DAL BARATTO AL SIGNORAGGIO: SCHIAVI DEL DEBITO.

sovranitàLa lodevolissima iniziativa comunitaria dei CRS segnalata negli scorsi giorni e assolutamente da sostenere, ci da adito ad un ragionamento più ampio sull’evoluzione nefasta dell’economia globale. Nei millenni scorsi, dopo che il baratto, funzionale fino ad un certo punto della Storia, ma non sufficiente per un’economia più espansa, si cominciò ad utilizzare, per facilitare gli scambi di beni, parti di metalli preziosi (oro, argento, ecc.) che avevano un loro proprio valore intrinseco e che venivano scambiati con quantità di merce di pari valore. Più tardi, fu introdotto il Conio e sulle monete era indicata la quantità di metallo prezioso in esse contenuta, e, quindi, il valore nominale (quello indicato sulla moneta) corrispondeva al valore reale. A un certo punto, sempre in epoca romana, qualcuno pensò bene di mantenere inalterato il valore nominale e di ridurre, però, la quantità di metallo prezioso contenuta nella moneta. Ad esempio, la moneta da dieci soldi, che prima conteneva venti grammi d’oro, rimase sempre da “dieci soldi”, ma con solamente dieci grammi d’oro. In questo modo lo Stato guadagnava il 50%. Nacque, così, il signoraggio monetario, cioè la differenza tra il costo di produzione del denaro e il suo valore nominale. 

MEDIOEVO. PRIMO PASSAGGIO EPOCALE.

Nel medioevo, molti signorotti, invece di portare nella propria scarsella oro e argento, per maggior sicurezza, iniziarono a depositarlo presso gli orefici, che rilasciavano loro delle “fedi di deposito”, attestanti la quantità di metallo prezioso depositata. Queste “fedi di deposito” erano dei titoli di proprietà al portatore di quanto depositato, e furono utilizzati anche per la compravendita al posto dei metalli e delle monete. In ogni momento chi aveva in mano queste “fedi” poteva andare dall’orefice e farsi ridare l’oro depositato. Gli orefici, videro che solamente il 10% dell’oro che avevano in deposito veniva ritirato, quindi iniziarono a prestare delle “note di banco” (le banconote) per un valore dieci volte superiore all’oro che avevano in custodia. Tali “note di banco” non erano titoli di proprietà ma titoli di credito, su cui l’orefice indicava il proprio impegno a convertirle in oro per il valore nominale indicato. Nacque così il sistema che oggi viene chiamato della “riserva frazionaria”. Dopodiché, anche gli Stati emisero cartamoneta recante la promessa di essere convertita in oro a richiesta.
Nel 1694, il “salto di qualità”. A un’Inghilterra dissanguata dalle tasse, imposte per finanziare la guerra contro la Francia, il banchiere William Paterson offrì al re Guglielmo III d’Orange un prestito, a interesse, di un milione e duecentomila sterline. Così si ribaltò la frittata: lo Stato aveva subito il denaro e solo in un secondo momento avrebbe pensato a tartassare i cittadini per pagare gli interessi e il capitale. Peterson, fu, inoltre, autorizzato ad emettere, e far circolare, banconote per un valore pari al prestito concesso al re, senza avere in giacenza più di due o trecentomila sterline. In verità le sterline d’oro che Peterson aveva di riserva, a copertura del milione e settecentocinquantamila sterline stampate, erano solo trentaseimila. William Paterson sintetizzò l’operazione così: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla”.

BRETTON WOODS E L’EGEMONIA AMERICANA.

Nel 1914, il Governo inglese abolì la convertibilità in oro della sterlina e nel 1944, a Bretton Woods, fu deciso il nuovo assetto monetario mondiale, che vide il dollaro quale unica moneta a dover avere ancora una copertura aurea, mentre gli altri Paesi, con le loro Banche Centrali, dovettero avere una copertura in dollari. Il dollaro divenne, quindi, moneta di riserva mondiale. Gli USA, però, stamparono dollari per un valore otto volte superiore al valore dell’oro che possedevano e ciò provocò la reazione di molti Paesi, in particolare della Francia, che minacciò di farsi convertire in oro tutti i dollari di cui disponeva.
Fu così che, nel 1971, Nixon annunciò l’abbandono della convertibilità in oro del dollaro, che da allora divenne null’altro che carta colorata. Molti pensarono che la moneta statunitense avrebbe perso qualsiasi valore, ma non fu così. Ciò dimostra che il valore delle monete non è dato dalla copertura o convertibilità, ma dal fatto che vengono domandate e accettate come mezzi di pagamento.
In effetti, una sorta di “assicurazione” il dollaro la ottenne: infatti, i principali Paesi produttori di petrolio decisero che tutte le transazioni petrolifere sarebbero avvenute in dollari. Da allora gli USA riescono a comprare risorse nel mondo (materie prime, lavoro, industrie e finanziano le proprie forze armate per le loro guerre “umanitarie”) con semplice carta stampata dal costo nullo. Come semplice cartaccia è l’euro.

EURO MONETA DI CONTROLLO DEGLI STATI SOVRANI.

L’art. 1 della Costituzione italiana, al suo secondo comma, recita che: “La sovranità appartiene al popolo”. Questo dovrebbe valere anche per la sovranità monetaria. Soprattutto oggi che la carta moneta viene prodotta dal nulla e la sua funzione dovrebbe essere solo quella di favorire gli scambi di beni e servizi, che sono prodotti dal popolo e non certo dalle banche.
Invece, la BCE produce a costo zero l’euro, e lo presta agli Stati per il suo valore nominale (guadagnando, quindi, pressoché il 100% del valore nominale) e facendosi pure pagare gli interessi. Infatti, lo Stato, per i propri bisogni monetari emette Bot (o altri titoli) e la Banca Centrale li compra con carta colorata prodotta costo zero se non con soli impulsi elettronici. Dopodiché, la BCE vende questi titoli ad altri (banche straniere, fondi d’investimento, risparmiatori e speculatori vari) immettendoli sul mercato, incamerando il ricavato composto dal denaro che il popolo lavoratore ha depositato in tali banche o fondi d’investimento. Man mano che scadranno le rate d’interesse e le date di rimborso del capitale, lo Stato dovrà pagarle con denaro tolto ai cittadini; cioè tasse e imposte.

DANNO ED EFFETTO.

Oggi ci tassano non per darci dei servizi, ma solo per pagare gli interessi di un debito, che non dovrebbe esistere perché dovrebbe essere lo Stato, in rappresentanza del popolo che crea la ricchezza, ad avere la sovranità monetaria, emettere biglietti di Stato e incassare il signoraggio, da utilizzare per dare servizi ai cittadini e favorire investimenti, in modo da aumentare il benessere generale del popolo. Perché: “la sovranità appartiene al popolo”.
Invece, sono le banche centrali, cioè le banche private che le controllano, a stampare denaro dal nulla che non lo inseriscono in bilancio o lo inseriscono come passivo. Oltre a guadagnare dal nulla, quindi, e ottenere interessi da questi guadagni, le banche centrali non pagano nemmeno le tasse su tali guadagni. Addirittura mettono al passivo il valore delle banconote circolanti.
Dunque, la BCE emette denaro appostato come debito, trasferisce alle banche centrali questo inesistente debito che, a loro volta, lo distribuiscono alle loro partecipate (tutte banche private) che lo utilizzano per ridurre gli utili e pagare ancora meno tasse.

SIGNORAGGIO CREDITIZIO.

Oltre a questo signoraggio, scaturito dall’emissione di denaro prodotto dal nulla, esiste un altro tipo di signoraggio: il signoraggio creditizio o secondario, cioè quello delle banche (tutte, perché non ci sono banche “differenti”). Infatti, tutte le banche creano potere d’acquisto, cioè denaro virtuale, (assegni, lettere di credito), con i soldi che depositiamo nei nostri conti correnti e che utilizzano come fossero loro. Ciò grazie alla cosiddetta “riserva obbligatoria o frazionaria”. Oggi questa riserva obbligatoria è dell’1%. Cioè, se depositiamo nel conto corrente 10.000 euro, la banca ne può prestare 9.900 (denaro non suo). Ma non finisce qui, perché questi 9.900 euro possono essere depositati in altri conti e quindi la banca ne potrà prestare 9.801, e così via fino a 50 volte, in modo che con quei 10.000 euro la banca potrà prestarne fino a 500.000. Tenendo conto della differenza tra gli interessi che da ai correntisti e quelli che ottiene da chi presta i soldi, si capirà il grandissimo guadagno ottenuto dalla banca con i nostri soldi che dovrebbe solamente custodire. Il sistema bancario, con il signoraggio e gli interessi sul credito, sottrae all’Italia circa 700 miliardi di euro l’anno (dati 2013). Miliardi che nella stragrande maggioranza dei casi sono reinvestiti in settori speculativi.

MISURE IMMEDIATE DA APPLICARE.

Come indicato in maniera specifica nel nostro PROGRAMMA POLITICO le attività da perseguire immediatamente sono

– RITORNO ALLA SOVRANITA’ MONETARIA

– IMMEDIATA NAZIONALIZZAZIONE DELLA BANCA D’ITALIA adesso in mano alle banche degli usurai globali.

NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE DI INTERESSE NAZIONALE.

L’unica strada da solcare è questa.

Noi non torneremo mai indietro dalle nostre posizioni.

ERIPRANDO DELLA TORRE VALSASSINA

 

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12 risposte a DAL BARATTO AL SIGNORAGGIO: SCHIAVI DEL DEBITO.

  1. Patrizio Romano ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Populista Regginoe ha commentato:
    Civiltà e Libertà, la moneta appartiene al Popolo. Unione per il Socialismo Nazionale si batte per il recupero della Legittima Sovranità Monetaria.

  2. Alter ha detto:

    Le Formichine italiane, lavorano.
    Le Formichine italiane risparmiano.
    Le Formichine italiane depositano in banka il Frutto del loro sudatissimo Lavoro.

    Il Frutto del Lavoro dell’operoso Formicaio Italia, finisce immediatamente nel tubo digerente delle kavallette bankiere private nullafacenti croniche che, ogni giorno, aspettano a ganasce frementi, tutto quel Bendidio.

    Se lunedi’ mattina, il 10 % delle Formichine italiane si presentasse agli sportelli bancari e pretendesse la restituzione immediata dei suoi sudatissimi risparmi, sarebbe un bel guaio per le kavallette bankiere.

    La Formichine italiane devono capire che il Tempo a loro disposizione è finito, esaurito, scaduto.
    Le Formichine italiane sono tante, sono una vera Forza della Natura.

    Le Formichine italiane devono sterminare per fame le bulimiche, grasse kavallette bankiere, prima che queste – dopo avere completamente divorato i sudatissimi Risparmi, il frutto del loro Lavoro – le trasformino in schiave perennemente indebitate.

    Questa è una Lotta Mortale.
    O le Formichine si ribellano, o le quattro kavallette bankiere le spianano definitivamente.
    Le Formichine ignoranti che ancora si attardano; quelle paurose e rassegnate che si rifiutano di lottare, sono già spacciate.
    Sono cadaveri sociali che camminano; cibo per kavallette.

  3. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Rimanere schiavi della moneta a debito emessa dalle banche centrali significa il suicidio dei popoli e la morte delle nazioni. Ribellarsi rimane l’unica via di salvezza !

  4. lorenzo croce ha detto:

    sante parole.

  5. Compagno Camerata ha detto:

  6. Alter ha detto:

    In questo momento il vassallo toscoitagliota, stà parlando all’assemblea generale della UE (Usurai Europei).
    …”e i cittadini italiani devono ricordarsi che il loro paese è un contributore netto delle istituzioni europee, che dà molto più di quanto riceve”…

    L’Italia è stata sottomessa da una vergognosa classe politica vassalla, alle imposizioni delle “istituzioni” europee.
    A queste Essa è costretta a cedere piu’ ricchezze di quante ne ricavi.

    Già lo sapevamo, ma oggi questa dichiarazione ufficiale costituisce confessione, ammissione di colpa gravissima: i diritti della Nazione Italia sono lesi, quotidianamente compromessi gravemente.

    A questo punto sorge spontanea una Riflessione:
    Quand’e’ che un gruppo di Giusti, Onesti Magistratì Italiani, deciderà d intervenire, ponendo fine a questa interminabile rapina?

  7. Alter ha detto:

    A Strassburgo oggi sono volati i soliti schizzi di letame.
    La solita figuraccia di strame dei rappresentati itaglioti della repubblichetta fallita.
    Renziani contro salviniani contro grilliani, ma tutti monoliticamente coalizzati contro l’Italia e gli Italiani.

    Che pena fà questa europa, e che pena fanno i fottuti, strapagatissimi deputati itaglioti, in vacanza perenne a Bruxelles.

  8. Uomo Libero ha detto:

  9. Resistenza Nazionale all'Usura Internazionale ha detto:

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