LABORATORIO USN: ECOLOGIA E RIFIUTI. UN PROBLEMA AD IMPATTO RILEVANTE PER IL NOSTRO FUTURO

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In conformità a quanto espresso nel nostro programma pubblichiamo questo interessante dossier-vademecum riguardante la problematica dei rifiuti, una questione che con il passare degli anni diventerà ad impatto rilevante per le nostre vite e di cui dobbiamo obbligatoriamente occuparci, in quanto per il nostro movimento politico la difesa della salute della Comunità Nazionale è una delle priorità assolute.  


***

I RIFIUTI

● Che cos’è un rifiuto? Un rifiuto è un oggetto del quale il proprietario vuole disfarsi perché è rotto, vecchio, consumato o ritenuto non più utile.

●  I rifiuti sono nati con lo stile di vita delle persone perché la natura non conosce rifiuti.

● Tutto quello che la Natura produce viene trasformato e reinserito nel suo ciclo naturale.

●  Ogni anno ogni persona produce circa 550Kg di rifiuti .

●  Nella nostra pattumiera ci sono: Scarti alimentari e verdi 33%, carta e cartone 24%,  plastica 11%, vetro 8%, metalli 4%, altre 20%.

Come possiamo produrre meno rifiuti? Riducendo la produzione di rifiuti.

1) Dobbiamo evitare di crearli.

2) Dobbiamo riutilizzare lo stesso oggetto più volte prima di buttarlo via.

3) Dobbiamo riciclare, cioè separare i rifiuti per consegnarli alle aziende che si occupano di riciclaggio che li trasformeranno in altri oggetti.

4) Dobbiamo recuperare, dando valore a un oggetto considerato inutile, dando ad esso un altro uso o ricavandone energia.

Questa è la teoria della teoria delle quattro erre.

RIUTILIZZARE GLI OGGETTI PRIMA CHE DIVENTINO RIFIUTI

●  1) Riparare prima di buttare o se è funzionante regalare. L’oggetto inutile per te, può essere utile per qualcun altro.
●  2) Riutilizzare i barattoli di vetri in cucina più volte, per conservare nel frigorifero, per conservare spezie secche (salvia, rosmarino, maggiorana, ecc), per conservare marmellate o budini fatti in casa.

RICICLARE I MATERIALI

● 3) Riciclare significa utilizzare i materiali di cui sono fatti gli oggetti vecchi che non servono più per realizzare oggetti nuovi.
● 4) Per poter riciclare carta, vetro, metalli, plastica e scarti di cucina dobbiamo separarli bene nelle nostre case.
https://socialismonazionale.wordpress.com/metapolitica/5) Viene riciclata la carta pulita per esempio quaderni, fogli scritti, libri, riviste. Non viene riciclata la carta sporca con cibo, olio,ecc

●  6)Vengono riciclati le bottiglie di vetro, plastica, lattine di alluminio, tappi delle bottiglie.

●  7) Vengono riciclati gli scarti di frutta, verdura, sfalci dei giardini per fare compost di qualità.

RECUPERARE MATERIALI ED ENERGIA

●  8) Gli avanzi di cucina, se ben separati dagli altri rifiuti, possono essere mischiati con altri scarti organici e trasformati in nutrimento per la terra. Il gas che viene prodotto nella loro naturale trasformazione in  fertilizzante viene impiegato per produrre elettricità e calore. L’energia che si risparmia riciclando un materiale è sempre superiore a quella che si ottiene bruciandolo. Per realizzare un quaderno di carta riciclata occorre solo il 4% dell’energia che occorre per realizzare un quaderno con carta ottenuta dal taglio di nuovi alberi.
Se bruciamo i rifiuti, produciamo fumo e cenere, che inquinano l’aria che respiriamo, se ricicliamo, non sprechiamo risorse e non produciamo inquinamento.

COME RIDURRE I RIFIUTI

Esempi pratici per ridurre i rifiuti:

1) Comprare prodotti con meno imballaggi.
2) Utilizzare i pannolini lavabili al posto di quelli usa e getta.
3) Per fare la spesa utilizzare  le borse di stoffa.
4) Utilizzare piatti e posate lavabili al posto di quelle usa e getta.
5) Comprare  dove sia possibile cibo sfuso oppure alla spina come ad esempio latte, cereali, olio, ecc.
6) Comprare prodotti  per la pulizia ecologici  alla spina, ad esempio detersivi meglio se ecologici perché  non inquinanti.
7) Bere l’acqua del rubinetto, al bisogno migliorarla con un sistema filtrante certificato dal Ministero della salute ed adatto alle proprie necessità.

Cosa si intende per gestione dei rifiuti?

Si intende l’insieme delle politiche, procedure o metodologie volte a gestire l’intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro destinazione finale coinvolgendo quindi la fase di raccolta, trasporto, trattamento riciclaggio o smaltimento, fino al riutilizzo dei materiali di scarto, solitamente prodotti dall’attività umana, nel tentativo di ridurre i loro effetti sulla salute umana e l’impatto sull’ ambiente. Un interesse particolare negli ultimi decenni riguarda la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull’ambiente, la possibilità di recuperare risorse da essi e la riduzione della produzione di rifiuti stessi.

Principi del sistema integrato di gestione rifiuti italiano

La strategia adottata dall’Unione Europea e recepita in Italia con il DL Ronchi del ’97 poi abrogato e sostituito con il DL 152/06 Parte IV, affronta la questione dei rifiuti delineando priorità di azioni all’interno di una logica di gestione integrata del problema. Esse sono, come descritto nella predetta parte IV negli articoli 180 e 181 nell’ ordine di priorità definito dall’articolo 179:

RIFIUTI – DL 152/06 Parte IV

● Criteri di priorità (Art 179)

●  Sviluppo di tecnologie pulite

● Ideazione e messa in commercio di prodotti che non contribuiscano o diano un contributo minimo alla produzione di rifiuti ed all’inquinamento

●  Miglioramenti tecnologici per eliminare la presenza di sostanze pericolose nei rifiuti

●  Ruolo attivo delle amministrazioni pubbliche nel riciclaggio dei rifiuti e loro utilizzo come fonte di energia

●   Prevenzione della produzione di rifiuti (Art. 180)

●   Corretta valutazione dell’impatto ambientale di ogni prodotto durante il suo intero ciclo vitale

●   Corretta valutazione dell’impatto ambientale di ogni prodotto durante il suo intero ciclo vitale

●  Capitolati di appalto che considerino l’abilità nella prevenzione della produzione

●   Promuovere accordi e programmi sperimentali per prevenire e ridurre la quantità e pericolosità dei rifiuti

●  Attuare il DL 18 febbraio 2005 n. 59 e la direttiva 96/61/CE specifica per la riduzione e prevenzione integrate dell’inquinamento

●  Recupero dei rifiuti (Art 181)

●  Il riutilizzo, il reimpiego ed il riciclaggio

●  Produzione di materia prima secondaria trattando i rifiuti stessi

● Favorire tramite misure economiche e capitolati nelle gare d’appalto il mercato dei prodotti reimpiegati, ecologici, naturali, biologici.

●  Uso dei rifiuti per produrre energia (recupero energetico ossidazione biologica a freddo, gassificazione incenerimento).

● Pertanto, se il primo livello di attenzione è rivolto alla necessità di prevenire la formazione dei rifiuti e di ridurne la pericolosità, il passaggio successivo riguarda l’esigenza di riutilizzare i prodotti ad esempio per le bottiglie si potrebbe utilizzare il sistema del vuoto a rendere oppure l’ erogazione alla spina e, se non è possibile il riuso, riciclare i materiali, per esempio il riciclaggio della carta.

●  Infine, solo per quanto riguarda il materiale che non è stato possibile riutilizzare e poi riciclare (come ad esempio i tovaglioli di carta) e il sottovaglio (ovvero la frazione in piccoli pezzi indistinguibili e quindi non riciclabili di rifiuti, che rappresenta circa il 15% del totale), si pongono le due soluzioni del recupero energetico tramite sistemi a freddo o a caldo, come la bio-ossidazione aerobica o anaerobica, la gassificazione la pirolisi,  l ‘incenerimento oppure l’avvio allo smaltimento in discarica. Dunque anche in una situazione ideale di completo riciclo e recupero vi sarà una percentuale di rifiuti residui da smaltire in discarica o da ossidare per eliminarli e recuperare l’energia.

TRATTAMENTO DEI RIFIUTI

●  Il trattamento dei rifiuti consiste nell’insieme di tecniche volte ad assicurare che i rifiuti, qualunque sia la loro sorte, abbiano il minimo impatto sull’ambiente. Può riguardare sostanze solide, liquide e o gassose, con metodi e campi di ricerca diversi per ciascuno.
●  Il trattamento dei rifiuti per gli utenti residenti e istituzionali nelle aree metropolitane è solitamente responsabilità delle autorità di governo locale, mentre il suo trattamento per utenti commerciali e industriali è solitamente responsabilità di colui che ha prodotto i rifiuti.

Il trattamento dei rifiuti solidi urbani secondo le attuali politiche di gestione in Italia.

RACCOLTA DIFFERENZIATA

I rifiuti raccolti in maniera differenziata possono sostanzialmente essere trattati, a seconda del tipo, mediante due procedure:
1. riciclaggio, per le frazioni secche;
2. compostaggio, per la frazione umida.

RICICLAGGIO

● Il riciclaggio comprende tutte le strategie organizzative e tecnologiche per riutilizzare come materie prime materiali di scarto altrimenti destinati allo smaltimento in discarica o alla distruzione.
●  In Italia, il tasso di raccolta differenziata sta gradualmente crescendo (è oggi intorno al 22,7% per merito, soprattutto, delle regioni del Nord, dove supera il 35%), ma è ancora inferiore alle potenzialità. Soluzioni particolarmente efficienti come la raccolta differenziata porta a porta, ove adottate, permettono di incrementare notevolmente la percentuale di rifiuti riciclati.
●  A titolo di confronto, si consideri che in Germania il tasso di raccolta differenziata raggiungeva già nel 2004 ben il 56% a livello nazionale.

RICICLAGGIO

● Numerosi sono i materiali che possono essere riciclati: metalli, carta, vetro e plastiche  ecc. Vi sono tuttavia complessità associate ai materiali cosiddetti “poli accoppiati”, cioè costituiti da più materiali differenti, come ad esempio flaconi di succhi di frutta o latte, nonché per oggetti complessi, per esempio automobili, elettrodomestici e così via. Non sono tuttavia problemi insormontabili e possono essere risolti con tecnologie particolari, in parte già adottate anche in Italia.

RICICLAGGIO DELLA PLASTICA

●  la plastica,  come è noto esiste in molte tipologie differenti e può essere costituita da molti materiali differenti, quali  PET, PVC, polietilene eccetera.
●  Tali diversi materiali vanno gestiti separatamente e quindi separati fra loro: questa maggior complicazione in passato ha reso l’incenerimento economicamente più vantaggioso del riciclo, ma ha creato enormi problemi ambientali con conseguenze anche sulla salute degli esseri viventi.

RICICLAGGIO DELLA PLASTICA

● Oggi  appositi  macchinari possono automaticamente e velocemente separare i diversi tipi di plastica anche se raccolti con un unico cassonetto, pertanto l’adozione di queste tecnologie avanzate permette un vantaggioso riciclo. In alcuni casi la plastica, in genere quella di qualità inferiore, viene comunque avviata all’incenerimento anche se dal punto di vista energetico e ambientale non è certo la scelta ottimale.

RICICLAGGIO DELLA PLASTICA

● Le bottiglie di plastica da 1,5 litri usate  per l’acqua sono oltre 6 miliardi, per un totale di 456.000 tonnellate di petrolio utilizzato e oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2 emesse per produrle. A questi numeri si deve aggiungere il fatto che ancora oggi solo un terzo delle bottiglie viene avviato a riciclo, mentre i restanti due terzi continuano a finire in discarica, in un inceneritore o dispersa nell’ambiente. L’ 85% delle bottiglie d’acqua  continua a viaggiare su gomma,(una della maggiori cause dell’inquinamento atmosferico) e  solo il 15% delle bottiglie di acqua minerale viaggia su ferrovia. Questo vuol dire che una bottiglia d’acqua che proviene dalle Alpi percorre oltre 1000 km per arrivare sulle tavole pugliesi, con consumi di carburante ed emissioni di sostanze inquinanti conseguenti.

RICICLAGGIO DELLA PLASTICA

● Una bottiglia che contiene acqua è realizzata con PET (questa è la sigla che c’è stampata su tutte le bottiglie di “plastica” in commercio), questa sigla sta per polietilene tereftalato facente parte della famiglia dei poliesteri, cioè PETROLIO!. Quando viene esposta al sole durante il trasporto o durante la giacenza in grandi magazzini rilasciano  sostanze dal Pet nell’acqua , queste sostanze sono principalmente additivi e diossine.
● Gli additivi portano all’ alterazione delle proprietà organolettiche dell’ acqua, quindi l’acqua nel bere può sembrare cattiva, salata o magari amarognola.

RICICLAGGIO DELLA PLASTICA

● Le diossine, nel loro insieme sono molecole molto varie a cui appartengono composti cancerogeni. Ad asse vengono ascritti composti estremamente tossici per l’uomo e gli animali, arrivando a livelli di tossicità valutabili in ng/Kg, sono tra i più potenti veleni conosciuti. Non si tratta di composti creati volutamente, le diossine si formano in seguito a processi chimici, nel nostro caso si forma esponendo Pet al sole.

COMPOSTAGGIO DELLA FRAZIONE UMIDA

●  Il compostaggio è una tecnologia biologica usata per trattare la frazione organica dei rifiuti raccolta in modo differenziato, anche detta umido,  sfruttando un processo di bio-ossidazione, che la  trasforma in ammendante agricolo di qualità da utilizzare quale concime naturale, infatti da 100 kg di frazione organica si ricava una resa in compost compresa nell’intervallo di 30-40 kg. Tramite digestione anaerobica, viene ottenuto anche del biogas che può essere bruciato per produrre energia elettrica e calore; in tal modo è possibile diminuire il  livello di emissioni inquinanti della discarica e migliorarne la gestione approfittando anche della conseguente diminuzione dei volumi legata al riciclo dell’umido. Il compostaggio, si differenzia dal TMB per il fatto di trattare esclusivamente l’umido e non il rifiuto indifferenziato, anche se il TMB può comprendere un processo simile al compostaggio.

FILIERA DELLA RACCOLTA INDIFERENZIATA

I rifiuti raccolti indifferenziatamente sono naturalmente molto più difficili da trattare di quelli raccolti in modo differenziato. Possono essere seguite tre strade principali:

1. Trattamenti a freddo, ovvero separazione e parziale recupero di materiali, bio- stabilizzazione e conferimento in discarica
2. Trattamenti a caldo ovvero incenerimento tal quale o a valle di separazione e produzione di CDR e conferimento in discarica
3. Conferimento diretto in discarica  che oggi è ancora molto usato ma certamente da evitarsi. In ogni caso è evidente che gli inevitabili scarti di questi processi finiranno per forza di cose in discarica.

TRATTAMENTO A FREDDO DEI RIFIUTI

●  Scopo dei processi di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati o residui, ossia i rifiuti che rimangono dopo la raccolta differenziata è di recuperare una ulteriore parte di materiali riciclabili, ridurre il volume del materiale in vista dello smaltimento finale e di stabilizzare i rifiuti in modo tale che venga minimizzata la formazione dei gas di decomposizione ed il percolato. Da questi processi, fra cui il compostaggio, si ricava in genere sia materiali riciclabili, sia il biogas, cioè, in pratica, metano.

TMB-TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO

●  Il principale tipo di trattamento a freddo è il trattamento meccanico-biologico, conosciuto con l’ acronimo TMB. Esso separa la frazione organica ed i materiali riciclabili, permette quindi una ulteriore riduzione dell’uso delle discariche e degli inceneritori, il tutto con emissioni inquinanti nettamente inferiori rispetto a tali impianti. Infatti tratta i rifiuti indifferenziati a valle della raccolta differenziata, incrementando il recupero di materiali. In Germania, ad esempio, impianti TMB sono diffusi da circa una ventina d’ anni.

TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO

●  Il TMB può essere utilizzato anche per produrre CDR e cioè Combustibile Derivato dai Rifiuti, è questa l’applicazione principale che ufficialmente ne viene fatta in Italia, soprattutto al sud.
● In questo caso dovrebbe essere rimosso solamente l’umido ed i materiali non combustibili, come vetro e metallo, mentre carta e plastica sarebbero confezionati in “ecoballe” da incenerire,  in questo modo il trattamento a freddo si può intrecciare con quello termico.

TRATTAMENTO TERMICO DI RIFIUTI

Fra i processi di trattamento a caldo o termico dei rifiuti, si distinguono tre processi di base:

1. Combustione o incenerimento
2. Pirolisi
3. Gassificazione

Tutte queste tecnologie producono residui, a volte speciali, che richiedono smaltimento, generalmente in discarica.
Sia in Italia che in Europa, gli impianti di trattamento termico di gran lunga più diffusi per i rifiuti urbani sono gli inceneritori.

COMBUSTIONE O INCENERIMENTO CON RECUPERO ENERGETICO

● L’ incenerimento è una tecnologia consolidata che permette di ottenere energia elettrica e fare del teleriscaldamento, sfruttando i rifiuti indifferenziati o il CDR. Questi vengono bruciati in forni inceneritori e l’energia termica dei fumi viene usata per produrre vapore acqueo che, tramite una turbina genera energia elettrica.

● La quantità di energia elettrica recuperata è piuttosto bassa (19-25%), mentre quella termica è molto maggiore. Tale energia recuperata è da confrontarsi con quella necessaria al riciclaggio, che a sua volta si compone di vari fattori: la separazione, il trasporto alle rispettive fonderie o industrie di base, la fusione o trattamento fino alla produzione del materiale base, uguale a quello vergine.

PIROLISI E GASSIFICAZIONE

● La pirolisi e la gassificazione sono dei trattamenti termici dei rifiuti che implicano la trasformazione della materia organica tramite riscaldamento a temperature variabili,a seconda del processo da 400 a 1200°C, rispettivamente in condizioni di assenza di ossigeno o in presenza di una limitata quantità di questo elemento.

● Gli impianti che sfruttano tali tecnologie in pratica, piuttosto che fondarsi sulla combustione, attuano la dissociazione molecolare, ottenendo in tal modo molecole in forma gassosa più piccole rispetto alla originarie  definite syngas e scorie solide o liquide.

PIROLISI E GASSIFICAZIONE

● In confronto agli odierni inceneritori i rendimenti energetici possono essere maggiori se il gas ottenuto viene bruciato in impianti ad alto rendimento e/o ciclo combinato, dopo opportuni trattamenti per eliminare eventuali vari residui, fra cui polveri, catrami e metalli pesanti a seconda del rifiuto trattato, mentre l’impatto delle emissioni gassose risulta sensibilmente ridotto.

●  Il rendimento in produzione elettrica può arrivare, a detta di alcuni produttori, a oltre il doppio del più moderno inceneritore, o gassificatore. Nonostante la tipologia di rifiuti trattabili sia, per alcuni tipi di impianto, la stessa degli inceneritori, tuttavia sono pochi gli impianti di questo genere che trattano rifiuti urbani tal quali, molto spesso infatti riguardano frazioni merceologiche ben definite quali plastiche, pneumatici, scarti di cartiera, scarti legnosi o agricoli oppure biomasse in genere.

PIROLISI E GASSIFICAZIONE

●  Questi impianti più specifici sono maggiormente diffusi. Ciò nonostante vi è chi ritiene che gli impianti di pirolisi e di gassificazione siano destinati a sostituire in futuro gli attuali inceneritori anche per i rifiuti urbani, diffondendosi ulteriormente e divenendo i principali trattamenti termici di riferimento. Va anche osservato che in genere gli impianti di pirolisi e/o gassificazione sono più piccoli degli inceneritori, cioè ciascun impianto tratta un minor quantitativo di rifiuti. Questo comporta alcuni vantaggi: anzitutto si evita il trasporto dei rifiuti per lunghe tratte, responsabilizzando ciascuna comunità locale in merito ai propri rifiuti smaltiti in loco e non “scaricati” a qualcun altro.

PIROLISI E GASSIFICAZIONE

●  In secondo luogo la flessibilità e le minor taglia degli impianti permette facilmente di aumentare la raccolta differenziata e ridurre il quantitativo di rifiuti totali, politiche difficilmente attuabili con inceneritori da centinaia di migliaia di tonnellate annue che necessitano di alimentazione continua.

● Infine anche i costi di realizzazione ed i tempi di ammortamento dovrebbero essere inferiori.

DISCARICA

● Il principale problema delle discariche è la produzione di percolato e l’emissione di gas spesso maleodoranti, dovuti alla decomposizione della frazione organica. Entrambi i problemi possono essere risolti rimuovendo la frazione organica mediante raccolta differenziata o pre-trattando i rifiuti con il trattamento meccanico-biologico a freddo, esposto in precedenza, riducendo fra l’altro anche i volumi da smaltire.

● La discarica può essere così usata per smaltire tutti i residui del sistema integrato di gestione dei rifiuti con un impatto ambientale minimo.

CONCLUSIONI, COSTI E RUOLI DEL SISTEMA INTEGRATO

●  La combustione dei rifiuti non è di per sé contrapposta o alternativa alla pratica della raccolta differenziata finalizzata al riciclo, ma dovrebbe essere solo un eventuale anello finale della catena di smaltimento. Inoltre è ovvio che, se un inceneritore viene dimensionato per bruciare un certo quantitativo di rifiuti, dovrà essere alimentato per forza con quel quantitativo, richiedendo di fatto l’ulteriore apporto di massa di rifiuti in caso di un quantitativo inadeguato.

● Per ragioni, diciamo, tecnico-economiche la tendenza è oggi quella di realizzare inceneritori sempre più grandi, con la conseguenza di alimentare il “turismo dei rifiuti”, cioè il trasporto di rifiuti anche da altre province se non da altre nazioni.

CONCLUSIONI, COSTI E RUOLI DEL SISTEMA INTEGRATO

● In Italia questo fenomeno è stato accentuato dai forti incentivi statali che hanno favorito l’incenerimento a scapito di altre modalità di smaltimento più rispettose dell’ambiente. Nei fatti, tuttavia, l’incenerimento può generare logiche speculative alternative alla raccolta differenziata: lo dimostrano pressioni politiche e tangenti scoperte in particolar modo, a partire  da settembre 2010 mediante intercettazioni telefoniche.

● Qui si è deciso di abbassare gli obblighi di raccolta differenziata per favorire l’incenerimento, come “richiesto” da imprenditori interessati alla costruzione di impianti di incenerimento e che non “gradivano” che la raccolta differenziata raggiungesse anche solo il 40%.

CONCLUSIONI, COSTI E RUOLI DEL SISTEMA INTEGRATO

● In Italia si sono inceneriti nel 2004 circa 3,5 milioni di tonnellate annue su un totale di circa 32 milioni di tonnellate di RSU acronimo di Rifiuti, Solidi Urbani, cioè circa il 12%  del totale prodotto, tale pratica specie al Nord è in aumento, e in Lombardia ad esempio raggiunge il 34%.Ciò che balza all’occhio è il grande ricorso allo smaltimento in discarica, che è in diminuzione dal 2001 al 2004, al Nord -21%, al Sud -4% e al Centro -3%, ma che interessa attualmente in tutto circa il 56,9% dei rifiuti urbani prodotti (45% al Nord, 69,5% al Centro, 73,2% al Sud; si stima che sul totale nazionale il 76% sia rifiuto da raccolta indifferenziata e il 24% siano residui dai diversi processi di trattamento: biostabilizzazione, CDR, incenerimento, residui da selezione delle R.D.

CONCLUSIONI, COSTI E RUOLI DEL SISTEMA INTEGRATO

● Cioè raccolte differenziate, con conseguenze ambientali che si vanno aggravando soprattutto nel Sud, dove i pochi impianti di trattamento finale sono ormai saturi e la raccolta differenziata stenta a decollare: gli inceneritori sarebbero perciò, secondo alcuni, da aumentare, soprattutto al Sud.

● Tuttavia, se si considera che nei comuni più virtuosi la raccolta differenziata supera già adesso l’80%, si deduce che persino al Nord essa è ancora molto meno sviluppata di quanto potrebbe e che in alcune aree del Nord gli impianti di incenerimento sarebbero perfino sovradimensionati. Pertanto, il timore di alcuni è che non si potrà sviluppare appieno la raccolta differenziata e il riciclo per consentire agli inceneritori di funzionare senza lavorare in perdita, oppure si dovranno importare rifiuti da altre regioni.

● Una considerazione importante è infatti che gli investimenti necessari per realizzare i termovalorizzatori sono molto elevati, il costo di un impianto in grado di trattare 421.000 t/anno di rifiuti è valutabile in circa 375 milioni di euro, cioè circa 850-900 € per tonnellata di capacità trattatabile, e il loro ammortamento richiede, tenendo anche conto del significativo recupero energetico, circa 20 anni; perciò costruire un impianto significa avere l’«obbligo» (sancito da veri e propri contratti) di incenerire una certa quantità minima di rifiuti per un tempo piuttosto lungo.

● È emblematico a questo proposito il caso dell’inceneritore costruito recentemente dall’Amsa a Milano, Silla 2: inizialmente aveva avuto l’autorizzazione per bruciare 900 t/giorno di rifiuti, poi si è passati a 1250 e infine a 1450t/g.

● Se si guarda alla gestione dei rifiuti a Milano, ci si accorge che la raccolta differenziata raggiunge il 30% circa, dato sostanzialmente invariato da anni e gran parte del rimanente viene incenerito da Silla 2. Si consideri che la media di riciclo della provincia di Milano è, escludendo il capoluogo, del 51,26% in costante miglioramento, e in particolare del 59,24% per i comuni con meno di 5000 abitanti e del 55% per quelli fra i 5 e i 30000 e che a Milano la raccolta dei rifiuti organici non è mai andata oltre la sperimentazione in piccole aree della città, nonostante il più che collaudato sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta e la notevole sensibilizzazione della popolazione, che permetterebbero sicuramente di fare molto di più.

● È interessante confrontare i costi dello smaltimento dei rifiuti di una città come Milano che fa ampio ricorso all’incenerimento con quelli di città che puntano sulla differenziata: a Milano nel 2005 si sono spesi 135,42 €/abitante contro una media provinciale di 110,16 e contro gli 83,67 di Aicurzio, paese più virtuoso di Lombardia nel 2005 col 70,52% di raccolta differenziata. Il sindaco di Novara inoltre nel 2007 ha dichiarato che portando in due anni la raccolta differenziata nella città dal 35 al 68% si sono risparmiati due milioni di euro, mentre ad esempio il sindaco di Torino per sostenere la necessità dell’inceneritore del Gerbido ha dichiarato che «in qualsiasi centro urbano superare il 50% è un miracolo, perché la gestione di questo tipo di raccolta ha dei costi non sostenibili per i cittadini»; eppure a San Francisco è oltre il 50% già dal 2001.

RICICLARE AIUTA L’AMBIENTE MA NON LE CASSE DEI COMUNI ITALIANI

●  Dalla indagine Esper ( Ente di studio per la pianificazione ecosostenibile dei rifiuti) commissionata dall’associazione comuni virtuosi, che mette sotto accusa  il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), ente privato senza scopo di lucro costituito dai produttori e utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire gli obiettivi di recupero e  riciclo dei materiali, emerge che per le amministrazioni locali italiane investire sul recupero e il riciclo dei rifiuti non sarebbe molto conveniente. Dal bilancio consuntivo 2012 del Conai verrebbero fuori cifre controverse. Una tonnellata di carta consegnata ai centri gestiti dal Conai viene pagata ai Comuni 42,42 €.

●   La plastica in Italia viene pagata ai Comuni 291,62 € la tonnellata.

●   Una Tonnellata di vetro viene pagata a 39,04 €

●   Una Tonnellata di acciaio viene pagata a 86,77 €

●  Impietoso il confronto con altri paesi europei. In Spagna la carta viene pagata a 118,24€, la plastica a 349,45 €, il vetro 38,00 € e l’acciaio a 253,14 €.

CAMPAGNA RIFIUTI ZERO

1) eliminare l’incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti;

2 ) incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es. uso di prodotti alla spina);

3) sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili.

Il primo comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori (LU) in Toscana. Al 2013 sono circa 80 i comuni italiani aderenti alla Strategia Rifiuti.

P.P.

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4 risposte a LABORATORIO USN: ECOLOGIA E RIFIUTI. UN PROBLEMA AD IMPATTO RILEVANTE PER IL NOSTRO FUTURO

  1. RICCARDO ha detto:

    “Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”

    TORO SEDUTO

  2. Daniela Roccella Usn ha detto:

    L’ingente mole di rifiuti da smaltire è una diretta emanazione della società capitalista dei consumi; si mangia secondo l’offerta della grande distribuzione organizzata che lavora e tratta, con additivi o conservanti, quello che in origine era “Natura”.
    Facile accumulare imballaggi, confezioni, plastiche, contenitori precari che risulta difficile riutilizzare.
    Non parliamo poi dei rifiuti speciali ed inquinanti i cui costi di smaltimento risultano essere talmente esosi, da fomentarne anche la gestione in stato di illegalità.
    Anche per gli esercenti e i residenti delle città il costo dei “rifiuti” viene a gravare in maniera demolitiva; inizialmente erano state lanciate iniziative virtuose di raccolta differenziata o “porta a porta” che prevedevano importanti detrazioni atte a gratificare i cittadini collaboranti.
    Nell’ultimo anno invece pare che le quote annuali richieste da tanti Comuni (a volte in combutta con le Province) si siano addirittura triplicate, nonostante il rispetto delle regole, facendo saltare così il patto tra amministratori e cittadini.
    Ricordiamoci che la gestione dei rifiuti rappresenta il “budello d’oro” per tanti, in qualsiasi modo venga effettuata…legale o illegale…

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Se non riusciremo ad eliminare come “rifiuti tossici” l’attuale classe politica al potere, finiremo sommersi – come legge del contrappasso – dai rifiuti che la società consumistica non riesce più a gestire. Una società consumistica che non è più in grado di distinguere la genuità del contenuto rispetto al contenitore. E’ l’America che ci inquina e ci avvelena come ebbe ad affermare D’Annunzio già nel 1919. Basta pensare alla “campania felix” trasformata adesso nella terra dei fuochi. nvito a leggere il libro di Malaparte ” La pelle ” per comprendere il degrado irreversibile della città di Napoli e dei dintorni.

  4. WERWOLF ha detto:

    UN DOCUMENTO APPLICABILE…. COMPLIMENTI

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