EURO: UN MOLOCH PARTORITO DALL’EUROPA DELLE BANCHE.

SN EUROPer molte persone le opinioni sono come il latte: hanno una scadenza. Se quelle persone sono dei politici la scadenza è elettorale (e non è certo Sinistra o Destra che fa la differenza). Chiunque abbia avuto anche un minimo approccio alla comunicazione politica non dimentica il fatto che le priorità dei programmi politici che vengono presentati ai cittadini in prossimità del voto, vengono scelte non in base ad una seppur vaga strategia “sociale”, ma ascoltando esclusivamente l’umore popolare del momento (Salvini è un esempio lampante). Questo perché l’interesse di chi ci chiede il consenso non è quello di governare bene ciò che vorrebbe gli si affidasse, ma solamente “governare” e tutelare i propri interessi. In fatto di “strategia politica”, l’introduzione della moneta unica in Europa è stata fatta digerire agli europei come qualcosa di necessario e inevitabile. Al tempo in cui entrò in vigore l’euro si faceva a gara a lodare le cose positive che quest’ultimo avrebbe portato con sè. Ma, come precedentemente affermato, i pensieri mutano rapidamente. Man mano col passare del tempo è diventato lampante il fatto che la responsabilità della crisi che stiamo vivendo sia da accreditare alla valuta monetaria che ha da poco compiuto ormai quindici anni di vita. I cittadini infatti sperimentano concretamente e giornalmente l’inadeguatezza di questo strumento, e diviene naturale il paragone con ciò che l’ha preceduto, ovvero la Lira. Nonostante chi ha a cuore gli interessi delle banche (ed in questo l’attuale governo Renzi è maestro) si ostini ad arroccarsi su posizioni antipopolari e a difendere l’ indifendibile, e nonostante i media vicini a certi ambienti economico- finanziari fungano da spalla in questa operazione, il popolo sta prendendo una minima consapevolezza che l’Euro ha cambiato (in peggio) le nostre vite. Musica per le orecchie del politicante di turno, che, ansioso di accodarsi alla piazza, non esita a modificare il proprio pensiero, nella speranza di racimolare qualche consenso, spesso SENZA NESSUNA STRATEGIA DI TIPO ECONOMICO, il che rende ancora più devastante l’effetto mediatico.

Ecco quindi che se prima la corsa era a lodare le virtù dell’ Euro tanto amato oggi la corsa è all’inverso. La sinistra che si dichiara dura e pura, che prima pur di non avere nulla in comune con i tanto da loro odiati anti-euro identitari si dichiarava sostanzialmente a favore della moneta unica oggi apre dibattiti al suo interno, nella vana prospettiva di recuperare peso politico e notorietà. Ma, cosa ancora piu comica, all’ interno dello stesso Partito Democratico, che è stato il partito sponsor in Italia di questa operazione voluta dai potentati economici, ci sono voci critiche, e che voci! Lo stesso responsabile economico Fassina. Ci sarebbe da ridere se non fosse per il potere che detengono questo tipo di persone nel nostro paese. Il popolo non faccia l’errore di credere a finti pentimenti a scopo meramente propagandistico. Abbiamo ripetuto più volte infatti che le istituzioni continentali e quelle nazionali di conseguenza, rappresentano il megafono di chi l’Euro l’ ha partorito, e quindi non si porranno contro di esso nei fatti.

Come successo altre volte c’è da scommettere che passata l’ ansia da seggio si torni sui banchi a supportare un progetto ben definito, che ha e sta avendo lo scopo di svuotare i singoli stati di identità, costruendo qualcosa di transnazionale e debole, senza poteri e facile da asservire. Quando infatti una Nazione viene privata anche della propria stessa moneta essa perde molto più di quest’ ultima, rinuncia a una parte importante di sovranità, dice di fatto basta a una qualsiasi forma di autarchia, necessaria per preservare non solo la dignità, ma anche l’ esistenza stessa di qualcosa che possa essere vagamente chiamato comunità.

Oggi essere europeisti non significa sostenere questo tipo di Europa, significa favorire l’unità attraverso la diversità. La consapevolezza di chi si è infatti è il viatico migliore per relazionarsi con chi si desidera fare un fronte comune, contro un’ internazionalismo capitalista che spazza via ogni punto di riferimento identitario e sociale.

D.P.

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16 risposte a EURO: UN MOLOCH PARTORITO DALL’EUROPA DELLE BANCHE.

  1. Alter ha detto:

    Il Burocrate, sempre sconosciuto al pubblico ma vero “motore” della macchina, regna indisturbato (almeno finchè non la fà veramente grossa).
    Il politico (eccezion fatta per le immutabili cariatidi alla Napolitano) passa.

    Berlusconi è sulla via del tramonto definitivo, come Prodi o Dalema; Renzi (come già il fu’ Letta) potrebbe riuscire a svanire ancor prima e meglio di loro.
    Questa subordinazione della politica alla Burocrazia, è oggi lampante nel “paese” che una volta era Nazione, Sovrana, Italia.

    Anche a livello di EU è già accaduto qualcosa di simile…
    I gerarchi (ma forse è meglio chiamarli Euroburocrati) che governano le leve bancarie e finanziarie europee (gente come Draghi, tanto per intendersi), non hanno la necessità di passare attraverso il fastidioso portoncino della carriera politica; di piu’, la “caratterizzazione” politica nuoce alla loro capacità di “volare” sopra le dispute elettorali momentanee” che lasciano smazzare volentieri ai partitocrati loro subordinati.
    Perchè uno schizzo di merda politica sulla fronte, resta per sempre; incancellabile, il povero Monti ne sà qualcosa…

    Il Vero Potere non è quello, piu’ o meno fugace delle urne.
    Il Vero Potere risiede negli apparati interni e superiori della Bce, della Ue, e della Eurotower.

    La politica si è trasformata in roba da scaricatori di letame; occorre sporcarsi, esporsi troppo, agitare bandierine o cappi, raccontare un sacco di balle insulse, cambiare versione e alleati ogni mezzora.
    La politica è un fastidio per gli euroburocrati.
    Se potessero (ci stanno pensando) sopprimerebbero quelle insulse cerimonie paesane chiamate elezioni, che tanto (come le slot) sono tarate per dare il risultato minimo già previsto.

    La Nobiltà della Euroburocrazia ha imparato a volare sopra al Letamaio, ma bella alta.

  2. Dartagnampolo ha detto:

    No, stavolta proprio non sono d’accordo.

    Il politicante italiano – sia questo un Salvini, o un Grillo, o chi altri (quella pettegola scalmanata di Fassina, sempre e solo in cerca di vendetta contro Renzi, nemmeno lo considero) – che addita l’Euro quale causa di mali, farebbe bene a far invece ammenda per la propria inadeguatezza, nonchè per la cialtroneria dei suoi predecessori.

    E l’italiano medio spronato ad inveire contro l’euro farebbe bene invece a far mente locale; a prendersela con sè stesso per l’aver ragionato la scelta dei suoi rappresentanti passati e presenti meno di quanto abbia mai valutato una doppia da inserire sulla schedina del Totocalcio; e a prendersela con i suoi simili per l’abuso che della nuova moneta hanno fatto.

    Si può eventualmente argomentare sui rapporti di cambio con l’euro imposti alle valute nazionali che da questo son state sostituite, ma alla fine non credo proprio si possa dire che è da quei rapporti di cambio (adeguati o inadeguati che sian stati) che sian derivati problemi di fatto. Non è stato certo il rapporto di cambio con la lira deciso a Bruxelles ad aver portato l’italico commerciante medio ad attuare la parità di 1 euro per le 1000 lire precedenti… fatto, questo, che maggiormente ha messo in difficoltà il potere di acquisto in Italia. Nè in effetti si può argomentare molto sull’adeguatezza dei rapporti di cambio imposti, ricordando in particolare gli eventi degli anni immediatamente precedenti (1992-1996) che a quei rapporti hanno portato.

    Nè può esser realmente stata l’introduzione dell’euro a mettere in difficoltà le nostre relazioni commerciali con l’estero, in particolare pensando alle esportazioni – scusate, la Germania (ad esempio) non fattura forse ugualmente in euro? E allora com’è possibile che le esportazioni della Germania non ne abbiano risentito?

    Nè credo possa esser oggettivamente contestabile la maggior protezione offerta dall’euro durante questi anni di crisi… ricordate, sì, che un singolo finanziere criminale è riuscito a metter in crisi sia la nostra lira che la sterlina, nel 1992? Cosa credete che sarebbe successo ad un’Italia ancorata alla sua lira sotto i colpi di ben più ampia portata che le sarebbero arrivati dalle vicende di 4-7 anni fa?

    No, il problema non è l’euro di per sè. L’euro alla fine è e resta soltanto un mezzo. Un po’ come il sesterzio romano, moneta di tutto l’impero. Magari può anche essere visto come il “moloch partorito dall’Europa delle banche”, ma, a mio modo di vedere, soprattutto per la protezione offerta in questi ultimi anni, l’euro si è rivelato paradossalmente frutto decente (finora l’unico, direi) di un aborto chiamato UE. Perchè il problema vero è la UE stessa. Il problema sono i suoi burocrati. Il problema sono i graaandi economisti che con mille lauree e specializzazioni non vedono, non prevedono e non sanno di cosa parlano. Il problema è la gestione scellerata di una scellerata sequenza di eventi che ha visto i burocrati europei (Monti, Lamy, Mandelson… tutti con lo stesso humus, peraltro) preoccuparsi prima di sventrare ogni equilibrio interno con il pugnale della libera concorrenza; poi di globalizzare la Comunità Europea nel neonato WTO; ed infine di destabilizzare ogni ultimo equilibrio esistente portando velocemente i confini dell’Unione sempre più ad est e facendo integrare in essa economie sempre meno sviluppate, rese comunque in grado di nuocere appunto dalla libera concorrenza loro garantita. Non l’euro, ma il liberismo ed il mercatismo sfrenato… al servizio della NATO famelica di territori da togliere dall’orbita ex-sovietica – sono questi ad aver distrutto il nostro tessuto economico di artigiani, aprendo la strada alle delocalizzazioni via via sempre più ad est ed alla colonizzazione cinese.

    In ultimo, il problema principale: gli europarlamentari italiani. E’ da decenni che in Italia si eleggono dei rappresentanti quantomeno dubbi… ultimi i vari Allam, che ben sappiamo quale opinione abbia avuto del mandato (e del relativo stipendio) ricevuto dagli elettori; ed i megafoni di provincia, come i vari Toti e Salvini oggi sulla cresta dell’onda, i quali, invece di difendere le cause italiane a Bruxelles, fanno presenza fissa a Roma per berciare i loro slogan ai comizi ed alle trasmissioni tv di turno (pur incassando anche questi lo stipendio da europarlamentari) – chi difende l’Italia dall’arroganza dei vari Tietmeyer, Schaeuble, Weidmann, Merkel…? Chi, tra una Mogherini che si fa pacificamente scavalcare da un Hollande ed una Merkel (a che titolo?) in Ucraina o una Gardini che ignora cosa sia la Consob (ricordate?)… chi tra quelli che ci rappresentano è in grado di restituirci quel 12,3108% di Sovranità Monetaria che comunque ci spetta? Chi è in grado di mettere al muro la vuota arroganza della Germania restituendoci forza e dignità? Chi è in grado di farsi valere perchè venga imposto un sistema fiscale uniforme? Chi è in grado di prendere in mano quell’arma che si chiama debito pubblico e di sfruttarla finalmente come andrebbe sfruttata?

    Non l’euro, ma la UE. I suoi burocrati. E soprattutto i nostri rappresentanti… e noi che li abbiamo votati, o che non abbiamo saputo o potuto impedirne la candidatura nè fornire un’alternativa. Questi sono i veri moloch…

    Chiedo scusa per la prolissità.

    d.

  3. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Euro o non euro ? Non c’è – a mio parere – risposta essendo questo un falso problema. La moneta è nata per favorire gli scambi, è lo strumento di cui un popolo deve solo chiedere: di chi è la proprietà della moneta ? Se la sovranità appartiene al popolo, la moneta – che è lo strumento degli scambi – non può che appartenere al popolo. Questa sarebbe la risposta logica; ma non è così ! Della proprietà della moneta si sono impossessati gli oligarchi privati dell’usura internazionale, i quali la prestano allo Stato e quindi al popolo ad interesse composto, per cui – a questo punto – Stato e popolo hanno perso sovranità non solo monetaria ma anche economico-finanziaria. Altra considerazione di base semplice semplice dato il contesto in cui posso esprimere questi concetti: il valore di cambio della moneta: nei rapporti interni ed internazionali il valore di cambio è un ” valore numerario ” e non un valore assoluto essendo il risultato di varie componenti: all’interno il valore è dato dal potere d’acquisto; in campo internazionale oltre alla componente importante lavoro-produzione, si inserisce anche una componente di prestigio, di serietà e di potenza. In questo momento di voluta confusione mentale, di programmata destabilizzazione, di utilizzo del linguaggio secondo schemi destrutturanti del pensiero logico, NOI socialisti nazionali abbiamo il compito e la presunzione di essere portatori di questi semplici principi sostanziati anche di valori quali Patria, Nazione Stato e Popolo. In alto i cuori !

  4. Alter ha detto:

    “FRANCOFORTE – Cassonetti in fiamme, lanci di pietre, gas lacrimogeni, sit-in, sette auto della polizia bruciate, otto agenti feriti. Le strade di Francoforte, dove oggi alle 11 verrà inaugurata la nuova sede della Banca Centrale europea, si sono trasformate stamattina in un campo di battaglia, con decine di giovani del movimento anticapitalista Blockupy armati di bastoni, pietre e vernici, che si scagliano contro auto ed edifici: vetri e vetrine in frantumi, penumatici in fiamme, barricate di gomme e cassonetti. Un poliziotto, riportano i media tedeschi è rimasto ferito. La polizia tedesca è intervenuta con grande dispiegamento di uomini e mezzi: già 350 arresti, calcola la Bbc”.

    Finalmente una buona notizia (che ovviamente non arriva dalla minuscola italietta partitocratica, avvolta nei suoi normalissimi scandali corruttivi quotidiani.

    350 arresti…
    Mi piace pensare che, tra quei 350 “arrestati”, entro quel ribellismo coordinato e disciplinato, si celino nuovi Benito Mussolini in erba, nuovi Adolf Hitler, Gabriele d’Annunzio, Ettore Muti, Rudolf Hess, Nicola Bombacci, Italo Balbo; per L’Europa di domani mattina.

  5. Dartagnampolo ha detto:

    Quoto in pieno le parole di Stelvio Dal Piaz:
    “Euro o non euro? Non c’è – a mio parere – risposta essendo questo un falso problema. La moneta è nata per favorire gli scambi, è lo strumento di cui un popolo deve solo chiedere: di chi è la proprietà della moneta? Se la sovranità appartiene al popolo, la moneta – che è lo strumento degli scambi – non può che appartenere al popolo. Questa sarebbe la risposta logica; ma non è così!”. Esatto – che si tratti di euro o della lira del dopoguerra (quella al ritorno della quale i vari Salvini sembrano aspirare), sempre di emissioni di banche nazionali in mano a privati (e non di Stati sovrani) si tratta… cambia il nome, non la sostanza. Pero’ almeno l’euro porta maggiore solidita’.
    Che dire invece del decreto di rivalutazione delle quote della Banca d’Italia, col quale son stati introdotti il tetto massimo di possesso, nonche’ la trasferibilita’ delle quote? E’ stata stabilita la necessita’ per i proprietari di quote di avere ‘sede legale ed amministrazione centrale in Italia’… regola facilmente aggirabile e comunque difficilmente compatibile con la legislazione imposta dal mercatismo sulla libera concorrenza in ambito UE… tra quanto perderemo definitivamente il controllo anche di quel 12% di BCE che e’ di Banca d’Italia?

    @ Alter – purtroppo e’ piu’ probabile invece che si tratti di 350 figli dei vari Le Pen all’ammasso… manipolati per abbaiare contro un falso problema…

    d.

  6. Dartagnampolo ha detto:

    P.S.: puo’ interessare? La fonte magari puo’ apparire ‘equivoca’, ma l’analisi e’ accurata… http://noisefromamerika.org/articolo/signoraggio-svalutazioni-sovranita-monetaria-6 .

    d.

  7. Alter ha detto:

    Blockupy è l’antitesi del FN, ma soprattutto di tutte le cicciate di cosiddetta “destra” nostrana.

    Questi (che piaccia o meno) sono soldati politici che manifestano con l’uso di metodi decisi, contro il potere oligarchico centrale transnazionale, comunemente conosciuto come Bce.
    Soldati politici disposti a finire in Galera (particolare che fà sempre la differenza trà chi parla o scrive, come me nel caso specifico) e Chi Fà.

    I Blockupy in azione a Francoforte, dimostrano di essere ben altro dai “destrini” borghesi di Salvini, che hanno saltellato in piazza una settimana fà.
    Varrà la pena di seguire con attenzione gli sviluppi di questa vicenda, senza paraocchi ideologici.

    Osservare, per analizzare, e se del caso Imparare.

  8. Alter ha detto:

    Da Limes:

    …si presti attenzione alle parole di Paolo Savona, già ministro dell’Industria del governo Ciampi, secondo il quale “la decisione di immettere base monetaria attraverso il canale dell’acquisto di titoli di Stato per un totale di 130 miliardi da parte della Banca d’Italia ha due conseguenze. Mina il bilancio di Palazzo Koch impegnando – in maniera obbligatoria, pare – le riserve ufficiali anche auree. E impedisce in futuro allo Stato italiano ogni genere di rinegoziazione o di dichiarare default del proprio debito senza determinare gravi conseguenze anche per la ‘sua Banca centrale’. Il Qe funziona come un’ulteriore bardatura che impedirà al paese scelte diverse da quelle di stare in Europa, obbedendo a Berlino-Bruxelles a rischio di trasformarci in colonia politica”.

    Della serie:
    Mani e piedi legati, e caricati a forza sul carro scricchiolante della Bce.

  9. Dartagnampolo ha detto:

    In realtà il QE ormai era comunque opportuno se non altro per ribilanciare i livelli di cambio con le valute già coinvolte in precedenti QE delle rispettive Banche Centrali (penso a Stati Uniti, Giappone, Inghilterra). La questione è piuttosto il come è stato realizzato, in particolare riguardo alla scarsa condivisione del rischio. Il penoso superomismo dei buffoni tedeschi continua a dominare, pur essendo agli antipodi dello spirito di solidarietà che invece si ribadisce ed impone quando fa comodo. Non potrebbe d’altro canto essere altrimenti, vista la nostra rappresentanza. Tra non molto dovrebbero comunque capire che hanno giocato con un boomerang. Ma noi intanto mani e piedi ce li stiamo legando da soli… con la remissività…

    d.

  10. Alter ha detto:

    Queste parole di Savona, secondo me, vanno mandate a memoria.
    “Il Qe funziona come un’ulteriore bardatura che impedirà al paese scelte diverse da quelle di stare in Europa, obbedendo a Berlino-Bruxelles a rischio di trasformarci in colonia politica”.

    “Bardatura, impedimento, obbedienza, colonia politica”.
    E tutto già successo, e non vi è più via di uscita.
    Ma la repubblichetta cialtrona non si salva da questo Disastro.

    L’italia si, in qualche maniera risorgerà; ma questa accozzaglia di partitocrati infami, è destinata ad una comica fine tragica.

  11. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    La BCE, in questo momento, sta chiedendo all’Italia la prova d’amore supremo: altre riforme, sul lavoro, sulle pensioni, altri sacrifici, altre rinunce, ………….. Il plurimassone Draghi, avrete notato anche Voi tutti, non ride, GHIGNA. Gli antichi romani affermavano: ” nomen homen “

  12. Patrizio Romano ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Populista Regginoe ha commentato:
    Eurocratici banchieri. I primi 15 anni di regime.

  13. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Adesso è chiaro: per trattare con i rappresentanti della Grecia si riuniscono la Merkel e Hollande; stessa squadra per la questione ” Ucraina “. Renzi fa il bulletto in Italia ma a livello europeo non conta un beato c…o ! Alla faccia delle sue ” cortigiane ” e dei suoi ” ruffiani “

  14. Alter ha detto:

    In Europa i “nostri” governanti sono presi nella giusta considerazione di “Duepicchisti”,
    Duedipicche, perchè Matteino e la sua comitiva di giulive signore (mogherini e pinotti in testa) contano come il Due di Picche in Europa.
    E cosi’ “Ilpaese” naviga definitivamente nelle ultime posizioni di importanza continentale.

    Ma il vero “Capolavoro”, Matteo e le sue Damigelle d’Onore, lo compiranno nell’Ex Libia.
    Le autorità tunisine hanno identificato i due attentatori della strage del museo, come esponenti “Salafiti Takfiri”, addestratisi in Libia e poi rientrati in patria.

    Salafiti Takfiri…
    La “Palestra” della corrente iper islamista oltranzista salafita takfira (wahabita) è, come oramai platealmente noto, l’ARABIA SAUDITA.
    Il gen. egiziano Al Sisi; (attuale dittatore dell’Egitto, con cui finiremo per schierarci nella Ex Libia) e’ sostenuto dall’Arabia Saudita, in funzione anti fratellanza mussulmana.

    Quindi, ricapitolando; l’Arabia Saudita sostiene ideologicamente, arma e finanzia sia i Takfiri (comunemente conosciuti dal volgo itagliota come Isis), che l’Egitto del Gen. Al Sisi, che il pseudo governo “demokratiko” di Tobruk.

    Se tutto procede secondo i piani di Chi dall’esterno “Illumina” gli gnomi di Palazzo Chigi, Quirinale e Farnesina, l’itaglietta renzianpinottiana è destinata a reimpantanarsi nella ex LIBIA.
    Al seguito dell’Arabia Saudita, che controlla contemporaneamente sia il “governo” di Tobruk, che l’Egitto di Al Sisi, che … l’Isis che in teoria dovremmo COMBATTERE.

    L’Italietta sfasciata, finirà al traino dell’Arabia (e quindi dei soliti Usa e Sion), e contro la Turchia ed il Qatar (altrettanto nostri stimati alleati e partner commerciali) che viceversa, sostengono i Fratelli Mussulmani di Libia.
    A confronto la “criminale stronzata” commessa dal duo Berlusconi Napolitano nel 2011 contro la Libia del Col. Gheddafi, apparirà come la simpatica marachella di due monelli.

  15. Resistenza Socialista all'Usura Capitalista ha detto:

  16. Dartagnampolo ha detto:

    Un messaggio ai fautori dell’intreccio di libere concorrenze e scriteriate estensioni dell’UE:

    http://www.lloydsloadinglist.com/freight-directory/news/Eastern-European-trucks-vandalised-in-%E2%80%98dumping%E2%80%99-protest/62230.htm#.VRBbVru3Ncs

    Non l’euro, ma la criminale gestione della serva di nome UE.

    d.

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