LA DISTRUZIONE DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO RIENTRA NELLO SPIRITO DEL NOSTRO TEMPO

SN BURQAIn questi giorni tutto il mondo civile, civilizzato, progredito e occidentale si indigna (giustamente) per lo scempio che l’Isis sta facendo dei reperti e dei siti archeologici di Iraq e Siria. Si continua a leggere di destro-reazionari che vogliono lanciare l’atomica su tutto il mondo arabo, sull’islam (?!) e sull’ISIS; altri che condannano l’inciviltà dei musulmani dallo scranno della Western Civilization. Tutti alla fine finiscono (più o meno convintamente) per invocare un nuovo intervento dei gendarmi mondiali, i salvatori, i liberatori , i progrediti, civili e colti americani con tutti i loro fedeli camerieri francesi, canadesi, inglesi, e ovviamente gli italioti. Ancora si crede che il mondo occidentale sia garante e portatore di alti valori quali libertà, rispetto per le proprie radici, tutela del patrimonio archeologico. Non c’è bisogno di ripetere che tutta questa mistificazione si è sedimentata grazie al “velo di maya” disteso intelligentemente dai neocon occidentali, dei quali fanno parte anche tanti sedicenti ”destro-identitari” che poi finiscono per rivolgere le loro simpatie sempre verso “il muro del pianto”, piuttosto che pensare all’Europa in quanto Evropa. Ci chiediamo quando questo oceano di ipocrisia possa avere fine.

Dopo che cittadini americani venuti in Italia per ”visitare” il Colosseo sono stati colti in flagrante ad oltraggiare i nostri monumenti,  dopo che il loro presidente premio nobel alla vista del Colosseo ha saputo solo esclamare ”è più grande di un campo da baseball’‘, dopo che gli stessi americani entrati in Iraq con i loro bombardamenti “mirati” hanno poi permesso il saccheggio del museo di Baghdad, dopo che nell’indifferenza generale interi pezzi dell’antica Pompei continuano a crollare, ci chiediamo con quale coraggio si parli di inciviltà araba, tra l’altro ignorandone totalmente la storia.

I musei italiani sono vuoti. Tranne qualche “sacca di resistenza” e tranne qualche becerismo padano, gli italiani sono totalmente disinteressati della propria cultura e delle radici storico-culturali del territorio in cui vivono.

A tutti però piace fare ignoranti sermoni sull’inciviltà degli altri popoli. A tutti interessa che il falso benessere imposto e indotto dalla mendace quiete occidentale sia portato in ogni angolo del mondo. In verità questa non è quiete, ma il VUOTO. Di valori, di costumi, è il fallimento dell’etica e il trionfo della ”licentia”, il trionfo dei tablet, di Charlie Hebdo, dei Vladimir Luxuria e di Conchita Wurst. E’ il trionfo della menzogna e della programmazione permanente di “caos” controllato dallo stesso Occidente mediante i propri fedeli servitori wahabiti.

Non c’è più spazio per la Storia e ciò che ne rimane. In ogni luogo del mondo. L’Occidente ha stabilito che questo disegno di annichilimento e annientamento dell’identità avvenga anche nel Medio Oriente. Ha mobilitato delle bande di cialtroni totalmente estranee alla tradizione islamica, capaci perfino di cooptare disagiati foreign fighters europei. Il tempio del denaro deve essere edificato sulle rovine delle antiche civiltà, la Grande Israele nel Medio Oriente deve necessariamente sorgere nel deserto spirituale e materiale che loro stessi, mediante ISIS e Al Qaeda, stanno creando.

Per questo l’Occidente non interverrà mai e se lo farà, sarà solo per completare il proprio progetto di sradicamento di ogni residuo di civiltà passate.

Quindi con quale coraggio e con quali prove possiamo affermare, in questo preciso momento storico, con l’occupante che ha centinaia , di essere eticamente superiori ad altri sistemi valoriali e ad altri popoli? In base a quale criterio? La nostra libertà? Di fare cosa? Di nascere, produrre, consumare e crepare ? Questa è un’europa (con la e minuscola), che non è più la nostra Evropa. E’ un’europa che si è dimenticata di ciò che è stata e cosa ha rappresentato, che ora è in preda all’edonismo, al culto del falso e all’ammirazione di ciò che è insensato, che è ancella fedele di un padrone che non ha mai avuto una propria cultura, che per costruirsi le proprie fondamenta si è servito degli scarti degli altri popoli unendoli in un calderone pronto ad esplodere (come sta succedendo), soppiantando chi prima abitava in quei luoghi.

E’ dunque inutile lagnarsi poichè quello che sta avvenendo è perfettamente nello spirito decadente e immorale del nostro tempo. E’ tipico dell’indifferenza e del comportamento irrispettoso che si ha nei confronti della propria storia. Quello che sta avvenendo in Iraq è occidentalismo in azione, è una nostra creazione che lasciamo volutamente libera di perpetrare le proprie barbare azioni. Siamo in fase calante, in rovina. Ciò che sta per morire, non può far nascere nulla, non può ‘civilizzare’. Dalla metastasi non ci si può che aspettare una veloce propagazione del tumore. L’Occidente è questa metastasi e il suo tumore è arrivato da qualche decennio anche in Medio Oriente.

Chi non rispetta le proprie radici, contribuendo alla loro distruzione, non può lagnarsi dell’Islam.

Noi Socialisti Nazionali, rifiutiamo questa decadenza e questa strumentalizzazione, figlia dei “soliti noti”.  Speriamo vivamente di non essere soli.

A.A.

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13 risposte a LA DISTRUZIONE DEL PATRIMONIO ARCHEOLOGICO RIENTRA NELLO SPIRITO DEL NOSTRO TEMPO

  1. Alessandro Pizi ha detto:

    non sono uno sgarbiniano liberale…politicamente fallito…ma come storico d’arte che parla di storia il suo settore…mi trovo daccordo con lui quando ha detto a quelli dell’isis che distruggono certe memorie storiche che siano musei o citta rase al suolo o moschee …andrebbero tagliate le mani….

  2. Cursus Honorum ha detto:

    NESSUNA RESA.
    finchè ci sarà un Socialista Nazionale a giro l’ITALIA e l’EVROPA avranno ancora dei loro degni rappresentanti.

  3. Necros ha detto:

    USN unico baluardo civile in questa italietta in preda al colonialismo culturale americano

  4. Alter ha detto:

    Invece Mamma America no.
    Mamma America non ha distrutto, e non distrugge templi e palazzi antichi.

    Montecassino, e le migliaia di chiese e di palazzi distrutti in Italia, testimoniano che Mamma America è diversa; ” She thinks different”…

    E cosi’, è proprio cosi’, Mamma America è stata diversa in Europa; a Dresda per esempio.
    In Giappone anche.
    Anche in Giappone “Mamy” è stata delicatissima nei confronti dei templi e dei palazzi degli antichi samurai.
    E poi in Vietnam.
    In Corea.
    In Iraq.
    In Serbia.
    In Afghanistan.
    In Bosnia.
    In Libia.
    E (per interposta milizia mercenaria) oggi in Siria.

    Ovunque sia transitata, Mamma America ed i suoi “Monument Men” hanno fatto piazzapulita di ragnatele, tarme e polvere; restituendo l’antico splendore ad ogni manufatto prezioso con cui abbiano fatto occasionale incontro.

    Dopo le fialette puzzolenti di Bush, ora è la volta delle belle statuine di gesso di Obama.
    Mamma America è specializzata nel raccontare stronzate in giro; ed un esercito di giornalai è sempre pronto a rivendere le sue balle, agli euroboccaloni.

    Mamma America arma, non combatte i Tagliagole dell’Isis.
    Sei mesi di “incursioni” virtuali sui Tagliagole che occupano i “templi” di Iraq e Siria, hanno prodotto minuscoli risultati; ma che resistenti che sono i Ceffi dell’Isis!
    E pensare chè contro la Serbia, basto’ una settimana di incursioni aeree, per annientarne il potenziale bellico…

    Ma di fessi in giro per il “Falso Occidente” ce ne stanno sempre a vagonate.

  5. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Chi è stato o continua ad essere servo degli anglo-american-sionisti non può salire in cattedra per giudicare la barbarie degli altri; i loro padroni in questo campo hanno fatto scuola a tutti. Il declino della civiltà europea è iniziato quando gli statunitensi hanno messo piede in Europa per poi rimanere da invasori e predatori.

  6. Cursus Honorum ha detto:

    Per noi che siamo di una Stirpe diversa osservare questo decadimento è momento alquanto doloroso.

  7. wids72 ha detto:

    Dalle ceneri risorgiamo sempre, rappresentiamo una lucerna accesa all’ignavia e pressapochismo di questa società malata…non spegniamo mai questo fuoco ardente di vita…In alto i cuori!!!!

  8. Alfredo Ibba ha detto:

    Un’ osservazione: non c’è nessun declino della civiltà europea, semmai una evoluzione di essa che si concretizza in un rafforzamento. Il mondo in cui viviamo non nasce in America, non nasce dopo il 1945, no. Nasce nel 12 secolo dopo Cristo nell’ Italia dei comuni e nelle repubbliche marinare.

  9. Alter ha detto:

    Considerazione personale; absit iniuria verbis.

    Nel XII secolo l’Italia poteva già essere una Nazione Unitaria, come la Francia o l’Inghilterra; e non la penisola disunita delle repubbliche marinare e dei comuni, in perenne lotta fratricida tra loro.

    Lotta fratricida che veniva ben alimentata dall’entità temporale sovannnazionale, ma parassita, che appoggiandosi nei secoli allo Straniero di turno, ha sempre pesantemente operato contro l’Unità e l’Identità della Nazione Italia.
    Occorre aspettare gli eventi della Breccia di Porta Pia, per avere uno straccio di Stato Unitario.
    Stato Unitario, ancora oggi pesantemente condizionato dalla solita, trabordante ingerenza vaticana.

    In questo senso, a differenza del cortesissimo Sig. Ibba, io non vedo alcuna evoluzione, nè alcun rafforzamento della minuscola italietta odierna, in questo contesto continentale e mondiale.

  10. Hirpus ha detto:

    Dire che non c’è declino della civiltà europea, che oggi sarebbe meglio chiamare INciviltà, mi pare eccessivamente ottimistico. Basta osservare le mode dei tempi, soprattutto presso le nuove generazioni, i programmi veicolati attraverso le tv, i personaggi che le affollano(dall’alfiere del genderismo Conchita Wurst a quello dei trans Luxuria), i comportamenti degli stessi cittadini, noncuranti della storia e della cultura del territorio in cui vivono. Un totale disinteresse coglie i cittadini italioti e più in generale europei, verso tutto ciò che può essere considerato tradizionale, quindi “passato” e scartato come “obsoleto”.
    Caro signor Ibba, quel mondo di cui le parla e nel quale stranamente solo lei continua a vivere(farebbe piacere anche a noi tornare in quei tempi d’oro, sicuramente migliori e più floridi di questi), fu soppiantato proprio con la scoperta dell’America la quale portò la maggior parte degli scambi commerciali nell’Oceano Atlantico e lo stesso dunque vide accentrarsi su di sé quel ruolo economico primario che rivestì fino a quel momento il Mare Nostrum. La cosiddetta atlantizzazione e l’avvento del capitalismo calvinista incominciò proprio in quel dannato 1492. Roma venne soppiantata da una nuova Babilonia, quella che Berto Ricci poi avrebbe simbolicamente chiamato “capitale del porco”. E’ proprio con l’inizio dell’era moderna, nel 1492, che si compie un primo e decisivo passo per l’affermazione del mondo turbocapitalista e anti-tradizionale di oggi.

  11. istorian ha detto:

    Evoluzione e rafforzamento ? ah beh…mi resta difficile vedere un rafforzamento.

  12. Alfredo Ibba ha detto:

    Il mondo moderno quale lo conosciamo è la civiltà europea, perché nasce in Europa a partire dal dodicesimo secolo Dopo Cristo. La civiltà europea è appunto capitalismo, banche, finanza, etica calvinista, parlamentarismo ecc. La civiltà europea reale e non quella del mondo delle favole. Oggi attraverso la tecnologia, le tecniche di controllo sociale, l’ integrazione economica e politica transnazionale e continentale, si è appunto evoluta, ed fortissima perché dispone di tecnologia bellica e non bellica, potentissima, perché si è imposta in tutto il mondo a parte poche oasi.
    Questo intendevo.

  13. Alter ha detto:

    Io penso che la Civiltà europea è preziosa gemma greca e romana; la Civiltà europea è Atene e soprattutto Roma.
    La prima Lingua comune europea è il Latino.
    Il primo Diritto strutturato è quello romano.
    Il primo Modello culturale, di vita, e di benessere europeo è quello romano.
    Il primo cittadino europeo, è il Civis romanus.
    Paolo di Tarso si salva dal linciaggio deI suoi inferociti ex confratelli ebrei ortodossi, urlando ai legionari romani: Civis romanus sum!
    La prima economia globale continentale è quella dell’Impero romano.
    Il primo modello di forza militare pan europea, è quello delle Legioni imperiali romane.
    E qui’ finisce la storia nobile dell’Occidente; ed iniziano a germogliare le radici infestanti dell’abominio odierno, pomposamente chiamato “civiltà occidentale”.

    La prima dittatura assolutistica, e ferocemente dogmatica, è quella cattolica, seguita dall’espansionismo del gemello modello assolutistico islamico, in Spagna e Sicilia.
    Assolutismo dogmatico cattolico che si espande in tutta Europa sulla punta delle lance dei guerrieri di Carlo Magno, nominato nell’800 dc. da Leone III° nientemeno che…”Imperatore dei romani”.
    E viene inaugurato il plurisecolare scannatoio tra le “Genti del Libro”; interminabili crociate, guerre economiche e di religione, tra cristiani ed islamici.

    Per vedere una rivolta popolare al mercimonio economico ed al sopruso del papato in Europa (rivolta religiosa altrettanto fanaticamente dogmatica ed assolutistica), occorre attendere il 1516, e Martin Lutero.
    E viene inaugurato il plurisecolare scannatoio tra le “Genti dello stesso Vangelo”; guerre economiche e di religione, tra cattolici e protestanti.
    Nel frattempo si è scoperta La Terra dei Nativi americani, ed inizia la feroce rapina delle ricchezze naturali e l’imposizione di un credo sanguinario cristiano (cattolico e protestante) a genti, popoli e nazioni di tutto il continente americano.

    Il “Capitalismo”, in quanto accumulazione di ricchezza e potere, nasce nel Nuovo Mondo, non a Firenze.
    Il Capitalismo è il figlio orgoglioso delle stragi, dei genocidi delle Popolazioni indigene native del sud e del nord America.
    Il Capitalismo è il promotore dello schiavismo gestito da cristiani ed islamici (oh…guardacaso come oggi!), dall’Africa colonizzata dalle “Democrazie” di Francia, Inghilterra, Olanda e Portogallo verso il “Nuovo Mondo”.
    Il Capitalismo è il beneficiario dell’accumulo piratesco dei tesori aurei e delle risorse naturali che, dall’America del nord e sud, e dall’Africa, giungono in Spagna, Francia, Olanda ed Inghilterra nel 17mo, 18mo e 19mo secolo.

    Quel Capitalismo, in quanto accumulazione di ricchezza e potere, determina la definitiva decadenza dell’italietta; definitivamente divisa a fettine da Papato e Potenze straniere, a partire dal 17mo secolo.

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