ITALIA PROLETARIA….AVANTI!

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Proprio nei giorni in cui abbandonava la vita terrena un Uomo Totale come Rutilio Sermonti, ha cominciato a prendere piede e ad assumere connotati ben precisi l’idea di costituire un laboratorio che avesse come radice principale la dottrina politica del Socialismo Nazionale. Non potevamo dunque far miglior regalo al vecchio leone, che pensare al suo esempio ed alla mole del suo lascito intellettuale nel momento in cui veniva alla luce “Italia Proletaria” che nasce, quindi, con l’intento di denunciare, rispondere e contrattaccare alla cannibalizzazione che l’Homo Oeconomicus sta perpetrando a danno dell’Homo Ethicus e in questo rifiutiamo ogni facile alibi che potrebbe condurci a celarci dietro un dito. Abbiamo altresì la presunzione di recare in mano una “ricetta” pericolosa per i detentori del potere (oggi più  che mai coincidente con le organizzazioni cleptocratiche ed usuraie già note al grandissimo Ezra Pound) e per questo siamo convinti che la nostra natura proletaria tragga la propria origine dall’essere NOI i figli di quell’Italia e di quell’Europa depredate dei loro principali diritti naturali, primo fra tutti il diritto di esistere come comunità organiche di popoli. 
Nasce quindi oggi un laboratorio a cui auspichiamo la più ampia convergenza anche dei socialisti nazionali che direttamente non militano dentro U.S.N. ma che ci seguono da tempo e che vogliono, da uomini liberi, contribuire al rafforzamento di quell’idea che riteniamo essere l’unica per la salvezza della nostra nazione.

Gli Uomini e le Donne che si radunano (e che si raduneranno) attorno al gruppo di “Italia Proletaria” hanno ben compreso che è giunto il momento di far deragliare la locomotiva che le oligarchie senza patria hanno lanciato contro i popoli e le nazioni sovrane. Non ci sono e non devono esserci ripensamenti per coloro i quali hanno scelto di essere uomini liberi; l’alternativa è l’omologazione o, peggio, il tramonto di un’Idea che viene da lontano, ma che rappresenta, ieri come oggi, un alito di freschezza e giovinezza in un mondo decrepito ed impresentabile che non ci appartiene.

Il nuovo laboratorio è da oggi visibile al seguente link:

https://italiaproletaria.wordpress.com

Per chi volesse collaborare, inviare documenti, elaborati, segnalare eventi o per qualsiasi altro tipo di proposta, l’indirizzo mail è il seguente: italiaproletaria@outlook.com

Ufficio Formazione Politica U.S.N.

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6 risposte a ITALIA PROLETARIA….AVANTI!

  1. Alter ha detto:

    Un Augurio sincero:
    “L’Italia Proletaria è per la quarta volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai.

  2. STELVIO DAL PIAZ ha detto:

    Forse sarebbe il caso di ritrovarci tutti a Roma a Monte Sacro per siglare l’incontro di tutti i veri antagonisti al sistema usurocratico, con un giuramento come quello effettuato il 15 agosto 1805 da Simon Bolivar :
    ” Giuro per il Dio dei miei genitori, giuro per il mio onore e per la mia Patria che non darò riposo al mio braccio nè pace alla mia anima finchè non avrò rotto le catene che ci opprimono per volere del potere spagnolo “

  3. Alter ha detto:

    Occorre crescere; ma soprattutto far crescere la comprensione del Pensiero socialista nazionale presso il conglomerato sociale borghese monodirezionale ribattezzato – da media e politicanti – con il termine “La Gente”.

    E’ solamente dalla Comprensione del Pensiero, che può riprende avvio la Consapevolezza di sè.
    Perchè oggi “La Gente” tutto pensa di essere…tranne che “Proletariato”.

    Oggi “La Gente” si percepisce, (perchè cosi’ è stata mentalmente condizionata ad immaginarsi) come uomini e donne “in carriera”, tutti “attori inimitabili”; tutti esemplari umani unici ed irripetibili, tutti “artefici” del proprio futuro…
    Insomma tutte le Balle del repertorio mercantilista glo-ballista liberista che – da almeno 35 anni – ammorbano il cervello complessivo del cosiddetto “Occidente”, di cui anche la minuscola società italiana fà parte.

    La realtà è oggettivamente assai diversa; ma “La Gente” non ha ancora assunto la Consapevolezza della propria condizione di Proletariato sfruttato, emarginato, spedito in discarica a vent’anni; ancora prima di iniziare o a cinquant’anni; ancora prima di concludere.

    Tutti coloro i quali sbarcano il lunario e nel frattempo si sognano startupper, cantanti, calciatori, ballerine, modelle, attrici e attori; sono semplici Proletari che hanno profondo orrore di sè.
    Condizionati dal Sistema a considerarsi inadeguati in caso di insuccesso personale; essi cercheranno di negare ostinatamente (a partire da sè stessi), di far parte del Proletariato.

  4. Vincenzo ha detto:

    MANCANZA DI CERTEZZE!
    Si : sono proprio queste che ci mancano.
    Non se ne può più.
    I cittadini, che non sono stupidi, ma troppo scettici e disincantati per ribellarsi, come dovrebbero e potrebbero, a un simile andazzo, hanno il solo torto di rimanere spettatori.
    La politica è una cosa seria : non è solo rissa e spettacolo.
    I cittadini ne sono disgustati, ma troppi prestano orecchio e danno retta a chi la fa.
    Forse perché al posto di chi la fa, non la farebbero meglio.
    Tutti contro tutti su tutto.
    La maggioranza è sempre ai ferri corti con l’opposizione .
    Non ci sono più regole, non ci sono più limiti.
    Ci si insulta in pubblico e in privato.
    Quella che si sta giocando non ha come posta, il bene del Paese, di cui tutti si riempiono la bocca e troppi s’infischiano. Ha come posta il potere, che, invece di premiare una vocazione e un impegno civile, troppo spesso corona ambizioni senza scrupoli.
    Non abbiamo certezze perché chi dovrebbe darcele non le cerca nemmeno per se stesso o, piuttosto, cerca quelle che giovano a lui e ai suoi interessi.
    Non ci sono certezze perché non ci sono più valori.
    Quelli superstiti, o sono ignorati e disprezzati o irrisi e derisi.
    Le certezze nascono dalla coscienza del lavoro ben fatto, fatto fino in fondo.
    Nascono dalla fedeltà alla parola data, dalle promesse mantenute, dalla franchezza, dal coraggio di dire le cose come stanno, sfidando l’impopolarità. Che può anche farci perdere il potere, ma non scalfirà il nostro onore. Bisogna avere il coraggio – e ce ne vuole tanto – delle proprie idee, cioè delle proprie convinzioni, da non prostituire alle convenienze o alle contingenze.
    Ognuno di noi ha un compito, un servizio da assolvere, che in pochi spiriti eletti diventa missione, un dono più vasto e generoso, contrassegnato dall’altruismo, nobilitato dal sacrificio offerto all’umanità più diseredata e dolente.
    A tutto questo io mi ribello e impreco : FINITELA !!!
    Ma il mio sdegno, rabbioso e, insieme accorato lascia il tempo che trova.
    Le mie parole, dette o scritte, cadono nel vuoto, e nel vuoto restano.
    Chi dovrebbe raccoglierle, o non le ha nemmeno sentite, in tutt’altre faccende (le proprie) affaccendato, o fa orecchie da mercante o, peggio, perché è peggio, prende, e mi da atto della loro attualità e gravità, per poi cinicamente archiviarle nel cassetto dei sogni, che non aprirà più.
    La politica è una cosa seria, non una cosa “loro”. Di “lorsignori” occupati e preoccupati solo del proprio “particulare”, indifferenti a tutto ciò che non li riguarda, non li tocca da vicino, non ne accresce il potere, non ne appaga le aspirazioni, non ne lusinga le vanità.
    E allora? Non cediamo alla tentazione di lasciarli cuocere nel loro brodo, dove spensieratamente si crogiolano, non diamogli tregua, anche minacciandoli. Si, minacciandoli con la sola arma di cui disponiamo, ma un’arma micidiale : il VOTO.
    <>.
    MEDITATE…MEDITATE..GENTE.

  5. Alter ha detto:

    Il popolo greco ha “VOTATO” ecco il magnifico risultato.

  6. paolettiemilio ha detto:

    IN ALTO I CUORI….SEMPRE!!!!…Ma cio a cui stiamo assistendo non è una contingenza politica,un periodo storico di pessima politica acui farà come gia fece una riscossa, una parabola che3 si è ripetuta per secoli anzi millenni.
    Stiamo assistendo ad un acmbiamento epocale, ad una mutazione genetica, una evoluzione del sistema di potere esercitato non piu basandosi sulla dialettica fra lavoro inteso come necessità, parti sociali e capitale che per secoli si sono contrapposti e autocontrollati perchè ogni parte controllava l’altra, limitando il sopravvento che avrebbe potuto prendere sulle altre nel marxismo la lotta di classe, nel fascismo il corporativismo, oggi la evoluzione Darwiniana delle “specie” ha portato alla creazione di un nuovo soggetto creatosi dalla fusione, fra capitale e lavoro un iper soggetto che ha ridotto e condannato la parte sociale estrapolandola perchè esautorata nei fatti dall’ esercizio del potere. La parte sociale della società, gli individui, non contano assolutamente niente, perchè non servono piu ne al lavoro, ne al capitale ormai autosufficenti. La vicenda del referendum greco, ne è solo l’ultimo esempio.
    REFERENDUM, necessita di cuorum…LE ELEZIONI POLITICHE NO!!!!
    GIA QUESTO FA DENOTA COME STANNO LE COSE…….
    E’ FINITA UN’EPOCA STA RAGGIUNGENDO IL SUO APICE SOTTO I NOSTRI OCCHI….
    3. “Dominio reale del Capitale”

    Il liberalismo ha assimilato dalla visione del mondo socialista (e perfino dal marxismo) ciò che dal punto di vista paradigmatico non ha contraddetto i fondamenti della logica capitalistica, e ha distrutto le rimanenti forme – in effetti rigorosamente alternative – al termine di una guerra ideologica, economica e geopolitica.

    La fase di sviluppo post-industriale del capitalismo, quando, propriamente, è transitato allo stadio di economia puramente finanziaria, è coincisa con la globalizzazione e totalizzazione dello stesso paradigma liberale. Il finanziarismo è un modulo di stadio dello sviluppo del paradigma capitalistico. E inoltre, un modulo legato alla trasformazione di questo paradigma in qualcosa che non ha alternative. Il finanziarismo è un limite logico, verso cui è attirato lo sviluppo più autosufficiente del Capitale.

    Marx (nel VI libro inedito del “Capitale”) descrisse questo come ciclo possibile del “dominio reale del capitale”, che sopraggiunge qualora nella precedente fase del suo “dominio formale” il soggetto proletario alternativo, rivoluzionario, non abbia vinto la battaglia. Questo tema marxiano della non predeterminazione, riguardo all’esito finale della battaglia mondiale fra Lavoro e Capitale, era temuto come il fuoco dal marxismo ortodosso. (Vedi Jean-Marc Vivens, “Dal dominio formale del Capitale al suo dominio reale”, in Elementy n.7).

    Così, sorge il pensiero di collocare il “finanziarismo” nella zona escatologica della storia economica dello sviluppo capitalista. Tale approccio sarà perfettamente corretto dal punto di vista della principale tendenza dello sviluppo capitalistico, che consiste nel progredire dell’alienazione. All’inizio nell’alienazione dei risultati del lavoro dai produttori, in seguito nell’alienazione del plusvalore, in seguito nell’alienazione dell’intera sfera della produzione nel sistema del credito bancario, e infine nella traduzione dell’intera economia nel modus della speculazione finanziaria virtuale.

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