VECCHIE CAROGNE !

mussoliniAnche le “carogne” ( in senso figurativo persone vili, perfide, inaffidabili secondo il dizionario della lingua italiana !) hanno diritto – in questa democrazia liberal democratica – di riunirsi per decidere di perpetuare il delitto di tradimento nei confronti di un’IDEA di cui si sono servite per interessi propri e delle sette massoniche, nonché nei confronti  dello stesso paese che le ospita, le nutrisce, le ingrassa e continua pure a pagarle nel caso da noi considerato. Non ci dobbiamo meravigliare più di nulla ! Quello che veramente è insopportabile è il fatto che, le stesse maleodoranti carogne, assumano come simbolo, insieme ad un vessillo di parte che non fa vibrare in alcun modo i nostri cuori, la BANDIERA NAZIONALE. Cioè questi figuri, per riproporsi sul piano politico e per rimodellarsi sul piano estetico, assumono un mito storico ed etico che non appartiene loro – e  non per nostra opinione –  ma per sentenza morale e storica passata ormai in giudicato. Secondo il codice etico a cui NOI SOCIALISTI NAZIONALI ci siamo sempre riferiti, tutto ciò si chiama “truffa”, “inganno” “falso ideologico”. Il “traditore” è sempre un infame e tale rimane per l’eternità, indipendentemente dal vestito che indossa o del padrone che serve. Siamo nel campo delle sentenze definitive ed immodificabili che marchiano a fuoco tristi figuri vili, perfidi, inaffidabili cioè  le “carogne” così come le abbiamo definite noi. Hanno collaborato con il nemico nel tentativo infame di spegnere ogni residua speranza di salvare lo “Stato nazionale risorgimentale”.

Scrive, nel merito, il giovane e valente storico Pietro Cappellari nel libro “Una Patria, una Nazione, un Popolo” :

All’interno del Movimento Sociale Italiano, del resto, ben poco successo ebbe la sinistra fascista, dove più forte era presente il mito del Risorgimento. Una corrente, questa, vivace e battagliera, guidata da Ernesto Massi (1909-1997 ), grande studioso di geopolitica, professore all’Università Cattolica di Mlano, Combattente della RSI e V. Segretario nazionale del MSI dal 1948 al 1952. La sinistra missina recuperava l’eticità e la visione spiritualista, nonché il concetto di giustizia distributiva di Mazzini; il pensiero di Pisacane e Ferrari e, naturalmente, tutto il bagaglio rivoluzionario e sociale della RSI, socializzazione <in primis>. Fu ben presto neutralizzata dal contesto internazionale che spinsero la maggioranza del partito ad inserirsi in un’ottica atlantista, per mere esigenze di militanza anticomunista. Fu durante l’acceso dibattito interno al MSI dei primi anni ’50 che vennero riprese  – in chiave antibritannica e antistatunitense – anche tematiche care al Risorgimento. Tuttavia, gli anticomunisti-atlantisti ebbero la meglio e la sinistra missina fu relegata all’angolo. Negli anni ’70, il <superamento> del dato politico con il dato filosofico dei giovani tradizionalisti-fascisti fu un salto che non diede i frutti sperati. L’elaborazione dei miti di <mondi paralleli> (cfr. Tolkien) portò alla fine del contatto con la realtà. Di certo, far politica con la filosofia era azzardata, in specie quando questa filosofia si <evolveva> addirittura in una sorta di teologia. L’eclissi del MSI, iniziata proprio con l’avvento delle nuove generazioni – magari quelle ai margini del dibattito politico-culturale, ma spregiudicate e pronte alla scalata dirigenziale – pose fine anche alla discussione sui valori del Risorgimento e i valori della Tradizione, su una loro assoluta antitesi o su una loro possibile sintesi per una nuova teoria d’azione politica nazional-rivoluzionaria. Il MSI, sempre più svuotato di alti contenuti ideali e uomini mazziniani, continuò la sua <involuzione> come partito di destra nazionale borghese, ben inserito in quel sistema che diceva di combattere. Le due identiche <manovre>, figlie di una stessa <mano>, che portarono alla nascita di Democrazia Nazionale – Costituente di destra (1976) e di Alleanza Nazionale (1994), furono semplici <colpi di acceleratore> – il primo maldestro, il secondo trionfante – sull’annichilimento di un movimento potenzialmente antisistema. Si era nel 1995 quando – incredibilmente, per chi è al di fuori  da certi <giochi> – il MSI si auto-sciolse, celebrò il proprio <suicidio> come disse tardivamente Marcello Veneziani. E, aggiungiamo noi, visti i visi rubicondi e gioiosi di tutti i dirigenti nazionali di quel movimento durante quel congresso, ( compresi alcuni rappresentanti del combattentismo repubblicano dirigenti dell’Unione nazionale Combattenti RSI – noi non lo dimentichiamo !) mai <suicidio> fu più assistito e <liberatorio>. Era un’Italia che attraversava  un  cambiamento epocale. Si realizzava – guarda caso – una parte del progetto politico sognato dalla loggia massonica P2…liberale e democratica naturalmente. E, come ci ha ricordato Sandro Provvisionato: < Creatura d’oltre atlantico e di stretta fedeltà atlantica>.

Ho volutamente riportato  questa analisi oggettiva di un giovane ricercatore e studioso che, per anagrafe e storia personale, non è stato coinvolto nei fatti descritti nella loro sequenza; la condivido pienamente e non solo per averla sofferta personalmente, ma perché questo è ormai il giudizio sereno della Storia di quest’ultimo periodo.  Adesso le “carogne” ci riprovano, ma la loro ricetta è ormai scaduta e – questa volta – non la passeranno liscia e avranno la medicina che meritano. Anche questa “pulizia etnica” rientra nel programma concreto dei SOCIALISTI NAZIONALI.

Stelvio  Dal Piaz   

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6 risposte a VECCHIE CAROGNE !

  1. RICCARDO ha detto:

    Un articolo di rigore politico e morale encomiabile. E’ veramente vergognoso assistere a questo farisaico tentativo di riciclaggio da parte di un nugolo di opportunisti piccolo-borghesi sedicenti “camerati”, degni contraltari dei sedicenti “compagni” che hanno consacrato la loro azione politica all’idolatria delle tecnocrazie finanziarie che stanno distruggendo l’umanità.Combattiamo la contaminazione dei mercanti del tempio in nome della Terza Via, il cui progetto può veramente unire i veri compagni ed i veri camerati, senza anacronistici e stupidi pregiudiziali che hanno solo favorito il nemico.
    !VENCEREMOS!

  2. nota1488 ha detto:

    Oggi l’identitarismo, anche razziale, é il tema predominante di tutti i partiti e movimenti nazionalopopolari europei. La “nuova” AN avrá vita corta proprio perché é un partito di destra integrazionista e occidentalista, che nel contesto geopolitico odierno andrá a sostenere forze “di sinistra”, ovvero USA e GB, magari contro l’unica nazione identitaria con voce in capitolo, la Russia. L’identitarismo razziale é l’unica arma che puó fermare questa rinascita del Nulla, non ci sono altri temi che possano fare la differenza.

  3. Francesco Di Lorenzi ha detto:

    Colgo l’occasione di questo articolo per conoscere la vostra opinione rispetto ad un’altra operazione politica di questi mesi, ossia la riproposizione sulla scena del Fronte nazionale. Chi scrive, tanto per evitare dubbi su provocazioni o cose del genere, ha militato e creduto per diversi anni a quel progetto, uscendone appena l’operazione Alternativa Sociale ha mostrato il suo chiaro ed inequivocabilmente disgustoso aspetto! Siete la realtà comunitaria migliore di questi anni e solo la mancanza di tempo mi ha trattenuto da un’adesione più stretta all’USN(conto davvero di rimediare presto, in fondo è la qualità del tempo da dedicare all’IDEA ciò che conta), per questo mi interessa che cosa ne pensate di un’operazione che, da un lato, mi incuriosisce, quanto meno per una continuità affettiva con quel movimento ma, allo stesso tempo, mi lascia non pochi interrogativi…
    Grazie!

  4. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Caro Francesco, come ben saprai molti di noi facemmo parte del gruppo fondatore del Fronte Sociale Nazionale che avvenne a San Martino al Cimino (Viterbo). Inutile ripetere le vicende che portarono poi al nostro allontanamento; sono le stesse da te riportate. Adesso non sappiamo con precisione che cosa stia succedendo e chi proponga una nuova riedizione del Fronte.

  5. WERWOLF ha detto:

    Francesco personalmente ho seguito subito Adriano Tilgher nel Fronte Nazionale da subito quando la fiamma…prese la via del Padronato Segretariato con Pino Rauti Padre e Padrone di un partito che doveva essere di tutti invece era dei soliti noti….!…sono uscito…naturalmente…per questioni elettorali da alternativa sociale che fu solo un’aborto elettorale…..di interesse…cosa faccia Adriano ora non lo ho ancora capito…e neanche giudico…..ma sono certo che ora anziche pensare alle elezioni da Socialista Nazionale….quale credo di essere sempre stato….si debba radicarsi nel territorio e non disperdere energie nelle elezioni..come fatto in passato! in alto i cuori!

  6. ginpe ha detto:

    Vissuti gli ultimi anni MSI (e già ero fuori schema), lottato neo congressi pre-Fiuggi, dimessomi indignato. Bella analisi, per me ovvia, da diffondere. Complimenti!

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