I VASI DI COCCIO E AL SHABAB. UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA…

2013-09-22T073257Z_205479088_GM1E99M173D01_RTRMADP_3_KENYAQuanto accade a Nairobi in Kenya in queste ore rappresenta un “salto di qualita’” della organizzazione Somala Al Shabab , che in questo caso ha optato per una strategia d’attacco inedita e cioe’ l’esecuzione sistematica di civili sorpresi in un singolo edificio all’ora di punta di un fine settimana e uccisi con colpi in semiautomatic di AK47 da un commando di oltre 10 uomini penetrati sul lato sinistro dell’ingresso principale e quindi bypassando i controlli di sicurezza con i metal detector normali all’ingresso di ogni centro commerciale nel paese. A penetrazione avvenuta nello stabile , il commando ha raggiunto il piano piu’ alto di West gate iniziando poi a discendere colpendo piano per piano, negozio per negozio piu’ civili possible per poi stabilizzare l’azione in un supermercato della catena Nakumatt (Proprieta’ mista Afro-Indiana) dove una trentina di ostaggi sono rimasti intrappolati ad affrontare le fasi improbabili di una negoziazione nella quale le forze di sicurezza Israeliane e Statunitensi giocano un ruolo chiave come d’altronde gia’ avvenuto in passato in occasione della esplosione che ha semidistrutto l’ambasciata USA di via Haile Sellassie e disintegrato un adiacente grattacielo provocando 200 morti e un migliaio di civili feriti nel 1998. 
Lo Shopping Mall The West Gate e’ un centro commerciale ubicato nella sezione Ovest di Nairobi. Un palazzo di tre piani che rispetto allo standard local raccoglie i negozi piu’ prestigiosi della citta’ ma sopratutto , una nota caffeteria al piano terra che come il resto dello stabile appartiene ad una societa’ Israeliana . L’ Art Cafe’ e’ da diversi anni un punto di ritrovo abituale sopratutto per la pausa del Pranzo ed e’ frequentato da una clientela assolutamente internazionale per la vicinanza delle varie strutture dell’ONU presenti nella zona (WWFP-UNHCR- RCI ecc.) E’ bene ricordare che a Nairobi vivono e lavorano migliaia di stranieri legati non solo alle operazioni regionali UN ma alle centinaia di multinazionali che usano la citta’ come Quartiere Generale in una situazione senza uguali in tutto il continente Africano.
Nel suo ruolo Strategico- economico il Kenya ha sempre goduto fino dal processo di indipendenza , di un rapporto particolarmente stretto con le potenze Occidentali le quali , in cambio di una assoluta liberta’ operativa e militare , hanno finanziato la Nazione piu’ che generosamente trasformandola in una Eldorado del settore Energia e dei prodotti destinati ad essere distribuiti in Africa orientale e Centrale.Non ultime le esplorazioni geologiche che recentemente hanno individuate consistenti riserve di petrolio e gas sia off shore che nelle aree di confine con il Sudan meridionale.
Nei frequenti riferimenti zoologici tanto cari ad un certo ambiente e a noi in qualche modo e malauguratamente prossimo , si crede con incredibile pervicacia che l’intera Africa sia abitata da zebra e da pezzenti , ignorando che ormai il tenore di vita’ nelle metropoli sub Sahariane gode di effervescenze inaudite anche a Milano…che nel frattempo inizia ad assumere gli odori e la umanita’ di Calcutta al tramonto
Certo e’ che tali privilegi economici in incredibile espansione , impongono un prezzo in termini di sovranita’ cosa che a noi dovrebbe risultare quantomeno comprensibile visto che l’influenza Statunitense in diversi paesi Africani e’ pari se non inferiore a quella che subiamo in Italia da sette decenni , ricevendone in cambio una crisi depressiva di massa invece dei vantaggi evidenti goduti ampiamente altrove…
Il Kenya quindi ha dovuto obbedire agli ordini di Washington che dal 1991 e’ rimasta invischiata nella situazione Somala senza riuscire a stabilizzare una regione chiave all’ingresso del Mar Rosso e lungo le rotte per il Golfo Persico. Tali ordini sono stati inequivocabili. Anche questo e’ un dato a noi comprensibile visto che le truppe Italiane sono impantanate da anni ormai in Afghanistan e i nostri caccia hanno giocato un ruolo assassino in Libya del quale , le popolazioni locali, ci saranno eternamente grate.
Al Kenya , dicevamo, e’ stato chiesto un intervento diretto e di tipo militare all’interno dell’incerto territorio Somalo e questo ha culminato nel 2012 con la conquista (termine forse esagerato) di Kismayo la citta costiera meridionale sotto il controllo delle milizie di Al –Shabab o per dirla piu’ chiaramente , di Al-Queda post evoluzione in termini locali. Alla sconfitta militare di Al-Shabab sono seguite un certo numero di fisiologiche ritorsioni interne al territorio kenyota e i fatti delle ultime ore rappresentano la nota piu’ alta di un conflitto annunciato con largo anticipo. I termini sono questi per farla breve: “O ritirate le tremila truppe kenyote prezzolate dagli USA per presidiare la Somalia Meridionale o noi vi attaccheremo in casa e attraverso i vostri civili ”
Ora una sessantina di cadaveri giacciono nelle mal refrigerate celle dell’obitorio di Nairobi e 150 feriti ne ingrosseranno presumiamo il numero nei prossimi giorni.
Il problema ora verte su quelle vittime Americane , Francesi , Cinesi ecc. e non certamente su le famigliole di razza bantu’ trucidate in prossimita’ delle verdure congelate. La ritorsione sara’ brutale e corale e si tradurra’ se l’esperienza non ci inganna , in ulteriori aiuti militari alle truppe dei paesi limitrofi alla Somalia , perche’ queste penetrino ancora piu’ verso Nord annullando qualsiasi possibilita’ che tali territori si trasformino in sconfinati campi di addestramento per le milizie integraliste di mezzo mondo o in una novella Tortuga per gli scafi veloci dei pirati del Puntland che attentano alle rotte commerciali per il Golfo.
Abbiamo pensato di tradurre in uno spazio esiguo , le versioni accreditate dalla stampa internazionale teleguidata da chi sappiamo e quindi offrire la versione più obiettiva sulle ragioni di un eccidio indiscriminato nel quale la “Follia” gioca un ruolo minimo rispetto alle verita’ che ne’ in queste ore ne’ in future emergeranno mai in modo ufficiale.

CM
Reparto USN Keller

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5 risposte a I VASI DI COCCIO E AL SHABAB. UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA…

  1. Lupo di Selva Usn ha detto:

    PAESI AFRICANI, MEDIORIENTALI E SUDAMERICANI AMMORBATI DAL CINISMO SANGUINARIO DEL CAPITALISMO E DEL MERCANTILISMO; LA GUERRA DELL’ORO CONTRO IL “SANGUE”.

  2. rudolf27 ha detto:

    La cosa agghiacciante è che la stessa usrael, personalmente, tramite le truppe dell’entità sionista si è buittata nella mischia, col plauso stantio dei media corretti. Più “entità” significa più morti e sofferenze, comunque. L’equazione è ineffabile.

  3. Maurizio Canosci ha detto:

    Ringrazio Claudio dell’attento e dettagliato affresco di una realtà così lontana eppure così tragicamente uguale alle troppe realtà di questo mondo globalizzato. La sua conoscenza diretta di zone esotiche balzate ora dalle cronache vacanziere a quelle di stretta geopolitica ci permette di non essere banali osservatori e questo é un ulteriore valore aggiunto della nostra organizzazione politica.

  4. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Il post-colonialismo ha creato alle popolazioni locali più problemi del colonialismo. Colpevole sempre la finanza usuraia che non rispetta culture ed etnie.

  5. Nonostante l’esperienza Africana e in particolare nella parte Orientale del Continente , continuo a chiedermi cosa , oltre l’ovvio valore strategico della Somalia rispetto al Mar Rosso e alle rotte commerciali , vi sia di tanto prezioso da giustificare una guerra civile che dura dal 1991 , le operazioni ombra che da quell’anno la CIA imbastisce senza sosta , l’invio di decine di contingenti di pacificazione ecc. In questa analisi , invito a tutti ad un parere e ad una analisi che puo’ partire dalla perdita di quella che era una nostra colonia fino agli accordi voluti da Craxi con il regime di Siad Barre e forse potremmo includere anche l’esecuzione di Ilaria Alpi.

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