IL CIALTRONE.

ungarettiChi è il cialtrone ? E’ persona volgare, subdola, vile, abietta, spregevole, inaffidabile, capace di azioni malvage, uomo di malavita che vive di guadagni illeciti. Penso che nessun altro vocabolo, fra l’altro dall’etimo incerto se non addirittura sconosciuto, sia così rappresentativo di una tipologia umana con la quale – soprattutto in questa fase storica – dobbiamo quotidianamente confrontarci e dalla quale diventa sempre più difficile difendersi. Quando poi il soggetto in analisi raggiunge, per meccanismi perversi definiti “democratici” (vedi elezioni di vario tipo o scadimento morale sistemico fino all’amoralità diffusa !) i vertici della struttura socio-politico-economica, questo provoca come conseguenza il formarsi della cosiddetta cialtronaglia, cioè l’accozzaglia di cialtroni che finiscono addirittura per divenire “modello” educativo e di costume. A questo punto qualche riferimento storico- culturale si rende necessario anche per dimostrare che quanto accade oggi si era già verificato in periodi di smarrimento e di incertezze. Scrive il Carducci: “Non credo e non spero più nulla; se non forse un’invasione di barbari la quale ci salvi dalla cialtrona tirannia.” ( questa estrema e disperata invocazione è oggi di grande attualità ! ). Come si vede, il vocabolo al femminile può non indicare più una singola persona ma una “categoria”. Un riferimento dello stessa tipologia lo ritroviamo anche in una lettera di Giuseppe Borgese là dove afferma: “Non sta tanto bene; sta facendo le pratiche per tornare in Italia a presentarsi. Ma non si può figurare che negligenza cialtrona in quegli uffici consolari“. Gli uffici consolari cui fa riferimento sono quelli italiani negli Stati Uniti nella nuovo composizione post-bellica e quindi di chiara marca resistenzial-antifascista Nota a margine: Giuseppe Borgese aveva a suo tempo lasciato l’Italia e si era trasferito negli Stati Uniti perché antifascista. Una constatazione quindi, la sua, che suona, alle mie orecchie < fascio-anarchiche > , come una specie di “pena del contrappasso“.

Comunque, al di là di questa riflessione, esistono anche altre varianti emblematiche e simboliche sul tema. Sempre il Carducci ci racconta con il suo tipico e tagliente linguaggio toscano: “Ahimè quale stregua ! metti metti, leva leva, la figura accarezzata dell’uomo virtuoso da quanto il Parini…….è ridotto a somigliar molto da vicino il cialtroncello. E il Parini resta nella brutta posizione di ricevere tali consigli da tal uomo.“ Delle varianti, lo stesso Carducci, fa uso ricorrente e simbolico, a dimostrazione della forza e del disprezzo di cui Egli vuole caricare con quel vocabolo il suo dire e il suo giudicare: “La mia vecchiaia ha ancora tanto vigore da applicare alla S.V. una sufficiente dose di scapaccioni e calci per curarla dalla ingenita o acquisita cialtroneria d’impacciarsi a seccare con le sue stupidaggini e insolenze.“

Come si vede il Carducci bolla con disprezzo la cialtroneria, cioè il modo di comportarsi da cialtrone, l’essere un cialtrone, l’agire da cialtrone. Che altro aggiungere: è più che evidente che quando la cialtroneria, in tutte le sue varianti individuali e collettive, è tollerata, diviene abitudine per non dire “filosofia di vita“, non è bollata come comportamento riprovevole, ma viene addirittura giustificata con il fatto che < così fan tutti > o che, nel contesto generale, diviene una modalità di sopravvivenza alle <ingiustizie> e alle <diseguaglianze >, tutto il sistema politico, culturale e socio-economico diventa cialtronesco, cioè proprio da cialtrone, che assume l’aspetto e la natura di cialtrone.

Voglio concludere questa nota con una riflessione personale triste ed amara: con un solo vocabolo e tutte le sue varianti possibili, ( può sembrare paradossale ! ), abbiamo scritto la storia del paese Italia e dei suoi protagonisti ufficiali, di questi ultimi settant’anni di cui andranno ufficialmente a celebrare i < fasti > più o meno veri e più o meno gloriosi i cialtroni di tutte le logge, di tutte le sette, di tutte le chiese, di tutte le coloriture e sfumature politiche che sono state imposte a questa nazione dalla demoplutocrazia usurocratica e apolide. SVEGLIATI ITALIA !

Stelvio Dal Piaz

post scriptum: ogni riferimento a persone o situazioni che riempiono in questi giorni le cronache mediatiche NON, ripeto NON, sono puramente casuali.

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7 risposte a IL CIALTRONE.

  1. Alter ha detto:

    “Ora il paese investa!”
    Dichiarazione serale di uno spazientito Ministro itagliota dalle finanze bucate.

    Padoan – e tutti quelli come lui – non comprendono più, hanno smarrito la meravigliosa bussola dorata che li ha pasciuti finora.
    Non concepiscono, non si capacitano del fatto che il “Meccanismo Finanziario” usuraio che ha reso importanti e celebri tanti omini dannosi come loro, si è definitivamente rotto.
    Ma la colpa non è delle rotelle sgranate del meccanismo usurario logoro; la Colpa, la Responsabilità è tutta degli Italiani!

    Perchè non se ne puo’ piu’ di questi Italiani che non cantano e ballano piu’; che non lavorano piu’, che conseguentemente non spendono, consumano, programmano, progettano e costruiscono, che non inventano piu’; ma soprattutto CHE NON INVESTONO PIU’!

    Ad un concalmato servo di finanza straniera ladra ed assassina come questo – in attesa degli inevitabili provvedimenti epocali finali – gli Italiani non possono che rispondere cosi’:
    CIALTRONE!

  2. Patrizio Romano ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Populista Regginoe ha commentato:
    Cialtroni e cialtroneria, considerazioni e monito da Stelvio Dal Piaz. Svegliati Italia!

  3. Alter ha detto:

    Gerarchi cialtroni antifà peninsulari, e oligarchi cialtroni di Bruxelles.

    Definitivamente pressati dall’Inkubo delle prossime elezioni elleniche (in Eλλάς, culla della democrazia si vota sempre e comunque; nella repubblichetta itagliota, antifà ladra e assassina, no) i cialtroni di Bruxelles hanno provveduto ad una tardiva, disperata, svalutazione dell’Euro.

    Svalutazione e “quantitativising” (che altro non è che massiccia stampa di cartamoneta) in estremo ritardo con quanto già compiuto negli Usa – il mitico modello di Eldorado finanziario – nel lontanissimo 2007.

    Cialtroni al cubo.
    Cialtroni, asini patentati incapaci persino di copiare la ricetta del loro “Maestro”; il Klan massone della White Wall Street House.

  4. Alter ha detto:

    Il monarca saudita è deceduto.
    Manco fosse morto un santo, da Davos si sono levati i commossi Lai funebri dei finanzieri e dei politicanti, dei lagarde e dei peres, dell’intera compagine mafiosa dei compari di merenda di Abdullah:
    Gravissima perdita: Abdullah era un “riformatore”…

    E’ morto un monarca assolutista, il sanguinario finanziatore di guerre e di rivoluzioni islamiche in casa d’altri.
    Il decapitatore di teste, il lapidatore dei diritti umani e civili in Arabia Saudita.
    Ma questo, “midia” e politici occidentali, non lo diranno mai.
    Cialtroni al cubo.

  5. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Il grembiulino Mario Draghi ha compiuto l’ennesima ” cialtronata ” ! Ne vedremo gli effetti quanto prima.

  6. Alter ha detto:

    Cialtroni al cubo.
    Il sistema “midiatico” occidentaloide, a reti unificate diffonde la notizia della decapitazione dell’ostaggio giapponese.
    Orrore ed indignazione, indignazione ed orrore, ma sempre ipocritamente a comando; sempre cialtronescamente a corrente alternata.

    E’ il medesimo sistema “midiatico” che non diffonde mai le notizie relative alle oramai quotidiane decapitazioni pubbliche saudite.
    Con cadenza settimanale, se non giornaliera, il regime saudita – del recentemente deceduto Re Abdullah il “Riformatore” – taglia teste a gogo’ nella medesima barbara maniera in cui le taglia l’isis.

    Del resto, di cosa stupirsi; la matrice “culturale” è la medesima.
    Il regime monarchico assolutista saudita è La Mamma: l’Isis il Figlio.
    Ed entrambi sono carissimi amici de “I’Occidente”.

  7. Salvatore Gaudino ha detto:

    La cialtronaggine,dolce eufemismo per definire le costumanze sociali e politiche in atto,è un buon “valore”speculare,di riflesso:ogni gregge ha il pastore che merita ed ogni pastore è espressione del gregge che rappresenta!Nel quotidiano la cialtroneria è pratica corrente,nei grandi come nei piccoli,come nei minuscoli “affari”.La cultura tradizionale da tempo immemore è stata sacrificata sull’altare del ciò che è utile e di quel che conviene,insomma dello straabusato “cui prodest”,che in un regime di “democrazia economica”(leggasi giungla edulcorata alla Weissmuller),corrisponde all’affermazione del materialismo storico di marxiana memoria,con il contributo dirompente dell’applicazione del cosiddetto liberismo selvaggio che ha annullato la selezione,negativa e tradizionale, per classe e per ceto,introducendo,di fatto,un’ancor più aberrante selezione economica,che “premia”tutte quelle categorie di faccendieri menzionate dall’ottimo Stelvio,categorie che,tuttavia,sono espressione,immagine e proiezione delle greggi aduse alla mercificazione assoluta del sè come riferimento e contatto col “tutto”…

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