REAZIONE “MODERATA” PER UN POPOLO SOTTOMESSO

statonazionale del lavoroPassato il fine settimana dell’inaugurazione dell’Expo proviamo a cercare di analizzare a freddo quanto sta accadendo nell’agone politico e sociale italiano, alla luce degli eventi di piazza accaduti nelle ultime 72 ore. Fermo restando che quei quattro imbecilli esteri ed italiani che hanno fatto scempio di auto dei cittadini milanesi vanno rinchiusi nelle patrie galere con una punizione esemplare, ci hanno molto colpito le dichiarazioni del Prefetto Pansa: “L’Expo non si poteva macchiare di sangue, né dei manifestanti, né delle forze dell’ordine (…) E’ evidente che chi tira una molotov deve essere arrestato, ma ieri abbiamo valutato che non valeva la pena intervenire e arrestare perché avremmo creato danni ancora più gravi (…) il fatto che le forze dell’ordine abbiano atteso e lasciato che alcune azioni violente venissero compiute è una scelta fatta a monte”. (…) Interrogato sul perché, quando la polizia vede i manifestanti incendiare un’auto, non intervenga, il capo della Polizia ha risposto: “Perche saremmo caduti nella loro trappola. I piccoli gruppi che agivano in vie laterali si sarebbero rifugiati nel corteo e noi saremmo finiti addosso al corteo senza riuscire più a individuarli. Così avremmo consentito loro di raggiungere gli obiettivi che volevano

Chiunque legga queste dichiarazioni e sia minimamente lucido rimane sconcertato. Il prefetto ci ha spiegato in tre frasi che in pratica li hanno lasciati distruggere auto e vetrine per “evitare il peggio”. Queste considerazioni, dopo i primi momenti di stupore, hanno generato a sua volta una riflessione che in periodo pre-elettorale, crediamo possa essere sensata.

Sembra che dopo l’avvento di Renzi e con la recente elezione di Mattarella, il “moderatismo democristiano misto a inflessibilità formale dello Stato” abbia preso definitivamente campo, in una strategia di tipo “rassicurante” che vuol andare a cercare il consenso di vasti strati della società italiana. Come si è visto ieri, le proteste contro Renzi a Bologna, sono state prontamente represse dalla polizia e sono state quanto mai gradite dal Presidente del Consigilo che dal palco della Festa dell’Unità ha urlato “non ci faremo spaventare“. Reazione alquanto diversa da quella tenuta dalle Forze dell’Ordine a Milano.  Sempre ieri a Milano abbiamo assistito alla penosa manifestazione guidata da Pisapia dove i White Bloc (circa ventimila) si sono riuniti per “ripulire la città” in nome della “civiltà moderata“. Tutto molto bello e alquanto “democratico”.

I disordini dei giorni scorsi, contando anche il fatto che le Forze dell’Ordine erano state da tempo avvertite, paiono quindi essere stati pienamente assecondati in una formula che si può più.

EVENTO – REAZIONE MODERATA – REAZIONE PESANTE SE NECESSARIA

Tra l’altro stiamo notando, che in alcuni “ambienti”, si stia cercando da qualche tempo di additare tutti i “sommovimenti” sociali all’operato di squadristi rossi o squadristi neri, magari nella sottile speranza che tali estremi vengano nuovamente a contatto, per poter procedere ad una repressione ancora maggiore in nome della “serenità sociale”. In questo modo si otterrebbero due risultati

1) efficienza agli occhi dell’opinione pubblica, specie di fronte ad una nuova tornata elettorale

2) repressione e intimidazione di qualsiasi forma di protesta sociale

Quindi come riassumere la situazione politica pre-elezioni regionali ?

Chi legge la situazione attuale come un preludio di un nuovo autunno di scontri Rossi contro Neri che farebbe contenti solo i Pupari della Repressione, sbaglia totalmente previsione, a meno di una nuova stagione della “tensione” che al momento pensiamo di escludere.

Sarà bene che i cittadini “svegli” si focalizzino immediatamente sul fatto che coloro a cui punta Renzi sono i “Bianchi”, ossia quelli più pericolosi, la maggioranza del paese, americanizzati, deologizzati e “moderati”.

E come si conquistano i “moderati italiani” ?

Con qualche auto bruciata e i continui annunci di Squadristi Rossi e Squadristi Neri, senza grosse destabilizzazioni sociali ma fornendo alla popolazione un “sentiment” di positiva tranquillità e ferma condanna di minimi disagi sociali.

“REAZIONE” MODERATA PER IL CONTROLLO DI UN POPOLO ORMAI TOTALMENTE SOTTOMESSO.

R.B.

 

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26 risposte a REAZIONE “MODERATA” PER UN POPOLO SOTTOMESSO

  1. Alter ha detto:

    Il Gioco non cambia mai; Infiltrazione e Controllo delle potenziali fonti di “Ribellione” spontanea, Gestione degli equilibri interni, Deteminazione degli obiettivi, Sviluppo del Kaos controllato.

    Oggi la “Gendarmerie”, il corpo dei supersbirri al soldo della Bce, sà tutto dei Black Bloc, cosi’ come i vari Ministeri degli interni.

    Il movimento Black Bloc è infiltrato, (tal quale a quanto accaduto alle varie Br e Nar) a livello continentale ed anche a livello nazionale.
    E chi determina Quando, Come e Dove far sfiatare la “Pressione ribellistica “, risponde all’Eu e ad altre Centrali straniere, e solo per ricaduta operativa al Ministero degli interni della banda degli Affidatari momentanei, del Controllo locale.

    Nulla accade nel continente Europa, senza che la matrigna Eu (ed Altri) lo sappia, lo controlli, lo decida.

  2. Rudolf Friedrich 01 ha detto:

    Analisi lucide e valide.

    Si, sono soprattutto ‘Altri’ a tenere le fila. Da noi, diciamo, almeno dal 43 e senza ritegno.

  3. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    In questo momento particolare agire secondo quanto scritto da Mao: la pesca sportiva si addice agli eretici !

  4. Alter ha detto:

    Come volevasi dimostrare…
    Grazie all’intervento provvidenziale dei cattivissimi All Blacks, e dei sempre immancabili quanto inossidabili loro fiancheggiatori i Centrisociali, Il “Bene Assoluto” democratico ha nuovamente trionfato.

    Questi gli Eroi:
    L’Ecspo’; che dalla violenza dei Landsknecht 3.0 trae legittimazione, consenso e risalto mediatico…
    Le “Istituzioni Democratiche” nazionali e locali; che ancora una volta hanno reagito compostamente alla “Barbarie antidemocratica” dei facinorosi…
    Le “Forze dell’Ordine”; sempre attente a non travalicare mai i confini che la legge impone loro, sicuro baluardo democratico cui tutti i cittadini possono ora guardare con rinnovata fiducia….
    I “Cittadini” di Milano; gli operosi meneghini pisapiatici, che si sono dati da fare per ripulite la Città offesa, ma giammai piegata, da cotanta malvagità…

    Ora Centrisociali e Landsknecht 3.0, come sempre in questi casi, attendono il bonifico dal Ministero degli Interni.
    Ottimo lavoro Compagni!

  5. Compagnoincamicianera ha detto:

    Non x snobbare questa discussione, dove è lampante che quattro imbecilli distruggono le automobili degli operai, e tutto quello che incontrano e i nostri poliziotti si trovano a gestire situazioni paradossali e ai quali va la mia solidarietà secondo me dovevamo commentare come il democratico italiano accetti le riforme della scuola e italicum, scusatemi sarò terra terra ma questi sono i misteri che più mi affascinano. Cioè avesse fatto Berlusconi queste cose ora stavano a parlare di democrazia e ora?? …. Il mistero s’infittisce. Un saluto fraterno a TUTTI.

  6. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Compagno in camicia nera, ormai avresti dovuto comporendere che il ” democratico italiano ” è rassegnato a tutto e non ha alcuna voglia di combattere. Il ” tengo famiglia ” domina incontrastato perchè il ” borghese ” così si è sempre comportato. Sia chiaro che noi non muoveremo un dito per difendere questa razza di vigliacchi: hanno quello che hanno voluto e ciò che si meritano. Per questa ciurmaglia l’importante è essere antifascisti. Le ultime inchieste giornalistiche hanno scoperto….UDITE, UDITE, che in ogni famiglia italiana c’è un nonno partigiano. Prosit !

  7. Alter ha detto:

    Nessun “Mistero” che si infittisce, semplicemente perchè non vi è alcun “Mistero”; trattasi di paraculistiche Parti in Commedia.
    E l’itagliota?
    L’itagliota semplicemente non ci capisce assolutamente un kaiz; e je và assolutamente bene cosi’…

    Dice Rino Formica (Psi al tempo di Craxi) sulla situazione di degrado della “Demokratzija” della penisola dei Kaki antifascisti.

    “Oggi vi è un contesto fortemente mutato.
    L’avanzare di un Capitalismo senza democrazia sta producendo una nuova forma di democrazia: la Democrazia Affidataria.
    l’Affidato è il popolo Desovranizzato; un Soggetto Inabile.
    L’Affidante è chi ha il potere del Vincolo estero; oggi è la Bce.
    Ma anche Draghi si illude di essere il vero Sovrano.
    Ed è l’Affidante provvisorio che ha scelto l’Affidatario, anche egli provvisorio che, per ora, si chiama Renzi”

    Secondo Formica, dipendiamo da un “Vincolo estero”; Il vero ed unico Affidante.
    Affidante che, di volta in volta, si interessa di scegliere l’Affidatario.
    Affidatario cui spetta il compito (provvisorio e sempre revocabile in caso di incapacità) di controllare il “Soggetto inabile”; il Popolo Desovranizzato.
    L’italicum fà parte del sistema di potere partitocratico, che determina la completa Desovranizzazione del Popolo Italiano.
    nessun Mistewro, tutto assolutamente alla luce del sole.

    Lormassoni posso tranquillamente agire allo scoperto; chi mai potrebbe contrastarli?

  8. Alter ha detto:

    Sorry men.
    Ma stavolta non arrivano i “Fascisti”.

    Stavolta non arrivano i Legionari, gli Arditi del Carso, del Piave e di Fiume a salvare “monarchia e chiesa”; Capre e Cavoli.

    Stavolta sono cavoli amarissimi della partitocrazia ladrona, del borghesissimo popoletto puttaniere”antifà”, e dei bergoglio immigrazionisti, relativisti qualunquisti.

    Stavolta si attende – comodamente seduti in Poltrona e sorseggiando un ottimo vinello – che tutto cada, che tutto vada gloriosamente e definitivamente a Puttane.

    Poi – una vota autocombusti e crollati Senato&Camera, Quirinale&Vaticano, Caritas&Cooperative, Confindustria&Sindacati – Noi Gli Italiani, provvederemo a sgombrare le macerie e finalmente RICOSTRUIREMO.

    Perchè a Gli Italiani, piace sentire l’odore della repubblichetta antifà carbonizzata, al mattino presto: Tutto quell’odore di grasso, grassissimo arrosto bruciato, odora di Vittoria.

  9. paolettiemilio ha detto:

    si sta attuando la parabola della rana immersa nell’acqua e che lentamente vi resta lessa, ed il fatto che certi abbrocci e intrallazzi vengano fatti alla luce del giorno senza paura di popolari conseguenze, ne è la prova…..

  10. Alter ha detto:

    Noi Italiani, anzi Noi Latini, Noi Italici, dovremmo iniziare a riconsiderare la Questione Israelo-Palestinese in una nuova ottica.
    Secondo me, Essa và affrontata in un modo completamente innovativo, rivoluzionario, almeno da parte Nostra.
    Perchè Noi siamo Altro, siamo Stirpe Italica.
    Noi non siamo il belante, passivo gregge itagliota rinchiuso nello stazzo.

    Cosa c’entra Israele e la Palestina con l’Eu: la distruttiva cessione di Sovranità cui versa l’Italia e che la deturpa oscenamente, l’invasione multietnica, l’occupazione militare straniera cui è sottoposta?
    C’entra, c’entra…

    Io accendo questa minuscola candelina, e la piazzo qui’, sul Nostro Tavolo di continua, inesorabile Elaborazione identitaria.
    Palestina e Israele; Due Popoli, due Nazioni, due fortissime Identità Etniche che lottano (fratricidamente) da tempo immemore per la propria Identità.

    Loro sono come NOI; lottano entrambe per non scomparire, per la perpetuazione del Sangue, della Razza, della loro Identità in pericolo.
    L’Assurdo è che combattano spietatamente l’Una contro l’Altra per una Causa, cui hanno entrambe Sacro Diritto.

    Le Intelligenze storiche che frequentano questo Luogo di Libero Pensiero italico, sapranno come articolare una eventuale risposta alla mia minuscola riflessione umana.

  11. Alfredo Ibba ha detto:

    Nazioni e popoli sono entità fluide nel corso della storia, con un inizio e una fine. Io oggi non riesco ad essere un identitario. L’ Italia fu un’ entità statuale creata da alcune elites contro i sentimenti delle popolazioni pre-unitarie. Il nazionalismo italiano, per quanto appunto mito, per un periodo fu il trampolino di lancio di una visione messianica di orizzonte universale (il fascismo), il Duce si servì del mito italiano per costruire qualcosa di magnifico; dopo il fascismo l’ Italia tornò pian piano ad essere italieta e oggi identità italiana, quella realistica e possibile, è talk-show, voto di scambio, primarie del PD, Salvini. Nella migliore delle ipotesi posso fare l’ identitario sardo, per quanto anche l’ identità sarda oggi sia semplicemente folklore, diciamo mi dice più un nuraghe, una “tomba dei giganti”, che un tricolore (eccetto quello della RSI). Se dovesse mai emergere un fenomeno rivoluzionario messianico, questo rifarà dal nulla delle entità statuali, così i nuovi laboratori di un socialismo nazionale saranno la Padania+Austria, ex Regno delle Due Sicilie, Sardegna, Isola di Capri ecc.
    Popoli e nazioni sono destinati inesorabilmente al cambiamento, a prescindere dai motivi.

  12. Alter ha detto:

    Vi sono Popoli Nazione che mantengono inesorabilmente la loro Identità.
    Israele è l’Esempio.
    Israele è la Pietra di Paragone.
    Israele vive la Sua Identità da Duemila anni.
    Ed oggi questa Identità trionfa su tutto e tutti.
    Dispiace per la Palestina ovviamente, ma resta il dato di fatto del trionfo del complessissimo Progetto Identitario Israelitico.

    Ma per poter concretizzare un simile Sogno, occorre avere un Fisico d’acciao.
    Ma come dimostra la dottrina sionista, anche un fisico fragile e debilitato, da secoli non allenato alla Lotta, puo’ essere trasformato nel Fisico di un Guerriero irriducibile.

    Io considero che Il Sionismo vada studiato a fondo.
    Io penso che tra le pagine di quella determinatissima, secolare Dotrina Identitaria, si celi l’Antidoto al veleno che stà uccidendo l’Italia e gli Italiani.

  13. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    La penso molto diversamente, caro Alter: gli italiani si stanno suicidando solo perchè non hanno individuato il nemico e non hanno valutato la sua pericolosità; in Toscana si afferma, in modo un pò volgare, che l’umanità si divide in due categorie fondamementalI: i ” mettinculi” e i ” piglianculi”. I primi sono più bravi e riuscono nel loro gioco, solo perchè gli ALTRI SONO PIù FESSI. Ho voluto semplificare perchè per essere vincenti non basta conoscere l’avversario ed apprezzarne le caratteristiche: occorre solo essere PIU’ ! Ma essere PIU’ significa fatica, sacrificio, senso del dovere, orgoglio di appartenenza e, soprattutto, amor di Patria.

  14. Alter ha detto:

    …”Ma essere PIU’ significa fatica, sacrificio, senso del dovere, orgoglio di appartenenza e, soprattutto, amor di Patria”…

    Sottoscrivo le Vs. parole Stelvio; tutte cose che (con un Impegno Colossale pari a quello sviluppato a partire dal 1919) si possono recuperare e far rivivere, per una Nuova, fantastica seconda volta.

    Il Fascismo vi riusci’ e l’Italia per un tempo fantasticamente “lunghissimo” (visti i secolari precedenti schiavistici, nonchè la settantennale odierna dominazione straniera) per addirittura un Ventennio fu’ Libera; fu’ Nazione, Sovrana, Indipendente.
    Un assoluto “Miracolo”.

    Mi permetto di rammentare a tutti Noi, che pure il sionismo fece “un miracolo” equivalente nel caso israelitico; ad iniziare da quell’opera di ingegneria statuale che fu’ la “Dichiarazione Balfour”.
    La “genialità” di tutta l’operazione instancabile che porta alla nascita dello stato di Israele dimostra che Il “Pensiero Identitario” in quanto tale, spiana le montagne, cambia il corso dei fiumi, e l’orografia delle coste della Geopolitica.

    Lo studio dei “Pensieri Identitari” altrui, (specie se dimostratisi efficaci), matura spunti di riflessione vincenti.
    l’Arma di distruzione di massa da utilizzare contro l’ammorbante multiculturalismo globalizzatore, è il “Pensiero Identitario”.
    La sommatoria di quello Nostro di Italiani, e di ogni altra Nazione e di ogni altro Popolo, che sulla faccia della Terra, lotti tenacemente per la salvaguardia della propria Identità di Stirpe.

  15. paolettiemilio ha detto:

    concordo con Alfredo Ibba..i confini o linee di fronte fra nazionalismo e globalizzazionismo mi si permettano i termini, si dilatano man mano che fra potenze economiche aumenentano accordi di collaborazione e cooperazione, nonche di spartizione i confini nazionali non hanno piu importanza, si afferma sempre più la distanza fra il fattore umano e il capitale che anzi prende sempre più vantaggio sul primo…..è una bolla finanzìaria destinata a scoppiare, ma passeranno forse secoli…..

    “Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”
    Tatanga Mani capo indiano sioux oglaga, in Italiano TORO SEDUTO.

  16. Alter ha detto:

    Sui “midia” itagliotici ascolti e leggi Grandi Enunciazioni muticulturalistiche irreversibilistiche, poi scopri l’esistenza di Nazioni Identitarie che agiscono efficacemente per la propria Identità di Stirpe, e che conoscono al centimetro i Sacri Confini della propria Casa, che resta inviolabile.
    Russia, Iran, Cina, India, Siria…

    Poi, vai a guardare con la lente di ingrandimento nei meandri del multikulturalismo che inesorabilmente tutto spianerebbe, è scopri un minuscolo gigantesco staterello che regge ad ogni impatto esterno; ISRAELE.
    Israele, Il Sogno avverato di tutti coloro i quali credono nell’Identità di Stirpe, di Sangue, di Razza, di Destino di un Popolo.

    Nulla di piu’ caporettistico, di piu’ badoglistico, di piu’ antifascistico, di piu’ itagliotico, dell’itagliotico definirsi ineluttabilmente sconfitti, ovviamente a prescindere, ovviamente senza aver mosso un dito mignolo, per evitarlo.
    Itagliotismo: ancor prima del falso mito dell’ineluttabilità dell’espansionismo globalistico, è questo il vero problema.

    Voi Stelvio, avete riassunto il tutto, (che è IL NULLA odierno) in una unica frase…
    “Gli italiani si stanno suicidando solo perchè non hanno individuato il nemico e non hanno valutato la sua pericolosità; in Toscana si afferma, in modo un pò volgare, che l’Umanità si divide in due categorie fondamementali: i ”mettinculi” e i ”piglianculi”. I primi sono più bravi e riescono nel loro gioco, solo perchè gli ALTRI SONO PIU’ FESSI.

    Gli Israeliti, i Russi, gli Iraniani, i Cinesi, i Siriani, NON SONO FESSI.
    Gli itaglioti si, gli itaglioti sono FESSI, e conseguentemente appartengono geneticamente alla razza dei Piglianculi.

  17. paolettiemilio ha detto:

    TORTO MARCIO presentazione

    Ho dedicato anni del mio lavoro alla questione israelo-palestinese. Ho viaggiato in quelle terre, ho studiato molto, e sono arrivato a una conclusione, o meglio, a un giudizio storico. Premetto che un giudizio storico non dialoga con i singoli accadimenti, coi numeri e con le statistiche, ma solo con la più basilare onestà morale nell’osservazione di un segmento di Storia. Ebbene, la mia conclusione è che in Palestina la componente ebraico-sionista abbia torto marcio. Un torto orrendo, persino paradossale. Infatti Israele nacque sull’uso del terrore su larga scala, dei massacri di palestinesi, della loro spoliazione, umiliazione e vessazione oltre ogni umana decenza, sul sotterfugio e sulla menzogna. E non sto parlando degli avvenimenti contemporanei, ma di fatti accaduti 60, 80 anni fa. Il destino della parte araba era segnato, e fu segnato quarant’anni prima dell’Olocausto nazista: già ai primi del novecento infatti i palestinesi erano considerati dai padri del sionismo, e futuri fondatori di Israele, una stirpe inferiore semplicemente da accantonare ed espellere, senza diritti, senza una Storia, un non-popolo. Il piano di pulizia etnica dei palestinesi prese vita alla fine del XIX secolo e non ha mai trovato soluzione di continuità fino ad oggi, e oggi come allora viene condotto dalla parte ebraica con una crudeltà senza limiti. L’immane tragedia dello sterminio ebraico nell’Europa di Hitler diede solo un impuso a quel piano, lo rafforzò, ma non lo partorì.
    Va compreso da chiunque desideri capire l’intrattabilità odierna del conflitto israelo-palestinese, che i torti più macroscopici furono inflitti dalla parte sionista ai danni della popolazione araba di Palestina negli anni che vanno dagli albori del ‘900 ai primi anni ’50. I ‘giochi’ si fecero allora. Tutto quello che è accaduto in seguito, sono solo violente contrazioni e reazioni da entrambe le parti (col primato della violenza senza dubbio in mano ebraica) in seguito a quel cinquantennio di orrori e di grottesche ingiustizie patite dai palestinesi nella loro terra, perpetrati con la piena e criminosa collusione degli Stati Uniti e dell’Europa, ciechi sostenitori di Israele allora come oggi. Solo guardando il terrorismo palestinese con questa ottica si comprende come esso sia la reazione convulsa e disperata di un popolo seviziato oltre ogni possibile immaginazione da quasi un secolo, e non una peculiare barbarie islamica. E con la medesima ottica si comprende la follia ingiustificabile del piano sionista odierno, e la sua implacabile ingiustizia.

    Ci sono le prove, nero su bianco, di quanto ho appena affermato, e tutte da fonte ebraica autorevole, fra cui le ammissioni e gli scritti degli stessi padri fondatori di Israele.
    Solo chi ha l’onestà intellettuale di voler leggere quelle prove può oggi comprendere perché Israele non ha e non può avere un diritto giuridico e morale di esistere, ma solo un diritto di fatto. Nessuno Stato può pretendere di essere legittimato dalla comunità internazionale dopo essersi edificato sulle più abominevoli violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo, su fiumi di sangue di innocenti, su una pianificazione perfida e razzista. Oggi Israele c’è, e non lo si può certo sopprimere come Stato. Il suo unico diritto di esistere si fonda su questo pragmatismo, e naturalmente sul diritto di esistere degli israeliani che lo abitano. In ciò, esso condivide la medesima problematica con gli Stati Uniti, nati sul genocidio dei nativi ma pragamaticamente ormai legittimati ad esistere.

    Che i sopraccitati concetti lascino sconvolto e scandalizzato pressoché chiunque li legga, è solo dovuto al fatto che sulla vicenda israelo-palestinese la storiografia occidentale e i media ad essa asservita ci hanno raccontato sempre e solo menzogne, una colossale e incredibile mole di menzogne, talmente reiterate da divenire realtà per chiunque. Questa mia non è l’ennesima speculazione delirante su chissà quale complotto internazionale plutocratico-giudaico-massone, né una fantasticheria negazionista. Quanto vado affermando è frutto, lo ripeto, di una autorevolissima ricerca storiografica con al suo attivo nomi di enorme prestigio accademico, e quasi tutti di origine ebraica.

    Pochi sono i casi nella narrazione delle vicende umane in cui, in seguito a un approfondimento moralmente onesto dei fatti, si viene a scoprire una realtà indicibilmente diversa da quella comunemente acquisita. Il conflitto israelo-palestinese è forse il caso più scioccante.

    Vi propongo di seguito alcune tracce per cominciare a orientarsi. Potete leggere le parti che riguardano Israele nel mio “Perché ci Odiano” (Rizzoli BUR 2006), e la cronologia degli eventi di quel conflitto al termine del libro. Vi troverete un’ampia panoramica, sia storica che dei fatti meno noti e più sconcertanti, con una rigorosa documentazione al seguito. Poi, sempre nell’ambito della revisione storica degli eventi fondamentali del passato, ritengo imprescindibile il lavoro dello storico ebreo israeliano Ilan Pappe, e la lettura del suo “La Pulizia Etnica della Palestina” (Fazi Editore 2008). E ancora due libri fondamentali, fra le migliaia: “Pity The Nation” di Robert Fisk (Oxford University Press, 1990), che partendo dalla tragedia del Libano ci svela cose agghiaccianti del passato di Israele, e “Palestine and Israel” di David Mc Dowell (I.B. Tauris & Co. Ltd Publishers, London 1989), altra mole di dettagli e fatti taciuti e sepolti dalla storiografia ufficiale.

    La letteratura disponibile in questa materia è sterminata, per cui mi limito qui a segnalarvi alcuni fra i più veritieri e coraggiosi autori che potrete cercare facilmente in Rete. Fra gli autori stranieri: Prof. Noam Chomsky, Prof. Norman Finkelstein, Tariq Ali, Uri Avnery, Akiva Orr, Prof. Adel Safty, Prof. Edward Said, Prof. Ur Shlonsky, Prof. Edward Herman, John J. Mearsheimer e Stephen M. Walt, Shraga Elam, Tanya Reinhart, Amira Hass, Prof. Avi Shlaim, Oren Ben-Dor, Gideon Spiro, Prof. Francis A. Boyle, Meron Benvenisti, John Pilger, Gideon Levy…
    Per quanto riguarda gli autori italiani e i siti meglio informati, vi lascio al contatto con l’eccezionale ed enciclopedico Andrea Del Grosso e al suo http://www.hawiyya.org. Lì c’è tutto (e più di tutto) quello che deve essere saputo sul conflitto israelo-palestinese, con l’impareggiabile pregio di essere narrato e curato dallo studioso più vicino all’imparzialità che io abbia mai conosciuto in Italia.
    Poi ci sono i siti stranieri, ancora un oceano di scelte, fra cui raccomando: http://www.zmag.org/znet, http://www.btselem.org/index.asp, http://www.jewishvoiceforpeace.org, http://zope.gush-shalom.org/index_en.html, http://www.kibush.co.il, http://rhr.israel.net, http://otherisrael.home.igc.org.

    Infine vi lascio a una breve selezione di articoli e documenti dal mio archivio.
    Articoli in ordine: 1) Ottimo CounterPunch sulle lobby ebraiche negli USA 2) Considerazioni da un ex insider americano sulla vicenda di Mordechai Vanunu e sul pericolo nucleare israeliano 3) Due righe di Gianluca Bifolchi su Furio Colombo e sulla sua love story con Israele 4) & 4 bis) Due interessantissime ricostruzioni di come Israele abbia creato Hamas e ne abbia poi perso il controllo 5) Impareggiabile testimonianza dell’ex partigiano d’Israele e storico Akiva Orr su come Tel Aviv si sia armata con l’atomica sotto il naso di tutto il mondo 6) Un mio editoriale apparso sul Manifesto durante la sanguinaria invasione del Libano da parte di Israele nel luglio del 2006.
    Documenti in ordine: 1) Ottima sintesi storica delle origini del conflitto in Palestina/Israele, e altri contributi alla comprensione del conflitto, pubblicata da Jews for Justice in the Middle East (aggiornata al 2002, ma utile per il retroterra) 2) Interessantissimo punto di vista dall’interno dell’esercito USA sul problema nucleare Iran-Israele, redatto dal Strategic Studies Institute, U.S. Army War College 3) Una diversa sintesi storica del conflitto israelo-palestinese raccontata dal celeberrimo Uri Avnery, uno dei maggiori e più coraggiosi testimoni ebrei israeliani ancora viventi di tutta l’epopea di quelle terre dal 1948 a oggi 4) Un eccezionale documento originale del 1949: la notoria Legge sulle Proprietà degli Assenti che preparerà il terreno all’immane furto delle terre arabe sottratte dalla neonata Israele ai palestinesi fuggiti dalle loro case di fronte all’infuriare della guerra del 1948, ma soprattutto a causa della campagna di pulizia etnica condotta dai gruppi terroristici ebraici di allora 5) Infine, una mia lettara polemica a un gruppo italiano pro-Palestina che mi invitava a presenziare l’ennesimo convegno sul conflitto. Leggetela per comprendere come, tristemente, anche in questo caso in Italia chi si fregia del titolo di ‘attivista’ mira a soddisfare innanzi tutto il proprio ego, e poi solo in secondo luogo e con estremo lassismo considera l’efficacia di ciò che fa, per non parlare del destino di coloro che vorrebbe ‘salvare’. La lettera contiene la mia proposta concreta per un attivismo efficace a favore della fine del conflitto in Palestina.

    Ciò che sta accadendo da ormai 100 anni in quelle terre, è non solo una spaventosa tragedia di ingiustizia e di complicità internazionale nel perpetrarla, ma è anche la causa diretta della peggior minaccia alla pace dopo la fine della Guerra Fredda. La verità sulla genesi di quel conflitto va raccontata alle opinioni pubbliche fino in fondo, costi quel che costi, e giustizia va fatta, costi quel che costi. Tradotto: Israele ha torto marcio, e dovrà lavorare decenni per riparare all’orrendo misfatto della sua condotta in Palestina. Questo, per il bene dei palestinesi e degli israeliani in pari misura, perché senza giustizia, laggiù, nessuno avrà mai la pace. Che significa vita.

  18. paolettiemilio ha detto:

    aprile 2015

    Finalmente il tanto atteso accordo sul nucleare iraniano è arrivato. Ci sono voluti otto giorni, con due di estensione rispetto ai tempi previsti, perché i P5+1, i sei paesi del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite insieme alla Germania, dessero il via libera ad un’intesa definitiva che metta fine a dodici anni di contenzioso nucleare. Una pagina storica per la storia del Medio oriente: è stato subito il commento del segretario di Stato John Kerry e del ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha parlato di un mondo più sicuro in seguito all’accordo e di «verifiche senza precedenti» per impedire qualsiasi deviazione militare del programma nucleare a scopo civile.
    I termini dell’accordo

    Sebbene il testo finale sarà firmato soltanto il prossimo 30 giugno e solo ora si passa alla stesura dell’intesa, di fatto il vero passo avanti è stato compiuto. La bozza annunciata a Losanna ammette di fatto che l’Iran prosegua nel suo programma nucleare a scopo civile. Non solo, prevede la cancellazione di tutte le sanzioni internazionali, contestualmente al rispetto dei requisiti dell’accordo annunciato in una conferenza congiunta dall’Alto rappresentante per la politica dell’Unione europea Federica Mogherini e dal suo omologo iraniano, Javad Zarif.

    Proprio come voleva Tehran, Stati Uniti e Unione Europea si sono impegnati a cancellare sanzioni primarie e secondarie imposte negli ultimi anni contro il nucleare iraniano, e inasprite dal Congresso Usa nel 2010. Questo sarà sancito non dal Congresso stesso (con la sua riluttante maggioranza di Repubblicani) ma da una risoluzione delle Nazioni unite che cancellerà anche i precedenti provvedimenti che avevano strozzato l’economia iraniana.

    L’accordo entrerà in vigore in diverse fasi di dieci, venti e venticinque anni. Si è trattata quindi di una decisione cruciale, di una maratona senza precedenti in questo secolo, di un’intesa dalla portata storica. Ma anche l’Iran ha dovuto concedere non poco ai P5+1. Saranno sospesi i due terzi della capacità di arricchimento dell’uranio da parte iraniana. La centrale di Natanz sarà la sola struttura di arricchimento dell’uranio attiva nel paese. Gli altri siti per l’arricchimento saranno convertiti in centri di ricerca tecnologica. Non si fa quindi riferimento al trasferimento di centrifughe in Russia, proposta avanzata da Mosca e mai accettata da Tehran. Nella centrale di Fordo non sarà presente materiale fissile e questo per rassicurare tutti i detrattori delle intenzioni genuinamente pacifiche del nucleare iraniano. E così nel rispetto dei Trattati di non proliferazione e dei protocolli addizionali, l’Iran avrà diritto ad andare avanti con il suo programma nucleare civile. Contestualmente all’intesa si avvieranno programmi di cooperazione internazionale e in materia di sicurezza, del tutto impensabili fino a pochi anni fa.
    Gli effetti regionali dell’intesa: favorevoli e contrari

    Questa decisione darà nuova stabilità al governo sciita al potere a Baghdad, rafforzerà la presidenza siriana e potrebbe ridimensionare lo Stato islamico, che l’Iran combatte in Siria, faciliterà la stabilizzazione dell’Afghanistan e forse ridimensionerà le mire saudite sullo Yemen.

    Molti a Tehran hanno gioito per la fine del contenzioso nucleare. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, prima della sua rielezione, era intervenuto al Congresso Usa e aveva avvertito delle gravissime conseguenze che avrebbe comportato un’intesa. Al discorso non aveva preso parte il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama che non aveva gradito l’invito.

    Ma a spingere per l’intesa sono stati prima di tutto Russia, Cina e Germania, mentre Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno frenavano gli entusiasmi. Per i russi era tutto pronto da giorni. «Si può dire con certezza relativa che c’è l’accordo di principio», assicurava nei giorni precedenti l’intesa il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. L’accordo è vantaggiosissimo per gli interessi russi che già sfruttano ampiamente l’isolamento di Tehran per fare affari miliardari e trasferire in Iran tecnologia di bassa lega. Sulla stessa onda è la Cina che continuava a premere per un’intesa.

    Ma ancora una volta a frenare gli entusiasmi sono state Parigi e Londra. 47 senatori Repubblicani avevano inviato una lettera alla guida suprema iraniana Ali Khamenei, avvertendolo che, anche in caso di accordo, la fine delle sanzioni non sarebbe stata approvata dal Congresso Usa. «Abbiamo un accordo generale ma ci sono molti nodi da sciogliere», aveva prudentemente dichiarato ieri, dopo anni di colloqui, il ministro degli Esteri inglese Philip Hammond.
    Le tappe del negoziato

    La questione del nucleare iraniano sembra infinita. La crisi nucleare si è aperta nel 2003, quando il Consiglio nazionale della Resistenza dell’Iran ha denunciato la presenza di siti non segnalati all’Agenzia per l’energia atomica (Aiea) e lo sviluppo di programmi di arricchimento dell’uranio nelle centrali di Natanz, Arak e Saghand. In verità, già lo Shah, che governava prima della rivoluzione Khomeinista, aveva intenzione di sviluppare un programma che rendesse l’Iran capace di dotarsi della tecnologia adatta per ottenere l’intero ciclo nucleare. E così nel 1968, l’Iran firmò il Trattato di non proliferazione nucleare, ratificato nel 1970. Da allora, furono siglati vari accordi con Germania e Francia per la costruzione di impianti nucleari. Nel 1974 la Siemens iniziò a costruire il sito di Busher I e II, mentre nel 1976 furono avviati impianti per l’arricchimento dell’uranio. Con la Rivoluzione del 1979, i programmi nucleari vennero sospesi. Ma, a metà degli anni Ottanta, Cina e Pakistan accordarono la loro assistenza per fornire tecnologia nucleare all’Iran e formare personale adeguato. Nel 1990, l’Unione Sovietica (Urss) siglò un accordo con Teheran per completare l’impianto di Busher. Da allora numerosi altri siti sono stati attivati, oltre a quelli già citati, nelle province di Yazd e Esfahan.

    Dopo le denunce del Consiglio nazionale della Resistenza dell’Iran, nel giugno del 2003, sono arrivate le prime ispezioni dell’Aiea nella centrale di Natanz. È stata riscontrata la presenza di uranio arricchito. La questione non è stata subito demandata al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il che avrebbe comportato sanzioni economiche per l’Iran. Già nell’ottobre del 2003, i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Gran Bretagna si sono recati a Teheran per tentare di risolvere il contenzioso. Le autorità iraniane si dissero impegnate in progetti per l’uso civile delle tecnologie nucleari, pronte a sospendere l’arricchimento dell’uranio e a collaborare con l’Aiea.
    Tra nucleare e propaganda: il dibattito in Iran e gli effetti delle sanzioni

    L’insistenza della posizione iraniana ha chiarito per anni l’uso sostanzialmente propagandistico che la leadership rivoluzionaria voleva conferire al tema nucleare. Tuttavia, la necessità di proseguire nelle attività di arricchimento veniva affermata dall’intero spettro politico, gli unici distinguo tra riformisti e conservatori hanno riguardato lo sforzo necessario per l’alleggerimento delle sanzioni internazionali.

    Eppure le sanzioni internazionali approvate contro l’Iran hanno colpito soprattutto la popolazione. Prevedono restrizioni anche per i leader iraniani: dal divieto di espatrio per gli scienziati nucleari di Teheran ai limiti al commercio di beni che possono essere utilizzati per fini militari. Nel 2010, il Consiglio di sicurezza ha anche adottato alcune sanzioni contro i pasdaran, sospettati di avere un ruolo chiave nel programma nucleare. Inoltre, l’Unione europea ha bloccato l’import e l’export di armi, di tecnologia che può essere usata a fini militari o nucleari e di telecomunicazioni. Ha poi bandito ogni forma di finanziamento al settore petrolifero, del gas e ha messo sotto stretta osservazione le transazioni finanziarie da e verso l’Iran. Questi provvedimenti hanno prodotto una grave crisi valutaria e alti tassi di inflazione che hanno direttamente colpito la classe media iraniana.

    Ora si volta pagina. Il 2 aprile del 2015 è una data da ricordarsi: perché ha segnato un cambio di passo nella storia dell’Iran e del mondo intero.

  19. paolettiemilio ha detto:

    Nucleare, Netanyahu: “Firma solo se Iran riconosce diritto di Israele a esistere”……ecco i nuovi fronti della “guerra”…i moderni Caporetto….è chiaro che l’imperialismo capitalista non è un senso unico, lo è da noi ed è atlantico con l’america, Ma il mondo è grande e altre potenze corrono alla conquista dell’ultima risorsa, l’ultimo barile di petrolio.l’ultimo metallo importante…..in comune hanno l’obbiettivo di escludere dal gioco il popolo…..la plebe…l’aspetto sociale ….

  20. paolettiemilio ha detto:

    …..l’iran appoggiato e sostenuto dalla russia e israele appoggiato e sostenuto dall’america…sono stati, ma svolgono il ruolo di pedine nel grande gioco in cui i nazionalismi servono da motore e motivazione per le popolazioni, che però senza gli aiuti finanziari e le armi delle “supoerpotenze” poco potrebbero fare, come del resto poco possono fare i palestinesi armati di sassi,…perchè la questione israele è di pertinenza americana, e se i poteri economici possono controbilanciare, evitano di pestarsi i piedi….
    D’altronde anche in Italia tale fronte è passato, circa 70 anni fa……con la caduta del fascismo, spostando sempre più la rotta dell’Italia verso l’america ed il patto atlantico complice anche il M.S.I. di Giorgio Almirante che contribui anzi determinò che il fascismo o quel che ne rimase si identificasse con la destra, identificabile con il capitalismo anglosassone quando un movimento come il fascismo tutto era fuorchè di destra…anzi…..

  21. Alter ha detto:

    Consiglio di andare a leggere (o rileggere) “Dialogo sulla Razza” del leader sionista Jabotinskij.

    I temi del Sangue, della Razza, dell’Identità, della Stirpe, della Patria, della Lotta contro l’Assimilazione globalizzante, sono tutti già perfettamente enunciati ancor prima della cronologica nascita del Pensiero fascista e di quello nazionalsocialista.

    Razza, Sangue, Identità, Stirpe, Patria.
    E se questi Immortali Valori Umani valgono ancora oggi per un Israelita, perchè mai non debbono valere ed essere pubblicamente celebrati da un Italico, un Teutone, un Palestinese, un Iraniano, un Siriaco, un Russo o un Libico?

    Non esiste schiavo piu’ stupido di chi operi quotidianamente per autoincatenarsi, autocensurarsi, autocancellarsi.
    Occorre quindi tornare a parlare tranquillamente di Razza, di Sangue, di Identità, di Stirpe, di Patria, di Lotta contro la tirannica Assimilazione globalizzante.
    Perchè se questo Credo Identitario trova ospitalità e giustificazione in Israele, perchè mai non dovrebbe venir celebrato in Italia?

    Jabotinski l’Identitario, che crea il primo embrione della futura Marina di Israele, in Italia.
    In Italia, grazie all’attenzione, la sensibilità, l’ospitalità dello Statista, del Duce, dell’Ultimo Grande Italiano; Benito Amilcare Andrea Mussolini.

  22. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Dite tutto quello che volete, ma l’eroe rimane il ragazzo palestinese che lotta e combatte anche lanciando un sasso contro un carro isaraeliano; gli israeliani sono occupanti, sono usurpatori di territorio, sono i millantatori di una storia che hanno fatto diventare dogma, sono dei ricattatori senza umanità e, quindi, senza onore.

  23. Alfredo Ibba ha detto:

    Russia, Iran, India, non sono contesti omogenei dal punto di vista etnico e culturale.

  24. Alfredo Ibba ha detto:

    A me interessa l’ Uomo, non mi interessa l’ uomo in quanto bianco o “negro”, puro o meticcio. I giapponesi sono puri biologicamente, ultra-identitari al punto da preferire risolvere il declino demografico facendosi sostituire dai robot piuttosto che allentare le misure sull’ immigrazione, ma rimangono pur sempre uno dei popoli più addomesticati e cazzoni del pianeta, dei robotini funzionali al sistema tecno-capitalista, al punto da essere apprezzati come società ideale in sede “Commissione Trilaterale”. Anche i cinesi e altre popolazioni asiatiche sono le più apprezzate dai supercapitalisti..
    Il nazionalismo durante l’ epopea fascista fu il mezzo per realizzare una nuova idea dell’ umanità, non il fine ultimo.

  25. Alter ha detto:

    Gli effetti della genialità del Pensiero sionista sono sotto gli occhi di tutti e quindi, come tali, assolutamente invisibili alla Massa.
    I suoi programmi inflessibili, le sue intuizioni geniali quanto visionarie, hanno prodotto i sorprendenti, rivoluzionari Effetti Concreti che da oltre un secolo determinano il cammino e scandiscono la sorte delle ignorantissime Masse belanti “gentili” occidentali.

    Ci vuole del “Genio”, per riuscire a conseguire simili sbalorditivi risultati.
    E c’e’ voluta un’incredibile “Ignoranza”, per aver permesso che tutto questo accadesse impunemente.

    Eppure non esiste dottrina razziale, politica, militare, sociale, economica, filosofica, meno conosciuta di quella sionista.
    Da questa colpevole Ignoranza di noi Goim, (in parte subita, in parte indotta, in parte autopromossa), sono, e continuano a sorgere, un sacco di Guai mortali.

    Se i cosiddetti “Gentili” dedicassero allo studio del Sionismo, la metà del tempo che essi dedicano alle estenuanti, inconcludenti, secolari discussioni polemiche su capitalismo, comunismo, “nazzziiiisssmooo”, e fascismo, essi farebbero un incredibile salto in avanti nella Comprensione di quel che è accaduto loro nell’ultimo secolo.
    Perchè è unicamente dalla “Comprensione” di quanto è accaduto e continua ancora ad accadere, che può sorgere una “Risposta”.
    Una Risposta che non sia il solito mugugno inconcludente o all’opposto, la solita sacralizzazione dell’attuale situazione in cui versa il cosiddetto “Occidente”.

    Questo anticonvenzionale “Spazio di Libertà” è uno dei rari ecosistemi, in cui e possibile parlare con pacatezza del “Sionismo”; questo Totem misterioso, questo assoluto sconosciuto.
    Grazie Italiani.

  26. Valerio Milani ha detto:

    “REAZIONE” MODERATA PER IL CONTROLLO DI UN POPOLO ORMAI TOTALMENTE SOTTOMESSO.

    Ottima analisi.
    Buonasera, sono nuovo in politica… sono un risvegliato da un paio d’anni… un amico mi ha indicato Voi ed io sono un paio di settimane che sto leggendo a ritroso i vari articoli con commenti .
    La penso pari pari come il Sig. Paoletti, e voglio rispondere al Sig. Alter xkè anch’io sono per la difesa di Razza, Sangue, Identità, Stirpe e Patria… ma appunto, Difesa !
    I “circoncisi” non si fermano a questo xkè sono fortemente credenti, e in quanto tali leggono ed eseguono parola per parola quel vecchio testamento che li erge a “Popolo eletto” non solo per la “Terra promessa”, ma anche per conquistare il mondo (infatti chi comanda ?)…. preciso ciò che dico :

    Deuteronomio 15.6 :

    Il tuo Dio, l’Eterno, ti benedirà come t’ha promesso, e tu farai dei prestiti a molte nazioni, e non prenderai nulla in prestito; dominerai su molte nazioni, ed esse non domineranno su te.

    Deuteronomio 23.19 :

    Non farai al tuo fratello prestiti a interesse, né di danaro, né di viveri, né di qualsivoglia cosa che si presta a interesse.

    Deuteronomio 23.20 :

    Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello; affinché l’Eterno, il tuo Dio, ti benedica in tutto ciò a cui porrai mano, nel paese dove stai per entrare per prenderne possesso .

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