CRISI EXTRAPARLAMENTARE.

ortegaE’ ormai evidente ed é un dato di fatto che la crisi é “extraparlamentare” perché quella sede e chi ci siede (dai filo governativi agli “oppositori a libro paga del sistema”) in realtà ormai é solo un avamposto di “zombies”. Tutti delegittimati più che dalla sentenza della Corte Costituzionale dall’incipiente incazzatura di popolo che già ha dato segnali importanti con l’astensione in continua inarrestabile crescita nei vari “ludi cartacei” susseguitesi negli ultimi anni (le primarie, perverso onanismo partitico di marca anglosassone, neanche le consideriamo !).

Ma é necessario un punto di svolta; senza voler assolutamente entrare nel merito di ciò che é strettamente di pertinenza del “Comitato 9 dicembre”, come é noto apartitico come é giusto che sia, il quale sta facendo tutto ciò che é possibile per rendere organica la ribellione di tutte le categorie del Lavoro, é da comprendere che le diverse realtà “politiche” antagoniste non debbano più continuare a vivere in compartimenti stagni evitando da un lato di provare stoltamente di mettere il proprio “cappello” su ciò che é nascita spontanea di sana rivolta popolare e dall’altro di rimanere ognuno legato al proprio orticello solo e specialmente in funzione elettoralistica.

Noi come Socialisti Nazionali siamo a disposizione umilmente perché ciò si possa rendere praticabile a livello territoriale attraverso una cosciente e saggia capacità di “fare comunità” al di là ed oltre a sigle di fazione. L’invito ovviamente é rivolto a tutti coloro che non si sentono “di centro destra” (con o senza trattino !”). Se invece qualcuno si sente, al solito, il “primo della classe” può tranquillamente andare a quel paese insieme a tutta la partitocrazia che non da oggi combattiamo aspramente e senza ipocrisie farisaiche.

In silenzio e senza clamori……. “Noi Siamo” !

Maurizio Canosci

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22 risposte a CRISI EXTRAPARLAMENTARE.

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Le forze antagoniste al sistema demoparlamentare, sistema il cui fallimento è ormai acclarato e sanzionato dalla stessa protesta popolare nata spontamente sul territorio per disperazione, debbono trarre dall’esperienza comunitaria di presidio ai blocchi del “movimento 9 dicembre” il segnale “unionista” almeno per un’azione sinergica a livello locale. Da parte nostra massima apertura sotto ogni punto di vista, nella massima trasparenza assicurando a tutti che non fa parte del nostro stile il desiderio di voler “cannibalizzare” alcun movimento; l’unica pregiudiziale che poniamo è quella del superamento del “virus elettoralistico”. Nell’attuale contesto e con le regole del gioco sempre in mano al nemico, la stessa partecipazione ai ludi cartacei e da considerare “collaborazionismo” con quello stesso sistema che si dichiara di voler combattere. Senza voler poi considerare la valutazione materialistica del: costo-benefici

  2. Cursus Honorum ha detto:

    La crisi di un certo AMBIENTE ormai AUTOREFERENZIALE si sta evidenziando in questi momenti.
    Movimenti prossimi allo zero elettorale usano la protesta e le loro pagine facebook per “parassitare” 3 contatti…
    I loro sono sintomi di PROSSIMITA’ ALL’ESTINZIONE.
    Quando lo capiranno sarà troppo tardi.
    Oltre che girare in processione con le effigi dei Santi e blaterare gli slogan di Marinetti, sarebbe più utile collaborare.
    Ma tant’è…NON C’ARRIVANO.
    Ma non c’arrivano le dirigenze o i miitanti ?
    O entrambi ?

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Per quanto riguarda i militanti di base ritengo che la sinergia si è creata positivamente nell’azione e nella presenza.Adesso devono tagliare il cordone ombelicale con una dirigenza che – a mio avviso – pensa già alle prossime elezioni europee. Sta a questi ragazzi prendere decisioni autonome proprio sulla base della recente esperienza comunitaria. Altrimenti se intendono continuare a cimentarsi nelle elezioni, a sprecare le loro energie mentali e fisiche per aderire alle burocratiche procedure previste ( raccolta di firme, presentazione di liste e cosi via ) anche l’esperienza di questi giorni non avrà prodotto apertura di confronto dialettico ma li riporterà poi sul terreno della “concorrenza elettorale”, una concorrenza esasperata anche in considerazione del fatto che il bacino elettorale è comune al 99%.

  4. Fernando Volpi ha detto:

    Concordo pienamente con voi e aggiungo soltanto che certe sigle dovrebbero comprendere che ormai non hanno altra strada che cambiare strategia politica. Hanno battuto tutte le possibilità ….. si sono presentate sole alle elezioni e si sono fatte miseramente contare; si sono confederate e non hanno nemmeno riportato la somma algebrica dei risultati ottenuti in precedenza; hanno provato ad accasarsi in qualche cartello di regime e sono stati presi a pedate……insomma un fallimento su tutta la linea. Ma i loro ducetti sono sempre lì.
    Mi domando e domando ai giovani militanti: NON SARÀ ORA DI FARE UNA RIFLESSIONE?

  5. Rudolf05 ha detto:

    Temo, con grande dispiacere, che alle condizioni attuali, l’auspicato fronte comune, sia ancora una chimera. Se non c’è esperienza e conoscenza, il solo slancio tenderà ineluttabilmente ad esaurirsi senza aver prodotto risultati di rilievo. Il sistema è in grado di parare questo ed altro, magari offrendo presunti benefici o posti a qualche pseudo-dirigente o associazione tutta.. L’infiltrazione è un altra possibilità da valutare. Rimane comunque il fatto che la rivolta sta maturando, ovvero che la popolazione comincia cpire qualcosa ed a voler reagire. Ma temo, come detto, che non sia abbastanza.

  6. Compagnoincamicianera ha detto:

    Quando leggo i vostri articoli mi sembra di viaggiare in un mondo fantastico senza sarcasmo e senza banalizzare lo dico seriamente.. ma oggi nella mia città ho già visto i presidi “democratici” contro (così dicono loro il nuovo fascismo dei forconi) e di contro i presidi “suppongo” opposti. Morale 200 sfigati da una parte e 100 da l’altra uniti da una cosa però da l’ anti che non sanno neanche loro cosa, l’anti e basta qualche vecchia e superata parola gridata al megafono e basta. Non un programma non un senso solo un’imitazione caricaturevole di tempi passati e perduti in tutti i sensi. In mezzo le povere forze dell’ordine attente a che i bambini dell’asilo non facciano casino. Non so se la mia è noia o nausea di certo anche le pietanze più gustose disgustano. In alto i cuori e stasera il mio morale…

  7. lupoalfa ha detto:

    Roma 13 dic – (Adnkronos) – ‘Sondaggi’ riservati e verifiche di situazione sarebbero in corso in diverse caserme italiane “per sondare gli umori del personale militare in questa fase delicata, soprattutto nell’eventualità di un impiego delle forze armate per mansioni di ordine pubblico”. E’ Domenico Leggiero, responsabile forze armate dell’Osservatorio Militare, a sottolineare all’Adnkronos che “da più parti, dal Veneto alla Sardegna, arrivano segnalazioni relative a iniziative per ‘misurare la temperatura’ del personale da parte dei comandanti locali. Come Osservatorio ci chiediamo: i militari si toglierebbero il casco di fronte ai manifestanti come hanno fatto nei giorni scorsi le forze dell’ordine? Crediamo proprio di sì”.

    Invitiamo naturalmente i militari – soprattutto di truppa -.a stare guardinghi e “fare orecchie da mercante” per non far trasparire nulla; poi si vedrà !
    In Alto i Cuori !

  8. wids72 ha detto:

    Mi viene in mente il concetto dell’uomo organico-stato organico di Rutilio Sermonti, una visione totalizzante della persona che si dona con il suo “io-persona” nella comunità, un “io” non egoistico predatore decantato dall’arrivismo liberal capitalista…una visione apparentemente anacronistica, ma presente e vitale in chi concepisce il valore supremo di Patria e Nazione in una visione trascendentale, ciò che manca ad un tessuto sociale disorientato e smarrito da un dopoguerra votato al sistematico e progressivo deculturamento a spese di intere generazioni!!!!! In alto i cuori!!!!

  9. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    In questo momento il “sistema partitocratico”, disorientato da forme di protesta difficilmente catalogabili secondo lo schema consuetudinario “partiti-sindacati” come referenti delle proteste di tipo settoriale, sta reagendo con provvedimenti di facciata, disorganici, improvvisati ma che eludono la richiesta che viene daL basso e cioè un vero progetto allo scopo di organico di cambiamento del sistema, un cambiamento che preveda l’individuazione del nemico da abbattere: il sistema capitalistico di tipo finanziario e quindi non produttivo ma speculativo. I camerieri dei banchieri non possono pensare di ribellarsi ai propri padroni, non è nella loro strategia, hanno giurato fedeltà all’usura. Quindi è più che legittimo il : TUTTI VIA ! Questo comporta -come proposta di fondo – la richiesta della convocazione di una assemblea costituente eletta con sistema proporzionale con lo scopo di eliminare i partiti esistenti, i sindacati e tutte le loro strutture parallele. Questa congrega di malfattori ha firmato le cambiali in nome del popolo italiano senza averne avuto il consenso. Non dimentichiamo che la maggioranza di coloro che hanno dato vita al movimento 9 dicembre avevano già inviato al potere un chiaro segnale astenendosi dal voto e si tratta di milioni di italiani che non si sono più sentiti rappresentati. L’importante, adesso è: RESISTERE con determinazione e mente lucida, tenendo presente che questa prima fase è una fase in cui deve prevalere l’intelligenza tattica e strategica. Noi ci auguriamo che non ci dovrà essere bisogno di dover affrontare il momento muscolare perchè un movimento così composito perderebbe in lucidità di azione. Quindi in questo momento il nostro motto è “PERSEVERANDO ARRIVI”.

  10. Maurizio Canosci ha detto:

    5 punti irrinunciabili devono essere posti come paradigma di confronto tra chi é in rivolta e chi ha il dovere di ascoltare:

    – azzeramento del parlamento ed elezione costituente con proporzionale
    – banca d’Italia sotto il controllo del Tesoro
    – nazionalizzazione banche in default
    – nazionalizzazione Comparti strategici e stop privatizzazione
    – dichiarazione di indipendenza da ogni struttura eurotecnocratica

  11. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Giusto !! Questo è il documento programmatico di risposta alla domanda: e dopo la protesta cosa viene ?

  12. Solitorompiscatole ha detto:

    Io concordo con i 5 punti…ma umilmente faccio presente che il presupposto di tutti e di ognuno di essi é l’abbattimento del MOSTRO pluto-liberal-marxista chiamato volgarmente “unione europea”. Senza l’affrancamento dal suo servaggio non possiamo realizzare nessuno dei 5 punti (forse Canosci lo ricomprende nel V punto ma non è chiaro). Ergo liberiamoci PRIMA dal mostro e POI pensiamo a realizzare i 5 punti. Mi sembra che da tale priorità non si possa prescindere, oggettivamente. Ecco perchè, chiamatemi pure collaborazionista, bisogna assolutamente unirsi agli altri gruppi e partiti “euroscettici-anti UE”, a cominciare dalle prossime europee. Avete notato come gli trema il CULO ai signori eurocrati? Se non partiamo da qui ogni sforzo sarà INUTILE, ci schiaccerebbero, con i mezzi di cui dispongono. Tutti uniti a prendere la Bastiglia, che sta a Bruxelles, con CHIUNQUE condivide l’obiettivo. Una volta liberi, per EDIFICARE la nuova Europa, ognuno farà la sua battaglia per realizzare i suoi ideali. Boicottare gli sforzi di chi cerca di far emergere milioni di persone contrarie a QUESTA unione europea è, questo si, da collaborazionisti.

  13. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Il rifiuto di questa europa plutocratica è chiaro e nettissimo. Invito gli eventuali dubbiosi a leggere quanto affermato dal burocrate-usuraio Mario Draghi, il quale ha detto chiaramente che la scelta dell’euro è irreversibile e quindi nessuno si illuda di poterne uscire. La dittatura della moneta unica è sostenuto militarmente dagli anglo-american-sionisti.

  14. Maurizio Canosci ha detto:

    nessuno di noi intende partecipare ai ludi cartacei dell’eurocrazia !

  15. Solitorompiscatole ha detto:

    Io ho cercato di spiegare l’inderogabile necessità di far fronte comune con TUTTI coloro che intendono abbattere l’Unione Europea, a cominciare dalle elezioni europee, che saranno una svolta decisiva nella storia d’Europa. Adesso si è svegliata infatti una delle potenze vincitrici della II GM, la Francia. Bisogna cogliere la palla al balzo ed affiancarsi alla Le Pen in questa battaglia decisiva. Fare gli schizzinosi perché magari il padre era a fianco di De Gaulle sarebbe come dire che l’Italia era a fianco degli USA nella I GM. Mi permetto di aggiungere, senza offesa, che non capire questo significa rinunciare a fare politica nello scenario attuale, limitandosi alle invettive ideologiche. Per vincere bisogna trovare alleati, come insegna il Maestro di Predappio, perlomeno tra coloro che ci fanno conseguire l’obiettivo che si ritiene prioritario ed imprescindibile. Ogni mezzo è utile, se può portare al risultato. Scartare pregiudizialmente il mezzo elettorale significa, quantomeno, rinunciare ad uno strumento che potrebbe essere utile, come io ritengo che sia nel prossimo Giugno. La riprova? Hanno un terrore pazzesco di un risultato anti UE!!!! Mi accorgo comunque che, sempre senza offesa, parlare di elezioni a voi è come battere la testa sul muro, ma fate un errore di portata incommensurabile, che il Maestro predetto, ed un suo Seguace ideologico, si guardarono bene dal commettere.

  16. Fernando Volpi ha detto:

    Non ci siamo proprio caro Rompiscatole. Di questi tempi puoi trovare antiUE anche dentro al PD mentre qualche sera fa pure Alemanno sfoggiava una spilla con su scritto No Euro. E allora dobbiamo fare fronte comune con quesra gente? Oppure partecipare ad elezioni europee e dire che non voglio la UE? Mi sembra un controsenso. Lo vuoi capire che per noi il Parlamento Europeo dovrebbe sparire così come la Commissione? Per non parlare poi della BCE! E dovremmo andare a fare alleanze per entrare in lista per le europee e poi fare campagna antieuropeista? Noi siamo gente seria!!!

  17. Solitorompiscatole ha detto:

    E dove sono gli anti Ue nel PD? Ed il parlamento Europeo chi lo fa “sparire”, un mago? E come si fa a partecipare alle elezioni del 1921 e dire che non voglio lo Stato liberale? E come si fa a partecipare alle elezioni del 1931 e del 1933 e dire che non voglio la Repubblica di Weimar? E come si propone di raggiungere l’obiettivo di abbattere l’Ue, la gente seria?

  18. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    La crisi è extra parlamentare, la soluzione non può che essere extra parlamentare. Tutto il resto è sistema plutocratico-giudaico-massonico che da sempre guida i governi e l’opposizione, l’informazione e la controinformazione, il potere e il contro-potere, le proteste sindacali e la repressione.

  19. wids72 ha detto:

    Nella spontanea e libera associazione di uomini liberi mentalmente spiritualmente e ideologicamente è la chiave di lettura e la soluzione….In alto i cuori!!!!

  20. Anonimo ha detto:

    Ascolta un po’ SolitoRompiscatole fai una bella cosa…….rinnova la tessera di Forza Italia o di Fratelli d’Italia che forse lì trovi gente per te, tutti pronti per il prossimo orgasmo elettorale.
    Auguri.

  21. Menefrego ha detto:

    Divide et impera, gli “scappellati” questa pratica la conoscono molto bene. Nn è mai esistita n’è la destra ne la sinistra, frutto di un’unica mente giudaico massonica. Siamo tutti noi contro LORO, tutto il resto sono chiacchiere.

  22. Solitorompiscatole_ ha detto:

    Gentile anonimo, se Forza italia o Fratelli d’Italia volessero uscire dall’unione europea…potrei “anche” prenderne la tessera…ma PURTROPPO non è così, vogliono RIMANERCI. Quindi non prenderò né la loro, né la vostra, che equivarrebbe all’autocastrazione politica, tipo i Testimoni di Geova (anche loro non votano, lo sapevi?)…le cose sono semplici, basta usare un poco il cervello, caro anonimo.

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