ITALICUM: IL MODO MIGLIORE PER DISTOGLIERE IL POPOLO DAI PROBLEMI REALI

pilastriIn questi giorni non si fa altro che parlare di legge elettorale. Pare infatti essere questa la preoccupazione più grande del governo presieduto da Matteo Renzi. Immaginare che per un’esecutivo la questione di fondamentale importanza, tanto che il parlamento da mesi è occupato a discuterne, sia come impostare le regole delle prossime elezioni politiche implica necessariamente supporre che non vi siano altri problemi che richiedano un’analisi politica approfondita (come dimostrano i dati sulla disoccupazione usciti oggi). Come tutti sappiamo è vero il contrario, motivo per il quale il dato fondamentale con cui confrontarsi preliminarmente all’ esplicitazione di un punto di vista rispetto a ciò è la consapevolezza del fatto che il popolo ha altri pensieri e interessi piuttosto che sapere quale modo troverà il potere questa volta per piegare la sua volontà ai propri fini. 

Tuttavia essendo questo l’argomento che occupa l’agenda politica ci sembra giusto esprimere un’opinione, e per farlo non si può non partire dal passato, ovvero dagli antefatti che hanno generato la concretizzazione dell’insieme di norme concernenti le regole dell’ assegnazione dei tanto agognati seggi che sono messe all’interno dell’Italicum, ultimo dei tanti nomi ridicoli adottati da questa classe politica per riferirsi ad una riforma. Come la storia ha mostrato negli anni,la politica italiana continua ad essere animata da una serie di compromessi tra i diversi schieramenti, accordi che determinano l’approvazione sistematica di leggi volte a rendere la sfera di influenza dei cittadini sempre più circoscritta e controllabile. C’è da dire però che nonostante la comunanza di azione di tutta la classe politica nel senso precedentemente descritto, ogni legislatura ha visto chi deteneva in quel momento il potere indaffarato a prepararsi la strada migliore in vista del successivo appuntamento in cui gli italiani sono chiamati alle urne.. Non è un caso infatti se ogni Presidente del Consiglio sviluppi assieme alla sua maggioranza un nuovo progetto di legge elettorale, avente il fine di porre le basi per assicurarsi la vittoria anche in futuro. Sistematicamente quindi l’ opposizione di turno si pone contro, invocando l’immancabile pericolo democratico, condito da ignoranti riferimenti a regimi passati.

MORIRE DEMOCRISTIANI.

E’ accaduto le ultime volte con la riforma varata dall’Ulivo, aspramente contestata dalla coalizione di Silvio Berlusconi, e viceversa quando fu il capo dello schieramento di centro-destra a farne una sua. In quei casi c’era un bipolarismo delineato, mentre adesso la situazione si presenta ben diversa. Lo spostamento al centro del Partito Democratico operato da Matteo Renzi attraverso la linea politica da lui portata avanti da quando ne è segretario ha creato una vicinanza anche contenutistica con quella che prima veniva comunemente definita per esemplificare la parte avversa. Questo ha determinato un rimescolamento di carte che ci consente di riassumere la dialettica politica nello scontro tra renziani e antirenziani. L’anomalia di tutto ciò sta nel fatto che molti della prima categoria si trovino fuori dal Partito Democratico, mentre dentro il suddetto partito abbondano i secondi, che spesso sono animati però solamente dal rancore derivato dalla diminuzione del proprio potere.

Entrare in questa ottica ci pone nella giusta condizione per comprendere come stanno le cose. L’Italicum faceva parte degli accordi stipulati da Renzi e Berlusconi, riassunti col nome di Patto del Nazzareno, che tanto avevano fatto arrabbiare le minoranze dei rispettivi partiti. Diciamo che questo patto conveniva ad entrambi, in quanto il Presidente del Consiglio attraverso esso si garantiva una copertura adeguata in termini di numeri parlamentari nel caso di scontri con componenti della sua stessa organizzazione politica, mentre il leader di Forza Italia con questa mossa ristabiliva agli occhi dell’opinione pubblica il suo ruolo di interlocutore privilegiato e capo indiscusso dello schieramento di centro-destra, oltre alle varie “garanzie finanziarie e legali” che sicuramente il patto gli hanno garantito, e ciò si evince anche da taluni movimenti finanziari degli ultimi mesi.

Tuttavia la necessità da parte del premier di non avere lacerazioni interne ha fatto si che abbia preferito fare a meno della collaborazione berlusconiana (o viceversa ?), avendo egli la consapevolezza che basta invocare la caduta del governo per far diventare agnelli anche quelli che sembrano lupi feroci, proprio come sta accadendo in queste ore. L’ ex sindaco di Firenze sa che non c’ è minaccia maggiore per un uomo politico di quella di togliergli la poltrona sulla quale è comodamente seduto. Inoltre man mano che i contenuti della riforma andavano delineandosi era chiaro come in essa ci siano tutte le condizioni per consentire al Partito Democratico di ottenere la maggioranza dei seggi a disposizione.

Una delle cose piu contestate è il fatto che il premio di maggioranza con la nuova legge viene assegnato non alla coalizione che ottiene una percentuale di voti piu elevata, ma alla lista. Questo perchè mentre il centro-destra conta al suo interno diversi partiti il movimento di cui Renzi è segretario si presenta sostanzialmente da solo, ed ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi il premio di maggioranza che consente di detenere l’ intero potere. Qui si fermano le preoccupazioni dei nostri politici, ovvero quelle che una sola lista si prenda tutto e che questa non sia la loro.

Da qui al contempo possiamo fare due considerazioni importanti che dovrebbero costituire uno spunto di riflessione per quei cittadini tanto affezionati all’esercizio del voto. La prima è che solo i partiti che fungono da cornice allo schema del nostro arco parlamentare hanno posto, e spesso solo in funzione propagandistica, la questione delle preferenze, ovvero della possibilità da parte del votante di determinare nominalmente l’eletto.

La seconda è la cristallizzazione della conferma di quanto la democrazia sia solo un “feticcio” da dare in pasto alla popolazione. Nessuno infatti si interroga sul fatto che a governare è la minoranza di una minoranza, in quanto detenendo il potere la lista che ha ottenuto più consenso si toglie rappresentanza a tutti quelli che hanno optato per un progetto politico diverso da quello maggioritario, comprendendo anche gli astenuti.

In poche parole la volontà di una parte di italiani rischia di imporsi seriamente su quella degli altri, costretti a subire passivamente decisioni senza avere alcun peso da contrapporre in quanto le liste perdenti non hanno il potere di determinare nulla, anche alleandosi puramente in funzione antigovernativa, poichè un solo partito ha la maggioranza dei seggi e può approvare unilateralmente qualsiasi cosa. In ultimo sempre se ce ne fosse bisogno rimarchiamo che per mezzo delle soglie di sbarramento vengono tagliate le gambe a qualsiasi prospettiva di concreta alternativa al sistema imperante, ovviamente sempre ammettendo che sia possibile concepirne una servendosi della dinamica parlamentare.

Da tutto questo si trae la ovvia conclusione che ogni mira elettoralistica è errata e controproducente, e che solo fuori dal sistema, pur analizzandolo nella sua evoluzione, possa esserci modo di sviluppare una prospettiva di cambiamento strutturale da sottoporre all’attenzione di quanti piuùcittadini possibili, consapevoli del fatto che per molti di loro la soglia di sbarramento della credibilità nei confronti di questo stato di cose è stata superata da un pezzo.

P.D.

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10 risposte a ITALICUM: IL MODO MIGLIORE PER DISTOGLIERE IL POPOLO DAI PROBLEMI REALI

  1. Alter ha detto:

    L’attuale “esecutivo” partitocratico, governa a colpi di fiducia.
    In pratica, quotidianamente, e nei fatti, opera già a proprio totale piacimento; e le cosiddette “opposizioni” fanno esclusivamente da soprammobili.

    Le patetiche “opposizioni” urlatrici, nella realtà nulla possono contro le irrevocabili decisioni della maggioranza.
    Le patetiche “opposizioni” urlatrici possono condurre una limitata, sterile battaglia ostruzionistica parlamentare; ma al momento opportuno i grassi ed i boldrini, i caporioni di Camera e Senato applicano la “Ghigliottina”, e tutto finisce nell’ennesima, scontatissima votazione alla fiducia.

    Ma evidentemente, tanta prepotenza governativa ancora non basta.
    L’esecutivo renzi briga per ottenere una nuova legge elettorale che dia ancora piu’ potere dispotico ad un esecutivo che ne ha già troppo.

    Ed i grandi giornalisti e politologi e costituzionalisti asserviti alla Partitocrazia vampira che spadroneggia su tutto, osano ancora chiamare questo immondezzaio col nome di “Democrazia”…
    Arriverà il momento in cui tutta la Brigata partitocratica, dovrà rispondere delle immani distruzioni inflitte all’Italia, ed agli Italiani.

  2. luiginox ha detto:

    le elezioni,qualunque sia il sistema elettorale in vigore, sono una farsa.ma vi pare che se si potesse cambiare qualcosa votando ci farebbero andare alle urne?il potere eterna se stesso attraverso mille trucchi e travestimenti.la pantomima dei partiti (°)non merita neppure un commento
    (°)leggi associazioni a delinquere

  3. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Essendo la “democrazia” una prassi di governo, è naturale che chi sta al governo cerchi il modo da perpetuare il potere. Così facendo, il risultato è che si scambi Il ” potere ” con il ” governare ” che significa” prevedere e provvedere ” nell’interesse dei cittadini.

  4. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Ovviamente quel ” da ” sta per DI perpetuare……..

  5. Patrizio Romano ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Populista Regginoe ha commentato:
    Il feticcio, la democrazia dei numeri. Politicamente corretto e suddito.

  6. Alter ha detto:

    Exspo’ come Sanremo…

    I’Inno di Mameli, è stato modificato sia nel testo che nella melodia, dal cantautore Renzi.
    Oltre alle nuove parole ed al nuovo ritmo piu’ infantile ed intimistico, interessante il ricorso per il sottofondo musicale, al suono di originalissime, melodiose bombe Molotov.

  7. Alter ha detto:

    Problemi reali, come quelli immigrativi, non le palle renziane sul sistema elettorale….

    La “Karitas” bergogliana, schiuma di rabbia contro la Nazione Sovrana Austria.
    Il motivo di tanta rabbia:
    Alla stazione di Bolzano, i Sig.ri Poliziotti Austriaci fanno scendere i clandestini dai treni diretti in Austria.

    Ovviamente Karitas e compagni vari ed avariati del Piddi’, e soviet minori collegati, si sono messi innediatamente ad ululare come cagnetti cui è stata pestata la coda.

    Ma non c’e’ proprio nulla da abbaiare; l’Austria non è mica l’i-taglia.
    L’Austria è una Nazione Sovrana, e per entrarvi occorre bussare gentilmente, e attendere che qualcuno apra la Porta di Casa.

    Vienna, non è Roma.
    Vienna non ha un Vatikano che interferisce pesantemente nei suoi Affari Interni.

  8. Alter ha detto:

    Interessante quel che dice Rino Formica (Psi al tempo di Craxi) sulla situazione di degrado della “demokratzija” della penisola dei cachi antifascisti.

    “Oggi vi è un contesto fortemente mutato.
    L’avanzare di un capitalismo senza democrazia sta producendo una nuova forma di democrazia: la Democrazia Affidataria.
    l’Affidato è il popolo Desovranizzato; un Soggetto Inabile.
    L’Affidante è chi ha il potere del Vincolo estero; oggi è la Bce.
    Ma anche Draghi si illude di essere il vero Sovrano.
    Ed è l’Affidante provvisorio che ha scelto l’Affidatario, anche egli provvisorio che, per ora, si chiama Renzi”

    Secondo Formica, dipendiamo da un “Vincolo estero”; Il vero ed unico Affidante.
    Affidante che, di volta in volta, si interessa di scegliere l’Affidatario.
    Affidatario cui spetta il compito (provvisorio e sempre revocabile in caso di incapacità) di controllare il “Soggetto inabile”; il Popolo desovranizzato.

    Humm…o è telepatia, o Rino Formica si documenta su questo sito.

  9. paolettiemilio ha detto:

    E’ chiarissimo e condivido…..quando un sistema si muove cosi’ come ben descritto, fra l’altro crea un sistema mafioso e omertoso, perchè se è vero..e lo è che il “popolo sovrano” è fuori dal gioco, completamente desautorato. Ma non lo sono i politici che reggono il gioco,delicato nel suo organigramma,in pratica ognuno può ricattare gli altri e per stare al gioco rivendica un tornaconto…..in un gioco al massacro dei nostri soldi che volenti o nolenti versiamo…. e non è solo lo stipendio, piuttosto che i rimborsi e vitalizi, ma appalti partecipazioni da condividere con il più importante compartecipe al gioco, la malavita quella “tradizionale, enche se i confini che fino a 70 anni fa dividevano i due mondi: Quello legale, lo stato e quello illegale, mafia ‘ndrangheta, ecc. non esistono più!!! ED E’ UN ALTRO REGALO DELLA LIBERAZIONE…

  10. Alter ha detto:

    Dall’archivio storico del Corriere:
    …”Montanelli scrisse che i suoi incontri con de Gaulle a Colombey- les-deux-églises (una paese della regione Champagne-Ardenne nell’alta Marna) furono quattro ed ebbero luogo prima del ritorno del generale al potere nel 1958. La conversazione cadde sull’unificazione europea (per cui de Gaulle, in quegli anni, aveva sentimenti molti vicini al disprezzo) e sui suoi creatori che il generale definiva «Senza Patria» (Apartides). Quando tale definizione colpì anche De Gasperi, Montanelli lo difese dicendo che l’ uomo di Stato trentino rappresentava un «Paese povero»; e de Gaulle avrebbe replicato dicendo: «No, Monsieur, l’ Italia non è un Paese povero, è un povero Paese!»…

    Gli “Apartides”, i Senza Patria dopo De Gasperi, sono stati migliaia, ed hanno continuato l’opera distruttiva dell’Italia ridotta a “Povero Paese”.

    Alcide De Gasperi – il deputato austriaco Alcide De Gasperi – quello che tra le altre infamità compiute, volle anche la testa di Benito Mussolini l’Immigrato italiano” in Trentino…
    Renzi e Draghi sono i degni eredi “Apartides”.

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