ECCO PERCHÉ L’ITALIA MORIRÀ (a meno che……….)

bertoricciL’ultimo rapporto Eurispes mette praticamente l’Italia in stato di agonia  mentre il fenomeno Renzi imita il suo mentore Berlusconi alla corte del giullare Vespa e tutto tace sul vergognoso Top Secret posto a suo tempo sul più grave disastro ambientale causato dalla mafia in Campania, il corpo esangue dell’Italia entra in sala di rianimazione. Ed è difficile capire se e quando ne uscirà. Non vogliamo fare le cassandre, ma abbiamo il fondato timore che davvero l’Italia non ce la farà. Lo abbiamo perché ormai sono troppi i segnali negativi ed i sintomi di un corpo che non reagisce più per come dovrebbe se volesse invertire il decorso. All’estero ed in Europa siamo la sputacchiera di tutti e dopo di noi c’è solo il protettorato ateniese.

Da tempo sono in moto e si stanno scaldando per la scalata finale gli advisors delle banche internazionali per piazzare i pacchetti azionari di controllo delle ultime aziende pubbliche che hanno ancora un po’ di polpa. Nel frattempo l’argine alla disfatta, che dovrebbe essere rappresentato da una politica interna forte e credibile, si badarella tra i proclami di un boy scout figlio di notabile massone ex DC e gli strepiti di un guitto milionario grande incantatore di serpenti, legato a doppio filo a gruppi poco raccomandabili.

Stando così le cose – e qualcuno provi ad argomentare seriamente il contrario – e’ venuto il momento di avere coraggio e di dire che l’Italia diverrà uno degli agnelli sacrificali sull’altare della nascita di quel Nuovo Ordine Mondiale che da decenni le elites massoniche internazionali stanno preparando. Il loro disegno di fagocitazione delle sovranità nazionali e’ in itinere e a breve riusciranno a gestire, attraverso gli strumenti di controllo delle masse di cui sono direttamente ed indirettamente proprietarie, la vita di intere nazioni. Con la Grecia ci sono riusciti ed ora la prova è con una nazione più grande ma terribilmente poco immunizzata come l’Italia.

Purtroppo ad aiutare e a facilitare il lavoro di chi vuole privarci del nostro futuro ci sono proprio quelli che dovrebbero salvarci: una classe dirigente divisa in due: da una parte una pletora di incapaci macchiette che si alternano periodicamente sugli scranni parlamentari e ne lucrano gli assurdi benefici e dall’altra i pochi pupari che da decenni sono in servizio permanente contro il loro stesso paese.

Ma non è solo la politica politicante a libro paga di intelligenze antinazionali ad essere responsabile della fine dell’Italia. Un carico determinante ce lo mette senza alcun dubbio la ben oliata e trasversale macchina propagandistica del santo buonismo, che ha nello Stato del Vaticano e nei suoi reggitori il cuore pulsante. È dunque la presenza contemporanea di centrali di potere antinazionale laico e religioso, che stringe in una morsa mortale il corpo sfinito dell’Italia, il pericolo mortale per la sopravvivenza.

La riprova? Si prenda come esempio la cosiddetta politica dell’integrazione che drena direttamente ed indirettamente risorse incredibili, generando solo false ed improbabili aspettative a fronte di un depauperamento progressivo di strati sempre più ampi di cittadini italiani. Ebbene, su questo aspetto il Sistema Italia è praticamente senza vaccino,  completamente in balia di agenti patologici che hanno un nome ed un cognome: il peloso buonismo di santa romana chiesa ed il turboliberismo cui tutti si sono prostrati in adorazione.

Il fatto è che si fa finta di non capire che non potranno mai convivere due dottrine che sono agli antipodi. Non potrà mai coesistere un vero, efficace solidarismo (non quello peloso fondato sulla magnanimità di qualche filantropo) di matrice cristiana con il liberismo spinto di stampo anglosassone. Non è possibile!  Non lo è per varie ragioni, prima di tutte perché collidono visioni opposte del mondo: si scontra la dottrina sociale della chiesa (o meglio di una certa chiesa) che, bene o male,  in Italia ha sedimentato per secoli e la legge del profitto ad ogni costo, inoculata a forza nelle carni vive di tutte le comunità umane del pianeta dopo il secondo conflitto mondiale.

Le due strade non convergeranno mai e la brama di una classe politica come quella italiana, che per i suoi sconci interessi vuole tenere i piedi in entrambe le scarpe, porterà inevitabilmente allo sfascio. La coperta è corta: o uno stato sociale vero con tutti i crismi ben noti anche a certa buona politica o l’adorazione del vitello d’oro secondo i dettami dell’asse Londra-New York. Tertium non datur!

A meno che non si riscopra un modello di sviluppo socio-economico che si cerco’ con forza e successo di seguire in esperienze ben note. Ma questa è un’altra storia, che pochi hanno il coraggio di raccontare. Ed è per questo che l’Italia perira’.

Fernando Volpi

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20 risposte a ECCO PERCHÉ L’ITALIA MORIRÀ (a meno che……….)

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Se l’Italia non reagirà , se resterà nell’euro, se non romperà il cappio dell’usura, il destino è segnato: nel 2014 l’Italia collasserà

  2. luiginox ha detto:

    l’articolo descrive impietosamente tutti i dettagli della scena italiana contemporanea.purtoppo è così che stanno le cose.ma non dispero,qualcosa deve pur accadere che possa interrompere la discesa agli inferi della nostra nazione.anche per gli usurocrati non tutte le ciambelle riusciranno col buco

  3. Anonimo ha detto:

    Ebbene Camerati come si dice “non tutti i mali vengono per nuocere!”. Evidentemente bisognerà toccare il fondo per poter risalire la china. Ed allora quel fondo ben venga! L’unica cosa è che bisognerà cercare di innescare le nostre idee per poter indirizzare la rinascita morale e politica della Patria nostra altrimenti, e quello sarà il punto di non ritorno, qualcun altro lo farà al nostro posto. Della serie ” cambiare per non cambiare nulla!”. E questo è quello che sta succedendo con il guitto e il paperino fiorentino di fede massonica. Bisognerà esser più incisivi nella nostra azione politica, nunc est bibendum, se poi il Popolo Italiano saprà recepire o meno il messaggio non è dato sapere al momento ma il segnale e l’evangelizzazione dovrà essere forte da parte nostra.
    L’alternativa è il nulla fino alla prossima occasione.
    A Noi!

  4. Compagnoincamicianera ha detto:

    Come sempre analisi precise e chiare ma questa sera mi sa che più che di politica ti dobbiamo tirare su il morale. Su con la vita oltretutto la vita x”noi” non è mai stata facile. In alto i cuori… E il morale….

  5. Fernando Volpi ha detto:

    Compagnoincamicianera mi rendo conto di aver forse ( e il forse è d’obbligo) calcato un po’ troppo la mano. Ma l’impietosa analisi non è visione catastrofistica senza ragioni. I dati macroeconomici e sociali ricordano Weimar, con la differenza che allora il sistema mondialista non aveva gli strumenti per contenere un fiume in piena rappresentato dal popolo tedesco ridotto alla fame. Oggi invece il sistema ha strumenti sopraffini per arginare, incanalare, regolare …… e l’Italia crepa ascoltando le parole del nuovo salvatore della patria che dovrebbe essere un prodotto di marketing come Renzi.

  6. Solitorompiscatole ha detto:

    Sig. Volpi, mi permetta: non riesco a capire dove trova il LIBERISMO nella società italiana. A me pare un regime antinazionale di stampo CATTO-KOMUNISTA, che di liberismo conserva ormai ben poco…per il resto concordo con le sue considerazioni, soprattutto sulla malefica influenza che la massoneria vaticana continua ad esercitare sulla coscienza del ns popolo, avvelenandolo con questo peloso pietismo neopauperista. Ma ripeto, dove lo vede il liberismo? Comincio con gli esempi concreti: le pare liberista un paese dove MILIONI di persone vivono di cassa integrazione senza muovere il culo dal letto ogni mattina? Le pare liberista un paese dove MILIONI di persone vivono, soprattutto in alcune regioni, di FINTE pensioni di invalidità civile? Le pare liberista un paese dove per cacciare un inquilino MOROSO da un fondo commerciale (non d’abitazione) occorra attendere, e spendere in avvocati, per oltre 2 (due) anni? Le pare liberista un paese dove un consiglio comunale di una grande città (Napoli) approva all’unanimità una delibera che RATIFICA tutte, dico TUTTE, le okkupazioni ABUSIVE di case popolari avvenute negli ultimi anni, a scapito dei cittadini che ne avevano comprovato diritto? Le pare liberista un paese dove ormai quasi tutti i maggiori partiti parlano apertamente di REDDITO MINIMO GARANTITO, cioè cassa integrazione per tutti? Le pare Liberista un paese dove la pressione fiscale EFFETTIVA, che grava evidentemente sui GONZI che ancora si ostinano a produrre reddito VERO, superi il 50% del prodotto? Nemmeno nell’ex URSS….Le pare liberista un paese dove avviene SISTEMATICAMENTE l’esproprio proletario dell’imposta patrimoniale su immobili (inclusi quelli aziendali!!!) e risparmi faticosamenti accumulati da cittadini onesti (fino a prova contraria)? Mi perdoni ma i suoi strali contro il “turboliberismo”, riferito all’ITALIA, sono del tutto fuori luogo, la realtà è che il ns “paese” è sempre più inquinato dalla perversa ideologia marxista, coniugata con un altrettanto perverso cattolicesimo postconciliare sinistrorso. Qualcuno può negare qli esempi che precedono? Prego….

  7. Fernando Volpi ha detto:

    Rompiscatole, mi riferisco al progetto liberista internazionalista che ha portato alla svendita di interi pezzi di Italia sotto il nome di privatizzazioni. Vuole esempi? Le Autostrade, Telecom, Enel, il disastro Alitalia e siamo in dirittura di arrivo per Eni, Finmeccanica, Rai e Poste. Per non parlare dei prigetti sulla privatizzazione di beni artistici come Colosseo, Uffizi ed altro ancora. Stavo cioè cercando di far comprendere che ci stiamo avviando verso un modello turboliberista e che ormai manca poco per averne piena contezza. Del resto, come spiega il fatto che per non andare contro il WTO si tollerano importazioni di centinaia di prodotti ed articoli di pessima qualità dal terzo mondo e interi comparti come l’agroalimentare e il manifatturiero sono al collasso? Se fosse uno stato protezionista e antiliberista l’Italia metterebbe dazi e sconfesserebbe il WTO, autentico moloch del peggior liberismo antinazionale, ancor peggio della UE. La verità è che il sistema italia non è più in grado di fronteggiare i costi di uno stato sociale vero (spesso anche eccessivamente e maldestramente presente) ed il modello vincente anglosassone con il suo carico di darwinismo sociale di ispirazione protestante.

  8. Solitorompiscatole ha detto:

    Sig. Volpi, le sue ulteriori considerazioni mi trovano del tutto concorde. Infatti io avevo detto che NON siamo in un sistema liberista puro e selvaggio, il classico “laissez faire” di origine ottocentesca. Gli esempi che ha fatto lei sono pienamente calzanti, semplicemente le élites massonico-mondialiste hanno conservato dell’ideologia liberista tutto ciò che può accompagnare il loro progetto di esproprio delle sovranità nazionali a favore del governo mondialista dell’economia e delle coscienze. I rottami marxisti, che in Italia hanno sempre trovato un grande brodo di coltura, hanno però preteso che all’annientamento delle IDENTITA’ nazionali, loro primordiale e criminale disegno, si accompagnasse una politica iperassistenzialista di stampo clientelare che continuasse a garantir loro il voto di vecchi e nuovi poveri, a cominciare dai milioni di invasori del terzo mondo.
    Mi sembra che siamo sostanzialmente sullo stesso binario.

  9. wids72 ha detto:

    Azione punto focale rimane la costituzione di una comunità viva ed attiva che sappia incarnare i valori e gli ideali di una stirpe millenaria di cui ci dobbiamo sentire i continuatori. Questo è il tempo in cui i nostri passi devono dedicarsi in ogni forma e incisività alla formazione valoriale di un tessuto solciale degradato; primo passo in questione sono le nostre quotidianità da cui ripartire fondandosi su unità territoriali di formazione e azione da cui generare una sintesi del pensiero socialista nazionale!!!! In alto i cuori!!!!

  10. Fernando Volpi ha detto:

    Solitorompiscatole direi proprio che siamo perfettamente allineati sulle valutazioni. Diciamo che dovrebbero collimare anche sul da farsi. Ma questo e’ un altro discorso. Ad ogni modo si evince che il Nemico è ben individuato.

  11. RICCARDO ha detto:

    Ottime le osservazioni di Fernando Volpi, sulle quali concordo. La polemica di Solitorompiscatole contro il presunto “marxismo” di cui sarebbe permeata l’Italia mi sembra del tutto fuori luogo.Il parassitismo di una parte degli Italiani è un male antichissimo, risalente a ben prima che Karl Marx nascesse su questa terra. Di che cosa stiamo parlando? Se poi Solitoropiscatole, che parla come un membro del Tea Party statunitense, anela ad uno Stato che se ne infischi degli operai licenziati,lasciandoli nell’indigenza più assoluta senza quel sussidio costituito dalla C.I.G, faccia pure. Il Socialismo è un’altra cosa, sia esso nazionale,marxiano,marxista,cristiano,liberale ecc. ecc.Quanto alla polemica anti-cattolica dico , da deista quale sono,che preferisco mille volte il Cattolicesimo al Puritanesimo ultra-calvinista di matrice yankee, portatore di un individualismo plutocratico distruttore delle società naturali nelle quali l’individuo si realizza : famiglia,scuola,Nazione,Stato.Guardate gli U.S.A.:le quattro società da me menzionate sono state distrutte !Oltre il 50% dei matrimoni finisce col divorzio ( distruzione della famiglia);la scuola pubblica è un disastro;lo Stato è ridotto ad un comitato d’affari dei plutocrati. Ed ancora parliamo di Marx!

  12. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Partiamo da una verità dichiarata dagli stessi carnefici: ” Mi si consenta di emettere e controllare la moneta di una nazione e non mi preoccuperò affatto di chi ne emana le leggi. ” Meyer Amschel Rothschild (1773) ; pertanto o riprendiamo la totale sovranità (economica, finanziaria, monetaria, territoriale, politica) oppure il 2014 registrerà il collasso del paese Italia. L’attuale protesta popolare, purtroppo, non ha ancora individuato le cause del disastro e non vuole -per ignoranza – prendere in esame l’unica proposta possibile per battere il nemico: puntare alla costruzione dello Stato Nazionale del Lavoro attraverso la valorizzazione delle competenze in un clima di ritrovata unità nazionale.

  13. Solitorompiscatole ha detto:

    Nossignore, la cassa integrazione l’hanno introdotta nel II dopoguerra, il blocco degli sfratti pure, le finte pensioni di invalidità lo stesso, il reddito minimo garantito non ancora, e la pressione fiscale nemmeno con Quintino sella si è avvicinata a quella attuale!!! Quindi non solo l’assistenzialismo (che, a scanso di equivoci, è una prassi ANTINAZIONALE, come qualsiasi spreco di denaro pubblico) non c’era quando è nato Marx, ma neppure quando è morto fisicamente (proprio in quel fatale 1883, guarda caso!!!) e fallito miseramente nelle sue applicazioni pratiche.
    Esempio concreto della differenza che sussiste tra un marxista ed un fascista (la definizione di socialista nazionale ve la lascio volentieri, non fa parte della mia storia personale) è proprio questa: un marxista vuole l’assegno di disoccupazione a prescindere, il fascista vuole l’assegno si, ma a condizione che la mattina ci si alzi dal letto e ci si metta a disposizione di un ente pubblico per fare qualunque cosa sia necessaria per il bene comune, dalla pulizia dei fossi ai servizi cimiteriali!!!!
    Quindi di fuori luogo, c’è solo la confusione che ha in testa chi crede nella compatibilità tra marxismo materialista e lo spiritualismo dei concetti di immortalità della Patria, della Nazione e della Stirpe.

  14. RICCARDO ha detto:

    Eh sì certo, sono confuso perché non ragiono con le categorie manichee del XX secolo…Solitorompiscatole, ti dico con affetto e senza acrimonia ( che dobbiamo riservare AI NOSTRI VERI NEMICI) che per me non ha molto senso parlare di “marxisti” e “fascisti” oggi: siamo nel XXI secolo.La guerra che l’apolide,usurocratico e tecnocratico capitalismo contemporaneo ha dichiarato al mondo ESIGE una risposta pragmatica ed efficace, rispetto alla quale può e deve raggiungersi un punto di convergenza tra uomini anche di diversa origine politica, ma accomunati da una comune visione strategica.Che cos’è oggi il Marxismo?Che cos’è oggi il Fascismo? Realtà astratte, perché è il Programma di trasformazione della società e del mondo che conta .La tua ricostruzione dei “marxisti” tradisce la presenza dei MEDESIMI STEREOTIPI che i “compagni” hanno adottato nella stupida denigrazione del Fascismo storico.”Un marxista vuole l’assegno di disoccupazione a prescindere”: ma quando mai? Lo sai che in molti dei paesi dell’Est comunista il lavoro era obbligatorio, e chi si rifiutava di accettare l’attività offerta dallo Stato andava in galera? Che Guevara introdusse a Cuba l’istituto del lavoro supplementare gratuito, per sostenere la causa della Rivoluzione, altro che parassitismo!Il sistema comunista ha fallito, non c’è ombra di dubbio, ma il contributo che una parte del pensiero legato all’opera di Marx ed Engels, quello scientifico, anti-dogmatico e “non allineato” ,può costituire per me e per altri della mia “indole” un elemento importare nell’elaborazione di un progetto socialista per il XXI secolo.Tu parli di “materialismo” contro “spiritualismo”: sarà interessante come impostazione erede dello gnosticismo ebraico-cristiano di lontana estrazione zoroastriana, ma collima con una realtà ben più sfaccettata: ho conosciuto nella mia vita marxisti e comunisti di elevate concezioni spirituali, e sedicenti “fascisti” il cui pensiero e l’azione erano improntati al più bieco materialismo, quello piccolo-borghese del “coltivare il proprio orticello”.Sai quanti sedicenti “fascisti” ho conosciuto ragionare così? La mia Catania ne è stracolma!Io rifiuto la visione mercantile dell’uomo, e sono per la TERZA VIA nazional-rivoluzionaria , che superi le esperienze del Capitalismo e del Bolscevismo (per me un tradimento del pensiero di Marx), nel nome di uomini vissuti “tra i due mondi” ,come il compagno e camerata Nicolino Bombacci.il grande Juan Peron, lo stesso Duce
    Con questo ti saluto, sono in ferie e vado a continuare l’interessantissima lettura dei “Taccuini Mussoliniani”, acquisto consigliatomi dall’amico Cursus Honorum…

  15. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Mi pemetto di inserirmi nella disputa dialettica ricordando uno dei postulati della dottrina del fascismo, dottrina, voglio ricordare, scritta a quattro mani:Mussoni e Gentile: IL LAVORO NON è UN DIRITTO MA UN DOVERE ! Su questo concetto venne iniziata la edificazione dello STATO NAZIONALE DEL LAVORO, a struttura corporativa ed economia socializzata. Questo obiettivo, supportato anche dalla volontà di voler riconquistare la SOVRANITA’ ( a tutto tondo ! ) è tuttora valido come proposta per uscire dalla crisi attuale.

  16. Fernando Volpi ha detto:

    Parole sante Stelvio. Parole sante!

  17. Solitorompiscatole ha detto:

    Parole sante anche per me. Anche per questo ribadisco: elargire casse, sussidi e prebende a chicchesia senza avere una controprestazione a favore della COMUNITA’ NAZIONALE è uno scandalo….

  18. Fernando Volpi ha detto:

    Parole sante anche le tue Solitorompiscatole…..non c’è dubbio.

  19. RICCARDO ha detto:

    “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

    Il lavoro inteso come DIRITTO-DOVERE:per esprimere brevemente la mia posizione sull’argomento faccio mie le parole del citato articolo 4 della Costituzione

  20. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    L’articolo 4 della costituzione è inficiato dalla mancanza di sovranità da parte della repubblica italiana per cui rimane solo come enunciazione di principio dal momento che i veri “padroni” non ne hanno mai permesso l’applicazione. Morale della favola: o riconquista della sovranità o schiavitù di tipo capitalistico. Tertium non datur !

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