COMUNICATO NAZIONALE DEL 04.X.2013

550410_384369214970080_1410162525_nL’Unione per il Socialismo Nazionale in rappresentanza della Comunità Nazionale non si pone nella retorica farisaica del pianto di morti che hanno subito tale disumana fine per colpe specifiche di una usurocrazia sterminatrice di ogni identità e di ogni popolo e di coloro che al servizio di questa associazione a delinquere permettono un esodo senza fine e senza controlli.

Denunciamo al contrario l’assurdità di un mondo globalizzato che ha reso le persone semplici merce di scambio per interessi e profitti di entità sovranazionali che nell’affossamento di ogni specificità culturale, storica e razziale lucrano diabolicamente contro ogni essere umano di ogni latitudine.

Vogliamo ricordare che simili tragedie nel corso di quel secolo dominato da regimi definiti “male assoluto” situazioni di tale gravità e disconnessione totale di ogni senso ragionevole del bene comune non erano nemmeno concepibili e concepite ed anzi furono portatrici in terre lontane di una Civiltà che portava lavoro, dignità e senso di appartenenza comunitaria per un disegno complessivo di compartecipazione ad una giustizia sociale compatibile con i bisogni primari di ogni diversa realtà.

Con quanto espresso dichiariamo che a difesa della nostra Comunità Nazionale, al netto di ogni pianto da coccodrillo di pelosa quando indigesta “solidarietà” a senso unico, continueremo a ritenere irricevibile ogni altro sbarco clandestino sul nostro patrio territorio; indichiamo nella strutture tecnocratiche europee la centrale criminale di un disegno perverso che vede la frontiera meridionale del continente – cioé l’Italia – la porta di entrata senza controllo e protezione di una invasione multietnica scientemente calcolata quale definitivo tracollo della Civiltà millenaria di ROMA.

Il Presidente USN – RSI

Maurizio Canosci

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36 risposte a COMUNICATO NAZIONALE DEL 04.X.2013

  1. WERWOLF ha detto:

    OTTIMO COMUNICATO COME SEMPRE! AVANTI!

  2. david cardillo ha detto:

    Gentili Responsabili dell’Unione del Socialismo Nazionale, vorrei farvi notare un paio di cose: anzitutto, i migranti morti ieri provenivano dall’Eritrea e dalla Somali, due ex colonie italiane, dove gli italiani sono andati con le armi senza chiedere il permesso, e in quanto ex potenza coloniale, l’Italia ha un dovere di solidarietà verso questi popoli; in secondo luogo, le realtà dalle quali queste persone provengono sono talmente problematiche che non hanno modo di rivolgersi ad un’autorità consolare per chiedere un regolare visto d’ingresso, considerato anche che dall’Eritrea è impossibile emigrare regolarmente, dato che il regime al potere considera di sua proprietà i suoi cittadini; infine, faccio notare che i milioni italiani emigrati tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo in America erano esattamente come i profughi che giungono a Lampedusa, ovvero dei disperati. Non sto dicendo che le frontiere debbano essere spalancate a tutti, dico solo che in condizioni di emergenza, come quelle dei paesi da cui provengono i migranti, bisogna lasciar perdere la speculazione politica e l’egoismo, e mettersi tutti quanti una mano sulla coscienza e sul cuore, anche chi si proclama socialista nazionale. Cordiali saluti.

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    vergogna !

    E’ questa la parola pronunciata da più parti in occasione dell’ennesima tragedia del mare che ha coinvolto centinaia di disperati. Anche il Papa ha pronunciato con enfasi questa stessa parola. Una domanda a questo punto sorge spontanea: chi deve provare vergogna ? Perché provare vergogna significa contestualmente riconoscere una responsabilità diretta sull’evento considerato; altra interpretazione non è ammissibile anche in considerazione del fatto che si tratta di evento luttuoso con danno alle persone e quindi reato penale perseguibile d’ufficio. A meno che non si voglia – con giudizio “democraticamente corretto “ come d’uso in questo periodo storico di decadenza dei valori – riportare il tutto come responsabilità oggettiva dell’intera umanità. Cioè, tutti responsabili e, quindi, nessun responsabile, tutti colpevoli e, cioè, nessun colpevole. Ebbene io a questa soluzione “democraticamente corretta “ non ci sto e pretendo che – a cominciare dal Papa – si abbia finalmente il coraggio di indicare i responsabili anche perché solo così si potrebbe iniziare quell’azione politica concreta che possa evitare il ripetersi di simili tragedie, sulle quali attualmente si spargono tonnellate di lacrime di ipocrisia e milioni di parole retoriche nel contesto di una liturgia falsa e ripetitiva che di logico e di razionale non ha più nulla.
    Caro Papa, tu conosci i colpevoli – non lo puoi negare – e tu per primo hai dovere etico e religioso di indicare ai cattolici e al mondo i veri responsabili di queste tragedie che provocano danni diretti alle vittime ( considerati carne da macello ) e danni morali e materiali alla stessa popolazione italiana che si deve accollare il peso di un’accoglienza forzata e non volontariamente accettata. Ora basta con queste “lacrimevoli historie” ai cui margini sorgono le “caritatevoli speculazioni” di carattere economico falsamente mascherate da un buonismo ispirato al “ buon samaritano”. Occorre uscire da un’ipocrisia istituzionalizzata che finisce per determinare costi umani, sociali e morali che peseranno su intere generazioni che si vogliono ridurre ad agglomerati umani di piagnoni senza identità e senza Patria.
    Noi SOCIALISTI NAZIONALI denunciamo con forza questa situazione intollerabile che fa parte di quel disegno usurocratico che pone a base della sua filosofia il PAUPERISMO mondiale quale strumento di dominazione e di sottomissione dell’intera umanità. Un disegno perverso che odora di zolfo e proprio per questo la responsabilità morale di una mancata denuncia la attribuiamo in primis proprio a quella figura, il Papa dei cattolici, che dovrebbe rifarsi all’insegnamento di quel Rivoluzionario che scacciò i mercanti dal tempio.

  4. Luigi Maria Ventola ha detto:

    Il fatto destabilizzante è che anche la Chiesa è entrata a far parte dei mercanti………

  5. enco ha detto:

    il giusto slogan sul manifesto di cui sopra , è ITALIA FUORI DALL’EUROPA in quanto NOI ITALIANI per priimi non siamo rispettati da tale effimera istituzione INVADENTE ed INFESTANTE, voluta da banche e massoni
    Il resto, tutto il resto è consegunza (voluta) di tale disegno GLOBALIZZANTE
    NON PERDIAMO DI VISTA L’OBIETTIVO
    3. Difendi la Patria contro qualsiasi invasore. I suoi confini sono intangibili e per essi lotta fino all’estremo sacrificio.
    IN ALTO I CUORI!

  6. Solitorompiscatole ha detto:

    Intervengo di nuovo per esprimere la mia totale condivisione a quanto scritto da Canosci e da Stelvio in materia. Al contrario di altre volte mi riconosco in pieno nelle vs parole. Anche per ciò che dice Stelvio sul Papa non si può che concordare. Viceversa esprimo TOTALE dissenso da buonismo “politically correct” di Cardillo. Hanno voluto l’indipendenza dagli invasori italiani che avevano portato civiltà e lavoro in quelle terre ed adesso vengono qui in massa? Qualcosa non torna… e paragonare i ns connzionali che emigravano in un continente vuoto come l’America per cercare spazio e lavoro è il CONTRARIO di quanto fanno questi africani NULLA-VOLENTI-FARE. Hanno spazio, risorse, ed un immane lavoro da fare nei loro paesi e vengono qui a far che, che non abbiamo più un centimetro libero? Paragonarli ai ns emigranti è una cosa da IPOCRITI CATTO-COMUNISTI. Chi lo sostiene è un MISERABILE.

  7. WERWOLF ha detto:

    al signor cardillo che si attacca alle colonie italiane ricordo che noi dove siamo andati in aiuto a governi che ci chiedevano di intervenire governi amici ripeto amici africani…..abbiamo rimesso in sesto ogni singola pietra nonostante ci fosse una guerra…..e portato lavoro….non ci paragonoi per cortesia al colonialismo di stampo anglosassone o peggio ancora a quello belga o spagnolo!

  8. WERWOLF ha detto:

    o francese! in alto i cuori!

  9. enco ha detto:

    …. infatti faccio notare che tra quelle pietre c’è la Via Balbia inaugurata nel 1937, che a tutt’oggi è la principale strada costiera libica che, passando per il centro di Tripoli, collega la Tunisia con l’Egitto e misura all’incirca 1.822 chilometri.

  10. luiginox ha detto:

    non sapevo che l’italia avesse fatto del colonialismo filantropico.ma lasciamo perdere perchè coll’argomento in questione il nesso è troppo tenue.anni ne sono passati troppi ed a mio avviso le ragioni che spingono queste persone ad emigrare sono altre.tutte però generate da un’unico fomite:lo sfruttamento dell’uomo e delle risorse mondiali da parte della finanza parassita che infesta l’intero pianeta.

  11. david cardillo ha detto:

    Mi tocca tornare su questo spazio per replicare a quanti mi hanno accusato di essere un buonista politicamente corretto, sostenendo che “paragonare i ns connazionali che emigravano in un continente vuoto come l’America per cercare spazio e lavoro è il CONTRARIO di quanto fanno questi africani NULLA-VOLENTI-FARE. Hanno spazio, risorse, ed un immane lavoro da fare nei loro paesi e vengono qui a far che, che non abbiamo più un centimetro libero? Paragonarli ai ns emigranti è una cosa da IPOCRITI CATTO-COMUNISTI. Chi lo sostiene è un MISERABILE”, come da copia incolla di un altro utente, per tacere di chi si è messo a fare una disanima storica del colonialismo perlomeno discutibile. Non è mia intenzione aprire un dibattito storico-politico, quello che intendevo fare con il mio precedente messaggio era sollecitare una riflessione sui doveri di solidarietà verso popoli meno fortunati di noi, come noi un tempo eravamo meno fortunati di altri. Io sono tra quanti credono che la soluzione migliore sia aiutare i poveri nei loro paesi, magari attuando progetti di sviluppo sociale ed economico in collaborazione con i loro governi, compatibilmente con le specificità locali, ma quando da paesi disastrati come Siria, Somalia ed Eritrea, provengono barconi di disperati, composti in gran parte da donne e bambini, e che devono scegliere tra il fuggire in Europa rischiando di morire, o restare in quei paesi per morire sicuramente, non credete anche voi che persone dotate di un minimo di coscienza ed umanità debbano mettere in secondo piano tematiche quali “difesa dei confini”, dando la priorità al soccorso di queste persone? Difesa da chi poi, da donne incinte che vogliono solo dare un futuro ai bambini che hanno in grembo? Qui non si tratta di essere buonisti o politicamente corretti, di destra o di sinistra, si tratta semplicemente di essere uomini. Sapete almeno cosa significhi essere uomini?

  12. rudolf27 ha detto:

    Non c’è da stupirsi se nella repubblica delle banane nata dalla dal terrorismo resistenziale, c’è chi si senta homo solidalis senza conoscerne il significato e le conseguenze. L’apertura delle frontiere senza alcun controllo è lo scopo primario della cosiddetta UE, organo tecnocratico al servizio delle centrali di potere (massonico-giudaico) . Il delinquente kalergi, padre padrone dell’europa falsa e ladra è stato buon profeta. La solidarietà dell’Italia e degli Italiani c’è sempre stata per chiunque, anche e soprattutto a proprie spese. La vera solidarietà è nel rispetto delle nazioni, dei popoli e delle diverse Razze che compongo l’humus umano terrestre. Consiste nell’aiutare I Paesi in loco, ma seriamente, non foraggiando l’ultima pseudo primavera araba o africana del pipino, per sobillare, massacrare e fottere nell’interesse dei “soliti noti”. Non certo nell’aprire indiscriminatamente le porte con una retorica pelosa buonista ancorchè falsa. Vorrei vedere questi illuminati umani al cospetto dell’extracomunitario, quale atteggiamento di apertura e di aiuto son in grado di offrire. Ci basta vedere come questa gente (almeno i più onesti) sopravviva a stento in guisa di moderni schiavi della globalizzazione ai lati delle strade, per capire quanto aiuto ricevano, oltre alle chiacchere ed alla moneta da dieci centesimi. Gli Italiani cominciano a stare come loro e francamente invece di parlarsi addosso consiglierei di levarsi le fette di prosciutto buonista dagli occhi e cominciare a guardare. Credo onestamente non valga la pena di insistere in cotale argomento, tanto discussa e purtroppo tristemente ovvia è la situazione.

  13. Markus Warin ha detto:

    Quindi, in base a questo ragionamento, senegalesi, tunisini e algerini vanno smistati in Francia in quanto ex colonie francesi?
    È poi da sottolineare la differenza del trattamento subìto dalle “colonie italiane” da il saccheggio (che tutt’ora continua) permanente pepretrato ai danni delle colonie inglesi, francesi e spagnole.
    Inoltre il solito paragone del ‘migrante italiano’ fa acqua da tutte le parti…ai primi del novecento, il progresso industriale negli Stati Uniti creò un incremento della domanda di lavoro, così come durante il boom economico della Repubblica Federale Tedesca negli anni ’70. Gli italiani andavano a cercare lavoro in paesi più ricchi, in crescita e dove lavoro c’era. Non mi pare che oggi nel nostro paese ci sia questa grande offerta di lavoro. Anzi, è evidente che non sia così. Quindi ne consegue che c’è dell’altro e, scalzati gli inutili quanto privi di senso ‘mea culpa’ e sentimentalismi vari alla Barbara D’Urso, è proprio da queste elementari considerazioni che si può iniziare d analizzare la questione oggettivamente.
    E non è il cittadino italiano che deve accollarsi la responsabilitá della questione: tra una metá che lotta per arrivare a fine mese e un’altra che metá che presto non saprá più cosa mangiare, quando ci sono personaggi in giro che continuano ad accumulare, chi nell’ombra di qualche holding e chi meno, inestimabili ricchezze…

  14. wids72 ha detto:

    Quando ci si addentra nel tema dell’immigrazione ecco sorgere da molteplici parti discussioni e dibattiti tra i più disparati. E’ un tema indubbiamente che suscita tensione e furore tra le varie fazioni politiche nelle tornate elettorali che ne strumentalizzano sia gli aspetti positivi in ragione di un senso solidaristico opportunistico elettorale, sia gli aspetti negativi ingigantendoli per fare del populismo finalizzato al raggiungimento dell’altrettanto mero consenso di voto, suscita scontri quando la questione viene sottoposta alle argomentazioni parlamentari e giornalistiche per un disegno di legge in merito, provoca paure e avversione tra la gente quando è fonte di reati soprattutto quando è associata al termine clandestinità e si grida di conseguenza a un inasprimento delle sanzioni e alle espulsioni immediate per gli autori dei reati, ci si è commossi quando uomini e donne sbarcavano tremanti, affaticati e disidratati sulle coste lampedusane, è una risorsa strumentale o meno per l’imprenditoria finalizzata, a parere di quest’ultimi, alla crescita economica del Paese, rispetto e carità chiede la Chiesa cattolica e le organizzazioni umanitarie nostrane nei confronti degli immigrati. Esempi calzanti, quelli appena esposti, delle considerazioni più o meno accese che provengono dalla quotidianità alle quali ormai tutti ne siamo a conoscenza. Precisiamo innanzitutto che l’Italia, definendosi una “nazione democratica tra le più moderne al mondo”, ha il dovere, in ragione dei suoi principi fondativi costituzionali e della sua storia, di coniugare l’immigrazione in un contesto sia di solidarietà e sicurezza, un binomio che deve essere nel suo DNA istituzionale. Certamente questi due aspetti conseguenti sono la miccia che alimentano l’operare politico e non attorno al tema ed è fondamentale affrontarlo in tutti i suoi aspetti sia essi politici, economici, sociali e di garanzia della sicurezza nazionale . E’ una questione che lo Stato ha regolato negli ultimi vent’anni legislativamente parlando con norme e disposizioni che hanno avuto poca applicazione facendo sì che l’immigrazione diventasse un’emergenza continua ad uso e consumo da chi ne ha sempre voluto trarne dei vantaggi. Storicamente è provato che quando un paese vive in uno stato di povertà o di guerra immancabilmente i suoi abitanti cercano di recarsi con tutti i mezzi possibili leciti o meno verso quelle aree del mondo più ricche o dove vige un sistema democratico che assicuri la pace e un livello di sussistenza dignitoso. Obiettivamente l’Italia da una decina d’anni a questa parte da un punto di vista della sicurezza non è che sia riuscita a gestire l’immigrazione in un modo soddisfacente vuoi per mancanza di risorse interne, vuoi per una, come già abbiamo sottolineato, legislazione poco adeguata e vuoi in ultimo per i dettami dell’Unione Europea che hanno dettato l’agenda dei vari governi in merito. L’Italia, notoriamente, fra gli immigrati costituisce un approdo sicuro sia dal punto di vista geografico, sia dal punto di vista della convivenza per via di un garantismo di legge impostato su valori democratici imposti dalle centrali oligarchiche giudaico-massoniche. Dell’aspetto garantista ne hanno approfittato per molto tempo le organizzazioni criminali e i singoli immigrati intenzionati abitualmente alla delinquenza e anche la politica ha gestito opportunisticamente e irresponsabilmente per quanto le concerne in modo altamente approssimativo il fenomeno dal punto di vista delinquenziale e di conseguenza sulla sicurezza del Paese. Uno stato democratico come il nostro dovrebbe porsi degli obiettivi nell’ambito dell’immigrazione approntare un chiaro panorama e nel perseguimento degli scopi prefissati creare delle leggi ad hoc. Cosa vuol dire tutto ciò? Se il clandestino giunge all’interno del nostro paese è innanzitutto motivato a farlo per via di una mentalità perbenista, borghese, garantista e permissiva di cui abbiamo già accennato la ragione pocanzi. La clandestinità certamente non costituisce un pregiudizio e non vuol significare disonestà, semmai la condizione induce non per assoluto, per ovvi motivi, al delinquere. Si è tentato tra le varie leggi sull’immigrazione stabilire delle condizioni da soddisfare per l’ingresso, ma in seguito, cavilli burocratici hanno fatto sempre in modo che si aggirassero i postulati della legge. A questo punto, è lecito affermare che se ci fosse una reale volontà politica nazionale per affrontare il fenomeno seriamente e nel rispetto e nella dignità della persona sia esso immigrato e non, l’Italia non presenterebbe la situazione ambigua e irrisolta come lo è attualmente. Gli organi di polizia insufficienti sia nei mezzi, non solo materiali, ma anche legislativi, che negli organici non riescono a fronteggiare compiutamente e nelle intenzioni la criminalità sia essa italiana che extracomunitaria. La sicurezza di un Paese è un bene fondamentale e la politica non dovrebbe essere divisa nei vari partiti per via delle loro posizioni in merito. Il cittadino ha sicuramente una percezione più diretta della sicurezza e da chi viene violata. Il popolo chiede allo stato da chiunque fosse governato un sistema di regole certe, sanzioni immediate, quindi una legislazione che possa disciplinare il fenomeno in ragione dei principi di solidarietà e sicurezza. Le condizioni di sussistenza per un immigrato sono necessarie per il suo ingresso e da ciò non bisogna prescindere, forse da quest’ultimo aspetto si è generato un’idea del nostro paese dove tutto anche l’impensabile è attuabile ed è necessario che si ponga fine a un interpretazione delle nostre libertà democratiche estremizzandole, strumentalizzarle senza alcun principio. Sarebbe opportuno, in una apposita e composita disciplina legislativa sull’immigrazione che lo Stato predisponga con la collaborazione dei ministeri degli interni, della giustizia, del lavoro, delle attività produttive, del welfare e con le organizzazioni sociali un quadro annuale sulle quote d’ingresso in base alle effettive capacità di accoglienza e in relazione ai posti effettivi di lavoro disponibili nei vari settori dell’economia. A tal fine si dovrebbero, nell’ambito di una probabile legge, creare delle agenzie del lavoro controllate dallo Stato che siano presenti sia in Italia che nei paesi di provenienza dell’immigrato in costante collegamento affinché il lavoratore extracomunitario venga garantito uno status di dignitoso per la sua permanenza sul nostro territorio. Questa legge dovrebbe prevedere una serie di sanzioni chiare e più o meno aspre a seconda dell’illecito commesso che preveda anche l’espulsione immediata. Principio base, fondamentale di una legge sull’immigrazione dovrebbe essere la non permanenza sul suolo italiano senza regolari documenti che accertino l’identità. Certamente quanto affermato non vuole paragonarsi a un disegno di legge o una proposta verso gli organi demandati istituzionalmente a gestire il tema, ma una presa di posizione riflessiva in base a quanto la realtà del nostro Paese esprime. Non si gridi al razzismo se questo argomento viene affrontato con una serietà e un certo approfondimento propositivo, sarebbe da sciocchi eludere la realtà e disconoscere volutamente che il tutto dovrebbe regolarsi sui principi di rispetto e solidarietà, ampiamente dichiarati a più riprese, in nome della dignità della persona. Non si facciano falsi e retorici moralismi in tal senso, come è uso nel nostro paese, o nascondersi dietro un dito di fronte alle problematiche in quanto uno Stato democratico qual vuol essere per imposta derivazione da poteri extranazionali, ha il dovere di affrontare nell’equità di tutti gli aspetti i temi che più influenzano la vita dei cittadini e non lasciare da parte delle istituzioni che i problemi vengano rinviati nel futuro evitando che questi diventano endemici a discapito delle generazioni del domani.

  15. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Due paroline al signor Cardillo: lei continua ad argomentare sulla falsariga di luoghi comuni relativamente al colonialismo italiano e al fenomeno di una immigrazione che è adesso invasione. Si studi l’argomento su libri di storia obiettivi e non sulla stampa di regime asservita agli interessi delle multinazionali. Di italiani come lei, mi creda, non ne possiamo più !

  16. david cardillo ha detto:

    Mi dispiace che il signor Dal Piaz, di cui ho imparato ad apprezzare la cultura e l’acume leggendo i suoi scritti su questo sito, si rivolga con tanta durezza nei miei confronti. Io ho appositamente evitato di usare toni polemici e di dar vita a dispute storico politiche, perché di fronte alla strage di gente disperata, metà delle quali donne, non ci può essere opinione politica che tenga. Se io ho fatto riferimento al colonialismo italiano, è stato solo per dire che essendo stati in Eritrea dal 1869 al 1941, tra le nostre due nazioni, piaccia o non piaccia, si è creato un legame non solo storico, ma anche culturale e in molti casi sanguigno, essendo numerosi gli eritrei con ascendenze italiane, e non pochi gli italiani con antenati eritrei. Secondo lei, Dal Piaz, e gli altri utenti come lei, non è questo un motivo per sentirsi ancora più coinvolti a livello emotivo dalla strage di Lampedusa? Ma anche se così non fosse, voi, utenti e gestori di questo sito, vedendo le immagini di giovani donne morte, pensate che sia in atto un’invasione di eserciti nemici armati di tutto punto che vogliono conquistare l’Italia e l’Europa e magari schiavizzarci? Vi è tanto difficile vedere in quei corpi, in quei feriti nelle barelle, in quelle fotografie che hanno ritratto i morti quando erano vivi, esseri umani come voi? Non vi viene il sospetto che sia stata la benevolenza del destino a stabilire che noi potessimo vivere in una parte di mondo che, anche se in un momento di crisi economica, è retta da un sistema che, seppur pieno di difetti, ci garantisce almeno un minimo di libertà e benessere? E non è questo un motivo sufficiente per sentirsi mossi a compassione? L’ho detto in precedenza, e lo ripeto qui: di fronte a casi come questi, concetti come buonismo, politicamente corretto e compagnia, perdono di senso, e lasciano il posto al dovere di essere uomini, che per chi non lo sapesse, consiste nell’aiutare i propri simili. Non trovate che questo sia un concetto socialista? O il socialismo vale solo per chi ha la pelle del nostro stesso colore?

  17. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Vede Signor Cardillo, se lei non avesse usato i soliti luoghi comuni che hanno caratterizzato la cultura politica di questo lungo e non terminato dopo guerra, io non avrei avuto la reazione di cui lei mi fa oggetto di critica. In terra d’africa gli italiani hanno portato il lavoro e la civiltà di Roma, al punto che gli stessi alleati vincitori ci concessero l’amministrazione fiduciaria della Somalia. Io, in particolare faccio parte dell’Associazione Reduci e Rimpatriati d’Africa che tiene stretti rapporti con quei territori e con quelle popolazioni alle quali vengono inviati aiuti. Mia moglie è una profuga dalla Libia dove la sua famiglia ha contribuito alla sua civilizzazione; mio suocero, perito agrario ha sovrainteso alla cultura di oltre novemila ulivi; mia suocera insegnate elementare, dopo un corso di specializzazuione, ha insegnato nelle scuole arabe dei villaggi costruiti da Italo Balbo. In Etiopia, dove trovammo la schiavitù, abbiamo costruito scuole, ospedali, strade, ferrovie. Noi italiani non dobbiamo prendere lezioni da alcuno degli attuali dominatori usurai delmondo, responsabili delle guerre tribali che si svolgono nel continente nero. Se non colpiamo i respnsabili e non li denunciamo all’opinione pubblica il male non sarà estirpato. Il buonismo degli italiani e insopportabile. I cadaveri delle donne e dei bambini gridano vendetta ma contestualmente dobbiamo ribellarci a quella che è una vera e propria invasione gestita dai soliti noti con l’obiettivo di annullare la nostra identità. Chi non capisce questo, è un complice della situazione e noi, da SOCIALISTI NAZIONALI- ci ribelliamo

  18. Markus Warin ha detto:

    1) “…lasciano il posto al dovere di essere uomini, che per chi non lo sapesse, consiste nell’aiutare i propri simili..”
    Il mondo è un posto pieno di bravi predicatori, tanto bravi nel parlare dal proprio bel divanetto, sbraitando sul fatto che “nessuno fa niente!”, che alcuni riescono quasi ad apparire dei buon samaritani pur non avendo mai mosso un dito. Ma suppongo che questo non sia il tuo caso, vero?

    2) “…o il socialismo vale solo per chi ha la pelle del nostro stesso colore?”
    Nel leggere simili quanto assurdi interrogativi mi rendo conto di due cose: o chi li pone è in malafede e neanche interessa sapere come la pensiamo, oppure semplicemente non ci arriva.
    Non sprecherò il mio tempo in inutili risposte, dato che ti basterebbe dare una lettura ai nostri articoli e ai nostri programmi per renderti conto di quanto sia fuori luogo la tua domanda. Poi se sei semplicemente qua per sfogare la tua rabbia da italiano represso e indignato, hai sbagliato sito e ti consiglio di dedicare il tuo tempo libero animando graziosissime discussioni su qualche forum di qualche movimento che fa della supremazia cutanea e/o latitudinale la propria ragione di vita.

  19. vincenzo ha detto:

    ITALIA MIA,BENCHE’L PARLAR SIA INDARNO….

    L’azione in atto in Africa di tipo militare, legata ad evidenti necessità di accaparramento d’importanti riserve di fonti energetiche secondo uno schema strettamente egoistico , di fatto decreta la fine dell’unione europea, una grande invasione nemica è cominciata e nessuno ha ancora chiaro come poterla fermare perché è un’avanzata di uomini apparentemente inermi.
    Allo stato attuale nessuno che abbia poteri decisionali può o vuole imporre un indirizzo diverso, anzi lo appoggia, dimostrando di essere solo un esecutore di ordini.
    Ciò che sta avvenendo a Lampedusa ed in gran parte del meridione d’Italia è l’avanguardia di ciò che si prospetta per tutto il territorio italiano nei prossimi mesi, gli africani si stanno distribuendo in ogni regione italiana creando così una “testa di ponte” per un’invasione salda e totale, non in termini militari ma con una continua de italianizzazione della nostra terra.
    Potrei anche sembrare catastrofista ma qualcuno allora mi dimostri il contrario ! ! ! Hanno iniziato col non volere il crocefisso, hanno continuato spadroneggiando in casa nostra e non ultimo si rifiutano anche di farsi identificare, il tutto con il bene stare del nostro governo.
    Questo è il frutto avvelenato di un’incapacità endemica del sistema liberalcapitalista a creare giustizia sociale sfruttando lo sfruttabile, destrutturando i popoli europei e contemporaneamente depauperando il continente africano per infine far collassare l’Europa con masse di diseredati.
    L’Islam ci sta già occupando e se la Chiesa Cristiana non interviene drasticamente, avrà di che pentirsene amaramente. La dimostrazione è la distruzione delle chiese cattoliche ed i continui efferati massacri di inermi cristiani in tutto il nord africa.
    -Un detto arabo recita che quando Roma sarà islamica tutto il mondo diventerà islamico.-
    E forse questo mio essere “catastrofista” deriva dalle loro stesse parole che da anni ripetono a tutto spiano in giro per il mondo.
    Da anni lo sceicco Youssef al-Qaradhawi, uno dei religiosi sunniti più influenti nel mondo arabo, ha ripetutamente preannunciato che «l’Islam tornerà vittorioso in Europa come conquistatore»
    Al-Qaradhawi parla dei «segni della vittoria dell’Islam» e spiega, citando un detto musulmano, che “al profeta Maometto fu chiesto: quale sarà la città che verrà conquistata per prima, Costantinopoli o Romiyya? Lui rispose: la città di Heracles sarà conquistata per prima, cioè Costantinopoli”e fu conquistata nel 1453 da Mohammad il Conquistatore. Romiyya – prosegue l’Imam – è la città che oggi viene chiamata Roma, e noi speriamo e crediamo che anche questa sarà conquistata, ma questa volta non con la spada, ma con le prediche e l’ideologia. «L’Europa – ha spiegato il predicatore da Al Jazira – si renderà conto che soffre della sua cultura materialistica e cercherà un’alternativa, una via d’uscita e una scialuppa di salvataggio. Non troverà alcun bagnino, ma il messaggio dell’Islam» – «Se Allah vuole, gli europei si convertiranno all’Islam e poi in prima persona diffonderanno l’Islam nel mondo, più di noi, musulmani da sempre».
    Già nel 2001 c’era chi ha previsto questo invitando tutti a cambiare atteggiamento, cosa che invece non avvenne, la Fallaci infatti scriveva “Intimiditi come siete dalla paura di andar controcorrente oppure d’apparire razzisti, non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata alla Rovescia. Abituati come siete al doppio gioco accecati come siete dalla miopia, non capite o non volete capire che qui è in atto una guerra di religione. Voluta e dichiarata da una frangia di quella religione forse, (forse?). Comunque una guerra di religione. Una guerra che essi chiamano Jihad: Guerra Santa”
    E questa nuova guerra, inusuale nelle armi usate, già miete le sue vittime da ambo i lati, immigrati inghiottiti dal mare mentre tentano di arrivare su improvvisati barconi da sbarco, e italiani barbaramente uccisi mentre passeggiano per le vie delle nostre città.
    La soluzione necessaria è l’immediato reimbarco delle migliaia di sopravvenuti tunisini, libici, egiziani ecc. e la loro conduzione alla terra d’origine, perché se l’esempio che daremo e che stiamo dando è quello di essere il “ventre molle” di un continente ormai inerme; dietro le prime avanguardie si raduneranno milioni d’individui che dalle regioni sub sahariane alimenteranno giorno dopo giorno fisicamente l’occupazione dell’Italia prima e dell’Europa poi.
    ITALIA, EUROPA SVEGLIATEVI

  20. Fabio ha detto:

    leggendo lo spazio dedicato ai commenti, la prima impressione potrebbe essere quella che, ci si sia forse un po attardati in un botta e risposta, con chi ha deciso di frequentare questo sito, con chiaro atteggiamento polemico tipico di chi con snobbismo gira sul web per dispensare bacchettate….specialmente a questa parte politica, verso la quale é del tutto evidente che costui provi una smaccata diffidenza. Tuttavia, qualora ve ne fosse stato bisogno,detto interlocutore ha dato modo di rimarcare non una posizione ideologica bensì un assoluto buonsenso, a cui, vista l’evidenza, normalmente non dovrebbero necessitare tante analisi storiche che comunque, come ha suggerito con la consueta lucidità Dal Piaz, sarebbero utili per fugare l’obnubilazione di chi é così tanto prevenuto da non voler ammettere neppure l’evidenza delle cose. Pertanto, a chi si fa scudo con un ormai logoro quanto sospetto e gratuito pietismo, eppoi con presunzione ed arroganza insinua che da questa parte culturale non si sappia essere ” umani”, mi permetto di suggerire, almeno per questa volta, la lettura di ciò che ha scritto ieri 4 ottobre Magdi Cristiano Allam su Il Giornale, titolandolo come segue: I buonisti facciano mea culpa: vanno aiutati, ma a casa loro.
    A Lampedusa naufraga un barcone. La sinistra attacca la Bossi-Fini, ma con le belle parole non si salvano vite.www.ilgiornale.it/tag/lampedusa.html‎
    Credo che sia assolutamente condivisibile, laddove ha scritto:….”Basta con l’ideologia del globalismo che, da un lato, abbatte le frontiere e lo stesso Stato nazionale e, dall’altro, legittima l’emigrazione arbitraria e incontrollata di milioni di persone che in Italia e in Europa non potremmo mai e poi mai accogliere! Riaffermiamo a viva voce e orgogliosamente che l’Italia è la casa comune degli italiani, che l’Italia non è una terra di nessuno e che gli italiani non vogliono che si trasformi in una terra di conquista.
    Basta con l’ideologia dell’immigrazionismo e del buonismo che ci portano a immaginare che gli immigrati, persino i clandestini, siano buoni a prescindere dalle ricadute nel nostro vissuto! Noi italiani siamo arrivati al punto da anteporre il loro interesse, anche se fondato su un arbitrio, rispetto al nostro legittimo interesse”….

    Personalmente penso che detto giornalista, non possa essere “sospettato” di essere vicino a USN, e, per le sue origini etniche, neppure può essere in odore di esterofobia, egli traccia senza ipocrisia, una analisi semplice e basata sulla oggettività dei fatti e soprattutto sul buonsenso, requisito quest’ultimo che da molto tempo purtroppo tanti hanno sacrificato ad atteggiamenti “politicamente corretti…” inteso ovviamente come conformismo e forma di ipocrisia.

  21. il Socialista ha detto:

    il gregge istruito a dovere nelle scuole di regime è irreversibilmente affetto da pappagallismo
    – ossia, ripetono la lezione che gli hanno propinato fin da bambini – e dalla dannata convinzione di avere la verità assoluta in tasca!
    – Sono incapaci di vedere che il loro mondo “LIBERO” è fatto da un’umanità disumanizzata,trasformata in merce e privata di tutto ciò che fa degli individui Uomini e Donne Liberi.
    – Il loro mondo “FAVOLOSO” è sorretto da pilastri di ipocrisia: l’informazione (asservita al regime) è veicolata in modo tale da distogliere l’attenzione dai fatti che realmente decidono le sorti di tutti noi.
    Un esempio: la morte e le tragedie vengono tritate e spremute fino all’esasperazione in ogni programma proposto in TV e su ogni altro mezzo di comunicazione di massa. Ci sarebbero altri esempi che non sto qui a citare. Con la parola SOLIDARIETA’ (per esempio in casi come questo di Lampedusa) si riempiono la bocca in troppi a partire da quelli che stanno ai piani alti e conoscono il vero corso degli eventi, fino ad arrivare ai comuni mortali che non sanno perché non vogliono sapere. Chi ha realmente il coraggio di smascherare i delinquenti e raccontare il meccanismo diabolico che governa l’immigrazione con le scene che sono conseguenza drammatica come i barconi di Lampedusa? Vi siete mai chiesti perché vogliono che non esista più l’appartenenza ad una stirpe, ad una terra ad un popolo ma solo l’individuo globalizzato? Chi ha il coraggio di farlo può parlare di solidarietà! Noi Socialisti Nazionali abbiamo il coraggio di dare il nostro contributo in termini informativi, formativi – culturali per combattere il mostro che domina il mondo. La nostra battaglia politica vuole rendere gli uomini Liberi e fieri di essere comunità di popolo, Nazione.
    NON ODIAMO I POPOLI come vi vogliono far credere, al contrario rivendichiamo per noi e per tutti i popoli il diritto di vivere degnamente e umanamente nelle rispettive terre, senza l’obbligo di emigrare per disperazione alla ricerca di un’isola felice dove ricominciare. VI rammento cari sapientoni e detentori della vostra verità: non raccontate a noi la barzelletta dell’immigrazione ciclica delle genti; questo è il “NUOVO SCHIAVISMO”!

  22. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Ho seguito in questi giorni il comportamento della “presidenta” della camera, la quale in occasione della recente tragedia in mare ha usato a ripetizione la parola magica diventata di moda in queste circostanze: vergogna ! Che lei privi vergogna è più che giustificato perchè prima di essere catapultata in questo parlamento sciocco ed inutile ormai, ha fatto parte proprio di quegli organismi dell’ONU creati apposta per gli aiuti ai diseredati. Un’analisi dei bilanci di detti organismi chiamati “umanitari” ha rivelato che i fondi a disposizione ertano praticamente assorbiti dal pagamento del personale “privilegiato” che avrebbe dovuto assistere gli indigenti. Fa bene, quindi, LEI a vergognarsi

  23. Stanis Ruinas ha detto:

    Ottimo l’intervento. Secondo me però dovremo anche essere molto concreti e chiari nelle nostre proposte. Per cui pe quanto riguarda la questione immigrazione clandestina potremmo dire che riteniamo che tutti sono benvenuti in Italia purché attraversino le frontiere con documenti regolari, abbiano già un lavoro e un alloggio. Che l’Italia deve impedire la partenza delle navi cariche di clandestini (non credo che sia impossibile oggi tra servizi di informazione, satelliti, ecc. sapere i porti da dove partono i nuovi schiavi) e che bisogna considerare gli stati che permettono dai loro porti tali partenze come fautori di atti ostili contro l’Italia. Bloccare quindi i porti da dove partono.

  24. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Certamente, nel nostro programma queste sono le norme indispensabili per ricreare veramente un clima di vera legalità; altrimenti il caos regnerà sovrano e gli speculatori troveranno in Italia il terreno fertile per il loro commercio degli esseri umani. Attraverso i satelliti è possibile effettuare un controllo capillare e preventivo; solo che tuttio ciò trovi una volontà politica e una condivisione di progetto autenticamente nazionale.

  25. Crociato Nero ha detto:

    Come si fa a considerare il Signor Bergoglio Pontefice di Santa Romana Chiesa?! Appena “eletto” ha salutato e ringraziato il B’nai B’rith e il Grande Oriente d’Italia!!! Organizzazioni giudaiche e massoniche al servizio del cd. Nuovo Ordine Mondiale. È la Controchiesa che con la morte dell’ultimo vero Pontefice Pio XII e la nomina del comunista-massone Giovanni23 sta attuando il suaccennato Nuovo Ordine al servizo dell’usura internazionale di stampo luciferino e anticristico.
    Sursum Corda!

  26. Anonimo ha detto:

    Le posizioni di USN su argomenti stringenti come quello dei grandi sommovimenti di popolazioni dal sud del mondo verso il cosidetto nord evoluto sono da stimolo ad argomentazioni di sicuro interesse. Insomma, non mi pare che si scada in becero qualunquismo o stupida ipicrisia buonista che abbonda alla grande ovunque ci si giri.
    Detto questo, pur senza essermi sentito con Stelvio in questo torno di tempo, ho avuto la sua precisa sensazione di fastidio nel momento in cui ho udito dal monarca dello stato vaticano la parola Vergogna. Pure io, interloquendo con mia moglie, ho detto….ma vergogna che significa? Chi deve vergognarsi e di cosa? ? Cosa intende comunicare il re del vaticano?
    La mia iterlocutrice del momento mi ha suggerito che forse la parola era indirizzata in senso lato all’intera umanità. Troppo semplice caro Bergoglio! !!! Troppo semplice socializzare indistintanente gli errori ed orrori di un mondo in mano a pochi cleptomani delinquenti e riconoscere a pochi (tra i quali immagino vi sia la sua chiesa) il merito di una finta carità. Il fatto è che vi suonate e vi cantate la musica che più vi aggrada. Fate sentire gli altri – sempre gli altri – colpevoli e voi vi ergete a censori e riparatori del male altrui. Ma la realtà è ben altra cosa. È ben altro, ed è per questo che io personalmente non ho ragione alcuna di provare la vergogna di cui parla il monarca vaticano. Non ce l’ho perché sono intellettualmente e spiritualmente in pace con me stesso su questo aspetto. Lo sono perché vorrei poter vedere centinaia di Thomas Sankara in Africa, che però non ci sono e quando nascono vengono eliminati. E non vorrei invece vedere le centinaia di signori della guerra che vengono foraggiati dal mondo evoluto con armi occidentali per condurre guerre tribali utili al vecchio e concetto del divide et impera.
    Io non ho da vergognarmi di nulla ma forse chi usa troppe parole vuote senza un concreto seguito dovrebbe rivedere la posizione dell’istituzione di cui è monarca assoluto.

  27. Anonimo ha detto:

    Per la cronaca il commento anonimo è mio…..Fernando Volpi.

  28. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Caro Fernando, anche se non ci consultiamo preventivamente, arriviamo a identiche conclusioni a dimostrazione che siamo un gruppo coeso che ha un progetto Italia, a differenza degli altri che hanno strutture, soldi ma non sono riusciti, in questi settant’anni, a costruire uno Stato nazionale nell’interesse dei cittadini. Ormai sono soltanto dei “commedianti” al soldo del nemico che li umilia in continuazione dettandogli anche come devono vestirsi, cosa devono fare e cosa devono ripetere al popolo “bue”. Che squallore ! Cianciano in continuazione di Stato di diritto; come fanno ad affermare questa menzogna quando guidano ( si fa per dire ! ) un “NON stato” perchè mancante di “sovranità” ? Il primo fondamento di un vero stato di diritto è la SOVRANITA’. Ecco perchè non sono in grado di fermare questa “invasione” di carne da macello che serve a distruggere ogni parvenza di identità.

  29. Cursus Honorum ha detto:

    Sarebbe opportuno riflettere sul fatto se questi sbarchi non fossero a Lampedusa ma direttamente in “continente”.
    La situazione diventerebbe esplosiva in pochi giorni.
    In questo modo invece l’isola diventa un immenso lager con costi rilevanti e con una situazione che prima o poi diventerà irricevibile.

    E’ anche opportuno riflettere sul fatto che sia la Presidentessa Migliorista che la Ministra per la DISINTEGRAZIONE DELL’ITALIA, stanno cercando di creare SENSI DI COLPA negli ITALIANI per spingere esclusivamente ALLA CANCELLAZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITA’.

    Ebbene, NOI SOCIALISTI NAZIONALI non ci sentiamo in colpa perchè i nostri avi hanno difeso le frontiere con il sangue e fanno parte di quella stirpe millenaria (che come opportunamente rilevato) nel comunicato, non ha nessuna INTENZIONE DI ESTINGUERSI.
    Pertanto UNO STATO SOVRANO deve chiudere le frontiere e comportarsi di conseguenza senza tanti pietismi cari ai massoni del Vaticano.

    La giusta pietà per le vittime non deve travalicare la giustezza delle nostre posizioni.

    Ricordiamoci sempre che siamo in GUERRA, in guerra contro un NEMICO per noi VISIBILE ma ai più INVISIBILE, che permea tutte le nostre vite come i tentacoli della propria piovra.
    Semplicemente il meccanismo mondialista delle immigrazioni forzata è uno strumento del sistema; uno strumento disgregatore che fa sì che quei poveri disgraziati siano LE CAVIE PER DISINTIGRERARE LA NOSTRA CIVILTA’.

    Uff. Formazione U.S.N.
    r

  30. Cardillo ,
    Il difetto di molti ma non il nostro , e’ quello della approssimazione e quando si tratta di una Nazione che perde gli ultimi pezzi utili per essere ritenuta tale , l’approssimazione si trasforma in colpa.
    Abbiamo e credo per primi , denunciato e in tempi non sopetti , l’emergenza in arrivo per quanto riguarda l’assalto etnico all’Italia . le nostre conferenze specifiche risalgono al 2005 svoltesi in una ampia e ignorante indifferenza da parte del destrismo piu’ disgustoso e caprino.
    Oggi , quello che era stato bollato come catastrofismo accade veramente e tra gli eventi si registra una strage e i commenti a questa , ci coprono di vergogna in un modo o nell’altro ma sopratutto dimostrano l’imbecillita’ priva di speranza di troppi.
    Plaudire al naufragio e alla morte di diseredati nordafricani descritti come predatori beduini all’assalto di una Italia benestante , cioe’ con qualcosa da difendere che non sia la propria identita’ ormai sbrindellata , ci pare una idiozia ma Lei si riferisce a qualcosa di piu’ specifico che e’ un nostro presunto dovere ad ospitare le popolazioni provenienti da delle ex colonie.
    Vorremmo ricordarle che per quanto riguarda la Somalia , questa e’ in un endemico conflitto civile interclanico dal 1991 , tra gruppi che condividono territorio , lingua e religione e che nessun governo opprime nessuno , per la semplice ragione che non esiste un Governo Nazionale , cioe’ una autorita’ centrale che eserciti alcun potere su un territorio di quasi diue milioni di chilometri quadrati tranne per la citta’ di Mogadiscio dove opera una sorta di fantoccio urbano guidato da Washington e per il Somaliland che e’ in pratica un protettorato inglese o di chiunque abbia interessie al passaggio marittimo verso Suez. la popolazione persa in un oceano di sabbia, pietre e arbusti privo d’acqua di strade di infrastrutture di qualsiasi genere , di ospedali , di rete elettrica , di aereoporti , di risorse minerarie ,sopravvive sparandosi addosso perche’ non esiste assolutamente null’altro da fare. Dei quattro milioni di abitanti del 1990 , una milionata sono defunti ammazzati dalla fame e dagli AK 47 un’altro milione sono all’estero e quello che rimane tenta di andarsene. DOVE ? A Sud c’e’ solo Africa , di fronte solo mare fino a Sumatra , a Nord est c’e il golfo di Aden e poi 3000 km di deserto. Quello che rimane siamo solo noi dopo un viaggio di migliaia di chilometri fino alle sponde Libiche e Tunisine del Mediterraneo. Identica situazione umana in Sudan , in Eritrea , in Etiopia , in Nigeria , in Libya , nel Mali , nel Chad e in qualsiasi altra Nazione che senza risorse si muove verso il Mediterraneo perche’ il medio Oriente e’ sbarrato dalla natura e il sud e l’Ovest sono sbarrati dall’Oceano Idiano e quello Atlantico. Vogliamo prendercela con chi si imbarca su delle carrettesfondate in un mare autunnale ? Vogliamo festeggiare il loro affogamento? Bene! Perlomeno evitiamo di andare a scomodare il ministro delle Colonie! La responsabilita’ per i morti , i vivi e per noi che veniamo soffocati da milioni di diseredati ricade solo ed esclusivamente sul regime di Roma e su la centrale operativa di Bruxelles. Vogliamo un bersaglio ? Usiamo quello e non copriamoci di ridicolo oppure scegliamo di tacere!

  31. Miles Haereticvs ha detto:

    Per tutti quelli che sostengono la vulgata sistemica dell’ “aggressivo colonialismo” italiano….questo link potrebbe far crollare i loro grossolani ragionamenti….http://www.ilprimatonazionale.it/2013/10/04/e-la-somalia-chiese-italia-colonizzaci-ancora/?fb_action_ids=531534843592819&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

  32. Dubito fieramente che la Somalia preferisca una neocolonizzazione Italiana a quella anglosassone. Il “Rimpianto” per l’opera civilizzatrice Italica e’ sulle labbra dei vari “Warlords” da moltissimo e segue il grafico impazzito delle contingenze Somale e degli interessi variabili di molti giocatori nel Corno D’Africa.
    Di fatto , le prospezioni geologiche sono state centinaia nel corso degli ultimi 20 anni e i risultati non sono incoraggianti. Se lo fossero stati…la Somalia sarebbe stata stabilizzata in modo definitivo da un assalto militare di supporto a favore delle compagnie petrolifere come accaduto altrove.Quello che preme al momento e sopratutto allo zio Sam , e’ evitare che la tendenza radicata ad usare il territorio Somalo come campo di addestramento Integralista , senza impantanarsi in operazioni militari che hanno come gia’ accaduto nel corso di “Restore Hope” dimostrato quanto la Somalia sia un nido insidiosissimo di imprevedibili vipere.
    E’ vero che l’Italia fascista realizzo’ grandi cose in Somalia in proporzione ai tempi e alle contingenze ma e’ anche vero che qualsiasi Nazionalista puo’ comprendere quanto pernicioso possa essere preferire un padrone all’altro.

  33. Daniela Roccella Usn ha detto:

    (flussi migratori)…sottolineo innanzitutto che, in generale, sono per il rispetto di ogni Popolo e credo nella solidarietà…ma non questa!…Gli immigrati di quest’epoca, lo sono in quanto… la propria terra è stata resa ostile e affamata dalla metastasi degli sfruttamenti capitalisti o dalle guerre…oppure semplicemente perché si “sono bevuti” la promessa di condizioni di vita e di lavoro dignitose…”in Italia?!”…….. Ma, occhio….tutti i Paesi del mondo hanno delle ferree leggi sull’immigrazione…Una cosa è una solidarietà orientata al nocciolo della questione…(quindi “basta guerre o sfruttamenti fomentati dall’occidente”….da urlare a squarciagola contro plutocrazie e vaticano)…altra cosa è affrontare la questione soltanto dal punto di vista del pietismo e dell’umanitarismo…in quanto a quella gente che arriva non c’è niente da offrire….e peraltro si corre il rischio di perdere d’occhio la questione che i flussi migratori sono pilotati per indebolire il nostro Paese e tra breve tutta questa gente “non occupata” ed ipocritamente gestita con i gettoni di trenta euro al giorno (agli italiani no!) vorrà di più, aspirerà di più…Stanno già nascendo partiti e sindacati di immigrati…che tutelano le richieste di regolari e …”clandestini”?….Ho sempre difeso “Lo Straniero”, come anche faceva Berto Ricci, ma il fenomeno di quest’epoca è “ALTRO”, è qualcosa di subdolo, di pilotato dai poteri forti per realizzare la visione di società consona ai suoi interessi “deviati”…Occorre trovare il coraggio di scindere realtà geopolitica ed umanitarismo, che va in ogni caso gestito nell’ambito di politiche congiunte con gli altri Paesi “soprattutto europei”….altrimenti incoraggeremo la corsa verso uno scontro interno ai confini dell’Italia… che non aiuterà né gli ospitanti né gli ospitati…

  34. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Occorre sempre tenere presente che le invasioni non sempre sono fatte attraverso eserciti armati; in questo monento l’Italia è sottoposta ad una invasione di tipo etnico e di tipo finanziario. Tuyye due sono gestite dai soliti noti.

  35. Crociato Nero ha detto:

    I Protocolli degli anziani savi di Sion sono attualissimi…ahimè ed ahinoi!!! Ecco serviti i soliti noti!!! Eja!!!

  36. RICCARDO ha detto:

    Buona sera a tutti,

    La tragedia di Lampedusa puo’ certamente essere vista sotto molteplici punti di vista :etico,politico,religioso,sociale…Personalmente sono stato attraversato da sentimenti multiformi: da un lato, l’orrore di questa ecatombe provoca l’umano dolore di vedere l’abisso della disperazione che costringe questi sfortunati essere umani a fuggire dai propri paesi per un viaggio quasi impossibile; dall’altro pero’, mi pare doveroso affiancare al più che comprensibile senso di compassione un’analisi più scientifica e distaccata della gigantesca problematica sottesa a tragedie di siffatta natura.Una parte consistente del mondo è dilaniata da fame e guerre: è ipotizzabile affrontare un problema di tale gravità attraverso la mono-dimensione tesi dell’accoglienza ? Ritengo di no. Dietro la maschera falsamente filantropica di questa linea di pensiero, che, intendiamoci, è ormai trasversale ed abbraccia realtà politico/culturali teoricamente differenti, a mio avviso ci sono tre componenti fondamentali, due interne alla nostra Italia ed una più universale: 1) La meschina volontà di ingraziarsi costantemente le gerarchie cattoliche,presente in primis nella Destra di regime ( ma non solo) : 2) il processo di sostituzione dei vessilli di un marxismo dogmatico e scolastico con i nuovi miti da parte di di una sedicente Sinistra ormai priva di alcuna identità (frontiere aperte a tutti,riconoscimento delle coppie di fatto ed omosessuali,idolatria della UE ecc. ecc.); 3) , e più importante di tutti perché a mio avviso la più pericolosa e potente ,nonché transnazionale: il disegno del grande capitale rappresentato dalle multinazionali e dall’alta finanza, apolide e criminale ,di innescare in Europa una nuova “guerra tra poveri” tra immigrati ed autoctoni. E qui entriamo nel cuore del problema : se i Popoli Europei non saranno riusciti ad elaborare una strategia unitaria, nel rispetto delle relative identità, che demolisca lo Stato Imperialista delle Multinazionali,nemico giurato delle identità nazionali e di ogni vero cosmopolitismo sociale, il nostro destino sarà la fine. Come infatti poter affrontare in modo serio ed equilibrato una problematica cosi’ complessa, se i nostri Governi e Parlamenti della fu Europa prendono ordini dalle oligarchie plutocratiche che stanno distruggendo il mondo?
    Un’ultima considerazione per il nostro Sommo Pontefice: caro Bergoglio, a che gioco stiamo giocando? Vi siete costantemente interessati ad appoggiare quelle realtà politico-economiche che assicurassero i vostri privilegi politici e di danaro, senza nessun discernimento morale, né disegno volto al bene dell’Umanità; avete combattuto il Comunismo solo perché quegli zucconi dei Bolscevichi,accecati dal loro furore ideologico, non hanno pensato a comprarvi mantenendo i vostri privilegi, altrimenti avreste appoggiato pure loro. E adesso vi indignate se il mondo va verso la rovina! Incominciate voi a vergognarvi, non siete degni di portare il nome di colui che ha pagato con una morte atroce in croce il sogno di un mondo migliore, e soprattutto l’attacco senza remore al potere sacerdotale che ha avvelenato tutte le religioni ed in ogni tempo

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