GLI ANTIEUROPEISTI DALLA MEMORIA CORTA

astensione1Il segretario generale della lega Matteo Salvini il 24 marzo 2014 dichiarò al Tgcom che: “Noi ci siamo e ci saremo, l’euro è una moneta criminale che ci affama” Da parte sua, la “sorella d’Italia” Giorgia Meloni, dopo il successo del Front National in Francia, dichiarò che: “Il popolo francese chiede riscatto dai burocrati dell’Ue e della Bce e dice basta alla gabbia dell’euro”. A sentirli così sembrano due “pasdaran” dell’anti EUrismo. “In Europa alza la testa” grida la Giorgiona nazionale da un manifesto elettorale di Fratelli d’Italia. Invece niente di tutto ciò. I due, però, come ormai ci ha abituato la casta partitocratica, parlano bene ma razzolano male, anzi malissimo. Infatti, sono tra coloro che il 31 luglio 2008 (notare la data balneare) hanno votato a favore della ratifica e dell’esecuzione del trattato di Lisbona che come afferma Paolo Barnard, ci ha fatti diventare: “Cittadini di un enorme Paese che non è l’Italia governati da gente non direttamente eletta da noi, sotto leggi pensate da misteriosi burocrati a noi sconosciuti, secondo principi sociali, politici ed economici che non abbiamo scelto, e veniamo privati nella sostanza di tutto ciò che conoscevamo come Patria, parlamento, nazionalità, autodeterminazione, e molto altro ancora”.

Grazie al quale: “Montecitorio è un palazzo dove qualche centinaio di burocrati dimenticati si aggirano fingendo di contare ancora qualcosina; la Costituzione italiana è oramai un poemetto che viene ricordato agli alunni delle scuole come un pezzo di una vecchia storia; una maggioranza politica che non sa neppure cosa significa la parola calzino potrebbe trovarsi a deci dere come noi italiani ci curiamo, se avremo le pensioni, cosa insegneremo a scuola, come invecchieremo, o se dobbiamo entrare in guerra, e così per tutto il resto della nostra vita”. Un trattato truffaldino formato da migliaia di emendamenti a centinaia di regole già in essere per un totale di 2800 pagine, praticamente, incomprensibile, che crea un super Stato le cui leggi, scritte da burocrati non eletti da nessuno prevalgono sulle leggi nazionali e persino sulla Costituzione. Un trattato, che vieta qualsiasi tutela sociale e ambientale alle agricolture nazionali. Un trattato che in nome della “libera concorrenza senza distorsioni”, impone ai popoli europei svendite, privatizzazioni selvagge, precarizzazione del lavoro, tagli alla sanità e a tutti i servizi.

Per tutto ciò dobbiamo ringraziare anche tutti quei parlamentari che ieri l’hanno approvato e che oggi, che è entrato in vigore, chiedono i nostri voti per sedere sugli inutili scranni del Parlamento europeo, dai quali non possono cambiare nulla. Avrebbero potuto denunciare all’opinione pubblica i danni che tale trattato avrebbe provocato sulla pelle dei cittadini, e votargli contro quando ne avevano la possibilità, ma non l’hanno fatto, anzi se ne sono resi complici approvandolo.

Questi due comodi link dove si potrà verificare quello che stiamo affermando.

A tal proposito, parlando di sirene, proprio ieri il Guru del M5Stelle, Giandomenico Casaleggio ha ritenuto bene precisare: “Noi non abbiamo impostato la campagna elettorale sull’uscita dall’euro. Ma per rimanere dentro l’Europa (e intendiamo l’Europa economica, perché quella politica non c’è, è scomparsa) noi pretendiamo di avere delle garanzie e di poter far sentire la nostra voce come Stato italiano. Noi vogliamo uscire solo se non avremo garanzie e la nostra voce non sarà ascoltata. Ma non diciamo: l’euro è sbagliato. “

La nostra posizione è chiara e cristallina, e sarà bene che chi si sta facendo “ammaliare” dalle sirene leghiste (allo stesso modo in cui si sono fatti ammaliare in precedenza dalle sirene grilline) si renda conto di ciò che sta facendo, perchè a tutto si può rinunciare fuori che alla dignità politica. Quando la lotta per il pane si sposterà nelle strade (perchè temiamo che quella sarà la fine di un sistema che sta per implodere) allora in molti dovranno rendere conto delle posizioni politiche assunte in precedenza, specialmente se non fatte in buona fede.

E.V.

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7 risposte a GLI ANTIEUROPEISTI DALLA MEMORIA CORTA

  1. WERWOLF ha detto:

    carta canta…..

  2. Alter ha detto:

    Incoerenza cattoceltica arruffona ed arraffona.

    La Lega si lega al carro Lepen, portandosi appresso il sogno pindarico della creazione della “Macroregione” padana.
    Macroregione padana, che si trasformerebbe in immediata appendice, (Alpenvorland ed Adriatischen kustenland), in territorio economico fagocitato dal potente superstato teutonico, signore e padrone dell’odiatissimo Euromarco.

    I grassi, borghesissimi microcefali padani, si sono disperatamente incollati al carro ipernazionalista transalpino, portando in dote una incoerente, patetica rivendicazione autonomista.
    Mentre le Nazioni Germania e Francia agiscono per il proprio potenziamento strategico, (nell’arena dell’eterna lotta per la supremazia continentale), la padanietta dei salvinimaroni, sogna di donarsi, regalarsi anima e corpo alla Fraucancelliera Merkel.

    Solita Padagna in svendita; nell’immarcescibile solco filosofico polentone del: “Franza o Germagna, purchè se magna”.
    Ed a Brucsella, (i borghesissimi borghezii lo sanno perfettamente), se magna tanto, ma tanto bene…

  3. Alfredo Ibba ha detto:

    Grazie per aver riportato il collegamento alla pagina web relativa ai parlamentari che hanno votato il Trattato di Lisbona. C’è gente dalla memoria corta la quale giudica i suddetti personaggi solo per come li sentono parlare adesso.

  4. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Sono settant’anni che questi manigoldi truffano gli ignavi e ignari italioti con le loro chiacchiere; se ancora trovano chi li vuole sostenere è segno che il masochismo ha vinto. Noi siamo da sempre altra cosa ! Anche perchè ricordiamo e continuiamo a ricordare anche agli immemori; per questo non ci sopportano, ma noi ce ne freghiamo ! In alto i cuori e ASTENSIONE ATTIVA.

  5. Alter ha detto:

    Ricorrenza eterna:
    Oggi è il Natale di Roma.

    Sole che sorgi libero e giocondo
    Tu non vedrai nessuna cosa al mondo
    maggior di Roma.

  6. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    In epoca di serietà Natale di Roma, Festa del Lavoro e Festa degli alberi. Festa di un’Italia diversa, orgogliosa delle proprie origini e dei propri succesi in tutti i settori della scienza umana.

  7. wids72 ha detto:

    Il programma del movimento è chiaro e lineare e presenta quelle ricette politico-economiche e sociali affinché l’autodeterminazione della nazione abbia sua applicazione concreta; sono decenni che il palcoscenico politico italiota propala panzane artefatte di verità. Ascoltando i tg mainstream ormai le notizie lasciano spazio al voltastomaco per come sono artefatte e spacciate per verità alle quali solo idioti patentati possono cogliere come oro colato…Noi siamo oltre e viviamo e testimoniamo un’altra Italia, un altro valore che gli ignavi e gli infingardi hanno svenduto ai mercanti del tempio…In alto i cuori!!!

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