IL MATTEO BIFRONTE

mattei_nL’italiano medio è per natura e retaggio storico-culturale un gaudente, uno che ama il divertimento e la spensieratezza, fin quasi al punto di essere talvolta  un po’ troppo leggero e facilone. Chi può permettersi di avere come capo del maggior partito di opposizione uno che per tutta la vita ha fatto il guitto a destra e a manca? E chi, se non gli italiani di questa repubblica bananiera, può  permettersi di avere non uno, ma due Matteo, ovvero due perfetti “novellieri” bifronte che riescono a catalizzare sulle loro insulsaggini la politica nazionale? Evidentemente non si può pretendere di avere solo i benefici dall’essere italiani: abbiamo avuto Totò, Alberto Sordi, il mitico conte Mascetti, ma inevitabilmente ci tocca anche il risvolto meno gradito della medaglia. Ci tocca anche ingoiare le novelle di un ex boy scout fiorentino nato già vecchio tra De Mita ed Andreotti, come pure quelle di un “ruspista” milanese cresciuto all’ombra del Leoncavallo e di avventurieri della politica come Bossi o Calderoli.

La storia d’Italia degli ultimi decenni è questa e di ciò dobbiamo prendere atto, ci piaccia o meno.

Accertato dunque come un dato di fatto che i due “novellieri bifronte” saranno le figure di riferimento negli anni del post berlusconismo, vale la pena precisare alcuni aspetti, onde fissare dei paletti segnalatori per i tanti che dovranno orientarsi nella palude melmosa che sta profilandosi.

Prima di tutto i due soggetti, che riedificheranno il derby politico destra/sinistra tanto caro a Berlusconi e ai suoi sinistri detrattori, non sono solo goliardicamente definibili due “novellieri bifronte” ma si sono perfettamente calati nelle rispettive parti di quei dualismi alla Coppi/Bartali che tanto piacciono agli italiani. Ma non solo, in questo   modo fanno la gioia immensa della carta stampata, delle TV (Vespa gongolera’ per mesi!) e dell’italiota medio che avrà da che sbraitare al bar tra un tre sette e il rigore alla Juventus. Peccato – cosa non da poco – che entrambi abbiano come modello di riferimento (per loro stessa dichiarazione) la “democrazia” di Washington e quella di Tel Aviv. Insomma, entrambi costituiscono un ottimo prodotto di marketing aziendale su cui ci sarà da imbastire chilometriche discussioni della densità del vuoto cosmico.

C’è poi un secondo paletto segnalatore, che riguarda da vicino le due figure: a parte la casuale omonimia, entrambi amano gli States ed Israele (zero casualità), entrambi mietono proventi importanti grazie al fenomeno immigratorio (uno in denaro con il grande affare dell’accoglienza l’altro in termini elettoralistici), entrambi sono dei “rottamatori” dei rispettivi partiti, entrambi non sono rappresentanti del popolo ma parlano  ex cathedra come dei nunzi, entrambi non hanno mai lavorato. A questo punto appare del tutto evidente che i due giovanotti possano a ragion veduta essere definiti il Matteo bifronte.

C’è poi un terzo paletto che va assolutamente ben piantato  perché serve a sminuire l’un Matteo rispetto all’altro. Se il toscano ha dato un fattivo contributo all’accantonanento di certa sinistra radicale e c’è da credere che continuerà su quella strada, il lombardo da oltre un anno è assiduamente impegnato a fagocitare, inglobare e guadagnare le posizioni di una destra radicale, che per tentare di sopravvivere ha bisogno di far parte del codazzo di chi entrò nel Parlamento del Nord come Comunista Padano.

Per il momento non andiamo oltre nelle valutazioni di certi personaggi, anche se il Matteo leoncavallino proprio oggi era presente con Gasparri, Fitto e Ronchi al tentavido di lancio del nuovo raggruppamento di centrodestra che tanto ricorda la Casa delle Libertà. Insomma dopo tanto camminare in giro per le periferie romane assieme a Borghezio e ai guru del destroradicalismo italiano, il Matteo padano è stato fulminato sulla via di Arcore.
Del suo alter ego sappiamo che vede ovunque i gufi e che  sta propalando verità tutte sue sulla ripresa economica.

Insomma c’è da divertirsi e da rimanere a bocca aperta. Ma è  giusto così: in fondo siamo italiani, popolo solare, ridanciano, amante della commedia e dei derby. Guai a farsi scappare una lotta all’ultima bufala tra i due Mattei nazionali.

Fernando Volpi

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4 risposte a IL MATTEO BIFRONTE

  1. Alter ha detto:

    I fessacchiotti borghesucci che ancora riescono a trovare godimento nella divisione elettoralistica tra le due opposte – ma assolutamente speculari – tifoserie di Teo&Teo, sono sempre gli stessi.
    Anzi, visti i deludenti risultati elettorali, pare proprio si stiano via via assottigliando.

    Ed anche alla prossima tornata elettorale (2016?) entrambi gli schieramenti si ridurranno inevitabilmente ancora; perchè entrambi sono drammatici, parassitari contenitori bucati.
    Triti e ritriti gli slogan degli uni e degli altri.
    Nessun miglioramento reale nella vita quotidiana degli Italiani.
    Unicamente problemi reali che crescono di giorno in giorno per gli Italiani.

    Ben 20 milioni di Italiani, hanno oramai definitivamente capito con chi hanno a che fare.
    Hanno capito di avere un’arma potentissima in mano perchè; come in una inesorabile Legge fisica; al crescere dell’Astensione Democratica, decresce inevitabilmente il potere clientelare reale di entrambi gli schieramenti partitocratici parassitari.

    Teo&Teo; sono burattini di legno.
    Perchè Chi decide i destini dell’Italia e degli Italiani non risiede nelle “Istituzioni” della repubblichetta “antifascista” pappona.
    Lo ha ben chiarito il vecchio gerarca kalergista Napolitano; intervenuto al “Festival del diritto” del suo degno compare Rodotà.
    Chi decide i destini dell’Italia e degli Italiani è (testuale): il Nuovo Ordine Ultranazionale Mondiale…

  2. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Analisi perfetta della situazione; è la solita commedia all’italiana. Certo è ben triste vivere in questo periodo di mediocrità e malaffare.

  3. Alter ha detto:

    Sono tutti papponi; quelli del “Centrodestra” ancor piu’ degli altri.
    Tragicomica la scenetta dell’ex imprenditore albergatore, e della “Onorevole” parassita Giorgia Meloni.

    Figure da Meloni:

    Quando al “governo” ci stava anche lei, alle coop immigrazioniste parassite, venivano rimborsati 50 euro a clandestino.

  4. Alter ha detto:

    Teo & Teo vanno alla guerra…

    L’aviazione della repubblichetta scafista di napolitano, renzi, alfano e gentiloni, entra operativamente (finora eseguiva solamente voli di ricognizione) nella farlocchissima campagna di bombardamenti anti Isis, che và inutilmente in scena da oltre un anno da parte di Usa & company in Iraq.

    Si passerà dalla ricognizione sui siti farlocchi Isis, al bombardamento di target importantissimi, come spaventapasseri, fienili e pollai.

    Per fare le cose seriamente contro il Califfato, i Tornado della AM dovrebbero colpire i siti takfiri individuati dal sistema di analisi ed identificazione russo; non certo quelli farlocchi inventati dal sistema “Isis friendly” della Nato.
    Ma cosi’ gira il mondo; anzi la Nato.

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