FENOMENOLOGIA DELL’ATTENTATO DI PARIGI

nasrallah

I fatti di Parigi hanno messo in evidenza almeno quattro fenomeni, molti dei quali conosciuti e interpretati soltanto da una stretta cerchia di persone. Innanzitutto la debolezza e la totale vulnerabilità del nostro Continente e l’incapacità dei suoi governanti nel garantire la sicurezza dei cittadini. Questo è in assoluto il primo fenomeno da registrare: il fallimento su tutta la linea di una classe dirigente europea incapace di costruire una vera Europa unita nello spirito e nelle tradizioni, più che nella moneta e fautori di una politica completamente prona agli interessi degli Stati Uniti d’America. Quest’incapacità indubbiamente si palesa anche in un contesto nazionale (soprattutto nel caso dei cosiddetti PIIGS), nel quale i governi non sono più in grado di fornire adeguatamente i servizi ai cittadini: sanità e sicurezza carenti, crescente disoccupazione e immigrazione incontrollata in primis. Viene dunque a mancare un vero Stato sociale. Quali possono essere le basi di un’Europa forte e solida se molti dei suoi stati membri sono governati inefficacemente dai propri politici?  

Il primo fenomeno registrato da quest’evento è quindi il più lampante ed evidente, agli occhi anche di un semplice cittadino. Ma ce ne sono altri, più profondi e gravi, che non tutti hanno notato.

Il secondo fenomeno, il più importante e allo stesso momento più grave, è la crisi etico-morale che colpisce l’Europa da decenni, grazie all’avvento del capitalismo selvaggio, dell’edonismo nichilista e del multiculturalismo. Tale fenomeno è strettamente collegato al primo: una classe dirigente che si ispiri a certi ‘’valori’’ non potrà mai governare efficacemente, anzi otterrà solo il risultato (probabilmente voluto nel nostro caso) di portare alla rovina gli Stati Nazionali. Questo fenomeno ne genera ancora molti altri, ma non è notato da tutti. Il popolino grossolano che si adagia proprio negli effetti di questa crisi morale prima ancora che economica non riesce a percepirlo. Anzi sembra difendere lo status quo chiamato a raccolta proprio dai governanti che lo vessano, come fosse vittima della sindrome di Stoccolma.

Ciò porta direttamente al terzo fenomeno: la strumentalizzazione dell’attentato a fini politico-elettorali attuata dalla stessa classe dirigente europea sopracitata, messasi in bella mostra nella marcia di Parigi. Una strumentalizzazione utile per allontanare l’attenzione dell’opinione pubblica dagli innumerevoli fallimenti dei politici e le catastrofi che ne derivano. Così è nato lo slogan ‘’Je suis Charlie’’, creato ad arte proprio per identificare il popolino in qualcosa in un momento storico nel quale vengono a mancare punti di riferimento politico-morali per molte persone. Così è nata l’ossessione nel difendere una tanto declamata libertà di stampa, esistente solo laddove si insulti ripetutamente il credo altrui scadendo peraltro nella pura blasfemia e non nella semplice satira. Questa libertà di stampa, che sarebbe più appropriato definire col concetto evidenziato molto bene dai Romani, ovvero quello di licentia, non esiste e non esisterà mai nel caso si voglia pubblicare un articolo o un saggio su temi considerati tabù dal pensiero unico (si vedano le vicende dei vari studiosi revisionisti quali Faurisson o il molto più recente arresto del comico Dieudonné). Sarebbe interessante dibattere proprio sul problema della “libertas” confusa con la “licentia“, tipica conseguenza di quella crisi etica che citavamo sopra, ma rischieremmo di prolungarci troppo.

In questa sede però, va evidenziata però la doppiezza dell’Occidente e la preoccupante difesa di disvalori come la suddetta “licentia” spacciata per libertà di dire e scrivere qualunque cosa che non sia ovviamente contraria ai canoni dell’occidentalismo. La popolazione europea si è posta a difesa di tutto quello che continua ad ispirare coloro che la vessano quotidianamente: questo lo sconcertante paradosso. Non si è parlato minimamente, se non in rari casi, di problemi quali il multiculturalismo, l’omologazione e l’entrata sul nostro continente di masse di disperati che non possiamo accogliere, o la collusione delle potenze occidentali con gli stessi jihadisti che mandano i loro uomini in Europa a compiere attentati. Tutto ciò infatti rappresenta la conseguenza della scellerata politica dei vari governi occidentali dalla quale è bene tenere lontana l’attenzione dell’opinione pubblica. Per mascherare i loro fallimenti e le loro collusioni dunque i politici europei e con essi i mass media hanno dato luogo a questa strumentale difesa di una non ben definita libertà occidentale contro i barbari terroristi.

L’ultimo fenomeno con implicazioni geopolitiche, ma anche politico-sociali è quello dello scontro di civiltà preparato ed agognato da molto tempo dai “neocon” statunitensi e dal fallacianesimo europeo. Questo fenomeno è stato individuato solo da pochi analisti e da pochissimi partiti politici nonostante sia un obbiettivo dichiarato delle varie potenze occidentali, mentre tutti gli altri sembrano spingere per questo scontro totalmente funzionale agli interessi delle oligarchie apolidi. Si tratta del famoso scontro tra Oriente ed Occidente, e in particolare nel nostro caso tra Europa occidentale cristiana e Medio Oriente musulmano. Una sorta di spauracchio agitato da molti conservatori che intendono difendere i cosiddetti valori occidentali, che in realtà per effetto dell’indistinzione, individuata da De Benoist, sono proprio i ‘’disvalori’’ che hanno portato all’attuale crisi spirituale. E così che questi sedicenti difensori che si credono nazionalisti e tradizionalisti si mettono al servizio indirettamente o non, di coloro che perseguono l’annientamento dell’Europa e il trionfo dell’Occidente. Per attuare lo scontro, il sistema ha bisogno di propagandare l’immagine di un mondo arabo primitivo e barbaro e di instillare la paura nel popolo tramite proprio le strumentalizzazioni dei vari attentati che poi si rivelano essere delle false flag perché  gli autori di questi sono finanziati e sopportati proprio dalle ‘’democrazie’’ occidentali per abbattere i vari regimi sgraditi e oppositori dell’imperialismo occidentalista. Così si dà inizio ad una nuova fase della strategia della tensione, stavolta non più tra ‘’rossi’’ e ‘’neri’’ (nonostante sia una carta che il sistema si riserva di utilizzare) e quindi a carattere politico, ma di carattere religioso tra occidente ‘’cristiano’’ e medio oriente islamico. In questo modo sono accontentati i fautori di una nuova Lepanto, i suprematisti neocon che non sanno distinguere tra islamismo finanziato dai vari emiri alleati di Usa ed Ue e l’altra parte di mondo arabo, laica, in prima linea nel combattere i primi. Così come molti dei terroristi rossi e neri degli anni di piombo ricevevano aiuti dai servizi, così oggi gli stessi servizi forniscono supporto logistico e militare ai nuovi terroristi del terzo millennio, non più mossi da ideologie politiche, ma da una particolare visione distorta del concetto di jihad e in generale fautori di una visione oscurantista dell’Islam.

Dunque il fenomeno più vasto, che si intreccia anche con la politica a livello nazionale portata avanti da vari partiti senza distinzioni di colorazione politica, è l’ultimo, quello eminentemente geopolitico e in funzione del quale si muove tutta la strumentalizzazione attuata dalla propaganda occidentalista.

Obbiettivamente difficile da individuare per un popolo impaurito e sprovvisto di una cultura abbastanza ampia da permettergli tali considerazioni, ma dalle conseguenze più gravi e catastrofiche che potrebbero portare a scenari imprevisti perfino dagli stessi sacerdoti dell’Occidente che pensano di avere già programmato tutto. La cosiddetta eterogenesi dei fini è un evento con cui fare i conti e in parte già verificatasi con l’espansione fuori controllo dell’ISIS, non sicuramente prevista in quel modo dai suoi finanziatori che non si aspettavano una crescita così vigorosa e una determinazione così veemente dimostrata dai suoi componenti. Indubbiamente gli stessi finanziatori e addestratori dei cosiddetti gruppi moderati hanno saputo sfruttare abilmente il caos creato dalla loro crescita, mantenuto “stabile” proprio nella speranza di una rapida caduta della repubblica Siriana.

L’Europa che sta morendo è un continente che a causa dei quattro fenomeni sopra citati, sta mutando in qualcosa di spaventoso, ampiamente previsto dal piano Kalergi, ma che i cittadini europei non riescono nemmeno lontanamente ad immaginare. Qualcosa che non assomiglia ad un Califfato (come qualcuno vuol farci credere), ma che semmai rappresenta la Morte definitiva di tutte le identità europee (etnica, culturale e sociale) e la vittoria finale del Mondialismo quale arbitro supremo delle nostre vite.

Questo è il destino a cui dobbiamo ribellarci.

A.A.

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8 risposte a FENOMENOLOGIA DELL’ATTENTATO DI PARIGI

  1. Patrizio Romano ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Populista Regginoe ha commentato:
    Attentati e fallimenti di una classe politica incapace ed asservita. Parigi emblematica.

  2. Alfredo Ibba ha detto:

    Il destino paventato nell’ articolo è già compiuto, da decenni.

  3. Rudolf05 ha detto:

    Condivisibile e giusto.
    Purtuttavia mi pare che l’articolo sfiori solo il nodo, il nucleo centrale del problema. Lo sappiamo: queste orde di clandestini giungono nel Continente sollecitate-più o meno velatamente- e in tutti i modi, dai gruppi criminali che gestiscono il potere nell’occidente, in particolare, dal ’45. Il raffinato strumento usato da queste cricche, che per capirci, sono rappresentate dalla cabala sionista della finanza speculatrice ed apolide (che fa capo alla tristemente nota associazione criminal-sionista globalizzatrice AIPAC negli USA) prevede l’utilizzo delle stesse vittime delle sue politiche guerrafondaie di sfruttamento e di corruzione per crearne delle nuove: I Popoli soggetti all’invasione. Lo scopo è arcinoto: da un punto di vista politico-sociale, il meticciamento è un valido aiuto per l’impero del Caos; dal punto di vista economico, oltre ai danni creati al sistema di tutele, questi immigrati rappresentano degli schiavi a basso costo per le multinazionali ed aiutano a distruggere quel po’ di stato sociale che rimane per i cittadini. A questo punto guardare a PEGIDA come una soluzione è sbagliato, perchè Pegida stessa, aldilà di considerazioni meramente politiche, combatte un effetto NON la causa. Ergo, sinchè il marcio regime di depravazione e follia gestito dalle cricche sioniste (sono loro il vero boss, purtroppo, non è nemmeno l’America) non viene eliminato assieme ai suoi promotori, continueremo a guardarci in faccia precipitando nell’abisso.

  4. Alter ha detto:

    Oggi i “Midia”, a reti unificate recitano il nuovo mantra:
    “Le ricchezze ammassate dall’uno per cento dei super-ricchi del mondo supererà quelle possedute dal restante 99% della popolazione globale, il prossimo anno”
    .
    Occorreva il report della ong Oxfam per spiegare ai giornalisti itaglioti che l’1% della popolazione (concentrata principalmente in Nord America) detiene il 50% della ricchezza mondiale.

    Il sistema “midiatico” pappagallo, ha finalmente preso atto di quello che qualunque persona dotata di buonsenso, conosce perfettamente già da tempo.
    Gli “Illuminati” esistono, e si sono fregati il Mondo.

    Il Kaos preordinato con cui queste “elites” di vampiri tengono il pianeta, è un gioco scoperto; oramai alla luce del sole.
    Sono loro che fomentano gli “Scontri di Civiltà, proprio quando ci sarebbero tutte le condizioni e le risorse, per la coesistenza pacifica di tutte le Civiltà.

    Purtroppo questo 1% – oltre che il 50% delle ricchezze del Mondo – sembra detenere anche la maggioranza della materia grigia cerebrale dell’intera umanità.

  5. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Il filosofo che supporta, sul piano storico- culturale, la politica nazionale di Putin in una visione geostratergica multipolare, a conclusione del suo ragionamento, ha affermato: niente di nuovo sotto il sole; anche oggi è la lotta permanente di ROMA contro Cartagine. L’europa, così come è sopravvissuta dopo l’esito infautsto della 2a Guerra mondiale, vive di paure, di servilismo, e di palesi contraddizioni. La sudditanza verso la cupola usurocratica sta portando l’intero continente verso il disastro politico, economico e morale. La speranza sono le ” isole di resistenza ” dover si stanno formando CULTURALMENTE, MORALMENTE E SPIRITUALMENTE i nuovi sacerdoti del ” FUOCO DI VESTA “

  6. Alter ha detto:

    Otto su dieci sono statunitensi.
    Nella classifica 2014 dei primi dieci super ricchi, si contano otto nordamericani.

    Usa: la nazione con la piu’ grande diseguaglianza economica e sociale.
    Usa: il luogo della massima divaricazione tra iperbenessere concentrato, e poverà diffusa.

    Usa: è questo il luogo dove corre la Faglia della disgregazione sociale piu’ esplosiva.
    La Faglia è in tensione estrema; si disintegrerà sprigionando un’energia in grado di modificare irreversibilmente la storia del genere umano?

  7. Riccardo (Comunista Nazionale) ha detto:

    “”anche oggi è la lotta permanente di ROMA contro Cartagine.””
    Se davvero è così, e a questo punto sono convinto che lo sia ormai da settant’anni, allora “Ceterum autem censeo Carthaginem esse delendam”

  8. Alter ha detto:

    7 su 10…
    Nella classifica Fortune Global 500 (la lista dei primi 500 gruppi economici mondiali, stilata in base al fatturato) nelle prime dieci posizioni del ranking figurano ben 7 colossi operanti del campo petrolifero ed energetico.

    Curiosamente, tutte le guerre in corso – pardon – tutti gli “Scontri di Civiltà”, (Libia, Iraq, Siria, Afghanistan, Yemen, Ukraina, Iran, Sudan, Nigeria, Egitto, Malì etc. etc. etc. sono concentrati ESATTAMENTE lì dove scorre l’Oro Nero o l’Uranio.

    Per divampare prima e per ardere bene ed a lungo poi, le “Rivoluzioni Arancioni”, le “Primavere Arabe”, le “Krociate Kristiane” e”Kaliffi&Kaliffati”, hanno bisogno di generosissimi Finanziatori.

    Ed i generosissimi Finanziatori stanno li’; nella classifca di “Fortune Global”.

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