GIORNO DI LUTTO.

indesitDa “Festa del Lavoro” a “giornata di lutto nazionale” é questo l’unico pensiero che ci viene in mente oggi pensando a tutti i disoccuppati, ai giovani soprattutto, ma anche ai lavoratori precari, agli artigiani e le piccole imprese senza crediti e senza futuro, ai pensionati con potere d’acquisto sceso a livelli sotto la soglia di povertà, agli Italiani moribondi grazie a politiche “europee comunitarie” che vanno prese a colpi di piccone iniziando una prima protesta con il NON VOTO.

BASTA USURA, PER UNO STATO NAZIONALE DEL LAVORO !

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5 risposte a GIORNO DI LUTTO.

  1. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    L’involuzione del sistema “paese” Italia: dall’Umanesimo del Lavoro al mercato del lavoro. Umanesimo, quale movimento intellettuale tipicamente italiano e che fu all’origine del “Rinascimento” e ne costituì la più caratteristica espressione nel campo delle lettere e delle dottrine morali e filosofiche. Esso indica ogni atteggiamento di vita intellettuale, letteraria, morale che si riannodi esplicitamente o implicitamente agli Ideali di educazione dell’uomo ( inteso come persona ), alla libertà intellettuale e morale ma anche alla “libertà dal bisogno”, all’autonomia, alla responsabilità, al miglioramento armonico di se stesso attraverso le lettere, le arti, la scienza, la filosofia, gli esercizi del corpo, il LAVORO, inteso quest’ultimo come realizzazione creativa della persona umana. Quegli Ideali, affermati in maniera originale ed dall’Umanesimo italiano, vennero ripresi in Italia con il movimento per ” l’Umanesimo moderno ” nel quale venne riproposta la sintesi di vita intellettuale e letteraria e vita morale , civile, politica nel quadro della ” dottrina politica fascista ” per la edificazione dello ” STATO NAZIONALE DEL LAVORO “. ITALIA – REPUBBLICA – SOCIALIZZAZIONE

  2. Alter ha detto:

    Stelvio, come sempre a bersaglio…

    Umanesimo del Lavoro:
    Abbiamo mai sentito i nani e le ballerine del parlamentino itagliota, enunciare questo Principio Fondante, questo Valore Assoluto?
    Occorre entrare nel sito di Socialismo Nazionale, per avere il piacere di sentire enunciare tale Verità…

    Oggi 1 maggio, e’ tutto un forzare il concetto di Liberalizzazione degli orari di lavoro, da parte dei privatizzatori ad oltranza.
    E dall’altra parte, da parte di quelli che hanno permesso tale scempio, un reagire con l’evocazione del solito dogma paralizzante dell’Emergenza Lavoro.

    Quante emergenze abbiamo sentito dichiarare in questi decenni?
    Emergenza criminalità.
    Emergenza legalità.
    Emergenza idrogeologica.
    Emergenza immigrazione.
    A nessuna di tali bibliche emergenze e’ stata mai posta soluzione.
    Basta dichiararle…
    Ora è la volta dell’Emergenza Lavoro.
    E nemmeno a questa si darà soluzione.

    I Liberisti, ma chiamiamoli col loro vero nome, Schiavizzatori, vogliono capitalizzare, portare al massimo livello lo sfruttamento intensivo della risorsa spendibile per eccellenza: la Risorsa Uomo.
    Ci sono cosi’ tanti Uomini disperati, Sublavoratori disponibili a qualsiasi ricatto economico e sociale.

    I secondi, i Sindacalisti: in realtà Parassiti consortili ed i loro capibastone politici, vogliono continuare a mantenere le loro comode posizioni di difensori d’ufficio di una minoranza in grado di tenere ben alimentato il voto clientelare.
    Voto clientelare, grazie al quale prosperano.

    Difensori contrattuali di una minoranza, agitatori del solito spaventapasseri, della solita situazione “Emergenziale”.
    Difensori contrattuali di una minoranza di impiegati, ma irresponsabili, grandissimi megefreghisti delle sorti della stragrande maggioranza dei Lavoratori Italiani.

    I primi, vogliono la cancellazione del ricordo di quanto fu’ creato in difesa dell’Umanesimo del Lavoro.
    I secondi, dall’alto della loro piramidale ignoranza, manco sanno cosa sia l’Umanesimo del Lavoro.

  3. Giuliana Tofani Rossi ha detto:

    La prima organizzazione sindacale nacque a Torino il 7 maggio 1848, dove quaranta operai fondarono la Società dei Compositori Tipografi. Fu per merito di uno sciopero di 4.000 muratori torinesi, se le ore lavorative giornaliere si ridussero da 16 a 12, ma le condizioni degli operai nelle fabbriche erano disumane: per lavori altamente usuranti e in ambienti malsani, erano impiegati donne, anche avanzato stato di gravidanza, e bambini. Il piemontese Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901 dipinse il celebre quadro “Quarto Stato” inizialmente chiamato “Il cammino dei lavoratori”-
    Erano 40.000 i quadri della FIAT che nel 1981 furono protagonisti della famosa marcia che, attraversando il centro di Torino, raggiunse la sede della Prefettura per rivendicare il diritto di tornare a lavorare. I sindacati, per tutelare 61 operai licenziati dalla FIAT( forse lavativi o forse sospettati di contiguità con il terrorismo), impedivano a chiunque di varcare i cancelli della fabbrica con picchettaggi violenti.

    Sono partita da lontano per dire che il CODIPER da anni lancia un grido di dolore per i tagli alla pensione di reversibilità, che è diritto assicurato da contribuzione obbligatoria. Diritto che è stato cancellato dalla legge 335/1995. Nel 2009 il CODIPER presentò una petizione per abrogare la norma suddetta che contrasta con gli articoli 3, 29, e 47 della Costituzione. La Commissione Lavoro della Camera predispose un testo che modificava il comma 41 dell’art.1 della legge 335, ma non vi è stato seguito. Ecco un classico esempio di presa per i fondelli: l’unico risultato è stato assicurare ai membri della Commissione il cospicuo gettone di presenza.

    Con legge 252 del 1974, meglio conosciuta come legge MOSCA, quasi 40.000 dipendenti della CGIL, della CISL, della UIL, del Partito Comunista, della Democrazia Cristiana, del PSI, ecc. ecc. hanno potuto avere la pensione usufruendo dei contributi degli ignari lavoratori italiani. Si dice che tra i titolari della legge MOSCA vi siano sei illustri personaggi: Armando COSSUTTA, Achille OCCHETTO, Sergio D’ANTONI, Pietro LARIZZA, Franco MARINI, Ottaviano DEL TURCO. Si dice che molte pensioni si sommino a vitalizi politici o ad altri trattamenti previdenziali. Si dice che il PCI abbia mandato in pensione circa 8mila dipendenti, mentre la CGIL ben 10mila.

    Gli eredi dei coraggiosi lavoratori della Pirelli che nel 1898, a Milano, organizzarono le barricate per protestare contro l’ aumento del costo del pane e irrorarono del loro sangue i selciati, dovrebbero essere i sindacalisti, le cui gesta eroiche sono sotto gli occhi di tutti. Vorrei invitare lavoratori e pensionati che gravitano nell’area dell’INPS, a bere un caffè e ricordare loro la romanza tratta dalla Turandot di Puccini “NESSUN DORMA”. Sono certa che presto arriverà l’alba in cui I LAVORATORI VINCERANNO.

    Giuliana Tofani Rossi

  4. wids72 ha detto:

    La globalizzazione e tutto ciò che ne discende in termini di scadimento sociale politico e valore è la sintesi del potere liberal-capitalista che sotto la maschera della democrazia, è l’emanazione di quel colonialismo predatore che ha ucciso nella storia popoli e nazioni in nome del profitto.

  5. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    La conferenza tenuta al Sacrario della ” Piccola Caprera ” sull’argomento di grande attualità: ” dall’umanesimo del lavoro al mercato del lavoro ” ha rappresentato la nostra risposta positiva ai gravi problemi della società italiana contemporanea contro il nulla propositivo dell’attuale oligarchia che pretende di governare l’Italia.

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