GEOPOLITICA MULTIPOLARE ? NO, TRADIMENTO DELLA NAZIONE

renziChi vive in uno Stato dove esiste realmente un Capo dell’esecutivo e non un proconsole o un viceré, è abituato a vedere il proprio capo del governo andare all’estero, in un piede di assoluta parità, per tessere legami di politica internazionale con stati interessanti in prospettiva geostrategica. Naturalmente per l’Italia non è così: non lo è da quando il mezzo austriaco e mezzo vaticano De Gasperi se ne andò, cappello in mano, a Washington a pietire i soldi del Piano Marshall (e non solo quelli) per ricostruire un paese raso al suolo dagli stessi prestatori, inaugurando una pratica che poi ha fatto la fortuna del sistema economico e finanziario dello Zio Sam. Sono trascorsi 70 anni e poco o nulla sembra essere mutato, nonostante la tendenza ad un multipolarismo geopolitico sia ormai cosa assodata e riconosciuta. Per chi entra a Palazzo Chigi è un imperativo categorico kantiano il dover presentare le proprie credenziali da fedele ed efficiente maggiordomo all’inquilino di turno della Casa Bianca. Ma al di la di quello che il consolidato protocollo impone non si può discutere di nulla, a parte le idiozie sul Mare Nostrum (“our see“, per il Fonzie Nazionale) che servono – se ancora ce ne fosse bisogno – a renderci ancora più ridicoli di quello che siamo.  

Non ci meravigliamo affatto se, dunque, il Paperino d’Oltrarno, nel recarsi da Obama, abbia annuito molto, fatto un po’ di teatro (e già da lì i protestanti anglosassoni capiscono molto), sparata qualche bufala (cosa in cui è ben preparato) e se ne sia tornato a casa come tutti i suoi predecessori con gli ordini da eseguire. Questo è il ruolo che ci spetta e questo è ciò che meglio sanno fare i guitti dell’Italia bananiera.

Per la verità il fenomeno toscano è stato in grado di fare anche di più e di peggio in occasione del viaggio in Cina e Vietnam. Se a Washington è andato per presentarsi al scapo supremo, in Oriente è andato per spianare ancor di più la strada a quegli illuminati imprenditori che hanno deciso di chiudere definitivamente ogni rapporto con il lavoro italiano. Ma forse – e questo sarà ancor più difficile averne contezza – a tentare ciò che anche il governo Berlusconi provò a fare, ovvero cercare di cinesizzare una fetta del nostro debito pubblico, magari per permetterci di tirare a campare per qualche anno ancora. Non a caso una delle autorità incontrate a Pechino è stato proprio il Presidente della Banca Centrale Cinese, con il quale non possiamo credere si sia discusso solo della produzione di giocattoli e borsette.

Sta di fatto che, mentre in giro per il mondo si contano i disastri di un sistema cleptomane ed usuraio che lascia macerie a più non posso (ma sopra le macerie i soliti noti ricostruiscono e lucrano), in Italia paghiamo un presidente del consiglio per andare in Vietnam o in Cina a  dire che gli imprenditori che vanno in quei paesi non delocalizzano bensì internazionalizzano le loro aziende.

Invece di andare a chiedere il perché di disastri politici come la Libia o l’Iraq, dove l’Italia ha perso miliardi di euro in lavoro mancato per le nostre aziende ed in spese militari, si continua a dar credito a pifferai che si atteggiano tutti, nessuno escluso, a salvatori della patria salvo poi mostrarsi per quello che realmente sono: i degni rappresentanti di un gregge ormai al capolinea.

Fernando Volpi

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9 risposte a GEOPOLITICA MULTIPOLARE ? NO, TRADIMENTO DELLA NAZIONE

  1. Rudolf05 ha detto:

    Il renziditurno differisce poco dai suoi tragicomici predecessori. Tuttavia, per quanto sembri impossibile, la china discendente perdura, e viene percorsa interamente, quasi d’un fiato dalla pedo-pornografia sotto-politichese. Quindi ogni pupazzo pseudo-eletto è il figliol prodigo del predecessore. Non c’è altro da fare che accelerare con ogni mezzo il seppellimento del sistema e dei suoi sodali.

  2. Alter ha detto:

    I Presidenti del consiglio della repubblichina fallita, sono nullità cosmiche.
    Anche quest’ultimo “statista”, esaurita la temporanea (ma ambitissima) posizione di cameriere capo addetto al vassoio dei liquori di Zio Sam, risprofonderà nella pestilenziale palude partitocratica da cui – assieme ai suoi illustri predecessori – è stato pescato col retino dai funzionari dell’ambasciata statunitense.

    Sulla memoria del sig. De Gasperi pesa ancora il macigno delle “Letterine americane” portate a processo da Guareschi.
    Letterine scritte durante il periodo dell’imboscamento vaticano, in cui il sant’uomo sospirava il miracolo della “Manna al tritolo” statunitense su Roma.

    Ovviamente il processo ribadi’ la completa santità del “sant’uomo”, ordinò la distruzione delle compromettenti “letterine americane” e condannò Giannino Guareschi alla gallera.
    Galera che il papà di Don Camillo e Peppone affrontò con virile compostezza.

    Guareschi era un Uomo.
    E le nullità rimangono nullità.

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Nulla di nuovo sotto il sole ! L’amaro calice lo dovremo bere fino all’ultima goccia e – se saremo ancora in vita – forse un popolo umiliato e disperso potrà iniziare la risalita dal baratro morale e materiale in cui è precipitato.Questa la dura realtà !

  4. Democratico ha detto:

    “Renzi non è il nostro presidente.” E ‘sti cazzi? Renzi non ci dormirà la notte al pensiero di aver ricevuto la “scomunica” da una setta nazista dello 0%…RIDICOLI!

  5. Alter ha detto:

    Oggi è il lunedi’ nero dei contribuenti italiani: Iva, Imu Tasi, Irpef…

    Le vacche italiane ridotte pelle e ossa, chiamate all’ennesima mungitura a sangue, risponderanno ancora una volta positivamente.
    Qualche muggito di dolore, ma altri 54 miliardi di euromarchi entreranno nelle (sempre vuote) casse della repubblichetta vampira.

    L’ennesimo “Tesoretto” estorto ai Contribuenti Italiani, servirà ad alimentare i gai festini balneari della Corte dei Privilegiati di Re Giorgio.
    54 miliardi di euromarchi ora, poi la manovra di “aggiustamento” in autunno; perchè le spese di Corte sono sempre tante e tutte assolutamente necessarie.

    Del resto, finche’ la mungitura fiscale dà cosi’ tanto buon latte fresco, di cosa mai dovrebbe preoccuparsi il nuovissimo Sceriffo della repubblichetta / contea di Nottingham?
    E poi – ad analizzare bene le cose – il nuovissimo Sceriffo di Nottingham è stato votato dalla maggioranza assoluta del 58% degli itaglioni.

    Ergo, solo in Contribuente Italiano vessato ha ora il diritto di lamentarsi e magari pure opporsi alle rapine fiscali del Nuovissimo Sceriffo di Nottingham.
    Gli Itaglioni NO, loro NON possono; loro l’hanno votato.

  6. Fernando Volpi ha detto:

    @Democratico innominato almeno tre cose vanno dette a tutti quelli come te:
    1) saremo ridicoli ma al di là di una banale invettiva non abbiamo letto contestazioni reali o confutazioni a quanto da noi scritto sul pagliaccio Renzi.
    2) saremo ridicoli ma abbiamo il coraggio di chiamare le cose per come sono e non di saltare sul carro che va più di moda…..a dir poco sarai un vecchio comunista riconvertito ad usum delphini.
    3) saremo ridicoli ma noi mettiamo faccia e nome su quello che sosteniamo.
    Vediamo se tu farai lo stesso.
    Quanto al dormire sonni tranquilli…..sarà il tempo a farci vedere se i traditori del Popolo potranno stare ancora tranquilli per molto tempo.

  7. lupoalfa ha detto:

    @democratico; ha già risposto compiutamente Fernando. Solo aggiungo che NON siamo una setta; ribadiamo di essere socialisti nazionali (studi la Storia italiana e vedrà che é una dottrina ed un progetto politico originario ed antecedente al nazionalsocialismo germanico, al quale in ogni caso guardiamo – come realtà storica – con occhi obiettivi e non velati da pregiudizi); lasci stare le percentuali che sono cose che riguardano i malati di elettoralite che fortunatamente non é una patologia di cui soffriamo. E comunque il solo fatto che ci segua é già per noi un successo.

  8. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    domanda non retorica al democratico: ci parli dell’origine della crisi che sta devastando il paese Italia e poi si qualifichi se vuole essere preso in considerazione come “uomo libero”.

  9. Alter ha detto:

    Grande apertura di credito di Squinzi, nei confronti di Renzi.

    Matteo piace alla matura Signora Confindustria.
    Ma già in autunno l’Italia dei Venti Milioni di Italiani, che hanno tagliato i ponti con il regime partitocratico anti italiano e le quattro corporazioni parassite che esso mantiene, si gusteranno i salti mortali di Madame Confindustrià.

    Confindustria la matura signora viziosa (oggi quelle come lei si chiamano “Milf”) in autunno dovrà rinnegare urbi et orbi, il torrido filarino sentimental-balneare vissuto sul moscone di quello spiantato di Matteo.
    Matteo, il bagnino della Versilia e Mrs. Confindustria: una breve storia di intrighi, sesso, droga e rock’n’ roll.

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