LANCIAMO LA PROVOCAZIONE.

filippo CORRIDONILancio la provocazione massima: considerato che – dal punto di vista socio economico – il regresso provocato dalla infame restaurazione post-bellica ci ha riportato ai primi dell’800, affermo con forza che il nostro messaggio non può più ripartire dalla Carta del Lavoro del 1926 con tutte le varie progressive implicazioni legislative fino ad arrivare alla “Socializzazione”, ma deve tornare al sindacalismo rivoluzionario che predica la “lotta di classe“. Addirittura la situazione è ancora peggiore perché all’epoca era individuabile fisicamente il “padrone delle ferriere“ mentre oggi ci dobbiamo confrontare con il volto anonimo di una cupola di criminali avvoltoi senza patria e senza bandiera. Nel merito voglio partire dalla testimonianza del De Martini che ricavo dal suo libro del 1909 intitolato: “ L’Inghilterra povera“:

“ Società la più possente d’Europa, l’Inghilterra moderna ha il tipo di squallida miseria; nazione la più libera, ha la schiavitù più abbietta di una degradante povertà; fra tutti in Europa paese più ricco, con alti salari ha forme di disoccupazione che invocano lavoro; popolo dominatore di un immenso impero che gli può dare tutto quanto è necessario alla vita e che gli assorbe la sua strabocchevole sovrapproduzione industriale, ha le sue Case di Lavoro ( Workhouse ) rigurgitanti di poveri, ha i suoi < flums > asili formicolanti di paria umani e le sue innumerevoli istituzioni filantropiche piene zeppe di straccioni. Dodici milioni di persone vivono in povertà. Ogni anno i < Blue Blochs > registrano centinaia di morti di fame “.

Mussolini, in un suo articolo su la “ Lotta di Classe “ dell’8 gennaio 1911, partendo dalla testimonianze del De Martini conclude:

“ Capite ? Nella nazione più ricca, dove, grazie allo sviluppo industriale e alla legislazione sociale, il diffuso benessere fra tutte le classi della popolazione dovrebbe categoricamente smentire le lugubri profezie marxiste ci sono dodici milioni di miserabili. Una cifra enorme ! Ed ora i grossi e piccoli gufi della critica repubblicana continuino ad ululare che il profeta ( Marx – n.d.r. e la sua teoria della < miseria crescente > ) è fallito. I fatti confermano le teorie marxiste. Il disquilibrio economico fra poveri e ricchi è forse più profondo oggi che non nel medio evo o nell’età antica. . Certo è oggi più sentito. E questo disquilibrio non potrà essere modificato dalla cooperazione di classe. Altro principio marxista che il proletariato di tutto il mondo ha scritto sulle sue bandiere. Non rimangono che gli illusi di Romagna ad inseguire dei fantasmi evanescenti e delle dottrine che puzzano di sacrestia. “

La provocazione è lanciata e me ne assumo la responsabilità – come sempre -. Sto rinnegando il mio passato e il pensiero che ha guidato tutta la mia esistenza ? NO ! Solo la presa di coscienza attraverso una “ riflessione traumatica “ del contesto mi ha portato a questa < provocazione > che nasce sempre da un altro articolo di Mussolini pubblicato su “La Lotta di Classe“ del 21 gennaio 1911, intitolato “ Il pane e l’alfabeto “, di cui riporto solo l’inizio:

“ Parlate con un medico che non sia anima e corpo venduto al dio mammone ed egli vi dirà che ci sono delle malattie prodotte dalla miseria, vi dirà che ci sono degli ammalati che tali non sarebbero, se nei loro tuguri fosse entrato un po’ più di sole, un po’ più di ossigeno, se sulle loro tavole ci fosse stato un po’ più di pane. Parlate con un medico che non sia un mestierante o un forcaiolo, e vi dirà – e lo confermano del resto le statistiche –che la tubercolosi fa strage nei quartieri poveri, nelle famiglie povere; che le malattie infettive si propagano con rapidità e con risultato letale là dove le case sono stridentissime negazioni dell’igiene e della civiltà. Il colera risparmia i ricchi, i ricchi che vivono nei palazzi, i ricchi che fuggono fuori dalle zone pericolose, ma decima la poveraglia che non può fuggire e non può difendersi. Parlate con un antropologo – il Niceforo, ad esempio – ed egli vi dirà che la complessione ( statura, peso, sviluppo muscolare ) dei fanciulli poveri è inferiore a quella dei bambini agiati; vi dirà che la denutrizione prolungata ha per conseguenza un oscuramento delle facoltà mentali, un arresto nello sviluppo spirituale dell’individuo. La miseria costringe alla promiscuità più rivoltante e questa genera l’incesto, lo stupro, l’abbiezione. E’ la miseria che popola gli ospedali, le prigioni, gli asili. E’ la miseria economica che produce la miseria fisiologica e questa la miseria psicologica. I popoli più poveri sono anche i più sudici, i più intolleranti, i più superstiziosi, i più reazionari. E’ per questa che NOI SOCIALISTI, prima di ogni altra questione , vogliamo risolvere la questione economica. Noi trascuriamo il < bric brac > idealista ! Ci pensino gli altri: preti e repubblicani. Bisogna avere il coraggio di gridare che noi facciamo la < questione del ventre >…………..

Lasciamo ai nostri lettori la lettura completa dell’articolo.

Riporto la frase finale: “ Noi siamo nel periodo della terza rivoluzione. Il ponte fra l’uomo animale e l’uomo umano, il ponte fra la preistoria e la storia, il ponte che condurrà l’umanità dalla lotta per la vita all’intesa per la vita, sarà gettata dal socialismo ! “

La provocazione l’ho lanciata, ripeto, pronto all’assalto dei contestatori di tutte le parrocchie che fin d’ora debbono però sapere che la nostra “ lotta di classe “ non rinuncia e non rinuncerà mai alla nostra concezione spirituale della vita. Ma adesso al popolo affamato, alla miseria crescente programmata dagli usurai, dobbiamo dare il nostro braccio e la nostra intelligenza per stanare dalla loro cuccia le “ anime pie “, i grassi moderati berluscones con tutti gli accoliti a libro paga. Come pure vogliamo stanare i residuati del “ socialismo realizzato “ di marca sovietica che si ancora ad un “ antifascismo viscerale “ residuale della guerra civile che hanno vissuto al soldo del peggiore capitalismo.

Solo dopo questa percorso potremo gettare le basi per la Socializzazione ed il pieno compimento dello Stato Nazionale del Lavoro.

Viva il SOCIALISMO NAZIONALE !

Stelvio Dal Piaz

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15 risposte a LANCIAMO LA PROVOCAZIONE.

  1. Alter ha detto:

    Lotta senza quartiere contro i “Rentiers”.
    Lotta senza quartiere ai “Redditieri”, i possessori di cedole, gli avidi analisti interessati delle trimestrali di cassa, gli “Investitori” globali di borsa, i fruitori di rendite, interessi e cedole massive internazionalizzate; i Finanzieri sorossiani, i Banchieri centrali e locali affama Popoli.
    Lotta senza quartiere contro i loro Basisti; i Partitocrati populisti liberisti e multiculturalisti.
    I Parassiti incistati nelle “Istituzioni” che operano a loro esclusivo vantaggio e contro la vita e l’interesse de Il Popolo e La Nazione cui hanno spergiurato fedeltà.

    Lotta senza quartiere al P.C.U.E. il Potere Centrale Usuraio Europeo.
    Lotta all’Usura nazionale, europea, mondiale.
    Lotta agli Usurai locali e a quelli internazionali.

    Lotta di Classe?
    L’Industriale, l’Imprenditore che si ammazza, dopo aver impegnato la sua intera Vita e tutte le sue risorse economiche nello sviluppo della “Carne della sua Carne”, le sue Aziende – combattendo ad armi impari la Guerra truccata della Globalizzazione – non è il mio nemico.

    Egli – al pari dei Lavoratori che hanno condiviso con Lui le ore del successo e della tragedia – è, sono Italiani cui và la mia compassione, il mio sostegno, la mia Determinazione a Lottare (come si dice oggi) senza sè e senza ma.

    Se la Classe Nemica, se la Classe da abbattere (senza sè e senza mà) è quella dei Finanzieri, dei Banchieri, dei Partitocrati, degli Economisti Ultraliberisti, io ci sto.
    Senza sè e senza mà.

  2. Cursus Honorum ha detto:

    Il percorso indicato dal Senator è presto spiegato.

    Sindacalismo Rivoluzionario – Costituente Repubblicana – Socializzazione/Stato Nazionale del Lavoro.

  3. Alter ha detto:

    L’articolo tradito della “Costituzionepiùbelladelmondo”.

    Articolo 47:
    La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
    Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

  4. Compagno Camerata ha detto:

    Nulla da aggiungere, per arrivare alla Lotta di Popolo bisogna passare per la Lotta di Classe.
    Così come per fare l’Internazionale Socialista bisogna creare l’Unione dei Socialismi Nazionali.

  5. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    L’etica della ” lotta di classe ” che NOI vogliamo tenere come paradigma ha precedenti comportamentali che per NOI divengono ” dogma di comportamento ” valido per l’intera nostra comunità. Affermiamo questo perchè si sappia che NOI non siamo sul “mercato” e la nostra LIBERTA’ non ha prezzo. Episodio concreto paradigmatico: convegno collegiale provinciale della federazione socialista forlivese del 22 gennaio 1921: il segretario della federazione svolge la sua relazione morale e si intrattiene anche sull’andamento del giornale ” La Lotta di Classe ” di cui è direttore. L’assemblea approva con una prolungata acclamazione l’opera del direttore e l’indirizzo del giornale. Uno dei presenti propone un aumento di 20 lire all’attuale stipendio del direttore. Il direttore ( beneficiario della proposta ! ) si dichiara recisamente contrario e motiva la sua ripulsa con considerazioni d’ordine amministrativo. Si tratta di un direttore che, nel tempo, passato poi ad incarichi ben più importanti, ha sempre mantenuto questo comportamento anche di fronte ad emolumenti ben più consistenti.. L’unico errore da LUI commesso non aver capito che aveva scelto il paese sbagliato.

  6. Alter ha detto:

    Il Direttore era un Uomo.
    Il Direttore era un Rivoluzionario.
    Il Direttore era un Patriota.
    Il Direttore era un Combattente.
    Il Direttore era uno Statista.

    Il Direttore, (assieme ai pochi che come Lui allora nacquero Uomini, Rivoluzionari, Patrioti, Combattenti e Statisti), si ritrovò a dover maneggiare un materiale umano socialmente, culturalmente e moralmente arretrato.
    Un popolo completamente devitalizzato da secoli e secoli di Dominazione Straniera: da quella oscurantista e superstiziosa vaticana, a quella militare ed economica delle Nazioni europee già evolutesi da secoli in Stati Sovrani.

    L’Opera compiuta da Benito Amilcare Andrea Mussolini è Impresa imponente.
    E, al trascorrere del tempo, la comparazione con gli osceni conati degli attuali gnomi “istituzionali”, innalza la Sua impresa nell’Olimpo degli eventi prodigiosi.

  7. Alter ha detto:

    Perchè non lanciare un’altra “Provocazione” nel mefitico stagno della repubblichina mafiosa?

    Julian Assange chiede pubblicamente asilo.
    La Francia ha già detto di no, ma questa non è una novità.
    Ma l’Italia?

    L’Italia che soccorre tutti i richiedenti asilo del Nord Africa, perchè non si fà avanti?
    Perchè l’Italia che accoglie tutti – senza sè e senza mà – non accoglie anche il richiedente asilo Julian Assange?

    Forse perchè ha la pelle chiara?
    Forse perchè non è africano?
    Forse perchè non è mussulmano?
    Fose perchè non si chiama Ben Ali’ al Quassange?

    Questo è un odioso caso di discriminazione razziale.

  8. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Caro Alter, non dimenticare mai che Assange è un ricercato dagli USA e l’Italia è una colonia USA. Poi tieni presente che in questo momento le nostre “provocazioni” non possono che essere di carattere “tattico-ideologico” Il nostro deve essere un “pensiero alto”, Tutto il resto lasciamolo ai vassalli ! Piuttosto, ai frequentatori del sito, lanciamo il messagio del dibattito dialettico sulla “provocazione” perchè lo scopo è quello di uscire dal coro dei “plauditores”, di respingere l’autoreferenzialità nella quale a volte si può malamente cadere. Io vengo dalla generazione degli “eretici” desiderosi di vivere da protagonisti il loro tempo. Io sono un “avanguardista” ancora in servizio attivo che ancora vuol dire la sua ma sempre pronto al confronto.

  9. Alter ha detto:

    Classe sociale: scrive l’ultimo grande Statista tedesco, e pare scritto stasera.

    “C’è ragione di essere orgogliosi del proprio Popolo soltanto nel momento in cui non ci si deve vergognare di nessuna Classe sociale.
    Ma una Nazione di cui metà è misera, mal ridotta, o completamente estenuata, dà un quadro talmente cattivo che nessuno può esserne orgoglioso .
    Solo se una Nazione è completamente sana nel corpo e nell’anima, ciascuno può essere contento di farne parte, e questa gioia può elevarsi a quel sentimento che noi chiamiamo Orgoglio Nazionale.
    E questo alto sentimento sarà sentito solo da chi conosce il valore della propria Nazione”.

  10. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Oggi la lotta di classe è tra gli sfruttati e gli sfruttatori; a loro volta gli ” sfruttati ” si dividno in due sotto categorie: i consapevoli ( pochi purtroppo ) e gli inconsapevoli, la massa lobotizzata.

  11. alessio ha detto:

    Io sono fra i consapevoli ma non ne voglio parlare voglio dire una cosa sola ave Duce.

  12. Alfredo Ibba ha detto:

    La lotta di classe è una realtà, nella fase rivoluzionaria.

  13. Compagnoincamicianera ha detto:

    La lotta di classe è inevitabile in una società capitalista. Coscienti o meno accadrà, consapevoli o meno accadrà vedremo chi soffiera’ sulla benzina e x quali “interessi ” lo farà. L’ augurio è la speranza è che taluni non la trasformino in guerra fratricida. Quindi sig. Stelvio più che provocazione questa sua mi sembra una previsione /sentenza. Con rispetto.

  14. Alter ha detto:

    Possiamo allargare il concetto di Lotta di Classe alla geopolitica.
    Possiamo allargare il concetto di Lotta di Classe alla geofinanza.

    Perchè esiste una Lotta di Classe tra le Nazioni.
    Esistono Nazioni predatrici e Nazioni depredate.
    Esistono Nazioni derubate e Nazioni rapinatrici.
    Esistono Nazioni usuraie, e Nazioni usurate.
    Esistono Nazioni sfruttate, e Nazioni sfruttatrici.

    Stasera una Nazione appartenente alla Classe degli depredati, degli usurati, degli sfruttati, dei rapinati; ha urlato il suo NO in faccia agli Usurai.

    Tra gli spregevoli Usurai che hanno agito contro la consultazione referendaria ellenica, vi sono alcuni squali della finanza e della partitocrazia che girano l’Europa con un passaporto italiano.

    Loro sono il nostro Nemico di prossimità; il primo da collimare.

  15. alessio ha detto:

    Resoconto perfetto.Ma a quando l’azione?

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