L’EFFICACIA DEL MASSACRO DI CIVILI

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Abbiamo gia’ trattato l’episodio terroristico avvenuto nel centro commercial West Gate di Nairobi e la sequenza progressiva di aggiornamenti dopo la “blindatura “ delle news a riguardo. Nel frattempo l’edificio e’ stato assaltato dallo sgangheratissimo esercito Kenyota in simultanea con le forze di Polizia. (La combinazione e’ costata la vita a 6 agenti abbattuti dall’esercito per errore). L’assedio e’ terminato dopo che i piani superiori del Centro Commerciale sono stati fatti saltare e con questi decine di ostaggi che si sono aggiunti al certificato numero di morti che si aggira su le ottanta unita’. Il conteggio e’ incerto comunque anche per quanto riguarda il commando che pare , in parte , sia riuscito a fuggire attraverso un tunnel. Insomma una catastrofe tattica della quale sappiamo poco perche’ il flusso di notizie si e’ congelato per volonta’ di Tel Aviv. 

Le riflessioni indotte sono al momento le piu’ interessanti sotto il profilo Resistenziale perche’ indipendentemente da gli obbiettivi di Al-Shabab e dalle reazioni gelide dell’asse Israelo-Statunitense immediatamente intervenuto sul luogo dell’eccidio con un evidente dispiegamento di forze , quello che conta e’ analizzare i metodi di comunicazione tra dei Jidhaisti (passateci il termine) e il resto del mondo. La tendenza a teatralizzare un’azione terroristica allo scopo di ottenere un risultato propagandistico e’ una pratica datata , il cui avvio risale a molto prima delle Twin Towers. Indipendentemente dalla pura efficacia delle azioni potremmo isolare oggi il fenomeno nell’ambito malleabile del para-religioso (non necessariamente nazionalistico) e circoscriverlo con maggiore precisione in una tecnica essenzialmente Medio – Orientale.

Occorre ricordare tuttavia che i bombardamenti a tappeto degli “Alleati nel corso dell’ultimo conflitto mondiale e sopratutto quelli che sul piano puramente strategico godevano di scarsa efficacia possono essere inclusi in una lunga lista di azioni convenzionali o non convenzionali che oltre il risultato militare hanno mirato ad un effetto laterale tangibile di tipo psicologico di massa. Hiroshima e Nagasaki hanno rappresentano un esempio calzante nel quale, le circa 250.000 vittime civili , si trasformarono in una imbattibile arma di negoziazione allo scopo di ottenere la resa incondizionata del Giappone in un contesto nel quale il numero di morti si aggiungeva contabilmente in modo obiettivamente irrilevante agli altri 20 milioni subiti globalmente nel corso del secondo conflitto mondiale .

Ancora prima si puo’ indicare Dresda e solo trent’anni dopo la serie di dirottamenti ad opera di Al Fatha fino all’azione eclatante alle olimpiadi di Monaco. Le Torri Gemelle di NY in modo parossisticamente spettacolarizzato rispetto al passato , sono state abbattute e 2800 civili uccisi sul filo dell’identico approccio comunicativo . Il termine TERRORISMO d’altronde possiede una etimologia esatta e non e’ mai il risultato di una iniziativa priva di logica o frutto di una follia settaria . L’obbiettivo nella sua forma piu’ contemporanea e’ puntualmente la rimozione di forze di occupazione (Palestina ,Afghanistan , Iraq , Libano, Somalia, Paesi Baschi ecc.) possibile secondo tesi tattiche e a nostro avviso discutibili, le quali trattano il terrore dei Civili come uno strumento di pressione nei confronti di Governi . La consistenza difensiva “Molle” della vittima civile e’ agevole . l’investimento organizzativo minimo , il risultato mediatico Massimo. Il difetto genetico di tale strategia e’ la cattiva interpretazione circa la volonta’ e quindi il potere di pressione dei civili sui propri governi. Pressione la quale , in linea puramente teorica , dovrebbe ottenere un impatto intollerabile della opinione pubblica su le politiche geostrategiche di una o piu’ nazioni.

La teoria funzionerebbe se il meccanismo Pseudo Democratico in uso nei paesi Occidentali rappresentasse in realta’ un potere effettivo di un Popolo su i propri rappresentanti e quindi su le decisioni esecutive di questi ultimi . In realta’ la volonta’ popolare che e’ notoriamente una leggenda cosmetica si confronta con strategie Globali di approccio alle crisi di ogni tipo e dalle quali nessuna Nazione ammesso che esistesse una volonta’ in questo senso , potrebbe sganciarsi.

Sul piano militare quindi il Terrore funziona poco , anzi…ottiene spesso un risultato diametralmente opposto da quello che la teoria in questione persegue. La convinzione diffusa che il Terrorismo a partire daglia nni 70 , sia il prodotto di una sub-cultura esotica e squisitamente fanatica , rappresenta una sciocchezza storica o quantomeno un marchiano errore interpretativo . Uomini come Arafat , Al Zarkawi , Jumblat , Omar ecc. possedevano e possiedono la obbiettiva capacita’ culturale di comprendere l’inefficacia del Terrore sul piano macro strategico . Si tratta quindi del perseguimento di altri obbiettivi il cui piu’ semplice e’ una Guerra per la Guerra e nel piu’ allarmante dei casi… una tattica che favorisce il Nemico piu’ che danneggiarlo oltre che a legittimarne gli atti rappresaglia. Nella relazione tra il Terrorismo e le entita’ nazionali che lo subiscono come terminale in realta’ possiamo notare qualcosa di torbido e attiguo . Il Civile /Vittima lamenta la propria obbiettiva improteggibilita’ perche’ mentre un arsenale tattico militare e’ impermeabile a qualsiasi attacco non convenzionale , il tessuto della esistenza dei civili soffre di una assoluta vulnerabilita’.

La dicotomia e’ essenzialmente questa e dimostra ci pare inequivocabilmente una progressiva perdita di contatto tra i Popoli e i propri Governi . Dicotomia che una volta assorbita da i comandi strategici delle organizzazioni terroristiche, portera’ inevitabilmente ad alzare il tiro. E’ chiaro che il futuro dell’atto terroristico pare inevitabilmente destinato a livelli ben piu’ consistenti di impatto. La chimica e il nucleare, l’eco terrorismo e quindi l’amplificazione terrificante dell’attacco, sono prevedibili in assenza di tangibili risultati con sistemi di massacro piu’ tradizionali. Le circa 3000 vittime del World Trade Center devono trasformarsi nel quarto di milione del futuro . anche perche’ una volta rimossa la implicazione “Morale “ dell’atto, la contabilita’ conta solo in realazione al risultato. A questo e’ necessaro prepararsi se non militarmente quantomeno psicologicamente. L’equazione del sangue e’ sempre esistita, la sua quantita’ rappresentera’ la differenza e con tale differenza dovremo imparare a convivere .

CM

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8 risposte a L’EFFICACIA DEL MASSACRO DI CIVILI

  1. rudolf27 ha detto:

    Lucida analisi. Purtuttavia mi aspettavo quantomeno una nota sul cosiddetto attacco dell’11 settembre, l’autoattentato per eccellenza con demolizione di 3 (non due) grattacieli tramite cariche demolitrici di Termite. Ormai è un dato di fatto scientifico sociale. Nè v’è da stupirsi della amoralità del sotto-potere politico e dei servizi, deviati o meno, attivi o conniventi, nazionali o “esteri” che hanno operato/coperto/approvato l’autoattacco per mere esigenze “geopolitiche”: ricordiamo l’autoaffondamento della nave americana in rada a Cuba, false flag per attaccare la Spagna (a metà del sec XIX°), la Lusitania, Pearl Harbour, il Golfo del Tonchino, l’antrace di Saddam Hussein, i massacri “Serbi”, le violenze carnali al Viagra del Col Gheddafi, la pulizia etnica del Presidente Assad…….

  2. Mi spiace…non possiamo avventurarci su un terreno obbiettivamente privo di un riconoscimento globale e di prove inconfutabili. Quella della autodemolizione e’ una teoria per il momento , fino a quando dall’interno del sistema Statunitense e ad un livello molto alto non si mettera’ in discussione globalmente la versione ufficiale. Identica cosa per Ustica , per l’Iraq , per la Libya ecc. Il nostro obbiettivo e’ analizzare l’effetto e delineare i vantaggi per alcuni e gli svantaggi per altri perche’ il complottismo vanifica spesso l’analisi e la propaganda a questa collegata.Non dimentichiamo che l’Italia non ha ancora fatto i conti con l’Italicus , con Bologna e con la Banca dell’Agricoltura di Milano ma che il clima di diffusa deformazione della informazione e’ stata ormai universalmente notata dall’opinione pubblica. Diremo di piu’…le menzogne del sistema NWO possono esserci propedeutiche , o in altre parole…accettarle significa cambiare angolo di attacco senza cambiare obbiettivo. Se fossimo del resto specialisti internazionali nel settore delle demolizioni esplosive controllate o analisti strategici e relatori alla Stanford , avremmo una possibilita’ di essere ascoltati , nel nostro caso rischiamo di giocare la parte del fuori di testa che con il cartello attaccato al collo avverte che l’ora della apocalisse e’ vicina e al quale lanciare le monetine.. La controinformazione politica possiede una tattica che deve essere insidiosa quanto la manipolazione.

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    In Italia non si trova alcun ingegnere che sostenga il crollo dei due grattacieli di New York collegasto all’impatto di aerei. Tutti sostengono che si sia trattato di demolizioni controllate. Attendere che siano le autorità statunitensi a dire la verità e una pia illusione. I precedenti storici richiamati confermano quanto da me sostenuto.

  4. Stelvio ,
    Simulare l’impatto di due aerei passeggeri che si schiantano su due grattacieli in una citta’ di 8 milioni di abitanti dei quali , uno su su due , possedeva a quel tempo uno strumento portatile da videoripresa e che dopo i fatti, dispiego’ migliaia tra vigili del fuoco , militari , volontari vari in una situzione nella quale furono ricoverati sempre in migliaia in 5 Ospedali e depositati in altrettanti obitori oltre 2000 cadaveri non e’ uno scherzo…
    Fare scomparire 3 velivoli civili connessi a centinaia di operatori aereoportuali e in modo da convincere altrettanti familiari a dichiarare la scomparsa di congiunti che avrebbero dovuto in tutti i modi “Dileguarsi” senza lasciare traccia alcuna , pare anche questa una faccenda eccessivamente “Bizantina”
    Il tutto doveva essere orchestrato peraltro in una Nazione nella quale si e’ inventato il giornalismo investigativo anglosassone e dove la “Libera espressione” e’ una ossessione di massa delusa ma sempre una ossessione… .
    Insomma…quella del complotto e’ una teoria che nel caso specifico risulta un po’ forzosa indipendentemente dal calcolo strutturale di fusione dei metalli portanti. L’organizzazione della piu’ complessa operazione di simulazione mai fabbricata sul pianeta , fosse anche tra le pagine di un romanzetto catastrofista di fantascienza , lascia obbiettivamente qualche dubbio .
    Peraltro la teoria , si basa essenzialmente su la temperatura di 1500 gradi centigradi necessaria alla “Rottura” dell’elemento metallico mentre e’ tecnicamente provato che ad 800 Gradi (Reale temperatura ottenuta dal carburante in fiamme) la stessa struttura flette e con tale flessione , visto il formidabile peso in questione , l’edificio credibilmente , si “Affloscia” con un crollo consecutivo dei solai , uno sull’altro.
    La teoria del complotto e’ fragile insomma quanto puo’ esserlo il tentativo Americano di descrivere le azioni geostrategiche conseguenti all’attentato come una “Vendetta” del Popolo Americano… e non una serie di rapine a mano armata.
    Molto piu’ credibile appare una struttura spontanea come Al Queda manovrata ad arte dagli USA
    che attraverso una precisa infiltrazione , manovra il vertice fino ad ottenere una spettacolare azione terroristica da spremere fino all’ultima goccia a vantaggio di una strategia esatta di espansione geostrategica. Questa teoria trova riscontri obbiettivi che risalgono al supporto statunitense ai Mujahedin in Afghanistan nel corso della invasione Sovietica e alla comparsa di uomini come Osama Bin Laden che con “Satana” trattarono eccome , allo scopo di ricevere sia armi leggere , sia roba ben piu’ impegnative come gli Stinger (Tanto per dirne una) allo scopo di contrastare le ali rotanti degli MI17Sovietici e molto prima di Tora Bora !

    Perdersi nellla teoria complottistica , significa indicare gli Stati Uniti d’America come il male assoluto ma anche deconcentrarsi sulla dinamica della loro azione distruttiva e opprimente ovunque nel mondo. Si tratta di una reazione comprensibile ma anche di una tattica povera che taglia corto sull’analisi .
    E’ conveniente ?
    Ci favorisce smantellare la teoria di un Islamismo identitario rendendolo una propagine dell’apparato Yankee? la cosa equivale a strappare le unghie all’unica forma di resistenza armata contro l’invasore Americano in un momento nel quale la forza emulativa ha una ragione precisa di esistere?
    Ci interessano i 2800 civili uccisi nelle torri gemelle (In un modo o nell’altro) oppure l’ondata repressiva globale che e’ da questo scaturita e le invasioni brutali di territori sovrani alle quali assistiamo dal 2001?
    Complotto o non complotto , gli Stati Uniti sono colpevoli e nella loro colpevolezza storica la metodologia da essi usata e’ parte di una serie di dettagli che per noi dovrebbero rappresentare un dato minore.
    Mentre noi sospettiamo l’apparato di Washington di avere orchestrato una messinscena che avrebbe obbiettivamente del geniale , escludiamo l’altrettanto geniale intuizione di una banda di maomettani che dalle caverne sul confine Afgano Pakistano avrebbero ideato un magistrale colpo al cuore di un onnipotente.
    Cosa ci conviene sotto il profilo di un conflitto supremamente psicologico ancor prima che militare ?
    CM

  5. DBSN ha detto:

    Non conviene mai a nessun Uomo Libero nè perdersi dietro la Teoria Complottistica, nè negare a priori la possibilità di complotti, piuttosto bisogna osservare cercando sempre una visione a 360 gradi.
    Nel caso dell’11 settembre 2001, se negassimo l’impatto degli arei o avessimo una visione solamente “terroristica” dell’accaduto, potremmo perdere molti particolari/ipotesi importanti.
    Se ad esempio l’ipotesi, che l’attentato sia realmente avvenuto (e non sia stato ostacolato in nessun modo) e il crollo sia stato facilitato con esplosioni dal basso, fosse vera il quadro inizierebbe ad essere più chiaro.
    Il Nemico ha sempre cercato pretesti per poter avere il consenso di sferrare i propri attacchi; la Storia ce lo insegna.
    O comunque il Nemico ha sempre saputo sfruttare una disgrazia a proprio uso e consumo.
    Un parallelo col presente potrebbe essere la tragedia dei naufraghi a Lampedusa: la tragedia c’è, è evidente, ed altrettanto evidente è la responsabilità di tutti coloro che fino ad oggi hanno favorito questo commercio umano nascondendo il tutto sotto la maschera dell’accoglienza, dell’umanità, dell’aiuto e di tutte le belle parole con cui arricchiscono i telegiornali.
    Ma a cosa è servita la tragedia di Lampedusa?
    Oggi possiamo rispondere che la “conseguenza politica” di tale tragedia potrebbe essere l’abolizione del reato di clandestinità.
    E potremmo continuare a chiederci: quale sarà la conseguenza dell’abolizione del reato di clandestinità?
    Un’immigrazione ancora più massiccia, che aggraverà sempre di più le condizioni del Nostro Popolo.
    L’immigrazione è un’arma del Sistema Capitalistico/Plutocratico/Usuraio, e questo lo sappiamo da molto tempo. L’immigrazione è oggi vista come un male per il Nostro Popolo da tutti, al di là della provenienza politica. Ma proprio quando cresce nella Coscienza Nazionale la consapevolezza dell’insopportabilità di tale fenomeno, arriva una tragedia (in realtà preceduta da tante nel corso di anni di tratta degli schiavi) che viene “pompata” medianicamente al massimo e con un’ipocrisia sensazionale.
    E qual è il risultato?
    Gli Italiani giustamente si commuovono. Gli Italiani che ieri erano stufi dell’invasioine oggi sono pronti psicologicamente ad accettare un’immigrazione ancora più massiccia. Gli Italiani sono pronti ad accettare che la clandestinità sia normalità. Gli Italiani (spettatori del film) individuano come colpevole della tragedia il cattivo regime di Bashar al-Assad, il quale provocando sofferenze alla popolazione siriana costringe i siriani a scappare dal proprio paese,e a venire da noi dove regna la democrazia.
    Ecco cosa riesce a fare il Nemico dentro la nostra testa, ecco come la Menzogna riesce a regnare sovrana e incontrastata.
    Ma noi, augurando al legittimo governo socialista nazionale siriano di vincere “la guerra del sangue contro l’oro”, ci rifiutiamo di vedere questo film e bruceremo nel fuoco questa diabolica pellicola.
    In Alto La Bandiera!

  6. wids72 ha detto:

    Fin quando i governi di tutto il mondo o meglio di quella parte di mondo “occidentale” vigeranno le democrazie assembleari il viatico delle crisi sistemiche e l’inclinazione delle stesse a cedere sempre più massicce cessioni di sovranità ad organi ed enti estranei ai contesti storici-culturali, tutto questo scenario in stile false flag avrà sempre luogo;…per questo è importante ragionare, meditare, riflettere e discernere con saggezza e sapienza sul concetto di resistenza culturale e nazionale che da più anni USN e movimenti affini portano avanti affinchè le derive mondialiste non abbiano efficacia ulteriore per noi che costituiamo un solco al contesto storico-sociale attuale e un humus culturale per le generazioni future…

  7. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Io non ho sostenuto che non ci sia stato un impatto di aerei; io dico che nessun ingegnere civile attribuisce all’impatto il crollo dei grattacieli nelle modalità in cui si è verificato. Poi c’è il mistero del Pentagono e il crollo del terzo grattacielo senza alcun impatto. Certo che da quei crolli la storia del pianeta terra ha preso un’altra direzione. Questo penso che non si possa negare.

  8. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Mi sono dimenticato di rilecvare il problema del pilotaggio di aerei di quel tipo in mezzo ai grattacieli della metropoli; è possibili che dopo un corso di pilotaggio su aerei scuola si trovi un pilota di abilità superiori necessarie a fare cabrate di quel tipo con quel tipo di aereo ? E’ una domanda ancora senza risposta ! Comunque a volte alcune coincidenze possono fare anche una prova.

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