IL SECONDO GRANDE GELO.

DegrelleVenti di guerra tornano a soffiare nella vecchia Europa dopo che il disastro balcanico di due decenni fa sembrava dover essere l’ultima granata rimasta innescata. Ma in venti anni le cose sono prepotentemente mutate e non tutte nel segno dei desiderata di quell’elite mondialista che allora vedeva come prossimo l’avverarsi del disegno unipolare a guida statunitense. Innanzi tutto la Cina rimaneva ancora un attore relativamente arginabile e pienamente impegnata a trovare una strada che le permettesse di uscire indenne dall’epidemia anticomunista che correva veloce in ogni angolo del mondo. La Russia di quel momento era in preda a convulsioni interne e teatro di scorribande da parte di branchi di iene, all’assalto di un corpo disfatto ormai agonizzante. Degli altri BRICS si cominciava si ad intravedere la potenzialità economica ed una probabile crescita politica, ma pur sempre su scala regionale o continentale.

E l’Europa? L’Europa, come al solito, a guardare eventi epocali in atto (a parte la Germania alle prese con la riunificazione) e a cercare sempre la sponda del fratellastro occidentale a stellestrisce, complice quella Gran Bretagna che Europa non è mai stata e non vuole esserla nemmeno oggi.

Oggi quello scenario è venuto meno in modo evidente. Gli Usa si sono dissanguati per condurre e patrocinare guerre in giro per il mondo in ossequio ai dettami neocon, con il risultato che il debito pubblico di Washington è ormai per oltre metà in mano cinese; l’economia statunitense è diventata un’economia indissolubilmente legata al fattore bellico e le concentrazioni bancarie e finanziarie (che controllano poi i grandi gruppi industriali) sono di fatto le reali beneficiarie delle guerre “democratiche”.

La Russia di Putin non è nemmeno parente lontana di quel mastodonte in putrefazione che Eltsin portò praticamente al collasso: oggi detiene leve economiche importanti in chiave energetica ed ha fatto passi enormi sul terreno delle applicazioni scientifiche e tecnologiche legate all’industria militare. La Cina ha trovato la sua strada coniugando pragmaticamente il peggio del turbocapitalismo e del collettivismo socialista, forte com’è di un peso demografico imbattibile che, se da un lato comporta enormi problematiche, per contro garantisce ai nuovi mandarini cinesi la possibilità di contare su una forza lavoro inesauribile, abituata da sempre a soffrire in silenzio e ad accontentarsi di poco.

L’Europa, ormai UE, con Maastricht, Schengen Lisbona e la BCE, è divenuta a tutta a tutti gli effetti il prodotto del più nauseante mercantilismo anglosassone, quello dei libri mastri, delle cedole bancarie e di una casta tecnocratica che pretende di tenere in piedi una “casa comune” edificata secondo criteri dissenati: un tetto in calcestruzzo armato che poggia su pilastri di fango.

È in questo scenario che l’Europa centrale ed il Mediterraneo tornano prepotentemente ad essere pivot strategici importanti nelle dinamiche di potenza. L’evoluzione della crisi Ucraina ed un sempre più probabile conflitto regionale in Crimea è il segno tangibile che la speranza neocon di un mondo unipolare a guida statunitense è gia’ tramontato e che si sta profilando un multipolarismo tendente all’aggregazione di due enormi blocchi. Niente di simile al mondo di Yalta ma di sicuro ben lontano dalle speranze vagheggiate in circoli quali il CFR o l’Aspen Institute ai tempi della Russia eltsiniana.

La Russia di oggi non può più permettersi di cedere terreno politico e militare e vedersi accerchiata a ovest a sud e ad est, pur essendo di fatto la nazione più estesa geograficamente al mondo. Non può accettare di veder minacciata la sua presenza sul Mediterraneo perché la Siria è sotto scacco wahabita ed ora la Crimea deve rimanere ad una Ucraina filo americana. Non può nemmeno permettersi di fare la matricola in un momento storico in cui è venuta l’ora di far valere il proprio peso militare ed energetico. Non può permetterselo perché il suo presidente tradirebbe irrimediabilmente la fiducia della stragrande maggioranza della sua nazione: cosa che non è nelle corde di Vladimir Putin.

Ed è per tutta questa serie di motivazioni, oltre al fatto che la Cina farà sentire pure la sua voce in chiave anti occidentale, che una guerra regionale su Mar Nero porterà il mondo intero ad una nuova guerra fredda.

E di questo dovremo parlare ancora molto per le inevitabili implicazioni politiche ed ideologiche che ne emergeranno anche nella vecchia Europa.

FERNANDO VOLPI

 

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8 risposte a IL SECONDO GRANDE GELO.

  1. Alter ha detto:

    Pretenderebbero di ordinare il Mondo in funzione dollarocentrica; pazzia monetaria allo stato puro.

    Pretenderebbero di telecomandare il Mondo da Pentagono e Wall Street; pazzia finanziaria furiosa.

    Pretenderebbero di determinare i destini del Continente Europa, fomentando guerre e rivoluzioni fratricide direttamente dal Pentagono; pazzia guerrafondaia genocida.

    Europa e Russia sono inscindibilmente legate dalla comune appartenenza continentale.
    Due visioni irrimediabilmente convergenti, verso un unico destino comune di pace e cooperazione.
    Prima lo capiscono, meno disastri masochistici si autoinfliggeranno.

    Gli Usa scorrono, allontanandosi irrimediabilmente dal Continente Europa, nella loro deriva oltreatlantica.
    Bye bye America.

  2. Lupo di Selva Usn ha detto:

    MI INTERROGO COSTANTEMENTE SUL QUESITO: MA IN UNO SCENARIO POLITICO COSI’ FEROCE E DIVISO, QUALE VIENE AD ESSERE LA POSIZIONE DEGLI ZOCCOLI DI POTERE TECNOCRATICO/FINANZIARI SIONISTI, RADICATI IN OGNI DOVE? VERSO QUALE DIREZIONE SONO ORIENTATI E QUANTO VERRANNO AD INFLUIRE NELL’EVOLVERSI DEGLI EVENTI?

  3. Alter ha detto:

    Sono “Zoccoli” che hanno sempre scalciato in una unica direzione: contro chiunque si sia opposto ai loro interessi specifici.
    Sono “Zoccoli” che schivano chiunque cammini diligentemente nell’alveo delle loro priorità.
    Sono “Zoccoli” che hanno trasformato la Palestina in una stalla.

    Il calpestio di questi “Zoccoli” e’ ben visibile ovunque si intravveda l’opportunità di impossessarsi di risorse economiche o naturali, e di sbarazzarsi di fieri oppositori come in Iraq, In libia, In Egitto, In Siria, ed ora anche in Ucraina.

    Questi “Zoccoli” trotterellano bonariamente qui tra noi, dopo aver scalciato via la Nostra Sovranità ed Indipendenza.
    Nel 1945 si sono presi La Nazione Italia, ribattezzandola col simpatico nomignolo di “paese”.
    L’hanno aggiunta al resto della refurtiva rastrellata in giro per il mondo, dopo averne eliminato l’Indomita Sentinella, l’Ultimo Grande Italiano.

  4. Alter ha detto:

    Siamo alle solite comiche romane…
    La Ministra della Indifesa della republichina tagliota, (la repubblichetta che non riesce manco a riportare a casa due poveri Marò) si e’ dichiarata disponibile ad inviare “Piss Keepers” in Ucraina.

    Ovviamente sotto mandato Onu-Nato.
    Perchè i “Piss Keepers” della repubblichetta col pannolone, possono compiere questo servizio igienico unicamente sotto mandato Nato-Onu.

    Gli ucraini affetti da affaticamento prostatico, ringraziano anticipatamente.

  5. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Lo scenario politico e geo-strategico che si prospetta in questo momento davanti ai nostri occhi è di quelli che richiederebbero decisioni tempestive ed importanti per tornare ad essere protagonisti della Storia. Viceversa, in questo paesucolo che risponde ancora al nome d’Italia, il dibattito si svolge intorno ad una partita di calcio con tutti gli annessi malavitosi che fanno parte di un avvenimento che ha ormai perduto tutte le caratteristiche della competizione sportiva. Siamo immersi in un brodo di “retorica ” decadente rappresentativa di un “non pensiero” che domina la classe dirigente a sua volta espressione di una plebe di deficienti incapaci di ogni spirito vitale che ne giustifichi l’esiistenza sul piano sociale e morale.

  6. venividivici@alice.it ha detto:

    Mi complimento con l’estensore dell’articolo, davvero un’analisi che “coglie” i noccioli delle questioni…. a mio parere manca solo un fattore da tenere in considerazione, cioè l’enorme e crescente peso demografico, politico ed economico dei paesi arabo-musulmani-magrebini che stanno riversando sulla martoriata ed impotente Europa l’eccesso della loro devastante prolificità, accompagnata dai petroldollari dei loro correligionari ricchi del Golfo Persico (che tuttavia respingono l’immigrazione magrebina!!!!). E di oggi la notizia che Crocetta sta trattando con gli emiri del Quatar la costruzione di un centro islamico a Lampedusa….
    Per il resto concordo concordo pienamente.

  7. wids72 ha detto:

    Si profila nel futuro un duopolio geostrategico dettato da una neo guerra fredda da un lato La Nato, l’UE, USA, Israele e tutto il mondo occidentale in genere contra la Russia, Cina, Iran, Siria, Corea Del Noer, Sud America,mondo islamici sciita…uno scacchiere che si sta profilando davanti a noi per una eventua futura guerra mondiale vera e propria auspicabile dalle centrali di potere usocratico internazionalista!!!!

  8. Alter ha detto:

    Otto secoli fà la famiglia Polo parti’ da Venezia diretta verso Oriente.
    Ripercorse le Vie della Seta già note al tempo dell’Impero Romano: Persia, India, Cina e Indocina furono le mete di quei viaggi che impegnarono i Polo per quasi un ventennio.
    Da quei viaggi derivarono aperture culturali ed interscambi commerciali che arricchirono l’Italia di allora, contribuendo a determinarne il Rinascimento.

    Due secoli dopo Cristoforo Colombo parti’ in direzione opposta, diretto verso Occidente.
    Il navigatore contava di raggiungere le mitiche Terre di Marco Polo da opposta direzione: a metà strada incontro’ un altro Continente…

    Da quel viaggio derivarono stragi, ruberie, disumani genocidi a danno delle Popolazioni native americane; invasioni e colonizzazioni selvagge, l’affermazione di un colonialismo vampiro rappresentato al massimo grado dal trionfo globale di Albione: l’Isola Pirata.
    Quel viaggio segnò l’inizio della decadenza, che porto’ al totale l’asservimento dell’Italia alle potenze europee emergenti.

    Oggi come Allora, la speranza di rinascita di una Nuova Italia è ad Oriente.
    L’Occidente rappresenta la perpetuazione, la continuazione della decadenza della piccola penisola che non sà piu’ sognarsi Nazione Indipendente.

    L’Italia Muore dentro la gabbia eretta da Oltreatlantico.
    L’Italia Rinasce se abbandona la Via della Schiavitu’ atlantica.
    L’italia Rinasce se riprende, ancora una volta, La Via della Seta.

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