PALESTINA. UNO STATO, UN POPOLO.

mahatma GANDHIAncora una volta si definisce esattamente il termine di distanza che ci pone all’antitesi della cosiddetta “destra radicale” oggi palesemente e pecorinamente al seguito dell’altro “rottamatore” 2.0, il  Matteo leghista (che oltre all’ominimia nel nome con quello “cattosinistro” ha lo stesso percorso debuttante in un giochino scemo della televisione berlusconiana……E NON E’ UN CASO !), il quale – e non poteva essere diversamente – si scioglie di fronte all’arroganza sionista e si dichiara anch’egli contrarissimo al riconoscimento, quale Stato, della Palestina. Invece, come é noto, NOI socialisti nazionali siamo non solo per il riconoscimento della Stato di Palestina ma siamo fortemente convinti che esso debba essere l’UNICO nella regione con un UNICO popolo che superi le differenze e le diffidenze religiose. Se ancora perciò c’era bisogno di una prova per NON credere alle sirene popolarleghiste la pistola fumante é sul tavolo; loro filosionisti, NOI FIERAMENTE ROMANI !

M.C.

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14 risposte a PALESTINA. UNO STATO, UN POPOLO.

  1. Alter ha detto:

    29 nov 2012:
    “La Palestina è da oggi «stato osservatore» anche se «non membro» delle Nazioni Unite. L’Assemblea Generale dell’Onu ha votato sulla risoluzione con un ampio consenso: Nove i Paesi contrari, 41 gli astenuti. Uno degli effetti più attesi dai palestinesi è la possibilità di chiedere al Tribunale Penale Internazionale di indagare su eventuali crimini commessi dalla leadership israeliana durante il pluridecennale conflitto israelo-palestinese.”

    Se non erro, Francia e Svezia hanno poi votato singole risoluzioni parlamentari confermative.
    Ma stiamo parlando di Nazioni Indipendenti, di Stati Sovrani.
    Siamo sempre fermi li’; l’italietta no, non può farlo, in quanto mancante di questo prerequisito fondamentale.

    Ero a conoscenza del fatto che Matteo 1 (quello toscano) è circondato da una corte di consigliori diversamente sionisti.
    Ora i fatti certificano che anche Matteo 2 (quello padano) è circondato dalla medesima triste tipologia di consigliori.

    Due populistiche gocce d’acqua; anche in questo.
    Ed i sionisti che (da quando manca Il Gatto), in Peninsula sono abituati a vincere facile, sono comunque a posto.
    Che resti Matteo1, o vada ipoteticamente sù Matteo 2, per loro cambia assolutamente Nulla.

    Fortunatamente per La Palestina, all’atto pratico cambia poco; visto l’irrrilevanza genetica di Peninsula.
    E’ sarà un giorno magico, quando Il Davide Palestinese porterà il Golia sionista in catene, davanti al Tribunale Penale Internazionale.

  2. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Ci sono decisioni politiche e posizioni ideologico dottrinarie che finiscono per rappresentare la cartina di tornasole su problemi che non sono negoziabili; per NOI il problema della Palestina ha come soluzione definitiva il riconoscimento di UNO Stato non confessionale, libero e sovrano che garantisca il rispetto e la pacifica convivenza tra gli appartenenti alle varie confessioni religiose tradizionalmente presenti nel territorio. Solo così si potrà porre fine alle guerre, alle devastazioni, e alla permanete destabilizzazione di tutta l’area del vicino e medio oriente.

  3. Patrizio Romano ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Populista Regginoe ha commentato:
    Pecore a caccia di voti. Quorum elettorale la finta democrazia. La civiltà demo-liberale prona al capitale.

  4. StirpeItalica ha detto:

    Pregasi cancellare foto del sodomita amante del palestrato giudeo. Eja!!!

  5. Alessandro Pizi ha detto:

    la Palestina è una….barra diritta…..

  6. Angelo Murru ha detto:

    Come è sempre stato nel Nostro ambiente, e mi riferisco a tempi molto lontani, ieri come oggi, sempre al fianco del fiero Popolo Palestinese. Fieri e mai domi. Pochi contro tutti. Noi siamo contro ogni revisione sionistica della storia. E di tutti i loro interessatissimi complici.

  7. Maurizio Canosci ha detto:

    Oggi ricevo una mail dalla Lega Nazionale che invita ad una mobilitazione. Fin qui nulla di male perché é inviata alla mia mail personale e trattasi di propaganda politica che può piacere o meno. Vado per curiosità sul sito e trovo un manifesto da sottoscrivere e soprattutto vado a verificare quelli che indicano essere gli attuali firmatari. E qui sobbalzo perché risulto tra di essi ! Dunque invio queste brevi righe: “Prego cancellare il mio nominativo dalla lista firmatari manifesto Lega Nazionale perché non ho mai sottoscritto nulla e non intendo sottoscrivere nulla; vi diffido dal mantenere il mio nominativo artatamente inserito in un elenco di firmatari perché si tratta di ingannevole indicazione.
    Maurizio Canosci”

    Se già mi piaceva poco l’accozzaglia messa in piedi dalla Lega (Nord) ancora più ora mi convinco che questi pescano nel torbido cercando di arruolare anche chi – come me – NON é arruolabile a fare da truppa cammellata ad un progetto falso ed ipocrita al pari di una AN o di un M5S qualsiasi.
    Come diceva il Poeta: Andate a fanculo !

  8. Angelo Murru ha detto:

    Come aveva ragione il Poeta. Tutta questa feccia italiota deve andare affanculo! E con loro tutti i loro degni compari traditori!

  9. Alter ha detto:

    Sabato prossimo, Matteo 2 e’ a Roma.
    In video si potrà ammirare ed ascoltare anche la Sig.ra Le Pene.

    La Le Pene e Matteo 2 sono filosionisti, vedremo che faccia faranno, (e soprattutto quali bandierine agiteranno) le eventuali Tartarughe Ninja presenti.

    Curiosità personale:
    Chissà se la Sig.ra Le Pene aizzerà la folla dei padanioti diversamente italioti, e degli italioti diversamente padanioti, contro il Babau Isis.
    Se, come la Maga Circe, comanderà i rosei maialini italioti alla partecipazione alla neo crociata colonialista francese in Libia, che si cela dietro il Babau Isis.

  10. Angelo Murru ha detto:

    Questo articolo, se fosse una farsa teatrale, non farebbe ridere, ma farebbe pena. Il guaio è che corrisponde alla realtà italiota, che si sta ingegnando per distruggere il restante che forse è rimasto. Il paese dove, chi ha voglia di spaccare tutto, non ha altro da fare che venire, sfogarsi liberamente e poi fare rientro al suo paese dove, in modo ormai rilassato, può ritornare alla sua mediocre vita giornaliera. Tanto, quando sarà nuovamente sottotono, un posto qui dove sfogarsi, lo troverà sempre. E senza ripercussioni. Che la scusa sia il calcio o altro, nulla cambia. Con buona pace di chi continua a fuorviare le menti, con l’occidentalissimo isis.

    Porte aperte
    Scusi lei è dell’Isis? L’incredibile test per scoprire gli jihadisti
    22 febbraio 2015
    Scusi, lei è dell’Isis? No? E lei è un terrorista? No? Nemmeno lei? Allora avanti, potete entrare. Ascoltate: c’è qualcuno qui, su questo barcone, che ha sgozzato un ostaggio americano? Un volontario inglese? Un cristiano copto? No? Davvero? Siete sicuri? Non avete mai decapitato nessuno? Lapidato donne? Crocefisso preti? Bruciato almeno un pilota giordano dentro la gabbia? No? Niente? Bene, allora siete a posto, accomodatevi in Italia e disperdetevi liberamente per le nostre contrade. Mi scusi, lei laggiù in fondo, che sta facendo? Nasconde per caso un missile Scud sotto la giacca? Un kalashnikov? Qualche chilo di tritolo? No, davvero? Lo giura? Giurin giurello sono santo sono bello? Giur giuretta non ho nemmeno una bombetta? Non è che sta tenendo le dita incrociate? Parola di giovane marmotta islamica? Allora prego, faccia come se fosse a casa sua. L’Italia le dà il benvenuto.
    E poi dicono che non sappiamo difenderci. I soliti gufi. I soliti sfasciacarrozze. I soliti criticoni. In realtà il nostro Paese, grazie all’intensa attività di intelligence, ha messo a punto un sistema di difesa impenetrabile: il questionario all’immigrato. Funziona così: quando arriva un clandestino gli si chiede se è militante dell’Isis. Se lui dice di no, possiamo stare tranquilli. Dormiamo fra due guanciali. Ma siccome gli efficientissimi sistemi di sicurezza non si accontentano, hanno escogitato anche una seconda prova, davvero definitiva. Consiste nel mostrare al clandestino la bandiera nera dell’esercito islamico. Se quello dice: l’ho appena fatta sventolare sulla capoccia di un decapitato, ecco, allora i sistemi di sicurezza intervengono immediatamente per fermare il pericoloso terrorista. Se invece lui dice: non so cosa sia. Oppure: la conosco, ma non mi piace, abbiamo la prova certa che non si tratta di un terrorista.
    Voi pensate che io stia scherzando? Macché. Lo ha rivelato, papale papale, Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale per la migrazione al Messaggero, che non a caso ha titolato il servizio: «Lampedusa, la grande paura: ai profughi il test sul Califfato». E il test consiste in questo (cito testualmente): «A ogni disperato che varca il cancello del centro d’accoglienza mostrano una bandiera dell’Isis per sapere se la riconosce». E il risultato qual è? «Negano, negano sempre…», come racconta lo stesso portavoce dell’Organizzazione. Pensa un po’ che strano, eh? Nemmeno uno che dica: ma sì, ce l’ho nella mia cameretta. Oppure: come no?, mi divertivo un sacco a sventolarla mentre stupravamo le ragazze cattoliche. Oppure: il Califfo mi ha appena detto di andarla a piantare in piazza del Vaticano. Niente. Tutti che negano di amare quella bandiera. Dunque, è evidente, l’intelligence ha la prova certa: non possono essere tagliagole.
    Il sistema è indubbiamente efficiente: in questo modo, infatti, pare che si riescano a eliminare i terroristi in un batter d’occhio. Tu sei terrorista? No. Tu? Neppure. E tu? Meno che mai. Ottimo: nessuno si dichiara terrorista, dunque lo vedete che i terroristi non ci sono? L’idea è così geniale che, secondo alcune indiscrezioni, il ministero dell’Interno starebbe pensando di adottarlo sistematicamente, e non solo per fermare l’Isis. Già un primo esempio si è avuto a Roma con gli hooligans olandesi: scusi, lei vuole sfasciare piazza di Spagna? No. E lei? No. Ecco fatto: gli hooligans non esistono. Lo stesso si potrebbe fare con stupratori (scusi, lei vuole per caso violentare una ragazza?), con i ladri (scusi, lei ha intenzione di rubare?) o con gli assassini (scusi, lei sta per uccidere qualcuno?). Quando si trova una procedura così efficiente perché non estenderla all’intero scibile del crimine? Abbiamo buona ragione di credere che tutta la difesa del nostro Paese sarà interamente affidata all’autodichiarazione responsabile. E se tutti negano, meglio ancora, vuol dire che non ci saranno più delinquenti, non ci saranno criminali e, soprattutto, non ci saranno più terroristi. Il problema è risolto: diventeremo il Paese più sicuro del mondo. Ci aspetta solo la pace. Peccato che sarà eterna.
    Mario Giordano

  11. Alter ha detto:

    Di cosa lamentarsi?
    E’ il metodo consolidato con cui gli italioti, (ogni quando, e ogni quanto loro concesso) “selezionano” la classe partitocratica de “il Paese”.

    Domanda:
    “Sig. Candidato, lei scende il politica per farsi gli sporchi comodacci suoi, o per dedicarsi anima e corpo al Bene Comune”.

    L’invariabile risposta è:
    “La seconda, che hai detto”.

  12. Angelo Murru ha detto:

    Eh, infatti, è proprio così. E lamentarsi è ovvio che non è il modo di esistere. L’italia è già piena di italioti da lamentele e discussioni tipo bar sport. No, bisognerebbe cominciare a pensare a come dargli il giro.

  13. Alter ha detto:

    Tanto per tenere sempre a mente “Chi Realmente Comanda in Usa”.

    “E’ ancora alta tensione sull’annunciata visita di Benyamin Netanyahu negli Stati Uniti. Il premier israeliano ha fatto sapere di non avere intenzione di rinunciare al suo viaggio a Washington: nonostante la forte e dichiarata contrarietà della Casa Bianca e dell’opposizione interna israeliana, il premier parlerà davanti al Congresso Usa – dove è stato invitato dai repubblicani – per denunciare il nucleare iraniano e i suoi pericoli per Israele. “Così come sono andato a Parigi – ha ribadito oggi – mi recherò ovunque sono invitato per portare la posizione di Israele contro chi vuole ucciderci. Primo di tutti, qualunque regime iraniano che sostenga apertamente piani per distruggerci”.

    Velenosa la risposta di Barack Obama: se Angela Merkel “oggi fosse stata a due settimane dalle elezioni nel suo Paese, probabilmente non avrebbe ricevuto un invito per venire alla Casa Bianca e sospetto che le non lo avrebbe neanche chiesto“, ha detto il capo della Casa Bianca secondo cui la visita è inappropriata perché cadrebbe a sole due settimane dalle elezioni in Israele.”
    (Il Fatto).

    Povero Obamino.
    Conta come il Due di Picche.
    Quando Sion decide una cosa, non c’e President che tenga.
    Sion controlla la finanza statunitense e conseguentemente controlla le sue “Istituzioni Demokratike, e le di cui Forze Armate.
    Quindi Yankees, zitti e mosca.

    Nei momenti ludici,e di assoluto relax, Sion trova il tempo di occupari anche della sua minuscola servetta romana.
    E usa, come un pitale, Elmo che fu’ di Scipio.

  14. Angelo Murru ha detto:

    Giusto per non dimenticare mai quanto fanno schifo i circa 60 milioni di servi italioti distruttori e criminali. Che non possono fare a meno della feccia. Al punto di importarla, visto che i nostri non gli bastano!

    KYENGE PIANGE MISERIA! 15MILA EURO AL MESE, SCORTA E AUTO BLU NON LE BASTANO PER FARSI CAMPAGNA ELETTORALE. LEGGI COSA HA IL CORAGGIO DI CHIEDERE!
    Cecile Kyenge fa un appello sulla sua pagina Facebook e sul suo sito personale. Cerca soldi per finanziare la sua campagna elettorale “Europea”. Visto che la tizia porta a casa almeno 15mila Euro al mese e non spende un misero euro per i suoi spostamenti visto che gode di scorta e autoblu, ci chiediamo: perchè non se la paga lei questa insensata campagna elettorale?

    Da questa pagina è possibile sostenere economicamente la mia campagna versando il proprio contributo su un conto corrente bancario o su un conto PayPal. Tutte le donazioni saranno pubblicate in maniera trasparente sul mio sito, cecilekyenge.it. Ringrazio anticipatamente chi vorrà darmi una mano anche in questo modo.

    Effettua un bonifico su questo conto:

    IBAN:IT 29 E 05 3871290 5 00000 2209908

    CAUSALE: contributo per la campagna elettorale del candidato alle europee 25 maggio 2014 Cécile Kyenge

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