Senso al Futuro, dopo la morte di Dio.

Tutte le altre strategie politiche ed economiche verranno da sole, una volta che avremo vinto questa e risulteranno di nuovo non necessarie, perché svolte, appunto, all’interno di un’ottica razionalista che non ci appartiene. La Comunità assume quindi un ruolo centrale in questo disegno che da politico ha assurto la veste di spirituale.

Nel deserto dobbiamo costruire il più bel monumento che l’Uomo abbia mai visto! Come fare ciò, se non dando una realizzazione pratica al concetto di Comunità? La vita comunitaria ci permetterebbe di uscire dal serpente che si morde la coda, dall’asfissiante, perché nonsense, vita moderna. Permetterebbe il riallacciarsi di rapporti umani veramente sentiti, oltre che ad un’adeguata preparazione spirituale ed addestramento fisico. Non intendo un settario escludersi dalla societas degli Uomini, ma essere esempio, mostrare fattivamente, e non solo teoricamente, che un altro Mondo è possibile e che è Dovere di ogni Uomo Libero costruirlo.

Siamo consapevoli che il cammino è in salita, e che nel tunnel, per ora, c’è solo buio.

Ma noi siamo l’ultima schiera di questo Esercito. E dopo di noi, il nulla.

In Alto I Cuori!

Crociato Rosso

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15 risposte a COMUNITA’ E SPIRITO

  1. Fernando Volpi ha detto:

    Condivido in toto. Aggiungo solo che dobbiamo avere la forza ed il coraggio di gettar via – ognuno di noi – i piccoli e grandi fardelli che ci zavorrano. Le paure, le contingenze quotidiane e le ritrosie. Forse è qui la chiave per svoltare.

  2. WERWOLF ha detto:

    ottimo articolo pieno di significato e valori…complimenti…in alto i cuori!

  3. Pierleone ha detto:

    Mi hai letto nel pensiero!
    Sono assolutamente d’accordo!!
    Uniti, tutto è possibile!

  4. Anonimo ha detto:

    Dobbiamo esaltarci della sconfitta odierna. L’esaltazione è l’unica nostro motore, non saranno percorse vie più brevi. Percorrendo questa via ci rimetteremo e basta, non ci saranno premi, nessun vantaggio solo il sacrificio dell’uomo superiore. Ebbene, esaltiamoci nella lotta, nella guerra che ci vede in una minoranza abissale, dobbiamo gioire della sconfitta perchè raggiunta con rettitudine. In mondo dopo ha la meglio il più furbo, il più vigliacco, come potremo mai vincere? Avanti Socialismo Nazionale!

  5. lupodiselva ha detto:

    SENTIR PARLARE DI “BATTAGLIE DI SPIRITUALITA’ E DI VALORI” MI FA SENTIRE A CASA, IN MEZZO AD UNA SOCIETA’ NELLA QUALE SIAMO “ESULI IN PATRIA”. SURSUM CORDA.

  6. Condivido il “pezzo” nella sua interezza e mi permetto di aggiungere che :

    La chiave della disperata situazione nella quale l’ultima frangia di Resistenza Nazionale si dibatte , consiste probabilmente in una sterzata totale alle strategie di lotta . Tutto quanto conoscevamo in termini di dinamiche e contingenze e’ stato spazzato via da una Storia sulla quale abbiamo perso integralmente il controllo da quasi 7 decenni.
    Il nostro e’ stato un tentativo di frenare un treno in corsa con l’attrito delle sole suole . Abbiamo pronunciato milioni di parole , sacrificato tempo ed energie sempre piu’ esigue ,immolato la vita di decine di militanti , sprecato mesi ed anni nelle celle di Regime , subito un linciaggio morale discriminante e sistematico nelle scuole , nelle piazze , nei luoghi di produzione , additati come il “male ultimo” come genia di esecutori sommari , guardia bianca della Borghesia e del Capitale , come stragisti , come assassini prezzolati , come spie e agenti di poteri occulti , come brutali picchiatori decerebrati.
    Il Popolo , il nostro , che sempre e’ stato l’entita’ per la quale ci siamo battuti non ha compreso il nostro ruolo , l’essenza ideale del nostro esistere , il senso della nostra appartenenza storico-ideologica ad un movimento Popolare Rivoluzionario come il Fascismo Europeo del 900 , ci ha tradito a piu’ riprese e le sue avanguardie coscienti sono state prima ipnotizzate e assorbite da una subumana idea “Razionalista ed anti-Nazionale, riservando a noi un odio incommensurabile e assassino complice della repressione Republlicana per poi , nell’arco di un trentennio , abbandonarsi ad un consumo/tossicomania dove le idee anche minuscole sono state calpestate sotto la firma delle scarpe che costano un quarto di uno stipendio.
    Oggi anche quel “Proletariato pensante” e’ un cadavere , trasformato in un mercenariato a contratto privo di legami interni e di rivendicazioni di Classe peraltro improbabili in un annientamento proprio di quelle classi che hanno rappresentato il fulcro della nostra azione pre-coloniale e ad indirizzo sociale.
    Scomparso il Capitale della nostra memoria , quello della berlina nera in transito attraverso i cancelli delle fabbriche sulla quale lanciare un paio di uova fresche , quello dei blocchi contrattuali , delle tredicesime negate , della alienazione delle catene di montaggio , quello delle risaie e della Villa nobile su le colline alla quale portare le primizie di stagione per diritto semi-feudale.Oggi la grande proprieta’ consiste in cifre rapide su un multi schermo ad alimentare pacchetti di stock il cui terminale rappresenta un gioco inestricabile di matrioske su una immensa massa di capitale virtuale che percorre via cavo ed etere centinaia di migliaia di chilometri per 1440 minuti al giorno , 365 giorni l’anno . Rimane il padroncino da 20 Operai che senza speranza nei confronti di Shanghai e di Porbandar , consuma litri di Malox con una moglie sovrapeso , un figlio semideficiente e il direttore di una banca in declino che gli toglie l’obrello quando piove. Combattere questo capitalista da avanspettacolo sarebbe oggi come sparare sulla Croce Rossa e e la ventina di operai di etnia multicolore esigono una busta paga non un “Paradiso dei Lavoratori” del quale non preme ormai nulla a nessuno. La meccanizzazione computerizzata della produzione annullera’ in un trentennio la forza lavoro “bruta” sotituendola quasi integralemente con operatori a 3 lauree e 4 zeri di stipendio annuo.
    E’ su questi presupposti formidabilmente negativi che Noi prresentiamo imperterriti una socializzazione sacrosanta quanto difficilmente applicabile alla realta’ contemporanea del lavoro Nazionale , Continentale e Globale.
    Altrettanto dicasi per quanto riguarda l’assetto geopolitico e strategico Mondiale per una comunita’ come la nostra , avvezza quasi inconsciamente a segmentizzare bipolarmente il pianeta e a tentare di semplicisticamente riconoscere un nemico che ormai gode di una intercambiabilita’ somatica da caleidoscopio futuristico. E’ il magnate di Pechino il nemico ? Una lobby di Washington ? Un gruppo di 5 gnomi di Zurigo ? O e’ una multinazionale con tutte le tonalita’ epidermiche possibili che pianifica la monopolizzazione delle riserve idriche del sub Sahara e dell’Amazzonia e puo’ attivare un attacco aereo approvato dall’ONU ? Il drone e la lavanderia di fort Bragga dipendono entrambi da un quartier generale operativo in Islanda?

    Noi persistiamo a bruciare idealmente la bandiera dell’invasore Americano piantato alla Maddalena tuttavia , le cose sono ormai sideralmente piu’ complesse , incomprensibili , inafferrabili, meno elementari di quanto noi immaginiamo.
    “E il guerriero Lakota a cavallo vide vide il mostro d’acciao correre nella pianura e lo colpi’ al galoppo con le sue frecce…”
    Ora dobbiamo chiederci “Quanto vale la nostra azione ? Quanto vale persistere con sistemi di lotta se questi vengono paragonati ai fratelli Wright in rapporto alla imgegneristica aereonautica dei giorni nostri ?
    Come agirebbero oggi i Blabo , i Muti , i Keller , i Bombacci , i Borghese , i Marinetti , cioe’ gli uomini che spiegarono a masse incapaci di cogliere il futuro il valore dell’inedito e della sfida impossibile. Come agirebbe oggi un Mussolini obbligato ad applicare l’improbabile ad una Nazione Umbertina , cattolicissima che aveva giudicato Garibaldi un pazzo satanico a cavallo e che nel “20” nelle campagne evitava ancora il treno come una creatura di Lucifero ?
    Direbbero mai a NOI ” Persistete in un clima da Valtellina nel Novembre del 44″ oppure ci inciterebbero a scovare una “IDEA LUCE” una folgorante illuminazione fuori dalla logica nella quale siamo invischiati dal 1945 ?

    Noi crediamo sia arrivato il momento di analizzare uno sganciamento drastico da quello che ci e’ familiare e anche se dolorosamente , rivoluzionare il nostro approccio perche’ non si finisca a prendere a sassate le astronavi Intergalattiche. Ora e’ il momento di stupire pescando addirittura nella assoluta ovvieta’ della nostra posizione elitaria all’interno di un popolo privo di confini e inequivocabilmente sconfitto sotto tutti gli aspetti esaminabili.
    Nella nostra “NON RESA” occorre arrendersi tuttavia ad un dato o meglio ad una sensazione che con il tempo acquista forza: Navighiamo su un vascello dalle vele lacerate , in un mare costantemente in tempesta , senza un porto sicuro dove attraccare e con una bussola impazzita tra le mani….” Quello che rimane da fare e’ ridere follemente in faccia al vento e inventarsi delle ali.

    CM

    Reparto USN Keller

  7. Crociato Rosso ha detto:

    Claudio, hai centrato perfettamente il punto. Credo che la tua analisi sia complementare a quello che intendevo dire nell’articolo.
    I tempi sono maturi per una Svolta radicale. Abbiamo compreso, ci siamo fiutati e riconosciuti. Conosciamo, come hai ben evidenziato, il nostro ruolo di Avanguardia di Popolo. “Semper parati” è il motto che ci contraddistingue. Dobbiamo prendere in mano tutto il nostro coraggio e compiere il definitivo Salto del Fossato.
    Che fare? Quale deve essere la nostra Azione? Non credi che abbiamo di fronte una grande opportunità: quella di ripartire da zero?
    Rimaniamo consapevoli che la Battagli è vicina, e che si svolgerà nel silenzio più assoluto.
    E’ l’ultima possibilità che l’Uomo ha di salvare, insieme, l’Europa e se stesso.
    Un solo Imperativo: VINCERE!

    Giovanni

  8. E’ il “Silenzio assoluto” che spaventa piu’ di tutto…. vediamo ora di elaborare. Abbiamo una possibilita’ su una cifra a molti zeri ma che importa? le percentuali non le abbiamo mai avute dalla nostra parte e ti parlo dale Termopili in poi…..

  9. Psycho ha detto:

    Amen

  10. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Cadere nel “nichilismo” sarebbe l’errore peggiore di tutti i mali possibili. Occorre rimanere lucidamente ancorati allo studio della Storia che ci racconta i cicli e i ricorsi esaminati da par suo dal Vico. E, soprattutto non disperare mai ! Altrimenti ha ragione Psycho con il suo commento conclusivo che può essere interpretatao come la ” fine della Storia “. Non è così ! Ognuno continui a portare la ” sua pietra al Cantiere ” con fede, perseveranza e – soprattutto – con lo spirito comunitario che ci contraddistingue da tutti gli altri. Certo, stiamo vivendo in un mondo “virtuale”, quel mondo controllato ciberneticamente dal “maligno”, ma sta a NOI – orgogliosamente SOCIALISTI NAZIONALI – a far funzionare la corteccia cerebrale rimasta libera da ogni condizionamento. D’altra parte, per le nostre stesse caratteristiche, sono le imprese disperate quelle che ci esaltano. In alto i cuori !

  11. Crociato Rosso ha detto:

    E’ bellissimo che sia lei, Stelvio, che ha vissuto la Repubblica Sociale Italiana, a indicarci la perseveranza, a scuoterci e a rincuorarci. Rimbocchiamoci le maniche, ci aspettano un autunno e un inverno che dovranno essere molto proficui. Un caloroso saluto!
    Giovanni

  12. pierleone ha detto:

    La rabbia e’ tanta ma
    BOIA CHI MOLLA

  13. Crociato Nero ha detto:

    “Preghiera del legionario prima della Battaglia”.
    DIO,che accendi ogni fiamma e fermi ogni cuore rinnova ogni giorno la passione mia per l’Italia.
    Rendimi sempre più degno dei nostri morti,affinchè loro stessi-i più forti-rispondano ai vivi:Presente!
    Nutrisci il mio libro della tua saggezza e il mio moschetto della tua Volontà.
    Fa più aguzzo il mio sguardo e più sicuro il mio piede sui valichi sacri della Patria.
    Sulle strade,sulle coste,nelle foreste e sulla quarta sponda,che già fu di Roma.
    Quando il futuro soldato mi marcia accanto nei ranghi,fa ch’io senta battere il suo cuore fedele.
    Quando passano i gagliardetti e le bandiere,fa che tutti i volti si riconoscano in quello della Patria.
    La Patria che faremo più grande portando ognuno la sua pietra al cantiere.
    SIGNORE!Fa della TUA CROCE l’insegna che precede il labaro della mia Legione.
    E sallva l’Italia nel Duce sempre e nell’ora di nostra bella morte.
    Così sia.
    Questa è la canzone che si canta da sempre quando un caduto della R.S.I. va avanti.
    Caro Crociato Rosso,Dio,il Signore,la sua Croce non è morta!Dio non è morto!
    La Tradizione dei nostri Padri,dei nostri nonni,della nostra stirpe,dei nostri caduti della Repubblica Sociale Italiana, come tu sostieni è la Tradizione Cattolica!Non è la natura……
    Ma forse tu non hai mai partecipato ad un funerale di un caduto della R.S.I. Peccato!

  14. wids72 ha detto:

    Per noi che di fede e verità alimentiamo il nostro agire nel quotidiano vivere nel deserto assoluto della mediocrità la battaglia non è mai finita. Il dovere di ogni giorno vissuto con fede esprime il senso del trascendentale in un vasto oceano che ha perso il senso divino e sacrale della vita. I progressisti beceri demoplutocratici di questo tempo sono i veri agenti del male assoluto che sproloquiano nelle loro nefandezze economico-sociali e politiche nello scenario odierno. Nel nostro raggruppamento quest’idea di trascendenza e di spiritualità lo abbiamo colto da tempo e ci stiamo trovando come fari l’uno per l’altro in un territorio invaso dalla pochezza e dalla vacuità morale ed etica, il male oscuro che sta percorrendo tutta la nostra penisola. Stiamo nascendo mettendo insieme valori, esperienze, idealità ed intenti che stanno formando quella pietra d’inciampo nella quale si sfracellano gli esseri carnali affamati di profitto. Siamo foresta che cresce silenziosamente dalle ceneri delle barbarie storiche del dopoguerra…In alto i cuori!!!!

  15. Giovanni ha detto:

    Caro Crociato Nero,
    sono felice del suo apporto, che mi permette di chiarire due punti.
    Innanzitutto grazie per avermi fatto conoscere questa bella preghiera. Non ho mai partecipato al funerale di un caduto della RSI, un po’ per la giovane età, un po’ perché distante dall’ambiente in cui sono cresciuto.
    Il primo punto è la Morte di Dio. Per essa ho inteso il concetto nicciano di “totale perdita” del Senso, che portato alle estreme conseguenze può diventare ciò che giustamente Stelvio definisce nichilismo, ma che può anche rappresentare una spinta propulsiva per e cercarlo e riscoprirlo, o addirittura SCOPRIRLO, questo Senso. Non era nelle mie intenzioni trattare il tema religioso perché ritengo che se da un lato non sono ancora pronto, dall’altro il rapporto con la Spiritualità abbia comunque un forte carattere personale. Il concetto filosofico di Morte di Dio, espresso da Nietzsche, che non tocca la religione, continua secondo me a definire egregiamente l’insensatezza ASSOLUTA dell’era contemporanea, sin dalle mere dinamiche economiche.
    Sul secondo punto dissento fortemente. Cosa, se non la Natura, la Terra può salvarci dalle gigantesche piramide occhiute, reificazioni del mondialismo? La Natura è Identità, è Patria, è Vita, è Tradizione. Non so se conosco Dio, ma ricordo gli ulivi che tutti i santi giorni il povero nonno andava a curare, il suo conoscere la “macchia”, l’addestrare i “piccioni da riporto”. Scusi la melensa, era per capirci! Il ritorno alla Natura è fondamentale come conoscenza, come formazione, come lavoro. E’ inconcepibile un riscatto, senza Natura.
    Ora mi permetto io due appunti.
    Il primo è che USN, piaccia o no, è un movimento laico, ma non perché senza comunanza spirituale. Questo comporta che un cristiano e un non cristiano possano confrontarsi, anche su temi come lo Spirito e la Comunità e andare perfettamente d’accordo, e riuscire a vedere più in là. Perché siamo un Fascio! Possiamo condividere che la battaglia politica deve poggiarsi sulla battaglia dei valori e sulla formazione spirituale, e che la vita comunitaria può rappresentare un’ottima alternativa all’esasperato individualismo contemporaneo, che ci fa perdere la condizione di uomini, per tornare a quella di animali. Se si cerca un punto di vista analitico esclusivamente cattolico c’è la CEI.
    Il secondo appunto è che quando ho parlato di Tradizione non ho inteso riferirmi unicamente alla RSI -chiariamoci subito, quest’ultima ne è sicuramente un segmento fondamentale-, ma a quella ideale Stirpe Italica, da sempre legata al Mediterraneo e Madre d’Europa. Non si può parlare unicamente di Tradizione Cattolica. Così come non si può, in maniera figurale, interpretare tutta l’elaborazione umana anteriore al Cristianesimo, mi riferisco in particolare a quella greco-romana, sotto un’ottica cristiana, semplicemente perché, nel bene o nel male, essa era estranea a questo mondo. E allora che facciamo? La cancelliamo? La forziamo? Le facciamo cantare “Furia, cavallo del west”? Diciamo che non ci appartiene? Parli per lei, in questo caso! La Storia, e quindi la Tradizione non iniziano dall’anno zero, paradossalmente. E nemmeno la Natura.
    Un Crociato Rosso, ma non troppo.

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