MATTEO CONTRO MATTEO: SCENARI DA BASSO IMPERO

mattei_nPare proprio che il sistema abbia scelto i finalisti che si giocheranno nei prossimi anni la possibilità di assicurarsi il potere politico in questa nostra Nazione. Decisione “oculata” se si pensa che in passato i personaggi in questione si sono trovati nelle condizioni di ambire ad un montepremi mediante un quiz televisivo. Permetteteci di scherzare ma la situazione in cui versa l’Italia ha del tragicomico. In verità infatti i due Matteo, Renzi e Salvini, posseggono indubbiamente entrambi tutte le caratteristiche idonee a fungere da attori principali nella recita della democrazia parlamentare, il cosiddetto Fisic du Role. Il primo, partito dall’essere un gioviale politico territoriale (anche se ammettiamo ben determinato fin dagli albori), ha stregato in molti con un’eloquenza invidiabile, fatta di promesse grandiose le quali hanno convinto prima molti colleghi a mettersi dalla sua parte nella lotta interna al Partito Democratico, poi i militanti a sceglierlo nelle primarie, permettendogli cosi, anche grazie a numerosi avvenimenti favorevoli, di diventare Presidente del Consiglio. Il secondo ha fatto la gavetta, fino a spodestare il leader di sempre a suon di “strillate” e diventare segretario della Lega Nord, che possiamo definire ad oggi il principale riferimento politico dell’ area di centro-destra, un centro destra volutamente dismesso da Berlusconi con il Patto del Nazareno.

Oggi il potere, le cui logiche ambedue ugualmente difendono strenuamente, mette nelle condizioni gli italiani di scegliere queste due alternative (senza dimenticare il Movimento5stelle che comincia a puntellarsi anche nei territori). I profili sono ben delineati, e rispecchiano quanto accade nelle democrazie occidentali. Da una parte troviamo il leader che si definisce di centro-sinistra, egli però de facto di sinistra non ha nulla, usa quella parola solo per identificarsi meglio come “socialdemocratico”, progressista, anti-razzista e vagamente liberale, radicalmente liberista in economia alterna slanci di generosità finta e mediaticizzata (vedasi 80 euro), è per i diritti civili ma adora e frequenta l’istituzione ecclesiastica (anche se non sono noti i suoi rapporti con Bergoglio), tifa per Obama ovviamente, fosse anche solo perchè il nome del partito è lo stesso.

Dall’altra il leader di destra, lo stereotipo perfetto, antituttoquellochenonsiamilanese, populista nelle parole ma liberale nei fatti, diktat “stranieri male assoluto e ruspe quante ne vuoi”, e si parla di economia e lavoro solo con improbabili e sciagurate riforme fiscali come la Flat Tax.

Quello di cui gli italiani devono rendersi conto al più presto ( e il dato di astensione alle recentissime elezioni regionali è positivo in tal senso) è che questa lotta tanto combattuta nelle dichiarazioni televisive, nei salotti radical chic e nelle piazze blindate (che tanto ricordano schemi sistemici degli anni 70/80), è solo ed esclusivamente una contesa interna allo schema di controllo che ci governa da decenni.

Purtroppo all’orizzonte il sistema ha già scelto Landini per riportare gli italioti alle urne, e i “sinistrati” ci cascheranno di nuovo.

Chiunque si troverà in una posizione di comando non cambierà strutturalmente le prospettive e i rapporti del nostro paese con il mondo che lo circonda, gli interlocutori rimarranno sempre gli stessi. La nostra Nazione è ormai privata di qualsiasi Sovranità e non ha nessuno tipo di autonomia da poter perseguire.

Vi siete mai chiesti come mai nessuno dei due contendenti parla di Nazionalizzare la Banca d’Italia ?

Vi siete mai chiesti come mai nessuno dei due contentendi parla delle Basi USA/NATO in Italia ?

Entrambi i leader (nomen nominis) hanno votato favorevolmente riguardo a trattati europei con i quali purtroppo oggi siamo ancora chiamati a confrontarci che hanno avuto il compito di minare la nostra sovranità (si proprio quella che oggi si auspica con tanta forza e dedizione), entrambi si oppongono fortemente al riconoscimento della Palestina, dimostrando cosi la loro sottomissione ai dettami provenienti da Gerusalemme, entrambi seguono la politica Statunitense con interesse, ovviamente uno con la sciarpa dei democratici e uno con la felpa repubblicana.

Questi signori pensano che tutti gli italiani siano degli smemorati.

Nel momento in cui si capisce che il popolo italiano è chiamato a decidere tra due persone che, seppur da diverse angolature, guardano come punto di riferimento politico e istituzionale ad un paese, gli Stati Uniti, che sono moralmente e materialmente responsabili dei nostri mali dal dopoguerra ad oggi, e che vedono nel 2015 persone morire perchè non posseggono un’ assicurazione sanitaria che possa garantirgli la possibilità di usufruire delle cure dovute, è chiaramente comprensibile come con la complicità della comunicazione cortigiana si siano volute creare due tifoserie all’ interno di uno stadio chiamato sistema, in cui quella che viene spacciata al popolo come una partita dai toni accesi altro non è se non un’ amichevole in cui tutti si stringono la mano e a fine partita saranno vincitori.

Se il punto di riferimento di questi signori è l’OCCIDENTE siamo destinati a schiavitù sicura.

Finchè la competizione politica sarà relegata a ciò i poteri forti non avranno certo nulla di cui preoccuparsi, consapevoli del fatto che l’ Italia non costituirà mai un problema e una barriera per i loro interessi, ma sempre e solamente un’ alleato fedele, da usare quando serve.

Non saranno di certo le diverse ricette su come risolvere un problema certamente importante come quello costituito dall’immigrazione clandestina ( comunque rivelatesi entrambe errate) a costituire una materia di discussione valida al fine di delineare una posizione radicale nei contenuti e rivoluzionaria nei fatti, infatti problemi come quello migratorio servono soltanto a creare dibattito e scegliere il proprio beniamino politico.

Finchè non ci si riapproprierà della Sovranità Nazionale anche il Piano Kalergi diventerà un incubo certo.

I fatti dimostrano che su queste tematiche Salvini (il suo partito è stato al governo con Berlusconi per anni e personaggi quali Calderoli e Maroni non sono certo nuova guardia e hanno avuto un peso determinante nelle scelte anti/pro immigrazione dei passati governi) e Renzi (democristiano e anche lui culturalmente liberale) non differiscono in nulla, giocano nella stessa squadra, quella avversaria degli italiani, anche di quelli che non vogliono scendere in campo ma stanno sugli spalti ad applaudire uno spettacolo finto, creato ad uso e consumo del sistema.

D.P.

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27 risposte a MATTEO CONTRO MATTEO: SCENARI DA BASSO IMPERO

  1. Alter ha detto:

    I due Matteo, sono i “Figli della Bambagia”.
    Nati e cresciuti negli anni “buoni”, al momento opportuno hanno avuto la furbizia di inserirsi nell’unico settore economico in crescita e che non conosce crisi: la Partitocrazia populista mediatica.

    Figli della Tivi,’ hanno seguito le orme dell’oramai logoro Silvio, sorpassandolo.
    Silvio: il Partitocrate populista mediatico che nel 2011 ha portato l’Italia a schiantarsi sugli scogli.

    I due infantilistici Matteo, in questo momento stanno interpretando la fiction televisiva “Comandanti coraggiosi”, ed il set è la scricchiolante tolda della nave incagliata Italia.

    Essi vivono nella realtà virtuale partitocratica, della fiction televisiva mediatica deì concentrici Populismi dem-leghisti.
    “Matteo&Matteo” la fiction televisiva oggi di maggior successo tra gli itaglioti.
    Ma quanto sopravviveranno alla inesorabile Prova dei Fatti i due “fenomeni” mediatici?

  2. Alfredo Ibba ha detto:

    I 2 Matteo li avremmo per altri 20 anni. Sono un conflitto termonucleare, uno slittamento veloce della crosta terrestre contrassegnato da mega-terremoti, possono interrompere questo deleterio spettacolo.

  3. Compagnoincamicianera ha detto:

    Buongiorno non credo che sarà Matteo contro Matteo, come avete notato alle prime “difficoltà” sulla distribuzione territoriali degli stranieri è venuto fuori il carattere antinazionale leghista che vorrebbe vietare gli stranieri in Veneto Lombardia e Liguria. ( e il Salvini eroe nazionale dov’è?) .

  4. Alter ha detto:

    Basta chiacchiere; non si scherza piu’.
    La campagna elettorale è terminata.

    Ora I Fatti: le Regioni Lombardia e Veneto si oppongono al Piano Immigrativo forzato, messo in atto dal Regime?
    Maroni e Zaia vadano sino in fondo; sino alle dimissioni, ed alla successiva Insurrezione Popolare.

    Nel Dombass hanno fatto cosi’.
    Animo ai Leghisti, basta grappini e spritz in piazza, passino alle armi: le hanno in casa o no?

    In caso di immobilismo o peggio, di “Ricorso” ai soliti organi in-competenti, Maroni e Zaia daranno conferma agli Italiani, che la “Nuova Lega” fà parte integrante alla solita Mangiatoia partitocratica trasversale nord-sud, centro-regione.

    Un piccolo “refreshing” su quella che potrebbe essere l’inconcludente manfrina legale che Stato&Regioni (entrambi falliti) potrebbero decidere di attuare (in comune accordo dilatorio), per continuare a prendere per il sedere i decerebrati itaglioti che hanno votato convintamente per Teo&Teo, i due divi della fiction itagliotica “Un posto in mangiatoia”.

    L’Art. 126 stabilisce: «Con decreto motivato del presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge.». Lo scioglimento è deliberato dal Consiglio dei ministri, previo parere della Commissione Parlamentare sugli affari regionali.

    Per contro:
    La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di Legge dello Stato o di un’altra regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di Legittimità Costituzionale dinanzi alla Corte Costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto avente valore di legge (art. 127 Cost.).

    La regione, oltre a ricorrere alla giustizia amministrativa, può sollevare un conflitto di attribuzioni di fronte alla Corte costituzionale se vengono lese le sue competenze amministrative e bla, bla, bla.

    A pochi giorni dalle elezioni in cui prometteva sfracelli, ora “La Nuova Lega” salviniana puo’ dimostrare quanto realmente intenda lottare contro il Piano Kalergi.
    Dai Zaia, dai Maroni!
    Vediamo se avete veramente i maroni.

  5. Compagnoincamicianera ha detto:

    Buongiorno x il Sig. Alter nel mio intervento volevo sottolineare il carattere della lega che difende il territorio in maniera localistica e si presenta come forza nazionale.

  6. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Solita sceneggiata……..ma intanto l’invasione afro-asiatica continua senza soste ! E il ” popolo bue cosa fa ? Mugugna e poi si scioglie o in un buonismo caritatevole o in una incazzatura televisiva. E tutto va come vogliono i padroni !

  7. Alter ha detto:

    Per gli Italiani si prospetta una Estate di patetici spettacolini, di usurate replichette di cose viste e riviste.
    Sbarchi di Immigrati economici, incentivati a partire dalle coste libiche ed immediatamente soccorsi, accolti ed ospitati (quindi formalmente riconosciuti) dal Regime della Repubblica partitocratica.

    Una Estate di logore replichette teatrali, con il Regime centrale di Teo Renzi che impone “l’Accoglienza ai Migranti” ai territori; ed il Regime regionale veneto/lombardo di Teo Salvini, che oppone inattuabili minacce burocratiche, di mera facciata propagandistica, ad uso e consumo della propria tifoseria elettorale.

    PROSEGUONO TRASFERIMENTI VERSO NORD – Intanto, proseguono i trasferimenti di stranieri dai luoghi di sbarco verso le regioni del Nord, secondo il piano stabilito dal Viminale che punta a riequilibrare le presenze (90 mila di cui 76 mila adulti ed il resto minorenni) sul territorio nazionale. “Non è equo – dice il ministro dell’Interno Angelino Alfano – che la Sicilia, che sopporta questa piaga degli sbarchi, deve sopportare anche il 20% dell’accoglienza. Mi auguro che il senso di responsabilità istituzionale prevalga. Io ho grande rispetto per il Nord e avrò grandissimo riguardo per la popolazione”.
    (Ansa.it)

    SCONTRO SU CASERMA IN VENETO – Ma Luca Zaia, presidente del Veneto, ribadisce il suo no. Il governatore ha convocato i prefetti della regione, cui chiede di informare in tempo reale sui flusso di migranti che interessa la regione. Zaia ha invitato poi il sindaco di Treviso a sgomberare un’ex caserma requisita dalla prefettura per ospitare un gruppo di profughi. Il primo cittadino Giovanni Manildo respinge l’invito. “Sicuramente – dice – i profughi lì non lo abbiamo messi noi quindi è inutile che Zaia lo chieda a me. Lo avvii lui stesso, visto che spetta alla sanità regionale accertare il rischio di un’emergenza di igiene pubblica che qualora dovesse verificarsi andrebbe oltre il territorio comunale”.
    (Ansa.it)

    Buona Visione a tutti quelli che ancora credono nella Lotta tra “Buoni&Cattivi” nella sala da pranzo della Repubblica partitocratica.

  8. Alter ha detto:

    Quando una Repubblica (anzi una repubblichetta) – attraverso le Sue Istituzioni (anzi confraternite) – sceglie deliberatamente e sistematicamente di andare a soccorrere i Migranti economici a poche miglia dalle loro coste di imbarco; li raccoglie, li sbarca e li smista sull’intero Territorio nazionale, è lampante che li ha già formalmente Riconosciuti e Accolti nella Comunità nazionale.
    Ora La repubblichetta delle confraternite partitocratiche NON può più, ed in alcuna maniera Disfarsene…

    A questo punto, è Pura Ipocrisia tenere queste Persone ancora segregate dal resto della Comunità dei Cittadini italiani.

    Per i Migranti economici, ma soprattutto per la repubblichetta fallita, ora non vi e’ altra sorte praticabile che quella “dell’Assorbimento”…
    Ora alle “Istituzioni delle repubblichetta, non resta che il passo definitivo; quello Ufficiale del riconoscimento della loro Cittadinanza.

    E’ unicamente e solo cosi’, “nazionalizzando” i migranti, che la repubblichetta fallita potrebbe sperare di “esportarli” nel resto di della fortezza franante di Pan-Europa.

  9. paolettiemilio ha detto:

    E’ la fisiologica evoluzione di un processo iniziato 70 anni fa si sta realizzando il progetto di annientamento del conbcetto stesso di nazione per subordinare ad un organo superiore il controllo della società spostando i riferimenti ideali e politici del popolo verso il consumismo e l’edonismo……nessuna etica o senso civico nazionale ma solo un gregge informe livellato al basso…..
    NON CONTA CHE MINORANZE LOTTINO ESTRENUAMENTE, RIMANENDO MINORANZE AL MASSIMO POSSONO RAPPRESENTARE UN EFFETTO COLLATERALE PREVISTO E MESSO IN CONTO.
    L’esempio piu significativo, perchè lo osserviamo a molto tempo è cosa sia successo al popolo “americano nativo” chiuso in riserve simili a zoo da visitare,significativo, ma nache drammaticamente indicativo per capire cosa accade alle minoranze in questa società…..molti di quelli che vanno a Predappio nelle varie ricorrenze, all’andata o al ritorno probabilmente si fermano amngiare in un fast food o mac donald……
    SIGNORI LA RANA LESSA È…(SIAMO…) SERVITA-TI…………………….
    Naturalmente prego in una smentita…..

  10. paolettiemilio ha detto:

    prego e reggo nella mia posizione, quando un ideale dipende da una convenienza politica come in questa società, bisogna dire NO a prescindere, perchè se ti indicano una direzione o un’alleanza, vuol dire che è buona per loro, ma non per te a prescindere….intransigenza morirò nella mia riserva……sub lictori signo…….

  11. Patrizio Romano ha detto:

    L’ha ribloggato su Il Populista Regginoe ha commentato:
    La danza. Matteo contro Matteo, share senza contenuti. Astensione forma di lotta non violenta.

    Vi siete mai chiesti come mai nessuno dei due contendenti parla di Nazionalizzare la Banca d’Italia ?

    Vi siete mai chiesti come mai nessuno dei due contentendi parla delle Basi USA/NATO in Italia ?

  12. anonimo ha detto:

    Fate delle domande…Ma se qualcuno prova a dare una risposta che non vi aggrada… o lo insultate o lo bannate, allora datele da voi le risposte…così non rimarrete delusi!!!!

  13. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Anonimo, tu si che sei un coraggioso “democratico” ! Finalmente hai compreso che chi si nasconde non ha diritto di interloquire con NOI ! Sei un provocatore autonomo e ti ci hanno mandato ?

  14. Compagnoincamicianera ha detto:

    Non x fare gli interessi di” parrocchia ” ma qui di insulti non ne ho mai sentiti o letti, le domande sono lecite ma io e parlo x me diffido sempre delle risposte / soluzioni rivelatrici. X quanto riguarda i bannatti beh io non m’intrometto in discussioni tra vegetariani proponendo il cavallo a pezzetti col sugo.

  15. Alfredo Ibba ha detto:

    Io sono contento che stanno per fare pausa questi talk show. Per un paio di mesi non si vedranno queste logorroiche trasmissioni su immigrati-profughi-zingari-periferie-Salvini-Casapound(ora Sovranità)-Islam. Che bello! Che liberazione!
    Se fossi solo a casa, chiaro, la televisione rimarrebbe spenta. Non abitando da solo invece tocca sorbirsi i dibattiti su immigrazione quando mangio. Dite che ieri appena stava per cominciare anno 1 ho finito per spegnere la televisione? Sì……………

  16. paolettiemilio ha detto:

    sembra d’essere al mercato……..stabilire alcune regole????? TIPO VA BENE TUTTO PURCHÈ NON SIA UN RIFERIMENTO PERSONALE O STERILE E INDISPETTATRICE PROTESA AD ALTRUI OPINIONE? spesso si finisce col perdere addirittura il filo stesso della discussione per “annusarsi le pete…”

  17. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    L’anonimato non fa parte della nostra storia; a chi va bene è così altrimenti è solo perdita di tempo. In questo paese ci sono già abbastanza perdigiorno !

  18. Alter ha detto:

    L’Europa – la cara Pan-Europa – ha steso un Cordone sanitario ai confini con l’itaglietta renziana infetta.
    L’itaglietta ebola è stata posta in quarantena; in camera stagna.

    Perchè ora Pan-Europa teme il contagio anarchico multietnico degli “Sfollati” delle guerre del cosiddetto Occidente, per l’esportazione della “Democrazia” in Medio Oriente.

    Da Iraq, Libia e Siria, ora il Kaos scatenato dal Progetto eurostatunitense di “Rimodellamento” del Medio Oriente esonda e dilaga in Italia.
    E vista la criminale, totale incapacità delle “Istituzioni” partitocratiche paramafios, di difendere la Nazione; qui’ Divamperà.

    La distruzione dell’Italia, accelera il suo corso.
    Solo colpa del destino cinico e baro, o piuttosto Progetto di “Rimodellamento” della penisola?

  19. paolettiemilio ha detto:

    7 giu 2015 17:46
    SCORRIBANDE BARBARE NELLA PENISOLA – ITALIA IN MANI ESTERE: IL 43% DELLE QUOTATE È DI PROPRIETÀ STRANIERA – L’ALLARME DELLE PICCOLE IMPRESE: GLI INVESTITORI ESTERI ARRIVANO SOLO A CACCIA DI AFFARI, NON PER FARE INVESTIMENTI STABILI
    Secondo lo studio il 44% di tutte le imprese (anche le non quotate) è controllato dalle famiglie. Gli stranieri controllano il 43% di piazza Affari con partecipazioni pari a 196,4 miliardi in aumento di 12,7 miliardi rispetto ai 183,6 miliardi di dicembre 2013…

    PIAZZA AFFARI BORSA MILANO PIAZZA AFFARI BORSA MILANO

    (AdnKronos) – Italia terra di conquiste con il boom dello shopping estero nel made in Italy di piazza Affari, che vale sempre di più. Aumenta il valore, ma sono sempre più in mani straniere: il 43% delle società per azioni italiane quotate in Borsa, che hanno visto crescere la capitalizzazione complessiva di quasi 5 miliardi di euro nell’ultimo anno, è posseduto da soggetti esteri. Sono alcuni dei dati principali di un rapporto del Centro studi di Unimpresa, sull’andamento del valore delle aziende italiane nell’ultimo anno. Secondo lo studio il 44% di tutte le imprese (anche le non quotate) è controllato dalle famiglie.

    Da dicembre 2013 a dicembre 2014, il capitale delle spa quotate del nostro Paese è passato da 451,4 miliardi di euro a 456,2 miliardi in lieve crescita di 4,8 miliardi (+1,1%). Sul listino tricolore cresce il peso degli azionisti «non italiani» che ora hanno partecipazioni di imprese quotate della Penisola pari a 196,4 miliardi, il 43% del totale. Predominante e in aumento è il peso delle famiglie nel capitale delle aziende (quotate e non) con partecipazioni pari a 818,8 miliardi, in aumento di 26,8 miliardi.

    Secondo l’analisi di Unimpresa, basata su dati della Banca d’Italia, da dicembre 2013 a dicembre 2014, si è dunque assistito a un leggero scatto in avanti del valore delle spa presenti sui listini di piazza Affari, ma l’andamento del valore delle quote presenta delle differenze secondo la categoria di azionisti. Le partecipazioni di spa quotate in mano alle imprese italiane a dicembre 2014 valevano 117,8 miliardi (il 25,8% del totale) in diminuzione di 11,6 miliardi (-9%) rispetto ai 129,5 miliardi di dicembre 2013. Le banche continuano ad avere una presenza forte, seppure in calo, nel capitale delle spa quotate con il 6,5%, pari a 29,4 miliardi in calo di 3 miliardi (-9,4%).

    Lo Stato centrale ha nel suo portafoglio titoli azionari quotati italiani per 12,5 miliardi (il 2,7% del totale), in discesa di 542 milioni (-4,2%) rispetto ai 13 miliardi di un anno prima. A piazza Affari i privati (famiglie) controllano quote pari a 64,7 miliardi (il 14,2% del totale), cresciute di 4,1 miliardi (+6,9%) rispetto ai 60,5 miliardi dell’anno precedente. Gli stranieri controllano il 43% di piazza Affari con partecipazioni pari a 196,4 miliardi in aumento di 12,7 miliardi rispetto ai 183,6 miliardi di dicembre 2013. Complessivamente il valore delle società italiane quotate è salito in un anno di 4,8 miliardi (+1,1%) da 451,4 miliardi a 456,2 miliardi.

    Presenza estera sempre più estesa, dunque, secondo lo studio. Sale, infatti, il peso degli stranieri anche se si estende l’analisi a tutto l’universo delle società per azioni. Le spa italiane, comprese le quotate, valgono (dicembre 2014) 1.843,4 miliardi, in aumento di 46,2 miliardi (+2,6%) rispetto ai 1.797,1 miliardi di dicembre 2013.
    La ripartizione delle quote è la seguente: le imprese hanno il 13,2% pari a 244,2 miliardi, in calo di 8,1 miliardi (-3,2%) sui 252,4 miliardi di un anno prima. Le banche hanno il 7% pari a 128,9 miliardi, in lieve calo di 6,7 miliardi (-5%) rispetto a 135,7 miliardi. Scende anche la quota dello Stato centrale che ora ha il 5,3% di spa con 98,3 miliardi, in diminuzione di 542 milioni (-0,5%) rispetto ai 98,9 miliardi precedenti. I privati detengono il 44,4% di società per azioni, dato che conferma il carattere familiare dell’imprenditoria italiana, con 818,8 miliardi in aumento di 26,8 miliardi (+3,4%) rispetto ai 791,9 miliardi del 2013. La quota di imprese italiane in mano agli stranieri, che corrisponde al 23% del totale, è aumentata di 25,3 miliardi (+6,4%) da 398,1 miliardi a 423,4 miliardi.

    «Se da una parte va valutato positivamente l’aumento del valore delle imprese italiane, dall’altro bisogna guardare con attenzione la presenza degli stranieri e capire fino a che punto si tratta di investimenti utili allo sviluppo e dove finisce, invece, l’attività speculativa» commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

    È CIO CHE NON SI VEDE E SVUOTA DAL DENTRO UNA NAZIONE CHE È MAGGIORMENTE EFFICACE E COMPROMETTE OGNI SUCCESSIVA FATTIBILE MANOVRA DI RISCATTO….DETTATA DALL’ORGOGLIO NAZIONALE

  20. paolettiemilio ha detto:

    ALTRO ASPETTO MILIARE DEL DISEGNO GEOPOLITICO DI DESAUTORARE I GOVERNI NAZIONALI…..”l’economia apolide salva solo i capitali investiti…..”visto che il calo della domanda interna è una conseguenza…..l’effetto e non la causa come vorrebbero farci credere…..

    Redazione Economia

    “L’economia apolide ci salverà. Dei primi 15 gruppi industriali italiani per volume d’affari oggi sono soltanto in 2 a realizzare in Italia la maggior parte del loro fatturato. Per tutti gli altri il giro d’affari all’estero vale tra il 60% e l’80% del fatturato complessivo”. Lo afferma il Censis nel consueto rapporto mensile. “Negli anni della crisi, l’economia italiana ha sofferto a causa del crollo della domanda interna, della caduta degli investimenti produttivi e del peggioramento della finanza pubblica. E le multinazionali italiane – afferma lo studio – hanno reagito rafforzando la loro presenza oltre confine. Anche le grandi imprese di costruzioni italiane, che nel periodo 2004-2013 hanno registrato una caduta del 7,2% del fatturato interno a causa del crollo degli investimenti pubblici, hanno incrementato del 204,6% il fatturato realizzato all’estero, con il risultato che oggi questa componente rappresenta due terzi del loro giro d’affari”.

    “Piccole multinazionali crescono”, titola il Censis che spiega: “Si rafforza la presenza imprenditoriale italiana all’estero: oggi circa 22mila imprese estere sono controllate da società italiane e occupano 1,7 milioni di addetti (rispetto al 2007 l’aumento è di circa 2.000 imprese e 330mila addetti). Mentre si riducono le multinazionali estere presenti sul territorio nazionale (da 14.401 a 13.328 in cinque anni) e i loro addetti (da 1,24 milioni a 1,19 milioni) – precisa il rapporto – aumentano le multinazionali italiane all’estero (+8,9% dal 2007) e la forza lavoro impiegata (+23,4%). Ma soprattutto aumenta il loro fatturato, che passa da 389 miliardi di euro a 546 miliardi (+40,4%). Il Paese dove sono penetrate maggiormente è la Romania (3.237 aziende e 117.221 addetti), ma il territorio dove operano le aziende più grandi è quello degli Stati Uniti (2.066 aziende per 225.450 addetti, con un fatturato che da solo vale il 18% delle multinazionali italiane nel mondo)”, precisa il Censis.

    Nel rapporto mensile il Censis spiega poi che aumentano le aziende italiane che esportano, ma sono piccole. “Sono 212mila le imprese italiane che esportano (+3,5% rispetto al 2007) e il valore complessivo delle merci vendute all’estero (più di 380 miliardi di euro) è aumentato del 5,7% dal 2007 a oggi. La crescita del numero di aziende esportatrici – afferma lo studio – è sicuramente un fatto positivo, ma la loro incidenza sull’export complessivo è davvero limitata. La maggior parte degli operatori (il 63,9% del totale) si addensa nella classe più bassa di valore esportato (sotto i 75mila euro annui). Colpisce che un complesso di circa 135mila esportatori determini un valore di export di poco superiore a 2,3 miliardi di euro, un’inezia rispetto al valore totale delle esportazioni italiane (lo 0,6%). Si tratta – sottolinea il Censis – di poco meno di 17mila euro medi per esportatore. Per contro, le grandi aziende, quelle che vendono all’estero per un valore superiore a 50 milioni di euro annui, pur essendo solamente lo 0,4% del totale (942 soggetti), rappresentano da sole quasi la metà dell’export italiano (circa 187 miliardi di euro). A ciò si aggiunga che una miriade di soggetti (piu’ di 90mila) – conclude il apporto – hanno come riferimento un solo Paese di destinazione delle loro merci. Sono solo 4.200 le imprese che invece vendono i loro prodotti e servizi in più di 40 Paesi esteri (realizzando il 43% circa delle vendite complessive dell’Italia all’estero)”.

    OGNI VOLTA CHE SENDIAMO UN EURO IN ITALIA, 50 CENT. NON RESTANO IN ITALIA……ALTRO CHE MEZZADRIA…..

  21. paolettiemilio ha detto:

    OCCHIO I POLITICI NAZIONALI SONO COMPLICI INTERESSATI E NON VITTIME COMPRESI :MATTEO&MATTEO…..

  22. lupoalfa ha detto:

    Tanto in una “itaglia” senza problemi é giusto che ci sia da festeggiare “l’orgoglio” culattone, lesbico e transessuale !

  23. Alter ha detto:

    Esaurito anche l’ultimo tormentone “Lgbt, di cosa mai parleranno i “Renzisti”, gli Immigrazionisti, i Multiculturalisti, i Kalegisti, i Vaticanisti, agli Italiani?

    Lavoro, Futuro, Progresso, Sviluppo; queste sono le cose cui sono interessati Gli Italiani.

    Ma a proposito di “Operazioni Chirurgiche”.
    L’Europa, ha definitivamente mollato la repubblichetta renziana.
    L’Europa ha isolato la repubblichetta renzian-alfaniana; se ne è disfatta con un taglio chirurgico netto.

    Perchè la repubblichetta renzian-mattareliana, è una pericolosissima appendicite infiammata.
    La repubblichetta partitocratica alleata dei Ras schiavisti libici, è una pericolosa infezione che l’Europa intende stroncare sul nascere.

    La repubblichetta boldrinian-bergogliana che accoglie “l’Anarchia” africana, è stata precauzionalmente separata chirurgicamente dal resto del Continente Europa.
    L’Europa NON vuole avere nulla a che fare con la “Crociata immigrazionista” bergoglian-renzian-alfanian-boldrinian-mattarelliana.

    Questo immondo regime paramafioso, è riuscito nella incredibile impresa di separare l ‘Italia e gli Italiani dall’Europa, e a precipitarli nelle sabbie del Deserto Libico.

  24. Alter ha detto:

    La repubblichetta mattarellian-bergogliana che accoglie “l’Anarchia” africana, è stata precauzionalmente separata chirurgicamente dal resto del Continente Europa.

    Inghilterra, Francia, Germania, Austria, Svizzera, Polonia etc.etc. hanno chiuso la repubblichetta fallita, fuori dalla porta.

    L’Europa NON vuole avere nulla a che fare con la “Crociata immigrazionista” bergoglian-renzian-alfanian-boldrinian-mattarelliana.

    Questo demenziale regime paramafioso renziano, che obbedisce alle “raccomandazioni” vaticane, è riuscito nella incredibile impresa di separare l’Italia e gli Italiani dall’Europa, e a precipitarli nelle sabbie del Deserto Libico.

  25. Alter ha detto:

    Ignavia leghista:
    In occasione della festa di Sant’Antonio, il Vescovo di Padova (presente il sindaco leghista Bitonci) ha catechizzato il gregge confluito ad ascoltarlo, con queste parole: “APRITE AI PROFUGHI CASE E PORTAFOGLI”.

    La Gerarchia vaticana è la prima artefice de Progetto Immigrazionista forzato, in cui è stata imprigionata l’Italia.
    L’Italia, che dovrebbe essere Stato Sovrano.
    l’Italia che dovrebbe essere stato Sovrano, completamente separato, indipendente ed autonomo, da quello Vaticano.

    Il sindaco leghista Bitonci (ma a questo punto meglio sarebbe definirlo “la pecorella” catto-leghista Bitonci), nulla ha avuto da obiettare.
    Chi tace, acconsente.

  26. Alter ha detto:

    Intanto; Teo Renzi e Angie Alfano hanno minacciato Inghilterra, Francia, Austria, Germania, Spagna e Polonia.
    Se queste Nazioni Sovrane non si “arrendono” alla repubblichetta cialtrona; prendendosi i Migranti (che la sua marina militare, ha diligentemente raccattato sulle spiagge libiche) scatta il minaccioso “Piano B”! 

    Il “Piano B” della repubblichetta del 2 giugno ’46, è presto fatto:
    I Migranti li sbologna tutti sul groppone degli Italiani.

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