PER UNA REPUBBLICA PRESIDENZIALE.

repubblicanaCresciuto a pane e Democrazia Cristiana, politico buono per tutte le stagioni governative, curriculum parlamentare denso di attività fatte, se a tutto ciò si affianca l’ essere un giurista si hanno tutte le carte in regola per aspirare al massimo che questo paese possa offrire in termini di potere: la Presidenza della Repubblica. La vita di Sergio Mattarella è un’insieme di tappe che fanno parte di un percorso preso da molti, escalation che qualche mese fa ha conosciuto il suo apice, portando l’ ex esponente della sinistra democristiana al Quirinale. Da Matteo Renzi (avendogli lui stesso aperto le porte del palazzo tanto ambito,  che lo ha indicato al suo partito come candidato da sostenere e ha raccolto intorno al suo nome una maggioranza sostanziale), non ci si può certo aspettare nulla in senso di discontinuità con l’azione politica che questo esecutivo sta portando avanti. Assistiamo giornalmente ad un generale plauso alla finta attività riformatrice che  starebbe avendo luogo. Appare chiaro ed evidente che l’elezione del Presidente della Repubblica impostata in questo modo non rispetti affatto la sovranità popolare di cui tanto si parla a sproposito. Se a eleggere una carica tanto importante è chiamato il parlamento, si comprende facilmente come non ci sarà mai una figura davvero garante degli interessi dei cittadini, ma viceversa arriveranno ad occupare quel ruolo solamente persone conniventi con il sistema. Non c’è da sorprendersi quindi se invece di occuparsi della costituzionalità delle riforme poste in essere, attività che la professione di giurista renderebbe ancora più obbligatoria da effettuare, il signor Mattarella funga da ambasciatore non si sa di chi o di cosa, passando da una commemorazione all’altra, come una specie di cerimoniere di corte.

Favorire il popolo nell’esercizio del proprio potere di scelta significa inequivocabilmente dar luogo ad una modifica del sistema in senso Presidenziale, nel quale gli italiani siano chiamati responsabilmente a scegliere il loro rappresentante massimo,che abbia pieni poteri detenendone il diritto in quanto democraticamente scelto. Solo in questo modo i cittadini sono dotati di un potere veramente rilevante, sicuramente maggiore di quello conferitogli da una delega costante sulle decisioni importanti.

Se prima parlare di Presidenzialismo era tabù oggi in molti utilizzano questo vocabolo, dimenticandone, o facendo finta di farlo, dove affonda le sue radici. Tuttavia difficilmente un sistema come quello in cui purtroppo viviamo, dove ad ogni tornata elettorale, di ogni tipo che sia, si presentano gruppi di uomini assetati della medesima sete di potere, accetterà che una persona sola, seppur qualificata e suggellata dal popolo, detenga da sola le redini della Nazione. Questa consapevolezza non deve spegnere la voce di chi sostiene l’inadeguatezza della democrazia parlamentare costituita da partiti affaristi e lobby di potere, al contrario la cosa da fare è proprio continuare a denunciare il deficit di libertà a cui quotidianamente siamo sottoposti, e, forti delle nostre idee rivoluzionarie, esprimerle mettendone in luce il carattere radicalmente alternativo rispetto a ciò che stiamo subendo da tanti, ormai troppi decenni.

Solo un’analisi superficiale può portare i soliti “detrattori” a paragonare il Presidenzialismo a Dittature Sudamericane (che peraltro di sociale non avevano nulla). Quando un leader che ha il pieno appoggio della popolazione che si appresta a governare, il Presidenzialismo riduce il rischio che, come accade ora, gli interessi di poche centinaia di individui si uniscano e tramite il potere abbiano la possibilità di porsi contro il bene di milioni di persone costrette a stare a guardare. Chavez ne è il fulgido esempio.

D.P.

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10 risposte a PER UNA REPUBBLICA PRESIDENZIALE.

  1. luiginox ha detto:

    l’idea di un presidente eletto direttamente dal popolo va bene.i candidati chi li indicherebbe e chi ne sosterrebbe la campagna elettorale?lì si annida l’imbroglio.ovunque nel mondo potenti lobbies affaristiche spingono i loro burattini e per mezzo del controllo totale dell’informazione riescono a far diventare accettabili dall’elettorato loschi individui proni ai loro ordini.a mattarella rimprovero di essere troppo pro-nato,di aver abolito il servizio militare di leva e di aver concesso,quando era vicepremier con dalema,la base di vicenza per i bombardamenti su belgrado.

  2. Alfredo Ibba ha detto:

    Il potere decisivo non è di chi delega ma di chi decide chi può essere delegato.

  3. Rudolf Friedrich 01 ha detto:

    Tralaltro nel regime ameri-sionista, ove si parla di ‘repubblica presidenziale’, non è che le cose siano molto meglio che da noi. Anzi! Tutti i pupazzi locali sono cooptati dal CFR (council of foreign relations) padre si aspen instutute, bilderberg e via cantando.

    E’ il regime ‘democratico’ il problema qui, se si vogkliono cambiare le cose. Altrimenti nulla di decisivo avverrà mai.

    E pensare che basterebbero 60 giorni di mancati introiti di tasse per mandare ramengo il sistema di occupazione democratica, senza sparare un colpo..!

  4. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    E’ sempre più difficile ipotizzare un cambiamento radicale in questo contesto; una repubblica presidenziale potrà nascere solo quando la massa dei sudditi avrà preso coscienza dei propri doveri e dei propri diritti e sarà divenuta ” popolo ” cosciente e consapevole di un destino comune ed avrà riconquistato il senso e l’orgoglio dell’appartenenza alla ” stirpe italica “

  5. Alter ha detto:

    La formula Presidenziale non pare godere di un momento di particolare forma e splendore, in giro per il fantastico mondo “demokratiko” de noaltri “occidentali”.

    “Piccoli presidenti”: questo potrebbe essere il titolo del filmetto che racconta le disavventure di sarkosy, o quelle attuali di hollande in Francia, e di obama negli Usa.
    Piccoli uomini ,determinano piccoli presidenti.

    Oggi come oggi, piuttosto che del presidenzialismo occorrerebbe rivalutare i vantaggi del Cancellierato alla tedesca.
    Perchè il “modello” autorevolmente vincente è quello della Frau Merkel.
    Come vincente era quello della Mrs.Thatcher, che era un semplicissimo “Primo ministro”.

    E nel paese della demokrtazija piu’ demokratzija di tutti, Sionland; a governare con pugno di ferro, è un cinghialesco personaggio che si muove nel traballante suq di un sistema proporzionale puro, ma che si permette di andare al Congresso Usa, smerdando l’ufficetto ovale del “potentissimo” president americano.

    Forse è l’uomo, lo statista che, con la sua autorevolezza e la forza gravitazionale della sua personalità, crea la Governabilità e la Stabilità.

    In Casa nostra, abbiamo avuto la fortuna di averne uno di Uomo, di Statista.
    Uno Statista, che aveva a che fare addirittura con un Re, (quando i Re erano Re).
    Un Uomo che ha innestato la Spina Dorsale in un paese che non l’aveva completamente strutturata prima, e che oggi l’ha completamente sbriciolata.

  6. Alter ha detto:

    Per una Repubblica Sociale.
    A mio microbico parere personale, La Strada resta sempre quella.

    « I nostri programmi sono decisamente rivoluzionari le nostre idee appartengono a quelle che in regime democratico si chiamerebbero “di sinistra”; le nostre istituzioni sono conseguenza diretta dei nostri programmi; il nostro ideale è lo Stato del Lavoro. Su ciò non può esserci dubbio: noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte, contro il capitalismo. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo. Se questo è vero, rivolgersi alla borghesia agitando il pericolo rosso è un assurdo. Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta, viene da destra. A noi non interessa quindi nulla di avere alleata, contro la minaccia del pericolo rosso, la borghesia capitalista: anche nella migliore delle ipotesi non sarebbe che un’alleata infida, che tenterebbe di farci servire i suoi scopi, come ha già fatto più di una volta con un certo successo. Sprecare parole per essa è perfettamente superfluo. Anzi, è dannoso, in quanto ci fa confondere, dagli autentici rivoluzionari di qualsiasi tinta, con gli uomini della reazione di cui usiamo talvolta il linguaggio »
    (Benito Mussolini, Milano, 22 aprile 1945).

  7. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Riportare le parole del Duce fino alla noia, non è solo necessario, ma indispensabile per far comprendere una volta per tutte che cosa ha rappresentato il Movimento Fascista nella storia del XX° secolo. Ma non basta ancora: per far capire soprattutto al cosiddetto ” neofascismo” postbellico quale sia stata e sia l’anima universale e rivoluzionaria del Fascismo.Ogni interpretazione che non si rifaccia al pensiero Mussoliniano è una interpretazione arbitraria ed ingannevole. Quindi basta parlare di destra e sinistra: sono categorie superate dal Fascismo che rappresenta la sintesi delle antitesi. Intuizione geniale di un UOMO che ha rappresentato il punto più alto nell’era moderna della stirpe italica.

  8. Alter ha detto:

    Testimonianza diretta di quanto fossero vere le Parole del Duce, è l’intervista del partigiano Massimo Rendina.

    Massimo Rendina: brigate garibaldi, pci, anpi, dc, rai e tutto il solito circo del prestigiosissimo ed onoratissimo interminabile dopoguerra, di cui godettero a piene tasche tutti quelli come lui.

    Il “Comandante Max” si confessa sui finanziamenti alla brigata; testualmente “Molti Soldi” che arrivarono dagli “Industriali” e dalla Fiat del prof. Valletta…

    Su youtube:
    Massimo Rendina COMANDANTE MAX Edgardo Sogno e gli inglesi – Valletta e la Fiat # 6

  9. Alter ha detto:

    Ma tornando alla caotica, demenziale realtà odierna del “Bene Assoluto” capital-liberal-usuraio anglosassone, e della sua succursale cattocom locale…

    Su alcuni siti specializzati, corre la notizia per cui gli angloamericani avrebbero fatto appositamente “filtrare” un ordine di approntamento nucleare.

    La “sparizione” di Putin di inizio marzo, sarebbe quindi legata all’immediata risposta di approntamento difensivo nucleare russo.

    Un “test” insomma.
    Un test del tipo “Fine dell’Europa”, provocato da una banda di irresponsabili teste di c… anglosassoni, per osservare la “risposta” russa.
    Sappiamo bene che per il Pentagono, (i fatti ucraini lo certificano ancora una volta) l’Europa è un laboratorio per la creazione di kaos artificiale indotto, ed in ultima analisi una pedina sacrificabile.
    Ma sorprende sempre osservare con quanta suicida sollecitudine l’Europa (con la piccola Londra in testa) adori puntarsi il revolver alla tempia.

    A Washington, Londra e Bruxelles, ci sono dei maniaci che giocano ancora alla guerra termonucleare. 

  10. Alter ha detto:

    ansa.it
    “L’avvocato dello Stato Maurilio Mango ha chiesto alla corte di appello civile di Palermo il rigetto delle domande di risarcimento che il tribunale ha concesso a 18 familiari delle vittime della tragedia aerea di Ustica il 27 giugno ’80 quando il Dc9 Itavia s’inabissò in mare tra Ponza e Ustica con 81 persone. L’avvocatura chiede il rigetto per prescrizione o infondatezza e chiede di porre a carico dei familiari il ”pagamento delle spese di lite oltre che quelle prenotate a debito”.

    Che sia parlamentare o presidenziale, nulla cambia.
    Comunque è, e sempre resterà fino alla fine dei suoi giorni, una repubblichetta immersa fino al collo nel Letame.

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