SUPERMERCATO ITALIA: COSA RESTA DA EXPORRE?

mafieRidimensionamento è un termine solitamente molto utilizzato in chiave calcistica. Questa parola viene pronunciata per descrivere una situazione nella quale un club rivede i propri obiettivi stagionali al ribasso, e manifesta la diminuzione delle proprie ambizioni attraverso la cessione dei calciatori di maggior caratura tecnica Tuttavia sembra proprio che gli eventi che si stanno verificando in questo periodo impongano l’utilizzo di detta parola anche quando si parla dell’Italia intesa come entità nazionale. I numeri non mentono mai, e basta snocciolarne alcuni per rendersi immediatamente conto della gravità della situazione in questione. Nell’ultimo lasso di tempo ben 437 aziende italiane, appartenenti ai settori piu disparati, dall’ alimentazione alla moda fino ad arrivare alla telefonia, sono passate nelle mani di acquirenti stranieri. Aziende niente affatto di poco conto, visto che tra esse possiamo annoverare nomi dell’importanza di Krizia, Gucci, Parmalat, Valentino, Star, Bertoli fino ad arrivare a vere e proprie aziende strategiche tra cui una su tutte Telecom, giusto per citarne alcune, fino ad arrivare alle più recenti Pirelli e Pininfarina.  A queste illustri cessioni vengono contrapposti acquisti di calibro notevolmente inferiore. Il massimo che si riesce a fare è ottenere quote azionarie di attività di medio basso calibro situate in nazioni che di certo non possiamo definire elitarie se ci riferiamo al panorama economico mondiale; acquisizioni fatte per puro spirito speculativo e di bassa manodopera. Il fatto che per rimanere competitivi sul mercato globale tanti marchi storici siano dovuti capitolare dinnanzi a offerte estere evidenzia impietosamente il fatto che l’Italia non ha oggi le possibilità di reggere il confronto non solo con i Paesi europei o con gli Stati Uniti, ma anche con gli stati in via di sviluppo come quelli asiatici o arabi. Questo pone il nostro paese in una condizione di perenne sudditanza e la conseguenza inevitabile è la perdita di sovrànità che si traduce in questo caso anche in perdita di interi comparti.

Come piu volte abbiamo avuto modo di sottolineare quando si perdono elementi cardine di alcuni settori come è accaduto all’Italia con essi si cede un pezzo importante di autonomia, e, agli occhi del mondo, si diventa molto vulnerabili. La gravità di quanto esposto sopra non appare destare affatto l’attenzione della nostra classe politica, in tutte le sue componenti. Infatti chi governa il nostro paese è impegnato a preparare la rassegna alimentare che si terrà nell’ anno in corso a Milano, con annesso contorno di inchieste giudiziarie di vario genere, a cui ormai il popolo italiano dovrebbe essere abituato. Ricordando i suonatori d’ orchestra che animavano la nave che stava per affondare nel film “Titanic”, coloro che sono stati delegati a rappresentarci sono impegnati totalmente nella buona riuscita dell’evento, mentre intorno a loro si vanno delineando sempre di più i contorni di una situazione disastrosa, che, se non verrà tamponata attraverso un cambiamento netto delle politiche operate fin qui, relegherà la nostra Patria ad un ruolo di terzo ordine nella scena mondale.

E la svendita del patrimonio industriale italiano non appare terminata. D’altronde numerose le affermazioni sia di Renzi che di Padoan tese a dimostrare che lo shopping esterofilo nei confronti delle aziende italiane è già ben avviato, e che verrà affiancato da un copioso programma di Privatizzazioni, ultimo anello del collasso totale di sovranità.

Questa deriva esterofila sta causando un lento e inesorabile dramma, sia tra loro che sono stati costretti a chiudere la loro attività (con conseguente perdita di posti di lavoro) perchè non riuscivano a reggere una concorrenza sleale, sia tra coloro che hanno visto sfumare sotto gli occhi un posto di lavoro tenuto con fatica per anni, perchè “non rientravano nei piani” dei nuovi padroni residenti in terre straniere. Parliamo di tante persone, di una fetta nutrita di popolo, che ha il dovere prima di tutto morale di dire basta a tutto questo.

C’ è da credere infatti che, considerato il fatto che questo sistema non ha alcun interesse a cambiare perchè ha a cuore la sorte di pochi individui, questo scenario non sia la fine di una discesa ma l’inizio di una parabola, che si concluderà quando l’opera di SVENDITA sarà completata, e la nostra sovranità, già inesistente di fatto, sarà completamente azzerata.

Ma c’ è poco da meravigliarsi, visto che questo paese è quello delle 437 cessioni, ed è quello delle 113 basi militari straniere presenti e operanti sul proprio territorio nazionale, con le quali certifica il fatto di essere portato “sistematicamente” ad essere COLONIA, terra di conquista dove tutti fanno la spesa, proprio come al supermercato.

P.D.

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9 risposte a SUPERMERCATO ITALIA: COSA RESTA DA EXPORRE?

  1. Luigi Maria Ventola ha detto:

    Sembra, purtroppo, che di tutto questo e altro ancora, al popolo dormiente non importi un fico secco……..

  2. wids72 ha detto:

    Noi non siamo ignari, non demordiamo…Liberi, Sociali e Nazionali!!!!!

  3. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Più volte ed in più occasioni noi abbiamo denunciato che, una volta oltrepassato IL PUNTO DI NON RITORNO, il declino di un paese e di un popolo non rappresenta più l’ipotesi dei “catastrofisti” ma, viceversa, quell’amara realtà di cui – nella fattispecie – i sudditi non si vogliono ancora rendere conto. Il risveglio sarà traumatico ! Comunque, BOIA CHI MOLLA !

  4. Alter ha detto:

    Il Disegno eversivo, è stato ideato vent’anni fà; quando si decise di dare il Via delle “Privatizzazioni”.

    E da li’ in poi è stata una lenta ma ininterrotta cessione di risorse e di assetti economici, strategici e commerciali, al peggior offerente (e miglior pirata) interno ed esterno.
    Per Il Lavoro Italiano, vent’anni fà inizia una planata a motore spento, che si è conclusa col crash di oggi.
    Sul luogo del crash, invece di fiori e preghierine, il piccolo boyscout fiorentino (l’ultimo della nidiata degli avvoltoi apolidi locali) ha piantato una bandierina con su scritto “job act”…

    I nomi dei congiurati – dei venduti alle volontà straniere – li conosciamo benissimo: ciampi, andreatta, prodi, draghi, amato, berlusconi, dalema, fini, veltroni, monti, padovaschioppa, letta, alfano, renzi, padoan, etc.etc.etc.

    Le “Privatizzazioni” che secondo i Truffatori della finanza inter-nazionale, dovevano liberare l’Italia dalle “catene” dallo statalismo, lanciandola nell’Olimpo dei paesi evoluti, hanno provocato la Totale Desertificazione del Lavoro in Italia.

    E dopo vent’anni di “privatizzazioni”, gli Italiani derubati del loro presente (ma soprattutto del loro futuro) hanno tirato le somme, anzi le sottrazioni.
    Ed infatti, il risultato è profondamente negativo.

    In una situazione del genere, ed in una Nazione normale, ora dovrebbe intervenire la Magistratura; con una rapida, chirurgica, efficace indagine al massimo livello.

    E tutti i “politici” e gli “economisti” coinvolti nella rapina del secolo ed ancora in vita, andrebbero arrestati e processati per Altro Tradimento.

  5. Compagnoincamicianera ha detto:

    Buonasera a tutti, bisogna ammettere che nel nome dell’anticomunismo, che STATALIZZAVA anche le mutande, ci hanno sguazzatto tutti, x toglierci residui di “socialismo reale” nel nome della libertà ora ci privatizzeranno l’acqua si sono fatte e si fanno trasmissioni TV dove si parla ancora di magistratura Sovietica x eliminare le intercettazioni insomma i comunisti sono dietro l’angolo e noi ci dobbiamo adeguare.

  6. fabio ha detto:

    Una rapina continua dei signori in kippah, eseguita dai politici sicari massoni e approvata dal popolo di pecore che ci attornia.

  7. Salvatore Gaudino ha detto:

    Cosa resta da esporre?Magari le ministre di facciata dell’esecutivo Renzi….

  8. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Quest’ultima non è una cattiva idea !!!!!!

  9. Alter ha detto:

    Supermercato Italia.
    Consiglio di tenere sotto osservazione, l’ultima rapina in corso:
    La Partitocrazia parlamentare mafiosa, stà “riorganizzando” il Terzo Settore.
    Il titolo della Legge Delega: Riforma del Terzo Settore “NO PROFIT”.

    4/8 milioni di volontari, decine di miglia di dipendenti; il settore piu dinamico italiano, costituito da piu’ di 300.000 istituzioni “no profit”…
    Un settore in contro tendenza; un settore in crescita, nonostante la Crisi – o forse sarebbe meglio dire – GRAZIE alla Crisi.

    I mafiosi della partitocrazia antifà, sono alla prese con il nuovo disegno legislativo tendente a dare “maggior respiro” ad un settore che sarà pure “No profit”, ma che muove qualcosa come 80 miliardi di euro di entrate…
    Di fatto, un “Mercato estremamente lucroso”, quanto protetto ed agevolato, ma da “privatizzare” ulteriormente.

    Delega 5×1000, Terzo Settore, “Donazioni” alle Onlus, Servizio civile.
    Compresa la partecipazione (ovviamente retribuita) degli extracomunitari al “Terzosettore”.
    Fondo rotativo di 50 milioni di euro, Onlus, Ong, Cooperazione, Volontariato, Associazionismo, Fondazioni.

    “Privatizzazione” del Non Profit, “Privatizzazione” del Sociale: tutto questo equivale a miliardi di euro di entrate.
    I Soci palesi (la Partitocrazia parlamentare) dei buzzi, dei carminati, degli alfano, degli alemanno, dei marino; stanno riorganizzando il “busines” facile facile della “cooperazione”; alle spalle del solito pirla: Pantalone Contribuente.

    Pantalone paga, (e pagherà sempre più profumatamente) i costi esageratamente gonfiati di un esercito di criminali papponi italioti, che si organizzano ai danni della Nazione Italia e degli italiani, per la ripartizione degli “Utili” derivanti dall’ennesima rapina.

    Da Sociale ad “imprenditoriale”?
    Tutto partitocraticamente e mafiosamente regolare.

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