10 FEBBRAIO 2014. LA NOSTRA MEMORIA

Dopo oltre sessant’anni di silenzio, anche quest’anno nel giorno del ricordo del massacro delle Foibe, le alte cariche dello Stato timbreranno il loro mesto cartellino  con un breve trafiletto, e qualche breve parentesi pseudo-commemorativa (fra l’altro inquinata come sempre di un becero antifascismo costituzionale), come già abbiamo avuto modo di notare, dal 2004 (anno in cui è stata istituita la giornata del ricordo), fino agli anni successivi. Come ci immaginiamo non mancherà ancora una volta l’ignobile atteggiamento delle istituzioni ”democratiche” di trovare l’occasione per gettare fango sull’esperienza statuale mussoliniana, persino nella ricorrenza di una vera e propria strage e pulizia etno-comunista e partigiana; il tutto per GIUSTIFICARE il massacro e lavarsi la coscienza, soprattutto per nascondere il modo in cui sono stati trattati gli esuli giuliano-dalmati nell’Italia del dopoguerra. Tutto ciò non è nuovo.

Da sempre del resto la nostra critica nei confronti della sedicente ”democrazia” italiota, fondata sull’odio e sulle menzogne, non si è mai placata, in special modo in questo momento in cui il Governo dei Tecnocrati sta facendo vera e propria macelleria sociale. E proprio in questi momenti bui, nasce l’obbligo di chiedere rispetto per i nostri martiri italiani, e per tutti quei figli d’Italia che furono massacrati barbaramente e gettati nel profondo degli abissi, per non rinunciare alla propria identità italiana, senza piegarsi alle mire espansionistiche slavo-comuniste, indipendentemente se ferventi fascisti o semplici connazionali; questo sarà sempre bene SOTTOLINEARLO.

Abbiano rispetto TUTTI per questi nostri fratelli almeno in questo giorno di ricorrenza storica, che loro hanno istituito, dato che nel nostro cuore ricordiamo ogni giorno i nostri martiri!

In questa data di lutto nazionale per la storia della Patria, che ricorda l’eccidio senza pietà e l’esodo dalle proprie terre e case di migliaia di nostri connazionali, a seguito dell’invasione oltre i nostri confini orientali, non possiamo certo sentir infangare la causa per cui molti Combattenti dell’Onore caddero opponendosi di fatto, all’occupazione plutocratica nel suo insieme; ossia anglo-americana da un lato e sovietica (attraverso l’internazionale comunista) dall’altro.

Non ci potrà mai essere solidarietà nazionale con questi ”signori” che pretendono di rappresentarci. Non ci potrà mai essere ”pace” fino a che il mare di menzogne che ci narrano non avrà fine! Una strage nascosta (quella delle foibe) dalle istituzioni ”democratiche” per oltre sessant’anni, perfino sui libri di storia, dove fino a pochi anni si parlava delle Foibe ESCLUSIVAMENTE come fenomeno geologico!

E’ SUFFICIENTE ANDARE ANCORA OGGI IN ISTRIA, DOVE ANCORA VIVONO COMUNITA’ DI CONNAZIONALI, PER CAPIRE QUAL’E’ STATA LA PORTATA DEL DOLORE DI QUELLA GENTE LETTERALMENTE STRAPPATA DALLE LORO TERRE NATIE.

Il piano egemone del maresciallo Tito fu nella reltà dei fatti concordato con le forze anglo-americane, una specie di ”spartizione di torta” dell’Italia, al cui gioco non poteva che prestarsi il governo Badoglio con la monarchia traditrice, nonché l’attività terroristica partigiana. Con l’aiuto diretto di formazioni partigiane comuniste italiane infatti, e con il tacito assenso di tutto il CLN, ebbe inizio quello che sarà stato poi nascosto (nei migliori dei casi), o ignobilmente definito dalla ”marmaglia” istituzionale antifascista un ”contributo di libertà” dei ”compagni” titini. Nella verità si trattò di mirata occupazione dell’Istria, della Dalmazia, di Fiume e persino di Trieste (fino al Memorandum di Londra del 1954), promossa ed attuata tramite vera e propria polizia etnica, e terrore nei confronti delle comunità italiane. Questa è la schietta verità e la natura meschina ed anti-italiana della sedicente ”resistenza” prezzolata ha avuto illustri coperture. Una verità che andrebbe riaffermata senza ”se” e senza ”ma”. I tanto ”vituperati” combattenti della Repubblica Sociale Italiana altresì, furono gli unici a combattere contro ogni deriva imperialistica della Patria, al Sud contro gli anglo-americani, e ad oriente contro l’esercito jugoslavo, per difendere Trieste e quei confini di cui si fanno vanto ora le istituzioni italiote.

Anche quest’anno le celebrazioni del Presidente della Repubblica si dimenticheranno di ricordare al popolo italiano la vergogna di quando un suo caro predecessore e pure pluristimato maestro di ”libertà” e ”democrazia” – uno dei maggiori indiziati della volontà di essere prezzolati sicari per conto degli inglesi di giustiziare Benito Mussolini – Sandro Pertini, ebbe pure la vergogna di chinarsi a baciare la bara del maresciallo criminale Tito di fronte all’Italia ed al mondo. Probabilmente anch’esso per i nostri padri della democrazia e per le Istituzioni antifasciste doveva apparire come un vero esempio di libertà, e questo la dice lunga sulla differenza che esiste tra noi Uomini Liberi e i rinnegati e gli sciancati della Storia.

GIACOMO CIARCIA.

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9 risposte a 10 FEBBRAIO 2014. LA NOSTRA MEMORIA

  1. Riccardo (comunista nazionale) ha detto:

    In memoria e ad imperituro ricordo di tutti gli ITALIANI discriminati, periti, infoibati, voglio far notare che essi furono torturati ed uccisi solo perchè ITALIANI, tra essi erano cittadini comuni, partigiani, comunisti, fascisti. servitori dello stato come Carabinieri, finanzieri, soldati, colpevoli solo di essere ITALIANI, a riprova di un piano premeditato di pulizia etcnica. Non bisogna dimenticare che tra gli obiettivi del famigerato Tito e dei suoi accoliti vi era l’annessione di più di metà del mio Friuli.
    Camerati e compagni, A NOI!!!
    Per non dimenticare!!!

  2. Riccardo (comunista nazionale) ha detto:

    aggiungo, annessione e slavizzazione forzata, per capire questo basta leggere le dichiarazioni dello scrittore Milovan Gilas (poi perseguitato da Tito) a Panorama , 21 luglio 1991, negli anni ’90 di cui riporto uno spezzone: “”Ricordo che nel 1946 io ed Edward Kardelj andammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana. Si trattava di dimostrare alla commissione alleata che quelle terre erano jugoslave e non italiane: predisponemmo manifestazioni con striscioni e bandiere.
    Ma non era vero? (domanda del giornalista)
    Certo che non era vero. O meglio lo era solo in parte, perché in realtà gli italiani erano la maggioranza nei centri abitati, anche se non nei villaggi. Bisognava dunque indurli ad andare via con pressioni d’ogni genere. Così ci venne detto e così fu fatto. »””
    Per completezza, non bisogna neanche dimenticare l’eccidio di Malga Porzus, dove resistenti italiani furono uccisi da “partigiani garibaldini” su diretto ordine del IX Korpus Sloveno. Gli autori dell’eccidio non furono mai processati, anzi alcuni trovarono comodo rifugio (e la pensione italiana) nella Jugoslavjia di Tito…..

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Non dobbiamo dimenticare la complicità degli anglo-americani e dei perfidi “cugini” francesi, che in quelle zone italianissime hanno sempre svolto una intensa propaganda antitaliana fin dal 1918 dopo la 1a Guerra mondiale. La verità storica esige che le autorità istituzionali di questa repubblica in bancarotta fraudolenta si cospargano il capo di cenere e chiedano perdono in ginocchio a tutti i nostri fratelli giuliano-dalmati. Vergogna imperitura !

  4. Anonimo ha detto:

    Reduce da una fiaccolata in ricordo dei Martiri Italiani e per discendenza legato alla italianissima Dalmazia mi associo con rinnovato dolore nella rimembranza e con altrettanta veemenza e sdegno nell’Apostrofe a chi si è macchiato in varia misura e responsabilità dell’orrendo crimine lasciandoci in eredità lo sfacelo in cui siamo costretti.
    Che siano maledetti nell’eternità e
    i nostri Martiri e Fratelli Italiani accolti nel Paradiso degli Eroi.

  5. Cursus Honorum ha detto:

    I Socialisti Nazionali di tutta la Nazione stanno partecipando in queste ore alle commemorazione in onore dei Martiri.

    La stirpe italica non si arrende.

  6. wids72 ha detto:

    Le ferite di storiche di una nazione non si cancellano con un colpo di spugna tradottosi con una manipolazione dei fatti e degli eventi alle generazioni che poi si sono succedute; un crimine questo altrettanto ripugnante quanto l’infoibamento dei nostri connazionali giuliano-dalmati. Noi non dimentichiamo e siamo qui imperituri a rinsaldare nella memoria cosa siamo e cosa siamo stati!!!! in alto i cuori!!!!

  7. lupoalfa ha detto:

    Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci RSI
    RSI Continuità Ideale

    10 Febbraio: Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Giorno istituito da questa Repubblica democratica e antifascista nel 2004, dopo mezzo secolo di fragoroso silenzio e di complicità politica con gli esecutori dei carsici massacri. Commosse e compunte, oggi, le cosiddette Istituzioni nel “celebrare” l’evento, la bocca cucita a doppio filo su quell’orrido silenzio (e complicità) che hanno fatto da democratico sudario alle vittime innocenti (10.000 – 30.000?) della barbarie slava. Ricordo istituzionale dal lungo pelo, sbavante su frusti alibi di “democrazia partecipata” o “espressione di identità nazionale”. Mezzo secolo di colpevole, infame oblio espulso con sovrana indifferenza dalla memoria storica del popolo italiano.
    10 Febbraio: sull’opposto fronte si collocano i Combattenti superstiti della Repubblica Sociale Italiana. Il loro ricordo dei Fratelli ingoiati dalla pulizia etnica slava è ricordo di sempre, senza buchi neri, sin dal loro ritorno dalle patrie (antifasciste) galere e dai campi di concentramento. Sin da quando gli esuli Giuliani e Dalmati venivano accolti oltre il confine titino dalla ciurmaglia comunista con plateali manifestazioni di odio. È in questa continuità spirituale che i superdtiti Combattenti repubblicani si inchinano, davanti ad un ideale altare, nel dolore di sempre, al sacrificio dei soldati della RSI che sino all’ultimo si sono battuti per risparmiare agli Italiani l’orrore titino. E per questo sono morti, massacrati o risucchiati nei campi di sterminio jugoslavi, Bersaglieri del Btg. “Mussolini”, Camicie Nere, Marò della Decima. Gli ultimi e unici difensori rimasti, chè dall’altra parte, quella partigiano-comunista, solenne era l’invito agli sgherri di Tito di occupare terre italiane. Togliatti docet.
    Ricordiamo tutto questo ai nostri figli e ai nostri nipoti, ché la scuola antifascista si è ban guardata dal raccontarlo, e a tutti quegli Italiani degni di questo nome che non hanno ancora versato all’ammasso il loro cervello.
    Il Presidente Nazionale
    Gianni Rebaudengo

  8. Giulio Tiradritti ha detto:

    Ricordiamo tutte le vittime delle ingiustizie sociali, delle natura sostanzialmente antiegualitaria del fascismo, che diceva di essere anticapitalista, anticlericale e antimonarchico, ma poi, in spregio proprio al socialismo nazionale, ha fatto tutto l’opposto. Ricordiamo le vittime delle foibe, causate dall’espansionismo di Tito, il quale è stato agevolato prima da Hitler, Mussolini e Pavelic, che portando la guerra nei Balcani, hanno fatto emergere il movimento comunista jugoslavo, largamente minoritario in tempo di pace nel Regno dei Serbi, Sloveni e Croati, formatisi nel 1918, quindi prima dell’avvento del fascismo, per difendersi da uno alquanto sbiadito espansionismo italiano. Ringraziamo anche il cardinale Stepinac, che si era affrettato a far uccidere oltre 200000 serbi, numerosi ebrei, ma che poi, con il mutato clima, non ha mai denunciato ciò che stava accadendo negli ultimi mesi del 1945. Ringraziamo i tedeschi, che si affrettarono a dichiarare il Friuli territorio tedesco, con la Carnia una federazione da espropriare, come l’Istria, al popolo italiano, per consegnarla agli slavi cosacchi bianchi, che sono ancora peggio di quelli comunisti. Tutto ciò purtroppo è successo perché non c’è stato mai veramente un socialismo nazionale.

  9. Riccardo (Comunista Nazionale) ha detto:

    E allora, Giulio Tiradritti, posto che in passato da una parte e dall’altra ci sono stati tanti “errori” (a volte più che tragici) e che per tante cose possiamo essere sostanzialmente d’accordo, cosa proponi perchè possa essere attuato un vero socialismo nazionale?
    Senza acrimonia, romanamente saluto.
    A Noi!!!

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