DEMOCRISTIANESIMO E MELTING POT: STRATEGIE PER IL GOVERNO DELLA COLONIA

crimineIl titolo è un pò forte e anche dissacratorio, lo ammettiamo. Ma è quanto di meglio possa esserci per descrivere la situazione politica e sociale in cui versa la colonia ITALYA, quantunque più che una colonia ormai sia ridotta ad un protettorato d’Outremer. Analizzando compiutamente l’attualità politica di un governicchio che purtroppo rispecchia palesemente il dissesto morale, antroprologico e sociologico di intere generazioni di connazionali, stavolta abbiamo deciso di soffermarci su una questione che crediamo ai molti non sia sufficiemente chiara. I destini di quella che una volta si chiamava Nazione Italia sono adesso in mano ad un gruppo di individui, apparentemente sfilacciati fra di loro, ma che lavorano pedissequamente per lo stesso fine politico, sociologico ed antropologico: il melting pot. Queste persone sono indubbiamente: il nuovo (sic) Papa, il Presidente della Camera, il Ministro dell’Integrazione, il nuovo (sic) Segretario del Partito Democratico. Analizziamo per un momento i due termini che compongono il titolo, termini che vogliamo mettere in risalto come fulcro della questione.

DEMOCRISTIANESIMO.

Questo termine, che in passato è comparso su taluni articoli dissacratori di vecchie vicende politiche passate, lo vogliamo adesso utilizzare per indicare quella latente tendenza della politica italiana al “buonismo infinocchiante”, all”inciucio semiautorizzato”, al “neoguelfismo sociologico semiborghese”, insomma a quel maquillage perenne con cui si intende appunto ingannare il povero elettore italiano, ormai in totale stato confusionale. Peraltro larghi strati della società italiano, in special modo quelli over 50/60 che ancora compongono e detengono molto del benessere economico del Belpaese, non nascondono nemmeno velatamente che un vecchio Democristianesimo potrebbe esssere una buona soluzione per calmierare quel latente malcontento che sta covando nel sottobosco italiano.

In tal senso la figura del nuovo “Marketing Pope” Francesco e del delegato di Washington Matteo Renzi hanno avuto la loro collocazione temporale assai felice.

Il nuovo Papa Buono 2.0, che con perfetta tempistica “onomastica” ha scelto un nome francescano per caratterizzare il suo papato, ha mostrato la chiara volontà di “riformare e aprire la Chiesa”, in un modo piuttosto deciso, questione che al suo predecessore (peraltro ancora vivo e vegeto) non era riuscito, vuoi per l’impostazione dottrinaria, vuoi per le soverchie difficoltà incontrate durante il suo cammino a San Pietro, dove diverse “bombe a orologeria” (IOR, PEDOFILIA su tutte) gli sono scoppiate in mano.

Un Papa Francesco (risottolineamo il nomen omen) che mostra chiare aperture verso “categorie morali” (peraltro del tutto legittime) ma che in passato avrebbero meritato una scomunica, o che arriva a definire Internet UN DONO DI DIO mostra di aver cambiato decisamente passo rispetto a Ratzinger. La necessaria riforma delle finanze vaticane, la esemplare punizione retroattiva ai preti pedofili,  insieme a tutta una pletora di “aperture” verso omossessuali, unioni civili, ed altre categorie fino a ieri vituperate, sono tutti segnali che indicano chiaramente qual’è la strategia intrapresa da Bergoglio: una RIPULITURA IN SALSA MODERNISTA tesa a fermare l’emorragia di credibilità (e quindi di credenti e relative questue) e a riconsolidare un bacino di “utenza cattolica” che deve necessariamente ripartire dal Sudamerica e dall’Italia. Ecco perchè sarà opportuno anche in futuro le dichiarazione di questo Modern Pope, dichiarazioni che saranno destinate ad incidere (adesso più che con Benedetto XVI) anche sulle sorti politiche della nostra nazione, in primis la ricostruzione di un CENTRO POLITICO CRISTIANO adesso totalmente disintegrato dalla inutilità politica dei suoi gestori, che si sono dimostrati dei perdenti nati.

L’altro protagonista del Democristianesimo del Nuovo Millennio è sicuramente il nuovo segretario del P.D., Matteo Renzi, alias EX ROTTAMATORE. Possiamo definirlo senz’altro ex-rottamatore perchè la mossa di approcciare con il mai defunto Silvio Berlusconi, peraltro, come ampiamente prevedibile, gli toglie de facto quella patente di Ripulitore che con tanta fatica si era costruito; appare palese che Renzi, per ottenere quanto programmato da tempo (sia a Firenze che Oltreoceano), ha deciso di inaugurare la sua attività politica con la mossa mediatica di “risdoganare” Berlusconi, mossa che ha il vago sapore di tattiche democristiane inciuciste, tutt’altro che Dorotee ma molto Neomoderniste e quindi molto mediatiche.

Notevole il fatto che Bergoglio e Renzi si trovino spesso in sintonia sui medesimi temi. Le prime dichiarazioni del suo “porporato democratico” Renzi le ha rilasciate dandoci immediata notizia che, oltre alla legge elettorale, le sue priorità sono IUS SOLI e MATRIMONI CIVILI. Anche un lettore disattento ha facilità nel soffermarsi su questa “stranezza politica” dove il neosegretario del più grande partito politico attualmente insediato, invece di dirigere una linea programmatica tesa a risolvere i problemi economici di un paese dove i dati sulla disoccupazione sono terrificanti, preferisce dirigere le proprie energie verso tematiche tutto sommato INUTILI in tal senso.

La soluzione alla domanda è presto detta: Renzi, sicuramente con l’imprimatur (volente e/o silente) di tutto l’arco partitocratico vuole far promulgare riforme immediate che allarghino il bacino elettorale (in fase di ricambio) in un momento in cui ci sono milioni di cittadini dediti all’astensione, milioni di folgorati sulla via di Casaleggio e forti pulsazioni antimonetaeuropea (e non antieuropee … si badi bene) che potrebbero sfociare in manifestazioni di tipo nazionalista (pia illusione, ma certamente auspicabili) o in tristi revanscismi di tipo secessionista che andrebbero posti fuori legge da subito. Pertanto un modo veloce (e tutto sommato) indolore per ottenere un allargamento dei votanti e quindi del CONSENSO è l’immediata promulgazione di una legge devastante come quella dello IUS SOLI e una concessione a tutta quella sinistra ora grillo-amante, che vuol essere riportata all’ovile democratico, concessione chiamata UNIONI CIVILI.

MELTING POT.

Se Bergoglio e Renzi sono i capofila di questa strategia di melting pot mondialista, Laura Boldrini e Cecile Kyenge sono i perfetti esecutori, posti nelle posizioni istituzionali di indubbio privilegio.

Da una parte la Presidente della Camera si occupa di formare dentro gli italiani “quel senso di colpa” verso gli emarginati extracomunitari, tale da far uscire la lacrimuccia italiota che solitamente emerge in larghi strati della società (più o meno fintamente). La tragedia di Lampedusa, la protesta delle “Bocche Cucite”, ed il forte supporto di rappresentanti politici progressisti hanno fatto il resto, ma non hanno certo convinto la maggioranza degli Italiani. Peraltro sia chiara una cosa: l’italiano (etrusco, romano, greco, normanno, longobardo, etc…) è CIVILE dal 753 AC. Millenni di storia patria hanno dimostrato quale sia la portata dell’uomo italico anche in termini di tutela e salvaguardia degli strati sociali in difficoltà. Ma non vorremmo che con la scusa di promulgare tutele esagerate verso persone comunque non classificabili come italiane, si attuino leggi liberticide (sia nel pensiero che nell’azione) nei confronti di chi ITALIANO lo è da generazioni.

Dall’altra, la determinata ferocia mediatica e presenzialista con cui il Ministro Kyenge poche settimane fa è arrivato perfino a rilasciare dichiarazioni che non lasciano spazio nemmeno alla discussione, forte del sostegno che gli viene da tutto l’arco costituzionale: “2014 verso una nuova cittadinanza: chi nasce e/o cresce in Italia è italiano!”. L’ipotesi di un referendum non viene nemmeno presa in considerazione, perchè altamente rischiosa e probabilmente delegittimante.

La pervicace determinazione con cui i due rappresentanti delle istituzioni stanno portando a compimento quanto previsto è disarmante, come disarmante che i cittadini italiani lascino in mano ad un partito secessionista (!) come la Lega Nord il pallino della discussione. Soprassediamo poi su quel bluff allo stato liquido che si chiama 5Stelle che ha deciso di votare l’abolizione del reato di clandestinità, dopo aver fatto “virtualmente” votare i propri simpatizzanti (!!!!) su una piattaforma digitale peraltro AMPIAMENTE MANIPOLABILE.

Ma le praterie su cui la Boldrini e la Kyenge si stanno muovendo sono ampie e facilmente cavalcabili. Purtroppo molti italiani confondono la GIUSTA lotta alla Xenofobia (atteggiamento becero e dermatologico che nel 2014 NON HA NESSUN SENSO STORICO) con la tutela delle tradizioni e delle diversità di tipo antropologico e sociologico che qualsiasi studioso della materia puà tranquillamente confermare.

E tutto questo mentre il governo ha già cominciato il BRITANNIA 2.0 mettendo all’asta corpose partecipazioni di POSTE ITALIANE ed ENAV.

E in questo momento qualcuno pensa di avere la facoltà di tacciarci o toglierci il sacrosanto diritto di essere NAZIONALISTI ?

J.G.

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11 risposte a DEMOCRISTIANESIMO E MELTING POT: STRATEGIE PER IL GOVERNO DELLA COLONIA

  1. Rudolf05 ha detto:

    Articolo profondo che merita degli approfondimenti adeguati, soprattutto in merito al “papocchio” neo-francescano pro-tempore. Purtroppo auspicare un risveglio della massa è una chimera. Leggo spesso pressanti inviti in questa direzione da parte di pensatori e scrittori non omologati. Ma va considerato che in genere tali appelli sono letti e condivisi dagli stessi lettori-miliziani che ne condividono i contenuti. E’ altresì domostrato, anche dai tragici fatti di cui la nazione Ucraina è vittima, che le rivolte con qualche opportunità di successo, sono quelle dirette e fomentate da chi detiene la cassa. Così, sfruttando il giusto scontento popolare per certa classe politica, si apre il vaso di Pandora del caos e della distruzione, semplicemente facendolo scoperchiare dalle truppe armate dalle lobby. Il popolino, ignaro e felice le seguirà, ignaro di infilarsi nella sua trappola mortale. Senza una base politico culturale adeguata e senza mezzi materiali coerenti e sufficienti per organizzare una reale rivolta, i piano propositivi sono destinati tristemente a fallire.

  2. wids72 ha detto:

    Stiamo assistendo più una crisi economico-finanziaria, una crisi dell’uomo e del suo essere tale da cui discendono le crisi sistemiche delle quali facciamo analisi e valutazioni più o meno condivise. E’ in atto come una sorta di “fine dei tempi”, dove opportunisticamente nel nome di una pseudo libertà si stanno sovvertendo l’ordine naturale delle cose, si sta perdendo il senso del divino o del sacro della vita stessa e il caos dell’uomo come entità pensante e vivente va inenarrabilmente verso l’implosione. Tutto ciò che richiama a un senso di aggregazione, di comunità, di partecipazione cooperante viva ed attiva sta subendo un chiaro attacco verso un universalismo pseudo libertario dove politica, società, fede, economia e ogni ambito della vita dell’uomo ne sono coinvolti…E’ il tempo di essere “controcorrente” verso queste logiche imperanti della quotidianità. Il rischio è l’essere l’inascoltati e la conseguenza solitudine intellettuale se non azioni più subdole discriminatorie, ma la verità valoriale ed ideale da cui trascende il vero senso della libertà che ci alimenta nell’azione, deve essere testimoniato….Avanti cosi senza posa…in alto i cuori!!!!

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Analisi perfetta e realistica che nasce dal “pensiero”; è per questo che si prevedono già leggi liberticide che vietino di pensare. Prendiamo lo spunto dalle bocche cucite dei marocchini che reclamano “libertà”: sono giunti volontariamente e clandestinamente in un territorio dove non sarebbero mai dovuti arrivare ma, una volta giunti, avremmo dovuto provvedere a “cucir loro il pene” a ricordo degli stupri che i loro nonni hanno compiuto sulle nostre donne. Invece i nipotini di quelle donne stuprate si commuovono, e si schierano dalla parte di soggetti che vengono qui per compiere reati che nel loro paese sarebbero duramente repressi e puniti. Un popolo che non ha memoria storica è destinato a scomparire, un popolo che vive con il complesso di inferiorità è un agglomerato di zombi, un popolo che tenta di nascondersi dietro un “buonismo” ipocrita di stampo catto-giudaico, è solo e soltanto una tribù di vigliacchi senza speranza e senza avvenire. Ma noi siamo diversi e per NOI il giorno della memoria sono tutti i 365 giorni dell’anno ! In alto i cuori !

  4. Cursus Honorum ha detto:

    mi pare che RE GIORGIO proprio oggi ha auspicato l’approvazione della legge sul Negazionismo,
    ossia, comunque la si pensi, legge LIBERTICIDA.

  5. Solitorompiscatole_ ha detto:

    Caro Stelvio, quello che pensi tu lo pensa, sommessamente, la maggioranza degli italiani, come ha recentemente attestato un’indagine del CENSIS di De Rita. Non emerge perche la CRIMINALE censura e DEFORMAZIONE pseudo-giornalistica al soldo dei padroni catto-giudaici lo impedisce con la forza, vedi l’obbrobriosa legge che si apprestano a votare. E’ un po come nel I dopoguerra, quando la maggioranza degli italiani voleva il ripristino della legalità e del culto della Patria e della Vittoria contro le orde rosse. Per questo un Italiano Vero affermò di non aver inventato nulla, ma di averlo “tratto” dal subconscio degli italiani. Ma oggi non esiste tale Uomo, questo è il problema.

  6. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Un popolo che attende politicamente un “messia” salvifico per evitare di essere sterminato, non è popolo ma massa asessuata di zombi! E allora spero che al più presto comincino a stuprare le loro donne di casa; alle nostre ci penseremo noi alla vecchia maniera !

  7. Riccardo (Comunista nazionale) ha detto:

    Il melting pot ed il neo democristianesimo, di cui si tratta nell’articolo è anche aver consentito a due giovani rampolli di ascendenza giudaica franco/americana e con l’ausilio di un traditore del proprio paese, – se mai l’individuo si è sentito italiano (e al quale la sedicente “sinistra benpensante e radical chic” stendeva il tappeto rosso….) -, di trasferire la sede di una fabbrica storica come la FIAT in Olanda e di pagare le tasse sugli utili alla perfida Albione. Il tutto alla faccia del governo (sic), dei sindacati (che stringevano accordi – mortali – per “conservare i posti di lavoro”) e soprattutto degli operai. Dopo aver pompato – a fondo perduto – miliardi dallo stato per decine d’anni.
    Per me e per tanti altri figli di operai è un insulto mortale!
    Primo o poi qualcuno dovrà renderne conto. e allora rideremo!
    Scusate il tono rabbioso, Camerati e Compagni, A NOI!!!

  8. lupoalfa ha detto:

    Il tono rabbioso caro Riccardo é il minimo che si può avere perché le tue considerazioni amarissime – e giustissime – cozzano appunto con l’apatia demenziale invece del gregge di pecore che ci tocca subire come “connazionali”………incapaci di una minima reazione di dignità che solo in pochi ormai siamo in grado di avere !!!

  9. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Questi criminali stanno cedendo gli ultimii pezzi rappresentativi del lavoro e dell’eccellenza italiana così come, durante la guerra del sangue contro l’oro, hanno sabotato il sacrificio della nostra migliore gioventù. In Tempi seri tutto ciò si sarebbe definito: ALTO TRADIMENTO !

  10. gengiss ha detto:

    Ma lo slogan non era “0% razzisti 100% nazionalisti” ? Nel testo e nei commenti un po’ di razzismo lo sento…

  11. Cursus Honorum ha detto:

    Caro Gengiss, parliamo schietto.
    I commenti sono “pubblici” e quindi (tranne quelli che trolleggiano o ingiuriano) sono liberi e aperti, purchè la discussione non sia ridondante o solo fine a sè stessa.
    Parliando dell’articolo…
    dove sarebbe l’accenno ad “un pò di razzismo” ?
    grazie per la cortese risposta.

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