LE SCORIE IMPERIALI DI ALBIONE

190518_206316076054758_100000291000961_764323_1016255_nIl COMMONWEALTH  britannico (Bene comune…come liberissima traduzione del termine) rappresenta ad oggi una eredita’ diretta del potere Coloniale inglese. 54 nazioni presumibilmente sovrane sotto il profilo quantomeno  teorico del termine, hanno aderito (in cambio della propria indipendenza cosmetica, crediamo noi) ad un trattato/diktat studiato al tavolino con incredibile sangue freddo da  gli architetti del futuro dell’Impero Britannico come questi si presentava prima e poco dopo la conclusione dell’ultimo conflitto Mondiale. Si tratto’ in buona sostanza per Downing Street di imprimere una direzione alla questione delle indipendenze ottenute e ottenibili da molti frammenti del decadente Impero che soddisfacesse il mastino Churchill (vero maniaco Coloniale.) Il Foreign Office alle prese con il  nuovo equilibrio Mondiale bipolare ed infine la casa regnante che non aveva intenzione alcuna di fare tramontare il sole (Ancora) sul proprio Impero.

Difficile districarsi nei dettagli costituzionali /amministrativi , strategici e macro economici della questione anche perche’ nello scenario intervenivano i Protettorati /Dominions (Australia , Canada , Nuova Zelanda ecc) Cosi’ come sarebbe una inutile lungaggine elencare le Nazioni entrate e poi uscite dal Commonwhealth e semmai rientrate o quelle partecipanti  senza una ratificazione ufficiale. Per tutti , la decisione di aderire fu la conseguenza di pressioni e non di rado di un soffice ricatto implicito che conobbe la sua applicazione piu’ “Stringente” nel corso degli anni della Guerra fredda, nella quale, repubblichette bananiere quali Tuvalu ,Kiribati o peggio…Saint Kittys e Nevis non valevano un accidente se non per la produzione limitata di Ananas, pur tuttavia  rappresentavano portaerei naturali in mezzo al nulla e quindi…  qualcosa di prezioso nello scacchiere globale. Merce di scambio insomma e spine nel fianco i cui decorativi presidenti, tra un Coup d’Etat e l’altro , dormivano lussuuosissimi sonni al Grosvenor di Londra e semmai avevano diritto ad un paio di bobbies fuori della porta della suite presidenziale.

In fondo Londra continuava a riflettere in termini navali e non mollava una sola lega di quella convinzione liquida e tutta elisabettiana del mondo. Certo esistevano casi di particolare tenacia e su quelli , non si trattava di condividere i presunti vantaggi di una alleanza commerciale globale ma di confermare un ruolo “Per Divina intercessione” con le autoblindo a Londonderry o la brutale azione di  Guerra Coloniale delle Falklands.

Il Commonwealth ha rappresentato un sistema per regalare a dei morti di fame l’illusione di essere inclusi in un club esclusivo , di partecipare ad un sogno imperiale e nelle anticamere di Palazzo, nascosti alla vista delle “”Prede”, Sua maesta’ si e’ avvalsa  delle consulenze gelide dei geologi accreditati , degli economisti coloniali , degli ammiragli della flotta.

Gli Inglesi sono pragmatici e orgogliosi della propria Logica priva di slancio emotivo. Non esiste un rapporto extra-funzionale o culturale con le ex colonie , tuttavia nel calcolo post imperialista , anche gli inglesi hanno commesso un errore di proiezione “Tecnica” nella loro suprema tecnicita’ di approccio.

L’errore si chiama “Repubblica Popolare della CINA” cioe’ un paese Comunista scatenato in una attacco capitalistico di Stato a livello planetario. Un attacco che ha colpito al cuore le equazioni Occidentali strappando loro un primato che perdurava da secoli e obbligando le potenze industriali “Caucasiche” a ritirarsi , battute da una concorrenza multilivello invincibile sul piano dei costi , della mobilita’, del credito , della rapidita’ di servizio , della penetrazione massiva e sopratutto , su quello della corruzione sistematica.

Ora possiamo tornare al Commonwealth , scoprendo che la maggioranza dei paesi membri sono Africani (Non e’ un caso crediamo) e che nelle sale d’aspetto presidenziali di tali paesi la attuale predominanza etnica e’ Cinese. Nessuno ne parla ma migliaia di contratti gia’ siglati hanno catapultato fuori dalla equazione Tropicale le multinazionali Statunitensi e Britanniche e gli effetti iniziano ad essere evidenti.

Il presidente del Gambia , Yahya Jammeh ha annunciato nel corso della preparazione per il Commonwealth Heads of Governments meeting 2013 che si terra’ prossimamente a Sri Lanka il ritiro della Nazione Africana dalla “Prestigiosa associazione” . Il Daily Telegraph che non e’ come sappiamo testata di poco peso , ha commentato : “Si tratta di un gesto adolescenziale nel quadro di una retorica anti-Britannica e comunque …commesso da l’unico Capo di Stato (Anche in Africa occidentale) clinicamente pazzo.” L’ultima osservazione e’ stata attribuita dal giornale ad un Diplomatico ampiamente accreditato……

Cosa ha potuto creare una reazione cosi’ brutale?

Il presidente Gambiano aveva affermato recentemente “ Gli inglesi sono stati nel paese per 400 anni e in questo lasso di tempo hanno costruito solo un liceo..”

Ancora.. “ Il Colonialismo non ci ha portato che poverta’ , arretratezza, sfruttamento e schiavitu’ e sotto il suo potere i gambiani non sono stati addestrati ad essere medici o Scienziati

L’accusa finale la leggiamo sul New African, una rivista essenzialmente politica ad indirizzo Pan Africano nel numero di Novembre :  “ Il Commonwhalth e’ una istituzione coloniale e il Gambia non ha piu’ intenzione di farne parte

Ora, il problema che si presenta nei corridoi ovattati del Foreign Office a Londra e’ la possibilita’ che si crei una catena emulativa che preoccupa peraltro anche Washington sul fronte della contenibilita’ di Stati Islamici e comunque sempre piu’ intolleranti al controllo dei vecchi padroni e in  possesso di provati immensi giagimenti di energia fossile.

Il Kenya rifiuta da 6 mesi qualsiasi incontro con diplomatici stranieri, la Tanzania e’ diventata una estensione tropicale di Pechino , il Sud Africa nella fase post Mandela si irrigidisce progressivamente, l’Ex Rhodhesia (oggi Zimbawe) sotto l’inossidabile potere di Mugabe ha eliminato spesso anche fisicamente ogni opposizione Bianca ecc. ecc.

Insomma il Gambia potrebbe essere un apripista micidiale in un continente di 30 milioni di chilometri quadrati dove vive il 15% della popolazione mondiale . Un continente che perde ogni anno 4 milioni di acri di seminativo e pascolo cedendolo al predeserto e che dovra’ sotenere ben oltre un miliardo di abitanti sotto governi banditeschi capaci di assorbire l’interezza dei proventi delle favolose risorse geologiche disponibili e non ancora neanche scalfitte senza condividerne un nichelino con la propria gente. Il tutto , senza le ultime vestigia di una regolamentazione supernazionale. Certo …aborriamo le propagini odiose della perfida Albione ma nelle nostre analisi geopolitiche pensiamo anche ai riflessi inevitabili che l’Europa subira’ in un prossimo futuro , quando il 5% di utile concesso ai governi Africani dalla multinazionali di turno su lo sfruttamento delle risorse , sara’ stato dilapidato e un paio di miliardi di individui inferociti , affamati e religiosamente motivati si guarderanno in giro per una via d’uscita. Dall’altra parte del Mediterraneo troveranno noi….in fila alle cabine elettorali , con le nostre puttane minorenni , le abitudini erotiche di Berlusconi e la annosa questione del costo delle olive taggiasche.

Altro che Commonwealth !

Claudio Modola

Reparto USN KELLER

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2 risposte a LE SCORIE IMPERIALI DI ALBIONE

  1. Egeo Francois ha detto:

    Penso che molto presto il regime imposto all ‘Europa “liberata ” cadrà per implosiione ed alla fine la nostra idea ,che è stata sconfitta dalla più grossa coalizione economica e militare della storia ,tornerà a reggere le sorti del vecchio continente ed allora le orde verranno fermate ed i poveretti di ogni parte del mondo verranno aiutati nei loro paesi sotto il saldo controllo di persona di alta moralità e con valori romani immortali.

  2. RICCARDO ha detto:

    L’ipocrisia farisaica della sedicente “democrazia” anglosassone è un fatto storico assodato; basti pensare a quanto abbiano strombazzato i “sacri” principi del Liberalismo (habeas corpus,separazione dei poteri,uguaglianza di tutti gli uomini ecc. ecc.), costruendo nello stesso periodo il più grande impero coloniale dell’epoca moderna, basato sul sistematico sfruttamento delle popolazioni sottomesse, nonché sulla costante negazione di quei principi liberali che gli Inglesi dicevano di aver creato e di onorare ( vogliamo parlare della politica razziale e razzista del Regno Unito in paesi come l’India, ad esempio? Altro che “Habeas corpus”…). Il sistema anglo-americano è l’archetipo della plutocrazia dominante, i moderni mercanti del Tempio. Questo cancro sarà estirpato, è solo questione di tempo

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