POLITICI ELETTI DAL POPOLO PER FARE GLI INTERESSI DEL POPOLO ELETTO: GENESI E SVILUPPO DEL COMPROMESSO STORICO EUROPEO

sn unionepopoloIl trasformismo è una dinamica della politica appartenente ad ogni singolo paese in quanto la natura umana travalica ogni confine e rimane sempre la stessa: la ricerca del potere costituisce per molti esseri umani il fine ultimo della propria esistenza. La democrazia parlamentare e l’ esistenza di partiti dotati di gruppi dirigenti che di fatto detengono nelle loro mani il destino di un movimento politico consente a questi ultimi, una volta prese le redini di quello che di fatto diventa non più espressione di determinati valori ma mero strumento elettorale, di deciderne il destino e le sorti, e, quando conviene, svuotarne l’ identità e appunto trasformarlo in qualcosa di altro, piu malleabile e piu consono quindi al raggiungimento dell’ obiettivo descritto in precedenza: il potere. In Italia questo fenomeno si è verificato negli anni, e col passare del tempo è divenuto sempre piu esplicito.Oggi infatti il tanto temuto pericolo rosso, si rivela essere un’ insulsa accozzaglia di finti social- democratici che scenderebbero a patti con chiunque se gli si promettesse di prolungare la propria esperienza su una poltrona. Al di la delle contrapposizioni artefatte dai media per mantenere nella gente un’ interesse per la politica scemato da tempo, ci troviamo dinnanzi a una situazione in cui tutto è sovrapponibile al contrario di tutto.

Ecco che quindi assistiamo inermi ai governi di larghe intese, tanto democratici da non essere spesso eletti da nessuno. Se ci spostiamo in Belgio, dove risiede il Parlamento Europeo, cambiano solo le facce, la situazione però è sempre la stessa, è in corso un’ alleanza tra popolari e socialisti che basterebbe da sola a far capire il perché oggi il nostro continente è attraversato da questa crisi di cui nessuno si occupa seriamente. Ma anche i gruppi parlamentari, che il SISTEMA ci vuol far apparire piu estremi, in realtà sono conniventi e si spartiscono la torta del potere.

Si spiega cosi l’ atteggiamento ossequioso di Tsipras verso le istituzioni europee, dopo che in campagna elettorale aveva lanciato fuoco e fiamme, e aveva fatto credere cosi alla penosa sinistra italiana di aver trovato una nuova bandierina da sventolare. E si spiega anche cosi il fatto che il patriota Salvini cerchi riparo sotto l’ ombrello berlusconiano, e in Francia la Le Pen stia attuando una politica di distensione verso Israele per essere ammessa al banchetto. Come una fidanzata ansiosa per il giudizio del padre sul suo ragazzo, l’ irriducibile donna francese si va piano piano accodando dietro la folla di politici che prima di muovere qualsiasi passo chiedono l’ autorizzazione al governo israeliano. Come è possibile che uno stato non membro dell’ Unione debba avere voce in capitolo sul riconoscimento o meno di uno Stato da parte dei popoli europei? Come è possibile che entri cosi prepotentemente in vicende politiche che non lo riguardano?

Quelle che dovrebbero essere le nostre istituzioni non aspettano altro che una pacca sulla spalla da parte del governo di un Paese che da quando è stato costituito decide le sorti del mondo affiancato e fedelmente protetto da chi è oltre l’ Oceano. Appare chiaro quindi che l’elezione di un parlamento di tale genere vale nulla, perché chiunque siederà su quei banchi sarà subordinato ad altri e non farà mai gli interessi degli Europei

D.P.

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6 risposte a POLITICI ELETTI DAL POPOLO PER FARE GLI INTERESSI DEL POPOLO ELETTO: GENESI E SVILUPPO DEL COMPROMESSO STORICO EUROPEO

  1. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Qualche ” sofista ” affermerà che a volte noi siamo ripetitivi; il fatto è che la maggioranza del cosiddetti cittadini, non ha ancora compreso chi sia il nemico, il nemico vero dei popoli e delle nazioni. Siamo sempre costretti a ripetere che, senza l’individuazione del ” nemico ” ogni azione resta vana, inutile e quindi anche dannosa. Per cui, speriamo che ” repetita juvant “

  2. Alter ha detto:

    Le varie filiali locali del Pse e del Ppe, convergono al Centro.
    E i caporioni del Pse e del Ppe europei, convergono anche loro al Centro.
    Al Centro del Tavolo, su cui stà una montagna di soldi; soldi comunque estrorti ai contribuenti europei.

    Perchè il Sistema Ladrone è stato definitivamente omologato in tutta Europa.
    E gentaglia come Juncker, Schultz, Hollande e tutti gli altri partitocrati europei riuniti, non mangiano meno di Ballusconi, Strenzi o Saltini, i capobastone nostrani; lo fanno semplicemente con piu’ “stile”.

    Ed i “Fratelli Maggiori” – quelli a cui il Falso Occidente deve cosi’ tanto – vanno a nozze quando si trovano a trattare i loro affari con “Gentili” cosi’ premurosamente disposti a vendersi.
    Per tutti costoro questa è decisamente l’Età dell’Oro.

    Ma ogni Età è destinata a chiudersi, e talvolta nel lutto.
    E questa età del “Falso Occidente”, pare proprio avere un destino, alquanto infausto, già ben delineato.

  3. stinchione ha detto:

    L’ha ribloggato su giorgiovitalivitali1e ha commentato:
    LA SITUAZIONE è TALE E QUALE DESCRITTA IN QUESTO ARTICOLO. RESTA DA VEDERE, IN TERMINI DI GEOPOLITICA, COME E IN CHE MODO è POSSIBILE SPOSTARE L’ASSE DELL’EQUILIBRIO. DI CERTO LA CRISI DELL’OCCIDENTE è SOTTO GLI OCCHI DI QUALSIASI OSSERVATORE E PRESTO, MOLTO PRESTO, IMPORTANTI ESPONENTI DI QUESTO REGIME, A COMINCIARE DAL PAPA, SI APPRESTERANNO PER ALTRI PELLEGRINAGGI. IL VERO PROBLEMA è UNO SOLO: COME FARCI TROVARE PER L’ENNESIMA VOLTA IMPREPARATI.

  4. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Carpe diem ! Nella mia giovanile( per non dire adolescenziale) esperienza di guerra, ho imparato dal mio alleato tedesco che la sera, prima del rancio, il soldato pulisce l’arma anche se non ha sparato un solo colpo. E’ l’unico modo per non farsi trovare impreparati.

  5. Alter ha detto:

    « Per l’imperialismo è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità. »
    (Thomas Sankara)

    Lui era un Combattente africano.
    Noi siamo Combattenti italiani, viviamo in un’altra Nazione ed in un altro continente; ma la Lotta è la stessa.

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