LE FONDAZIONI.

guardarviLe Fondazioni “riunite” per l’occasione del centenario della nascita di Giorgio Almirante, e cioè “fondazione Giorgio Almirante“ nonché “fondazione alleanza nazionale“ hanno organizzato a Rieti un Convegno “in memoria“, ospite Marcello Veneziani che – a quanto riportato dalla stampa – si sarebbe dialetticamente confrontato con Magliaro. In un primo momento – a notizia comunicatami –ho pensato : affari loro ! Però – a memoria storica ( e soprattutto per i più giovani ! ) – essendomi capitata fra le mani una mia lettera datata 18 ottobre 1988 ( è l’anno in cui avevo dato le dimissioni da consigliere comunale del comune di Arezzo per dichiarata incompatibilità etica e politica con il nuovo segretario nazionale, denunciato a mezzo stampa come “politicamente immaturo e ideologicamente inaffidabile“ ) e come rinnovata presa di distanza OGGI, da tutta quella patetica cosiddetta “area di destra malamente sopravvissuta“, ripropongo la lettera citata e a suo tempo indirizzata al Segretario provinciale della Federazione MSI di Arezzo e al Segretario della sezione MSI di Cortona:

“Cara Antonella, ho ricevuto la tua lettera di comunicazione-invito per l’inaugurazione della nuova sede della sezione di Cortona, nella cui occasione sarà presente anche l’attuale segretario nazionale. Ti ringrazio per l’invito e ti prego di ringraziare anche Scarpini (segretario della sezione !), ma contestualmente ti comunico che non sarò presente; conosci la mia posizione nei confronti dell’attuale <nomenklatura> con la quale non ho proprio nulla da spartire. Il tutto anche alla luce di un approfondito e sofferto ripensamento degli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del partito in questi ultimi anni. Tu sai, come lo sanno gli altri missini aretini ( e non solo loro ! ), che io sono stato un sincero, convinto, leale, tenace e fermo oppositore dell’Almirante degli ultimi anni. Tra l’incomprensione e l’ostracismo di molti ho cercato di portare argomenti, prove e testimonianze degli errori politici e gestionali commessi da Almirante nel lungo ed incontrastato periodo della sua Segreteria.

Adesso che < Lui non è più >, la mia critica si fa anche per questo più serena ed obiettiva e ti confesso che in parte lo assolvo; ma non perché riconosca che Lui non abbia sbagliato. Anzi, verifico giornalmente che il suo modo di gestire il partito, i suoi metodi ed i suoi errori hanno lasciato un segno negativo nella vita e nelle strutture del M.S.I. e li stiamo duramente pagando ancora adesso. Parzialmente lo assolvo e lo giustifico perché mi sono convinto che molta parte della responsabilità è da far ricadere, non tanto su Almirante, quanto sugli < almirantiani> di tutte le epoche, compresi i pentiti dell’ultima ora; a proposito dei quali ho saputo che uno di questi è divenuto deputato europeo e quindi, secondo i parametri di valutazione instaurati da Almirante e tuttora in voga nel partito, è adesso da considerare un <genio politico> di tutto rispetto.

Gli <almirantiani>, questa composita categoria, composta in parte da <emotivi> e da <innamorati> di Almirante, senz’altro in buona fede ( in un buon numero !) ma plagiati dalle indubbie capacità persuasive di questo < capo in sedicesimo>, ma che comprendeva e comprende tuttora una componente non trascurabile di <rampanti> e di individui non ancorati a saldi principi ideologici, ha lasciato solo il <segretario> e gli ha permesso tutti gli esperimenti possibili. E così, tra una osannante folla di <plauditores> abbiamo accolto e tollerato nel partito: frammassoni e monarchici, venticinqueluglisti e uomini dei servizi, rottami politici di ogni colore e provenienza e pseudointellettuali, omosessuali e puttane. E, ad ognuno di questi <signori>, abbiamo assicurato onori, prebende, incarichi e posti nella nomenklatura.

Questa è stata la <scuola di partito> che abbiamo saputo offrire ai giovani. E’ così che il M.S.I. ha potuto sperimentare sulla propria pelle di volta in volta: l’afascismo, il post-fascismo, il moderatismo, il destrismo nazionale, il conservatorismo, l’americanismo; il tutto gestito da un Almirante buono per ogni tipo di politica. Ed in ciò egli ha dimostrato molta abilità ma anche grande cinismo. E la massa dei <missini> come ha saputo reagire ? Plaudendo e, quindi, giustificandogli ogni azione ed offrendogli acriticamente un consenso <quasi> plebiscitario. In tale clima di massima confusione ideologico-dottrinaria e programmatica abbiamo affrontato la <scissione> e gli <anni di piombo>, gli anni dei <rossi contro i neri>, delle <stragi di stato> e degli <opposti estremismi> gestiti dal sistema che ha potuto così rafforzare il proprio potere occulto e palese. E’ in quel preciso momento storico che le <logge> delle multinazionali hanno potuto prendere il sopravvento su ogni residua opposizione al sistema.

Il prezzo è stato altissimo perché ha comportato il perpetuarsi delle divisioni ed il rinnovarsi della <guerra civile> tra una generazione di giovani che ha duramente pagato per essere caduta nella trappola tesa dal regime e tuttora sta pagando. La <nostra> risposta politica a tutto questo ? La pena di morte ! Soluzione , questa, che tanto era piaciuta ai <moderati>,. ai <benpensanti> della <destra nazionale>. A proposito, continuiamo a trascinarci dietro questa <etichetta> che non appartiene alle nostre radici e non troviamo la forza di ribellarci ! ). Almirante, grande attore del teatrino missino, era veramente riuscito a raggiungere la <quasi unanimità>. Io, in quel contesto, ero il <quasi> e quindi, solo un bastian contrario rompiballe ( come lo sono ancora oggi e come lo sarò sempre ! ).

Gli altri, tutti gli altri, un contorno plaudente, che ha battuto le mani a tutto e al contrario di tutto, spingendo sempre più Almirante a non fare politica ma a recitare, a vivere di slogan, di battute, di espedienti, di parole ma, quel che è peggio, di compromessi e di accordi ancora quasi tutti da scoprire. Sono troppi anni ormai che il partito vive alla giornata, a rimorchio degli avvenimenti, senza un vero progetto politico <alternativo>, <aggregante> e nel solco delle nostre tradizioni nonché coerente con le nostre radici, sempre più omologato al sistema e funzionale al regime. Ancora adesso la <sceneggiata> continua perché così ha voluto Almirante che, in questo, ha peccato però di troppa presunzione: nell’ultimo congresso ha sistemato le cose ritenendo di avere ancora da vivere per almeno altri dieci anni.

E così, ci ritroviamo a subire l’<almirantismo> senza Almirante e con un segretario nazionale che io ho definito anche a mezzo stampa <politicamente immaturo e ideologicamente inaffidabile>; un segretario allevato <in batteria> e che, anche come segretario del Fronte della Gioventù, aveva ampiamente dimostrato di non avere né personalità, né fantasia creativa, né doti organizzative. E’ stata una scelta di <immagine>    ( un <fighetto> ! ) per cui possiamo dire di avere un <tele-segretario> ma non certamente un <timoniere> in grado di guidare una barca difficile come quella <missina>.

La <sceneggiata> quindi continua, ma io non sono stato mai un attore; io so di non saper recitare. So anche che a Cortona, l’occasione della venuta del segretario sarà una <festa> e io non ho il diritto di rovinare la festa. Anche per questo NON sarò presente. Cordialmente

Stelvio Dal Piaz “

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6 risposte a LE FONDAZIONI.

  1. Alter ha detto:

    Ci son caduti in tanti; me compreso.
    Ma come si dice in questi casi, a parziale scusante: “ero giovane ed inesperto”.

    Dopo un paio di anni di “militanza” in AN, avevo completato la Radiografia di chi fossero in realtà Lortrasformisti; dal sig.Tulliani, ai piccoli tenacissimi boss di provincia, che ancora oggi, cronometricamente, ad ogni elezione scassano i cabbasisi con le loro untuose richieste di voto.
    E smisi di votare IL NULLA.

    « Il patrimonio di Alleanza Nazionale è intessuto di quella cultura nazionale che ci fa essere comunque figli di Dante e di Machiavelli, di Rosmini e di Gioberti, di Mazzini e di Corradini, di Croce, di Gentile e anche di Gramsci. (…) È giusto chiedere alla destra italiana di affermare senza reticenza che l’antifascismo fu un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato. »
    (Malgeri-Fisichella)
    L’ho imparato allora che – chi dichiara pomposamente di essere Figlio di tanti “Padri” – è semplicemente un Figlio di Mignotta.

    Sempre e comunque: Grazie Stelvio.

  2. luca r. ha detto:

    Anche mio nonno,fascista e che fu segretario missino a Roma,ci cascò.Era triste perchè aveva intuito l’andazzo ma non lo diceva.Poi all’inizio degli anni 2000 iniziarono problemi di salute e di vista,gravi,cosi’ fu costretto a chiudere con quel mondo che era stato per lui una delle ragioni di vita.E da un certo punto di vista fu anche un “bene” perchè non meritava di vedere un epilogo cosi’ raccapricciante,per quello che avevano rappresentato per lui il vecchio msi e la stessa politica.Penso che non si sarebbe più ritrovato.Mio nonno faceva parte della generazione che ci aveva creduto e investito nell’msi,che aveva seminato spendendo passione,tempo e denaro per la causa,per poi ammalarsi e morire proprio nel momento di passaggio ad AN e alla seconda repubblica.E c’è gente che grazie al lavoro suo e di altri in buonafede ha fatto il pieno di posti e potere con AN.
    Mio zio invece intui’ tutto già prima della metà degli anni ’80 e nonostante avesse diversi ruoli dirigenziali e di coordinamento a livello giovanile,voleva mollare tutto. Poi mori’ poco tempo dopo tragicamente.

  3. Alter ha detto:

    Marcello Veneziani; ricordo che una sera i cammarati quasi mi costrinsero: “vieni a sentirlo che è veramente bravo”.
    Capitò una sera di un anno ormai lontano, per la presentazione di un suo profondissimo libro di cui non ricordo assolutamente il titolo.

    Fece una presentazione di cui non è rimasta traccia alcuna nella mia mente, e poi offri’ il petto alle domande della platea.
    Alla sua disperata profferta di interesse, rispose un unico volonteroso curioso, più per cortesia che per reale interesse di approfondimento.

    Se gli “intellettuali” d’area sono ancora quelli…

  4. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Purtroppo, occorre tenere presente che nel ” paese Italia ” l’intellettuale che vuole rimanere libero nel pensiero e nel comportamento è destinato a morire di fame; di questo occorre tenere conto quando si va a giudicare. Nel caso di Veneziani riconosco che l’uomo è intelligente e preparato culturalmente. D’altra parte se decide di campare facendo il giornalista non puoi manifestamente andare contro l’editore. Al massimo ti puoi concedere solo qualche ” punta di spillo ” cosa che – ogni tanto – Veneziani fa. Più libero si dimostra Buttafuoco che almeno dichiara apertamente di essere ” anti democratico “, non ha sudditanza con la perchè è passato tra i musulmani che – ancora – non comandano pienamente in Italia. Staremo a vedere quando le Moschee avranno superato il potere .

  5. paolettiemilio ha detto:

    condivido assolutamente…Almirante è riuscito a trasformare il partito erede del fascismo in un moderrno partito funzionale…un semplice attore nell “arco costituzionale” come era di moda dire anni fa.essere missino e comprare il secolo d’italia ti distingueva dal resto dell etreogeneo cosmo poklitico proprio perchè era l’unico modo post 1945 per essere fascista, era l’unico modo per contraopporsi al sistema lo eri anche se come me nato nel 1964..perchè il M.S.I. rappresentava e incarnava la continuità storica, culturale e politica del fascismo mussoliniano, della scuola di mistica, della voglia di rivendicazione degli italiani umiliati da Badoglio, degli infoibati, delle violenze subite dopo il ’45….. e questo era cio che noi giovani e giovanissimi percevamo guardando in faccia i vecchi soldati che avevano fatto semplicemente il proprio dovere, ma umiliati in un Italia che non riconosceva piu i propri figli….quel M.S.I. per il quale alla chiamata di Almirante giovani si rversavano in strada in quella carneficina dei ROSSI CONTRO NERI che tante vittime ha mietuto e della parte migliore del partito.o dei partiti considerando anche i “rossi” una vera e propria epurazione dei piu idealisti perpetrata sistematicamente..sangue poi servito su piatto d’argento da Almirante in cerca di credito politico al cospetto del sistema verso cui la base pensava di lottare e lottava..che lo festeggino pure, d’altronde in decenni di aggiustamenti il M.S.I. era di fatto un vestito su misura di Almirante e degli almirantiani…….se nel 1974 o ’76 sei stato in un locale nel bosco in provincia di pisa ad un congresso provinciale del M.S.I…..ci siamo conosciuti io bimbo magari……

  6. paolettiemilio ha detto:

    ….la svolta vera che ha poi determinato lo scenario politico attuale che ci ritroviamo, è stata fatta nel secondo dopoguerra , rigenerando l’antica e valida contrapposizione funzionale- DESTRA-SINISTRA. funzionale perchè per definizione rispetto ad un determinato punto, esiste una destra ed una sinistra, come un sopra ed un sotto e anche un avanti e un dietro..un punto e fisicamente individuabile, ma una discussione che richiede una discussione determina opinioni diverse che finiscono per essere riassunte, riassunte nel classico: “allora che si decide..COSI’ o COSA'”….il “COSI” sostenuto da una destra o sopra o anche neri e il COSA’ da una sinistra oppure sotto invece che rossi.
    Anche in politica si era generata prima di allora una situazione simile..(semplificando) in cui il nuovo nascente capitalismo plutocratico industriale che sfruttava i lavoratori era la destra figlia della destra storica chiusa contraria a concedere il voto universale e contraria alle idee democratiche.
    mentre la sinistra era a favore della democrazia…per i diritti ai lavoratori la sinistra storica in italia (preunitaria) era a favore del suffragio universale personaggi come Mazzini Garibaldi Agostini De pretis erano di sinistra mentre la monarchia era di destra, per intendersi.
    Questa imposizione si era creata e funzionava perchè riasumeva in aree politiche ben individuabili le due maggiori ideologie che mai abbiano interessato la società umana.
    nel periodo industriale degli inizi ‘900 erano i liberali e i socialisti la destra i primi e la sinistra i secondi ( sempre semplificando) dal socialismo ormai gia allora a braccetto del capitalismo nacquero due figli il P.N.F. (prima per onor di cronaca i fasci di combattimento) e il P.C.I. uno li fonda Benito Mussolini e l’altro Antonio Gramsci anche se non da soli naturalmente.
    Due uomini di sinistra, perchè socialisti fondano due movimenti-partiti di sinistra.
    Ecco allora le necessita di RIGENERARE le posizioni…e magicamente il fascismo si sposta a destra a braccetto con il capitalismo e a sinistra a difendere i lavoratori resta solo il comunismo e il socialismo naturalmente ed è tutto dire…..
    Da li la montagna di equivoci faziosità e soprattutto ignoranza da parte di tutti destrorsi compresi ha finito per sotterrare sotto una montagna di ipocrisia la verità.
    Beh Almirante ha dato il primo decisivo colpo di timone perchè questo avvenisse, virata che poi ha cmbiato la rotta del partito e del movimento fascista per sempre con lo spostamento della prora del popolo fascista o neo fascista allora raggruppato nel M.S.I.verso il patto atlantico e l’america capitalista e filo sionista.
    Una colpevole e drammatica responsabilità esaltata dall’ostentazione di quel saluto romano dietro quegli assurdi ray-ban, dai capelli alla militare da quell’ostentazione di militarismo tipico della cultura americana che fu solo contingente ad un ventennio che ha rappresentato uno dei periodi piu belli e fruttuosi in termini di conquiste sindacali e sociali per i lavoratori nella storia recente italiana.
    Un ostentazione ancora presente oggi nella destra che coinvolge tragicamente ogni aspetto della società dalle tifoserie sportive ai gadget, alla moda…meditate neofascisti-desgtrorsi meditate….

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