SGOMBRARE IL CAMPO DAGLI EQUIVOCI.

guardarviTra crisi ad Est e ondata populista in Europa c’é molta carne al fuoco sulla griglia di una certa “area destra” che si mostra una volta di più confusa, velleitaria e provinciale. Sulla crisi in Ucraina si va dai difensori ad oltranza delle “rivoluzioni atlantiche” ai mistificatori (armati a parole) di “orgogli nazionali” fino agli ingenui sostenitori romantici del nuovo “Csar” di Russia. Sul fronte euroscettico – dopo una parziale vittoria del Front National (ma andrebbero guardate anche le sempre più alte percentuali di astensione nonostante la presenza agguerrita dei lepenisti) – ecco alzarsi improbabili voci di neo gollisti (perché tale rimane come impronta quel partito francese) nostrani, alquanto poco credibili che di “Fronte” e di “Nazionale” hanno ben poco, oppure sono alcuni tra gli infami che sciolsero un certo M.S.I. (che pure una certa paternità su F.N. può storicamente vantare).

Sinceramente siamo arcistufi di tutti questi soggetti ma purtroppo rimane il problema di fondo; “tutti chiacchiere e distintivo” ma all’atto pratico pochi quelli disposti a voler rompere veramente “il giocattolo” elettoralistico, a voler distinguersi nella difesa della Comunità Nazionale, a saper leggere la geopolitica secondo gli interessi unici della Nazione Italia e non di questo o di quel “padrone“.

Noi Socialisti Nazionali – che pure a molti stanno facendo venire il mal di pancia solo con la loro presenza ereticamente ed orgogliosamente sempre non conforme perché senza scheletri negli armadi – insistiamo a offrire il progetto politico di reale alternativa a tutti gli Italiani, senza preconcetti e pregiudizi foss’anche l’ultima cosa che potremo permetterci.

Sta di fatto che colonia siamo e colonia resteremo se invece di fare tifo da ultras per conto terzi non saremo in grado di organizzare una reale Resistenza Nazionale che abbia chiaro il Nemico da ricacciare oltre oceano, e chiaro l’obiettivo di costituire uno Stato Nazionale del Lavoro sovrano nei propri confini e forte interprete di una Federazione di Stati Nazionali del Lavoro della civiltà europea.

E in questa ipotesi la Russia é civiltà europea.

Poi – forse – potremmo veramente fare il punto tra “chi c’é, chi ci fa e chi ……….le ha” (le palle) !

Maurizio Canosci

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13 risposte a SGOMBRARE IL CAMPO DAGLI EQUIVOCI.

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Continuare a rimanere schiacciati sugli interessi american-sionisti, significa votarsi al suicidio. La Russia è Europa, non dimentichiamolo, e costringerla – come è stato fatto – a stringere un patto di alleanza economica e strategica con la Cina, significa – in prospettiva – aver abbattuto l’antimurale al pericolo giallo. Le nazioni europee – tutte – in questa circostanza – avrebbero dovuto cominciare a prendere le distanze dal blocco anglo-american-sionista proprio per tutelare i propri interessi politici, economici ed anche militari. Basta guardare il “mappamondo” per comprendere con chiarezza quali siano gli interessi europei in chiave geo-strategica.

  2. Rudolf05 ha detto:

    Nonostante il rigetto sistemico del pupazzo della plutocrazia atlantica, la ‘unione europea’, e la sua tragica ed imposta troika di usura, le forze in campo sono ancora smisuratamente sbilanciate verso la visione neomodernista eurocratica accolta, vuoi da parte dei mercenari del regime, vuoi da parte degli utili idioti ossia i consumatori della pedo-pornografia mediatica di regime (atlantico). Da più parti si è autorevolmente invocata l’Eurasia, unione, o meglio come ben dite, federazione di stati nazionali uniti da vincoli sociali, politici, culturali, economici e razziali (cfr anche Rivista Eurasia). Indubbiamente in questa fase e auspicabilmente nel prossimo futuro, la Russia di Putin viene a rappresentare un baluardo cui occorre fare concreto riferimento, pur nella totale consapevolezza delle grandi differenze politico-sociali che ci separano da essa. Tralaltro è assodato che, in particolare nelle entità talassocratiche, ma in genere in tutti gli organismi monolitici (leggasi UE) i moti di ribellione, ‘scismatici’, di separazione territoriale via referendum et altera-utile strumento di tattica geopolitica per lo smembramento del sistema impostoci- hanno una qualche possibilità di riuscita se supportanti dalla ‘simpatia’ di una potenza terza. Qui entriamo in un campo minato, ma francamente, parlare di unità nazionale in una colonia di terzo o quarto livello quale è l’attuale repubblica italiota delle banane è puro ‘patriottardismo’. Strumento eterodosso per la distruzione del sistema di pupazzi impostoci, il recente risultato veneziano potrebbe invero essere parte di una tattica (NON strategia certamente) a debito tempo sicuramente fruttifera.

  3. Cursus Honorum ha detto:

    in Ucraina sono già cominciate le purghe.

    http://rt.com/news/sashko-bily-dead-reports-013/

  4. Alter ha detto:

    Macelleria ucraina…
    Occorre sorvegliare con attenzione tutte le faine internazionali che si agitano nel macello ucraino e che ne hanno determinato la sanguinosa attivazione.

    La “Civiltà” occidentale da piu’ di vent’anni scherza col fuoco e col sangue.
    Dagli anni ’90, il cosiddetto “Occidente” gioca, irresponsabilmente indisturbato, coi destini dei popoli che fanno da cintura al suo feudo.
    Ma stavolta la “Civiltà” occidentale è andata decisamente troppo oltre.

    Il Vaso di Pandora ucraino (che doveva rimanere ben sigillato), è stato forzato dagli strateghi di Pentagono e Wall Street.
    I Soliti Noti, aperta la breccia, hanno consegnato il nuovo giocattolo esplosivo nelle mani delle incoscenti “Anime Belle” della dilettantesca partitocrazia arraffona europea…e siamo al patetico kaos sanzionatorio di oggi.

    Se il Vaso di Pandora ucraino và in pezzi è la fine del continente Europa.
    Se le tensioni interetniche ucraine esplodono (ed i primi segnali si sono già palesati) è l’inizio della fine.

    Un conflitto etnico simile a quello già visto in Yugo, stavolta non sarebbe gestibile, confinabile territorialmente come allora.
    E c’e’ chi, come la megera oligarca filosionista Timoshenko, gradirebbe molto usare l’atomica contro i russi…

    Stavolta l’Europa non si salva, se il Vaso di Pandora ucraino và in pezzi.
    Perchè l’Ucraina non è la Serbia.
    Perchè la minoranza russa di Ucraina, non è sacrificabile come quella serba del Kossovo.
    Perchè la Russia di Putin non è la Russia di allora, quella dell’ubriacone Eltsin.

    Il cosiddetto “Occidente” stia molto, MOLTO attento.

  5. Claudio Modola USN keller Reparto ha detto:

    Dice bene Rudolfo5 ….”Un terreno minato” perche’ un eventuale cane non muoverebbe la coda per nulla e gli scissionismi , i separatismi devono fare comodo per essere supportati da una nazione qualsiasi ai danni di un’altra . Un pericolo insomma e un rischio ma , a mio avviso si intende , vale la pena di correrlo . Quel modello di Europa prodotto da una alchimia bellica ed ideologica che significava Sovranita’ Continentale e Fortezza contro le mani lunghe dei futuri “Padroni del mondo” e’ rimasto un Sogno troppo grande sotto il tallone dei predatori Usraelitici . In cambio abbiamo sperimentato l’Europa nella quale viviamo e soffriamo oggi . Una teleguidata Europa /Sistema fabbricata con Nazioni fasulle , guidata da un meccanismo macroeconomico apparentemente irreversibile. Perche’ questa Europa dei contabili e dei cravattari funzioni , come tritacarne zelante , e’ necessario che appunto le Nazioni delle quali e’ composto l’imbroglio, rimagano cosmeticamente e disciplinatamente tali , cioe’ integre e controllabili.
    Perche’ l’Europa di Strasburgo collassi . e’ probabilmente necessario pagare il prezzo dello smembramento di alcune di esse.
    Irlanda , Scozia , Fiandre , Paesi Baschi Italia del Nord ,il calderone Balcanico e un’altra miriade di focolai secessionisti minuscoli ma attivi , rivelano qualcosa da paragonare alla febbere che sale in presenza di una Patologia che riguarda un corpo malato. e la febbre… e’ sempre un fenomeno difensivo non la patologia stessa.
    Se una Nazione si dimostra incapace nella sua interezza alla Ribellione il bisogno di Patria , di Identita’ e di Liberta’ si innesca localmente , regionalmente . Sotto il profilo tattico e checche’ noi si possa pensare dei secessionismi , l’ipotesi di una Europa frantumanta in bubboni Resistenziali indipendentisti , per il Pentagono deve rappresentare un incubo strategico e cosi’ per le centrali operative della finanza globale .
    Da parte nostra non abbiamo piu’ nulla da perdere e certamente non la integrita’ territoriale e politica di una colonia occupata da truppe straniere e tenuta in ostaggio da una banda di dementi al soldo dell’usurocrazia planetaria.
    A questo punto , il Kaos e’ il nostro piu’ caro amico ed rappresenterebbe l’unico brodo di cultura nel quale navigare anche se a vista.
    Fuori dall’Euro quindi , fuori dall’Europa quindi e se necessario fuori da molto altro e chi opera a favore di tutto questo non sara’ un amico ma e’ senz’altro utile.
    A volte la medicina e’ un veleno mortale somministrato a dosi sapienti.
    A noi decidere senza coerenze anti-tattiche o cristallizzate in un principio di Nazione che prima era valore e oggi inizia a mostrarsi taticamente letale.

    Claudio Modola
    Reparto USN Keller

    .

  6. luiginox ha detto:

    Da qualche parte ho letto che la timoshenko di cognome si chiamava kapitelman .perche’ ha cambiato ?

  7. Maurizio Canosci ha detto:

    E se invece Claudio il Pentagono volesse proprio le scissioni di microparticelle per controllarle meglio ? Certo siamo per difendere innanazitutto ciò che noi possiamo ritenere “Comunità Nazionale” fosse anche composta solo da 30 persone ma il tema dell’integrità di confini segnati dalla Storia e dal Sangue non é solo questione di cristallizzata coerenza e sono sicuro che ne convenga anche tu. Dopodiché tatticamente siamo molto più liberi noi di molti sepolcri imbiancati ma é appunto una questione tattica, non strategica, e va senz’altro sfruttato questo vantaggio.
    Eja
    Maurizio Canosci

  8. risveglionazionale ha detto:

    Nessuno ci impedisce di “osservare con speranza” moti disgregatori dell’Unione Europea intesa come lobby usurocratica, e pragmaticamente di muoverci come ci conviente, ma l’Europa dei Popoli non è l’Europa delle microregioni.
    “Divide et Impera” non mi pare un motto inventato tre giorni fa.
    Il bilanciamento “continentale” non passa attraverso Andorra, Lussemburgo, il Veneto o le regioni fiamminghe.

    REPARTO U.S.N. NWO WIDERSTAND.

  9. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Ciao Claudio, il KAOS è stato codificato, pianificato e – quando possibile – realizzato dal sionismo come strumento per imporre il ” nuovo ordine mondiale “. Non si può chiamare secessionismo l’operazione attuata dalla Russia in quanto si è trattato di una ricomposizione territoriale su base storica, geografica e etnica. Con le stesse motivazioni e caratteristiche di quanto fece Hitler nel 1939. La “secessione” di casa nostra, tipo quella ventilata dal Veneto, e adesso anche dalla Lombardia, hanno motivazioni egoistiche legate solo agli “sghei”. Nessuna idealità e tanto meno giustificazi oni di tipo storico o etnico. Il Veneto in particolare è quella regione che noi abbiamo chiamato “gran pretagna ” perchè feudo democristiano, un feudo che si è arricchito a suo tempo anche attraverso una diffusa e tollerata evasione fiscale. E’ il famoso regno PI-RU-BI ( Piccoli-Rumor-BisaglIA) un regno in cui per motivi clientelari ed elettorali è stato consentito quello che in altre regioni italiane fu represso. Non scherziamo con questi “secessionismi” casarecci credendo di poterli utilizzare come “tattica” finalizzata a un disegno che possa appartenerci. NOI siamo SOCIALISTI NAZIONALI cioè NOI rappresentiamo la SINTESI di quello che gli altri – tutti gli altri – interpretano come ANTITESI. Tattica e Tatticismo non sono sinonimi. Non possiamo trasmettere un “messaggio” che contenga ambiguità. Oltre tutto, la nostra Tavola dei Valori e il nostro Statuto non ce lo consentono. La Nazione italiana, nella sua storia e nei suoi confini è nata secoli prima dello Stato italiano. Quello che può accadere in altri Stati può interessarci come notizia e come valutazione geo-politica, ma non come progetto riproponibile. Non scherziamo !

  10. Claudio Modola USN keller Reparto ha detto:

    Stelvio , credo si tratti a questo punto di una interpretazione di quello che rimane dell’entita’ ITALIA che per alcuni continua a godere di una uniformita’ monolitica e ad altri, appare come un contorno geografico privo di valore “Primigenio” cioe’ quello al quale rimaniamo tra i pochi temo e in qualche modo , a credere .
    L’Italia alla quale ci riferiamo e’ ostaggio di un sistema molto piu’ complesso di quanto non lo fosse solo un ventennio fa . E’ vittima di una “messa all’asta” che ha di fatto non solo disintegrato le prerogative ideali di Sovranita’ di un Popolo e annientato un retaggio culturale all;interno del quale e’ esistita la percezione stessa della NAZIONE… ma anche quel minimo di autonomia produttiva che concede un punto di forza inequivocabile e necessario per un Popolo.
    In queste condizioni difendere una integrita’ Nazionale puo’ rappresentare un’arma a doppio taglio: Da una parte si preserva o si tenta di preservare la sacralita’ di una conquista storico/culturale ma dall’altra… si offre ad un NEMICO vero , la legittimazione Territoriale , Strutturale , Funzionale per finire di annientarci come comunita’.
    L’episodica para secessionista del Nord e delle sue declinazioni orientaliste e’ una vera pagliacciata . Una vergogna nel contenuto e nella forma e se , vivessimo altri tempi, andrebbe repressa nel sangue ma qui parliamo di una possibile tecnica di combattimento che preveda l’incendio delle “Navi in rada” di una guerriglia che non lascia risorse all’invasore il quale dovrebbe avanzare in una sorta di terra di nessuno , zeppa di macerie e coperta di fumo.
    Non credo semplicemente si possa salvare “Capra e cavoli” Questa non e’ una partita che possa prevedere… buone maniere. Se si punta al massimo e cioe’ alla Liberta’ come Popolo , fosse anche esule a casa propria , si deve sacrificare temiamo il MASSIMO e temiamo altresi’ che il termine POPOLO abbia smesso di viaggiare nel nostro caso con quello di NAZIONE.
    Qui caro Stelvio i “venti di guerra” che 5 anni fa parevano una interpretazione catastrofista dello scenario si materializzano sul serio. Il crollo previsto del dollaro , il collasso sistemico possibile dell’eurozona , l’infarto produttivo non solo Italiano ma Continentale ,la colonizzazione dell’apparato industriale Europeo , la resurrezione del bipolarismo imperialista con la flessione dei muscoli di due entita’ energeticamente autosufficienti , (e noi non lo siamo) non sono “Science Fiction” Non possono risolversi in un “Tifo” verso qualcosa che somiglia vagamente a qualcos’altro.
    Sara’ il caso di smetterla di guardare a noi stessi come dei “Giocatori quasi alla pari” e con tanto di bandierina tricolore perche’ quella , e’ una qualifica attribuibile a chi possiede un qualsiasi potere per potersela attribuire e noi …come Nazione , induciamo ormai solo all’umorismo e ben oltre le glorie di un tempo.che rischiano di trasformarsi nella chincaglieria appannata di una vecchia signora con un piede nella fossa!
    Qui spunta , temo, quella VANITA’ alla Tomasi di Lampedusa, tutta Mediterranea , nella quale la miseria piu’ atroce e multilivello , l’abbruttimento piu’ bestiale , vengono ignorate scientamente a vantaggio di una immagine di se stessi per la quale solo noi … possediamo lo specchio adatto.

    Se parliamo di RESISTENZA NAZIONALE , saremo costretti per onesta’ intellettuale e prima o poi, a decidere QUALE RESISTENZA , ma sopratutto , per QUALE NAZIONE e in dettaglio.
    Pensiamo assurdamente al fatto che ai pagliacceschi secessionisti veneti va riconosciuto il pregio di avere individuato sia la STRATEGIA che il MODELLO ,
    Il NOSTRO modello non mi pare possa essere piu’ chiaro ma manca una strategia credibile che non sia resuscitare improbabilmente una Coscienza Nazionale in un Popolo di morti che adora le proprie catene e continuare a chiamare Italia un riferimento ideale nel quale credono i soliti 300 piu’ meno giovani e piu’ o meno forti .

    Spero solo che una “Avvocatura del diavolo” che si risolve in una serie di legittime perplessita’ non venga letta come una perorazione anti-dogmatica o una messa in discussione dell’unico punto fermo nel marasma che rimane che per noi e’ il SOCIALISMO NAZIONALE come obbiettivo.
    Spero anche che non si creda che il solo discutere della disintegrazione totale dell’Italia , vista la forma assunta , non provochi dolore in chi vi ha creduto come nel mio caso , per formazione e passione, fin da giovanissima eta’ .
    Ripenso e concludo , alle braccia dei bambini vietnamiti amputate dai Vietcong dopo le vaccinazioni anti polio degli yankee che gettarono il “Mondo” nella costernazione e nell’orrore ma che contribuirono a riconquistare con fanatica determinazione la liberta’ di un Popolo.

    In alto i cuori!

    Claudio Modola
    Reparto USN Keller

  11. Cursus Honorum ha detto:

    io cambierei il binario del discorso in termini non di Stato in quando forma amministrativa (che può saltare in 3 giorni) ma in termini di Comunità Nazionale.
    già sappiamo che nel 1861 la formazione dell’Unità Nazionale è avvenuta in maniera particolare, repressiva, e anche un pò all’amatriciana.
    Ma ben sappiamo che, prima la tragedia della 1gmondiale, (vera catastrofe europea) poi l’avvento del Fascismo, ha rinsaldato un pò gli animi “italici”, che però, sotto sotto, germogliano ancora revanscismi di tipo feudale.
    Claudio ai secessionisti veneti non gliene frega una beata minkia nè dell’Italia nè di noi, ma gli interessa soltanto i propri interess
    Lo fanno per “autodifesa borghese” e non per senso di appartenenza a nulla.
    oltretutto pensano ancora di essere “immuni” e autarchicamente autosufficienti nel 2014 ?
    molti di loro sono dei semplici padani, beceri e razzisti, che sotto l’impero di Federico II sarebbero stati degli stallieri.
    Gente che si è arricchita lucrando sul latte e sui contributi europei a fondo perduto!
    vogliamo parlarne di questo ?
    La percentuale di identità che c’è in certe compagini BRICOIDENTITARIE è pari ad un numero del corrierino dei piccoli.

    Bisogna cercare di conservare compatta la Comunità Nazionale, sia in termini spirituali, che in termini pratici.
    Chiamiamolo Popolo Italico…chiamiamolo come vogliamo…chiamiamola Nazione (ahimè per poco temo)
    Su una cosa concordo sul fatto che “temiamo altresi’ che il termine POPOLO abbia smesso di viaggiare nel nostro caso con quello di NAZIONE.”.
    Questo perchè il concetto di Stato e poi quello di Nazione è assolutamente labile in momenti di vacuità tale che siamo ridotti ad avere presidente del consiglio uno come Fonzie, che ci fa rimpiangere anche certi politici della prima repubblica…pensa come stiamo messi.
    Qualche sciancato della storia è andato a ritirare fuori i Celti per assecondare le proprie imbecillità.

    Poi, se diciamo di osservare il presente con occhi svegli su ciò che ci sta intorno, è un discorso,
    ma favoleggiare di un’Europa composta da 125 microregioni (gli Stati Uniti d’Europa di cui favoleggiava perfino Lenin !!!!) come un unicum che possa reggere…ad impatti geopolitici dilaganti.

    Sempre più probabile che europa diventi terreno di scontro fra ovest ed est e tornare ai Principati e ai valvassori, assomiglia ad un romanzo di Urania o di pura ucronia.

    caos o non caos non abbiamo nè noi nè altri la forza di tangere in maniera rivoluzionaria e quindi sarà bene non “deviare” dalla linea retta…

    mi basta vedere in Ucraina il caos “eterodiretto” cosa sta creando.
    finiranno come la Cecenia e questo i “padroni” vogliono.

    se non manteniamo una minima unità di popolo faremo presto la fine della transnistria.

    avanti.
    r.

  12. Cursus Honorum ha detto:

    voglio poi aggiungere al discorso dell’amico Alter,
    che temo proprio i colpo di coda di un Occidente che solitamente usa le guerre per “far rinascere l’economia”.
    Gli Usa sono a pezzi economicamente, retti con lo stuzzicadenti, l’Europa a metà con le pezze al culo.
    Gli Stati Uniti non esiterebbero niente a far diventare l’Europa un terreno di scontro pur di vendere armi…e movimentare la loro economia imperialista basata ancora sulla dottrina Monroe.
    tra l’altro ben coperti da 10000 km di atlantico.

  13. Alter ha detto:

    Mi riallaccio al punto di Cursus che, un giorno, spero possa definirmi “camerata” e non amico…
    Tra parentesi, complimenti a tutti Voi, agite con un livello di preparazione politica e consapevolezza storica, decisamente ALTO.

    Se (per assurdo) la repubblichetta itagliota fosse nemica alla Nato, contraria al dispiegamento di forze militari americane sul suo territorio e la “Serenissima” favorevole, la secessione del Veneto sarebbe COSA GIA” FATTA…

    Se (per assurdo) la repubblichina bananifera fosse contraria alla globalizzazione, alla finanziarizzazione della sua economia, alla cessione della sua sovranita’ monetaria, alla sudditanza verso gli organismi bancari ebraico-anglosassoni e la “Padania” favorevole, la secessione del Nord Italia sarebbe COSA GIA’ FATTA…

    Ovviamente cosi’ non è, perchè non esiste al mondo uno scodinzolante, untuosamente piu’ devoto, piu’ strisciante alleato del Padrino mafioso d’America, della pestilenziale repubblichina del 2 giugno.
    Quindi, al momento e persistendo l’attuale vergognosa situazione, non vi sarà alcuna possibilità di Secessione, alcuna possibile Indipendenza del Nord.
    Non può esservi secessione nè indipendenza, perchè il Nord produttivo è incatenato alla Roma dei Servi Grassi: le basi militari convenzionali (e nucleari, non dimentichiamolo MAI) yankees, dislocate ad Aviano, Vicenza e Ghedi, fanno buona guardia “dell’Integrità” territoriale, (non certo alla sovranità, che non è mai esistita) della repubblichina napolitana.

    Dart Obama, l’oscuro Lord of Drones, domani fà scalo a Roma…
    La lista degli ordini da impartire a Giorgio e Matteo, è già stampata.
    Abbiamo qualche dubbio sul fatto che gli ordini del Gran Maestro di Washington, verranno diligentemente, scrupolosamente, immediatamente eseguiti?

    P.S.
    “Gran Pretagna”
    Stelvio… Voi, come sempre, colpite nel segno.

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