LA CAMERA DEI MALFATTORI

mattei_n“ E’ il Parlamento italiano. L’altro giorno c’erano agli uffici una dozzina di domande di autorizzazione a procedere contro, fra l’altro, un deputato colpevole di corruzione elettorale; un altro accusato di ricatto, ; un terzo di appropriazione indebita; un quarto di frode allo Stato e……potrebbe continuare. Per un consesso di soli 508 individui che dovrebbero rappresentare il fior fiore della nazione, la percentuale dei delinquenti è discreta. E noi dovremmo continuare a sperare qualcosa di buono da una siffatta Camorra ? I deputati socialisti ( cercasi socialisti nel parlamento odierno ! N.d.R. ), dovrebbero rassegnare le dimissioni per non trovarsi a contatto di certa gente, come gli uomini che tengono alla loro salute si allontanano rapidamente da un ambiente pestifero….Ma…..e la medaglietta ?  Il parlamentarismo attraversa negli uomini e nelle istituzioni un terribile quarto d’ora di crisi politica e morale. Il proletariato è scettico ( attualmente il proletariato non è solo scettico, direi che appare rassegnato ! N.d.R. ) e il suo scetticismo – riconosciamolo ! – è pienamente giustificato. Bisognerà forse, dopo la triste esperienza , revisionare questo punto assai debole della tattica socialista. Intanto ritorniamo alla piazza che malgrado tutti i travisamenti e le disillusioni è rimasta l’inesauribile vivaio di tutte le energie rivoluzionarie !  (Benito Mussolini) da La Lotta di Classe “, n.58, 11 febbraio 1911

Se non avessi citato la fonte e l’autore, se non avessi inserito alcune osservazioni personali come <nota del redattore>, sono convinto che la maggioranza dei lettori avrebbe potuto benissimo interpretare l’articolo come la cronaca di quanto sta avvenendo in questi giorni. A questo punto la riflessione da fare è una sola: cosa è cambiato a distanza di oltre 100 anni ?

Nella domanda mi sembra che sia già inserita la risposta: nulla !

I soliti analisti di regime osserveranno con il fare serioso che li distingue in tali circostanze: l’uomo è corrotto, l’uomo è corruttibile e quindi tali fenomeni si ripetono naturalmente nel tempo.

La risposta – osservo io – è vera solo in parte perché ci sono stati periodi in cui il contesto socio-politico- ambientale ha creato condizioni tali da limitare statisticamente il fenomeno entro ambiti compatibili con un normale rapporto di civile convivenza. Il fenomeno denunciato nell’articolo di Mussolini evidenzia illeciti comportamenti diffusi proprio in ambito istituzionale con ricadute a cascata su tutto l’apparato costitutivo l’asse portante del sistema paese.

Proprio come sta succedendo ai giorni nostri, dove non c’è ambito o struttura che non sia infettata dal “ malaffare “. La corruzione è strutturale, la corruzione è nel sistema paese per cui è valido quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè: con la fine infausta per l’Italia della 2° Guerra mondiale, i vincitori hanno imposto una vera e propria <restaurazione> di uomini e sistemi a loro uso, consumo e somiglianza. Essendo la corruzione funzionale al sistema e strutturato nel sistema clientelare che vige nel meccanismo parlamentare, sono cadute anche tutte le difese etiche individuali e sociali che fanno di un agglomerato di persone un popolo legato identitariamente ad un territorio con la sua tradizione, la sua cultura, la sua storia, caratteristiche tipiche che sono alla base del concetto di Nazione. Nazione e popolo, un binomio rifiutato dal sistema perché nemico delle mafie, delle logge, delle congreghe, delle sette laiche e clericali.

Tutte le difese identitarie sono state abbattute, l’orgoglio dell’appartenenza alla stirpe considerato reato, la virtù civica sostituita dal denaro comunque arraffato. La discriminante è solo l’antifascismo vissuto come dogma, e non l’onestà in contrapposizione alla disonestà, il coraggio alla viltà, l’onore al tradimento, l’etica all’immoralità, l’egoismo all’altruismo, il senso dello Stato al “ tengo famiglia “. In tale contesto tutto è legittimo, tutto è lecito e le norme vengono piegate agli interessi contingenti individuali e di gruppi di potere, con la scusa dello “stato di necessità” nonché delle ricorrenti emergenze.

Il <sistema> è marcio, il <sistema> è malato ! Per tornare alla cronaca vorrei soffermare l’attenzione dei pochi o molti lettori sulla anomala ( è comunque un eufemismo ! ) situazione del parlamento italiano. Una parte dei parlamentari siede sugli scranni abusivamente in forza di una legge elettorale dichiarata incostituzionale dall’Alta Corte. Una volta accertata la cosa, logica, razionalità e legittimità avrebbero dovuto consigliare ( per non dire obbligare ! ) di emanare in breve tempo una nuova legge elettorale compatibile con la sentenza e procedere a nuove elezioni.

Niente di tutto questo !

Ma non basta: un parlamento così combinato oltre che composto da numerosi inquisiti, si arroga pure il diritto di riformare addirittura norme costituzionali vigenti e cogenti. Una volta conquistato questo <diritto> e sul fatto che la <repubblica> nata dalla sconfitta e dal tradimento è democratico-parlamentare e quindi è il parlamento – nella fattispecie considerata parzialmente abusivo – che nomina i governi, noi ci ritroviamo da anni governati da soggetti che non hanno mai passato il vaglio elettorale.

Alla faccia del popolo sovrano !

Nessuno pensi che il richiamo alle “elezioni” sia per NOI particolarmente seducente, anzi- in tale contesto statuale – non ci appassiona assolutamente.

Ma, nella circostanza, ci siamo dovuti attenere a fare la cronistoria e la cronaca dei fatti riportati con VERITA’, com’è nostra abitudine etica. Un’ultima osservazione: il richiamo alla piazza invocato nel 1911 da Mussolini, non è più possibile “….. perché non siam popolo, perché siam divisi…..”.

Stelvio Dal Piaz

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3 risposte a LA CAMERA DEI MALFATTORI

  1. Alter ha detto:

    Quell’Italia; quella del 1911, per molti versi era ancora una non Italia, o quantomeno un’Italia in bozzolo.
    Un’Italia incastrata dentro una “globalizzazione” mondiale di cui iniziava a percepire i vantaggi opportunistici, ma di cui ancora subiva prevalentemente gli svantaggi.

    La suo interno, quell’Italia era un guazzabuglio di appetiti vecchi e nuovi, di vecchi privilegi clericali e laici da mantenere ad ogni costo, e di nuove istanze sociali ed economiche popolari da liberare.
    Su quel nuovo secolo, e su quell’Italia, iniziavano a soffiare le prime folate temporalesche di un immane cataclisma epocale, che veramente in pochi allora prefiguravano lucidamente.

    Lo stesso Mussolini doveva ancora acquisire la sua definitiva dimensione di Dux; di gigante della Storia italiana e mondiale.
    E assieme all’avventura umana di Benito Mussolini, dovevano ancora maturare gli Anni Fondamentali, poi passati alla storia; il 1915, 1917, 1918, 1919, ed il 1922!
    La consapevolezza di massa degli Italiani di allora, sorgerà quindi dalla tragedia e nel sangue.

    L’Italia di oggi ricalca sorprendentemente quell’Italia li’.
    Come nel 1911, anche oggi tutto deve nuovamente accadere.
    Ma senza illusioni; perchè saranno esclusivamente i nuovi eventi epocali mondiali a determinare il risveglio della Bella addormentata nel bosco, non certo i partitocrati della solita mefitica aula sorda e grigia, i boyscout, i cloni del decrepito “cavaliere” azzurro.

    Come allora, essi sono Zavorra, gli Italiani finiranno col liberarsene

  2. Alter ha detto:

    Il Progetto immigrazionista forzato, prosegue a pieno regime.

    Questo agosto 2015 vede l’intensificazione delle procedure di insediamento dei migranti equatoriali in caserme ed alberghi in tutta Italia.
    L’operazione SPRAR viene eseguita dal Prefetto Morcone.

    ” Il Capo dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, interviene ai microfoni di Radio 24 a Spunti di Vista di Irene Zerbini sul tema della micro accoglienza di richiedenti asilo e delle nuove strategie di integrazione. “La cosa più importante del progetto SPRAR – il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – è la sua capacità di creare integrazione” afferma il Prefetto, che sottolinea i numerosi vantaggi per la comunità che mette in atto questi progetti. “Il sindaco è protagonista del suo territorio” fa notare Morcone “ed in partnership con un’associazione, sistema queste persone nelle condizioni migliori limitando l’impatto sociale che possono avere”. Una strategia che può rivelarsi essere una soluzione allo spopolamento di alcune aree del nostro Paese: “la desertificazione di alcuni territori può essere frenata dalla presenza di questi nuovi cittadini”.
    (Sole24ore)

    Secondo Morcone, l’Italia si starebbe “desertificando” demograficamente, quindi occorrebbe “ripopolarla”.
    Ripopolarla con etnie che nulla hanno a che fare col ceppo etnico e culturale autoctono.

    Bel messaggio per gli Italiani e le Italiane; si preparino perchè i mariti delle loro care figliole saranno moretti equatoriali.

  3. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Nel quotidiano ” Il Fatto ” di oggi 13 agosto viene pubblicato la notizia che nel parlamento (di chiara marca antifascista ! ) ci sono – per ora – ben 87 indagati; che abbiano letto il ” pezzo giornalistico di Mussolini ? ” Il marcio, cari signori, è parte integrante del sistema !!!!!!!

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