IL BALLO DEL BULLO.

renziDalla storia personale di un uomo, dai suoi “si” e dai “no”, si può capire molto delle sue intenzioni. Ecco perché l’ennesimo uomo “nuovo” dell’Italia bananiera, un paese dove ormai si coltiva solo la speranza, di nuovo ha il vestitino di rappresentanza e poco altro. Una celebre artista intonava una canzone che recitava questo refrain: “parole, parole, parole…..soltanto parole“. Nessuna canzone può venir meglio usata come inno personale da affibbiare al signor Renzi Matteo, che nella settimana appena conclusa ha dato un SI incondizionato (meglio diremmo uno YES visto che di yesman trattasi) ai vari Merkel, Barroso e Van Rompuuy, salvo poi tornare a Roma e cominciare una poco credibile litania sul primario ruolo italiano in UE.

Ma l’uomo in questione è falso come l’oro di Bologna e la sua falsità la dimostra con un “si” convinto agli oligarchi transnazionali ed un “no” alla burocrazia statale. Per addolcire la pillola agli italiani sempre più suonati come un pugile al tappeto, il televenditore fiorentino rassicura con conferenze stampa e dichiarazioni televisive sulla non subalternità italiana e lancia saette contro i mali del nostro paese.

E bravo Matteo! Soprassediamo sul “SI” scontato alle direttive degli eurocrati mastini, ma spiegaci, ad esempio, cosa vuoi dire con il “NO” alla burocrazia. Ti chiediamo doverose delucidazioni perché abbiamo il fondato dubbio che tu faccia molta confusione o che le spari veramente grosse a seconda del momento. Pensare di fare una guerra alla burocrazia è demagogicamente profittevole in condizioni di generale incazzatura della gente, ma se poi quella gente trova la porta chiusa quando va a fare un certificato di destinazione urbanistica per vendere un terreno dal notaio che cosa gli diciamo? Gli diciamo che in 50 anni abbiamo reso tutto immensamente complicato ma ora dobbiamo chiudere gli uffici dei comuni perché i famigerati parametri europei ce lo impongono? Oppure abbandoniamo il cittadino ad un impossibile fai da te? O magari allarghiamo a dismisura le competenze dei CAAF trinariciuti e li facciamo diventare come Equitalia per la riscossione delle tasse? Altra cosa, invece, è pensare di ingaggiare una lotta senza quartiere contro le sacche di parassitismo che in tanti decenni hanno proliferato sul molle tessuto di uno stato inetto e pressoché inesistente nella sua più alta e vera accezione.

E allora siamo estremamente interessati a capire quali delle due epocali battaglie intende combattere il prode Matteo: quella che porterebbe inevitabilmente alla definitiva destrutturazione dell’apparato statale, con efficaci e positive ricadute per gli avvoltoi che roteano in attesa di carogne da spolpare o forse quella contro l’inefficienza e gli sperperi clientelari? La domanda non è così banale e scontata perché in decine e decine hanno provato o fatto finta di provare in questo cimento, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Ma pensare di raccogliere applausi sparando a casaccio non è buona cosa. E non lo è se si pensa che la vituperata burocrazia altro non dovrebbe essere che lo strumento a disposizione di una comunità organizzata per affrontare quotidianamente le innumerevoli prove che una complessa organizzazione sociale richiede. Se si devono lanciare anatemi bisogna farlo mirando bene, caro Matteo: non è distruggendo o depotenziando lo stato che si fa un favore alla gente. Semmai è vero il contrario, com’è sacrosanto che debba essere l’aspetto patologico della burocrazia, ovvero il sistema diffuso della clientela, a dover essere definitivamente estirpato.

Ma da uno come te, figlio di un notabile DC, impettito con Ciriaco De Mita a braccetto in una foto da incorniciare, cosa dovremmo aspettarci? Facci un favore…..lascia perdere e smetti di fare il bischero che è meglio!

Fernando Volpi

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12 risposte a IL BALLO DEL BULLO.

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Dobbiamo cominciare a porci una domanda: quanto durerà il “bischero” ? E dopo di lui chi sarà il “boia” incaricato di azionare la ghigliottina ? La caccia è aperta, cari Camerati !

  2. Rudolf05 ha detto:

    Non cambia nulla CHI c’è prima o chi viene dopo. Sono intercambiabili oggetti ‘usa & getta’, tutti i pupazzi del cosidetto occidente. il fatto interessante è COSA ci sarà dopo.

  3. Fernando Volpi ha detto:

    Cosa ci sarà dopo non lo so ma ho forti preoccupazioni perché vedo una discesa agli inferi senza paracadute. Di certo oggi vedo un paese allo sbando più totale, con istituzioni indegne di questo nome, politici che farebbero vomitare financo i patrigni costituenti (ed è tutto dire!), un popolo ridotto ad una massa di armenti dove ognuno spera che non sia la sua ora (quella del mattatoio) e, come se non bastassero i veleni degli ultimi decenni, le novità sul caso Moro. Morale: siamo un paese di m….

  4. S.A. ha detto:

    Sangue Onore Tradzione!
    L’attuale babbeo primo ministro non merita considerazione!

  5. wids72 ha detto:

    La babele nostrana è l’emblema delle politiche d’occupazione occidentaliste; oramai il paese manifesta tutti quegli aspetti della decadenza morale ed etica tipici di quella progettualità di stampo mondialista il cui unico fine è la distruzione totale dell’idea di nazione e di comunità. Rimaniamo soltanto noi questa sparuta realtà che vuole essere quel seme primordiale di una rinascita nazionale, il resto che si assurge come palliativo di ricostruzione,è soltanto spazzatura!!!!…

  6. Lupo di Selva Usn ha detto:

    renzi E’ STRUTTURALMENTE IMPRESENTABILE; IL SUO MESSAGGIO SEMBRA UNA “MACCHIETTA TALMENTE GROTTESCA” DA ASPETTARSI CHE DA UN MOMENTO ALL’ALTRO POSSA SALTARE FUORI LA SCRITTA “SIETE SU SCHERZI A PARTE”.
    E’ UNA FIGURA PIAZZATA DALLE PEGGIORI PLUTOCRAZIE NAZIONALI, D’OLTRALPE E D’OLTREOCEANO, ALLE QUALI “FARA’ GIOCO” PER UN PO’ DI TEMPO FUNGENDO DA “INTRATTENITORE”.
    renzi NON E’ IL MIO PRESIDENTE, NON LO RICONOSCO COME TALE.

  7. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    L’Ucraina ha scelto: passare sotto la dittatura del Fondo monetario internazionale, quella istituzione benefica che ha fatto precipitare la Grecia all’inferno ! E quello che si prepara anche per questo disgraziato paese che si chiama ancora Italia. Boia chi molla !

  8. pikatrix ha detto:

    questo “presidente” non lo riconosco come tale, questo “governo” non lo riconosco come tale, questa “italia” non la riconosco come tale….. al momento… per quanto ancora “schiavi/sudditi” ??

  9. pikatrix ha detto:

    in cuor mio non mi sento ne schiavo e ne tantomeno suddito …..

  10. zampa ha detto:

    Secondo me Obama, saputo dell’illecito avvento di renzi alla poltrona di primo ministro, ha immediatamente programmato il viaggio in Italia, poiche’ un altro colpo di culo del genere non gli capitera’ piu’. Una scimmietta cosi’ docile e pronta all’obbedienza e’ difficile da trovare perfino nel Paese delle scimmie senza dignita’.
    Possa entrambi seppellirvi un chiaro, nitido e squillante PERNACCHIO!!!

    Onore e gloria a Cavallo Pazzo!

  11. Alter ha detto:

    Rentzie?
    Patetico, squallido imitatore del grandissimo Alberto Sordi…

    Alberto Sordi, che gli itaglioti li conosceva bene, e li massacrava a puntino.
    Inimitabile la scena del tenentino che (in pieno kaos ottosettembrino), dichiara al telefono: “Signor Capitano, è accaduta una cosa incredibile, i tedeschi si sono alleati con gli americani !!!”

    Rentzie, farsescamente provinciale come “l’Americano a Roma” di Sordi.
    Rentzie, che nel suo incontro con Obama, pronuncia le solite quattro “paroline magiche” (gli itaglioni come lui impazziscono a pronunciarle) come: “informescioncomunichesciontecnologi”, “giobact”, “iesuican”.

    Ma la Rentzina, (la faina fiorentina che ha schivato il voto degli Italiani), si è superata quando ha tradotto il sacro concetto romano di MARE NOSTRUM, adattandolo nella lingua del Gran Maestro di Washington.
    MARE NOSTRUM è stato tradotto in “auarsiii”…
    “Auarsiii”…Cari Camerati, riuscite ad intuire il livello di bassezza raggiunto dagli itaglioni?

    Che dire: aridatece Albertone!

  12. Alter ha detto:

    Renzomania: ora i borghesucci itaglioti sono tutti presi da questa nuova monomania.

    La Faina Fiorentina, “l’ultima spiaggia” della partitocrazia predatoria antifascista, vuole trasformare il Senato della infame repubblichina, nella Camera, nella Sala da Pranzo dei Governatori.
    La Faina Fiorentina vuole regalare il Senato ai Governatori alla Caldoro, Lombardo, Polverini, Formigoni, Bassolino, Cota, etc. etc. etc.

    I Governatori delle Regioni, sono la principale causa dell’aumento incontrollato della spesa pubblica, giunta alla esorbitante percentuale del 130% del P.I.L.
    Ebbene Il demagogo di Firenze vuole mettere sè stesso e tutti Lorsignori, nella comoda condizione di succhiare il sangue direttamente dalle vene degli Italiani.

    La Soluzione, uno dei cardini per la possibile salvezza nazionale, stà nella trasformazione del vecchio, decrepito, dannosissimo Senato, in Camera del Lavoro.
    Camera del Lavoro, dell’Ingegno e delle Professioni.
    Camera affidata ai rappresentanti LAICI dei Produttori, degli Innovatori, della Genialità e dell’Operosità del Lavoratori Italiani.

    Basterebbe poco per risollevare la Nazione.
    Basterebbe poco per ridare indipendenza agli Italiani.
    Basterebbe poco per ridare ossigeno alla inestinguibile voglia di fare “Bene” degli Italiani.

    Ovviamente Matteo si muoverà all’opposto, nel solco della peggior stagnazione, perchè l’ordine ricevuto è che NULLA deve realmente cambiare.

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