LEPENISMO ITALIOTA: LA SOLITA GARA “A PERDERE” DELLA DESTRA ITALIANA

noi ce ne freghiamoAll’indomani delle elezioni regionali tenutesi in Francia comincia il prevedibile teatrino politico antifascista e la destra italiana risponde scoprendo un altro motivo per sventolare fieramente il tricolore francese. Oltre infatti al recente ricordo degli attentati di Parigi, che hanno reso la nazione guidata da Hollande il punto di riferimento per chi vuole ergersi a difensore della civiltà occidentale contro il mondo arabo/islamico (la destra italiana pullula di tali personaggi), le urne hanno fatto registrare l’affermazione del Front National, da qualche tempo posto sotto la guida di Marine Le Pen, figlia dello storico fondatore. Musica per le orecchie di quanti oggi nella nostra penisola si propongono di ricostruire la destra, scopo che da decenni perseguono decine di uomini politici, mai andati oltre modeste percentuali elettorali che li hanno costretti a rivedere i loro piani e giungere a più miti consigli. Come è accaduto recentemente quando a trionfare in Grecia fu Alexis Tsipras, che animò la comatosa sinistra italiana per un breve periodo prima di darle l’ennesimo colpo di grazia dopo essersi rivelato come l’ennesimo diversivo del sistema, così oggi sull’autostrada ELETTORALE dove viaggiano le macchine dei movimenti residuali dell’estrema destra italiana, registriamo incolonnamenti al confine francese, e, per chi solo ora sale sul carro dei vincitori della vincitrice d’oltralpe, assistiamo a pericolose retromarce, financo dove ci tocca perfino vedere penose diatribe su chi possa definirsi l’unico movimento degno erede (di cosa non si sa) di interloquire con la pulzella francese; il tutto mentre il Signore delle Ruspe (alias Matteo Salvini) continua a fare incetta di voti e consensi in un’AREA ormai terminale. In un modo o nell’altro i neofascisti italiani (e non solo loro) sono tutti posizionati alla dogana francese, in attesa dell’autorizzazione a passare il confine. Come automobilisti in attesa che scatti il semaforo, i piccoli ducetti dell’estrema destra nostrana si guardano in cagnesco, esibendo le loro carte in regola e le loro fiere ragioni per rivendicare l’accreditamento ufficiale.

I politici in questione forse nemmeno si chiedono il perchè tanti francesi in occasione di queste consultazioni elettorali abbiano votato per il Front National, ma sarebbe offensivo per l’intelligenza di chi legge non collegare l’esito del voto ai recenti attentati e alla paura che essi hanno innescato nel popolo francese, senza dimenticare un livello di astensione arrivato al 50% ossia decisamente alto .

E’ stato giustamente obiettato che il partito nazionalista transalpino stesse crescendo anche prima; innegabile certo, ma è fuori discussione che gli ultimi accadimenti abbiano dato la spinta definitiva per far spiccare il volo al Front National, che fa dell’anti islamismo e della contrarietà all’immigrazione le sue due principali ragioni di essere. In Italia, per fortuna, non è accaduto nulla di così grave, e per quanto le persone possano avere timore non sono ancora così impaurite da mettere da parte le loro idee politiche per consegnarsi ai maghi della paura.

Ma, anche se così fosse, i dubbi che ciò che è accaduto in Francia possa succedere anche in Italia sono fortissimi. Stupisce che chi per anni si è riempito la bocca di roboanti termini come identità nazionale, patriottismo e slogan finti come “Dio, patria, famiglia” conosca talmente poco le peculiarità della propria nazione da pensare di poter proporre integralmente un modello estero e portarlo al trionfo politico. Ogni popolo ha la sua storia, la sua cultura, il suo retaggio: qualcuno direbbe “ad ogni paese il suo socialismo“. Parafrasando tale affermazione possiamo dire che ci sono contenitori politici che trapiantati in un altro paese perderebbero efficacia. In Francia non c’è stato mai un Fascismo, o qualcuno che nella storia di tale Nazione ha preso il potere cercando di instaurare una terza via tra marxismo e capitalismo come è accaduto in Italia e in Germania. E soprattutto, la Francia recente è figlia di due correnti paurosamente diverse da noi: gaullismo e progressismo sessantottino, il tuo condito da un frustrato passato colonialista che ha causato danni sciagurati come per il recento guerrafondaio intervento in Libia, di cui l’Italia sta pagando le conseguenze, mentre a ventimiglia “i cugini francesi” (come qualche tristo destroterminale li chiama) provvedevano più di una volta a chiudere le frontiere.

In considerazione di ciò, ovvero della mancanza di tale “anomalia” ed in presenza di un passato (per fortuna) diverso, in stati nazionali come quello francese quando si parla di destra non sussiste l’equivoco collegato al termine neofascismo, ma ci si limita a definire politicamente una formazione reazionaria, tradizionalista e conservatrice, divisa nelle sue diverse sfaccettature tra Front National e Fronte Repubblicano di Sarkozy, ossia non casualmente coloro che andranno al ballottaggio francese domenica prossima.

Oltre ciò, che è una demarcazione importante, c’è da registrare che nei paesi dove non c’ è stato il Fascismo non vi è neanche un forte retaggio antifascista che, come accade in Italia, assume per chi lo ha un carattere quasi dogmatico. C’è semmai la paura che il Front National possa rompere quelli schemi sinistro-destri occidentali ben visibili in Francia da tanti anni, e da tale paura ci attendiamo un grosso inciucio elettorale tra Repubblicani e Socialisti per non lasciare in mano lepenista alcune macroregioni francesi.

Possiamo osservare dai flussi elettorali registrati nelle città proletarie francesi come il Front National abbia preso il consenso di molte persone tradizionalmente di sinistra, e questo per due ordini di motivi: il primo è che la paura colpisce maggiormante gli strati popolari, che temono che l’immigrazione gli faccia perdere il poco che hanno, e quindi vanno oltre le barriere “ideologiche” e optano per chi gli garantisce, almeno a parole, maggiore sicurezza per un dubbioso futuro. Il secondo è rappresentato dal fatto che in Francia il Presidente Hollande ha (similmente al Partito Democratico renziano) optato per uno spostamento al centro, e quindi le classi popolari vedono nella formazione lepenista un’opposizione dal punto di vista sociale allo sfrenato liberalismo economico del “centro-sinistra-destra francese”, da cui il Front National si dichiara equidistante.

La domanda da porsi è: in Italia un qualcosa di simile potrebbe mai avere luogo?

La risposta è no, e risulta molto facile capire il perchè.

Il Movimento Sociale Italiano è sempre stata una forza politica numericamente poco rilevante, caratterizzata dal fatto che molto spesso le percentuali elettorali diminuivano, mentre quasi mai aumentavano. Questo perchè si trattava di una forza politica molto “ideologizzata”, che aveva uno zoccolo duro di elettori ma aveva difficoltà ad acquisirne altri. Col passare del tempo e col mutare del sistema politico, il sistema ha fatto in modo che molti missini rivolgessero la loro attenzione su soggetti politici posizionati più al centro anche con evidenti lusinghe poltronistiche. La destra italiana è cresciuta in maniera direttamente proporzionale al suo accentrarsi nello scacchiere politico e al suo rinnegare i propri ideali di origine, fino a raggiungere l’apice nelle elezioni politiche del 1996 , quando Alleanza Nazionale ottenne il 15% dei voti. Tale percentuale è stato il massimo a cui una forza di destra nazionale in Italia sia mai riuscita ad arrivare, e lo ha fatto istituzionalizzandosi, rinnegando, scusandosi e snaturandosi.

Sarebbe stupido pensare che in Italia le classi popolari si siano sempre riconosciute nella sinistra tradizionale; dimostrazione la ritroviamo nei primi anni in cui la Lega si presentava alle elezioni non avendo ancora assunto del tutto il suo tratto liberista ma ponendosi come una sorta di sinistra patriottica per i popoli padani, e riuscendo a riscuotere il consenso di molti che solitamente avrebbero votato il Partito Comunista. Tuttavia se gli elettori italiani non hanno mai riconosciuto nella “destra sociale” una valida alternativa la ragione non è difficile da trovare visto il fatto che l’Italia è composta per la maggioranza del suo popolo da antifascisti ideologizzati per definizione, che la sua costituzione si presenta come antifascista, e quindi è stato sempre impensabile per la destra neofascista aspirare a fungere calamita di voti non provenienti strettamente dal proprio ambiente di riferimento, ambiente che con il passare degli anni si è sempre di più assottigliato anche per ragioni anagrafiche e generazionali, oltre che per palesi logiche di potere.

Detto ciò, naturalmente osserveremo con attenzione le dinamiche politiche francesi e le loro conseguenze in ottica europea che potrebbero riservare comunque qualche sorpresa, lasciando i destroterminali a divertirsi con le loro illusioni elettorali da zerovirgolati, ossia coloro per i quali i ludi cartacei sono sempre un’ottima occasione per far collassare il proprio movimento politico.

Più che di Front National francese, in Italia bisognerebbe parlare di Fronte Socialista, Fronte Popolare o Fronte Proletario, ossia qualcosa che esuli dalla solita minestra post-missina, senza dimenticarne ovviamente la peculiarità NAZIONALE che non si discute.

La complessità di quanto esposto, la rigidità di certe convinzioni che affondano nel tempo le proprie radici, dovrebbe sugggerire strade diverse da quelle che passano per una sterile e inutile riproposizione di un paradigma politico solo perchè in una Nazione vicina tale evento ha riscontrato successo. Il nostro passato è stato reso dalla storia recente molto particolare ed è ancora pieno di “fratture”; chiunque voglia adesso approcciarsi alla cabina elettorale ed istituzionalizzarsi, con queste evidenze ci deve convivere e deve agire di conseguenza ponendo oggi i semi di un lontano domani e non limitarsi a peti elettorali che altro non fanno che sorridere il nemico. A vedere le brutte figure di un ambiente ormai in totale dissoluzione siamo abituati da troppi anni.

D.P.

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26 risposte a LEPENISMO ITALIOTA: LA SOLITA GARA “A PERDERE” DELLA DESTRA ITALIANA

  1. Alter ha detto:

    “Al primo turno delle elezioni regionali tenutesi domenica in Francia, come preannunciato dai sondaggi, il Front National di Marine Le Pen ha ottenuto un buon risultato, posizionandosi primo in sei regioni e a livello nazionale con una media del 28%.

    Il successo del partito di estrema destra è innegabile, aiutato senz’altro dalla delusione degli elettori di sinistra che lamentano le promesse non mantenute del presidente socialista Hollande, in particolare sul lavoro, senza contare sul clima di paura e insicurezza alimentato dagli attentati terroristici di Parigi del 13 Novembre.

    C’è tuttavia un dato che salta agli occhi di questo primo turno, tanto eclatante quanto ignorato dai mezzi di informazione, ed è quello che riguarda la partecipazione a queste elezioni. A questo appuntamento elettorale hanno infatti partecipato meno della metà dei francesi. Il dato del 50% si riferisce infatti soltanto agli “iscritti sulle liste elettorali” e non al totale degli aventi diritto”.
    (ilfattoquotidiano.it).

    Assistiamo divertiti al “Via vai” frenetico della residua folla elettorale impazzita europoide.
    In Francia, cosi’ come nella repubblichetta strabollita di Papponia, i partiti parassiti si strappano di mano gli elettori residui da destra a sinistra, al centro.
    Giorgina e matteino; la coppia di pechinesi italiotici di Madame Le Pen, si attribuiscono (nella peggiore delle tradizioni dei saltatori sul carro dei successi altrui) vittorie elettorali non loro.

    Ma la realtà non si presta a manipolazioni propagandistiche: il primo Partito – in Francia come in Italia – è stabilmente quello dei Cittadini disgustati, che si rifiutano di votare la soldataglia mercenaria della partitocrazia parassitaria targata UE.

  2. Anonimo veneziano ha detto:

    Ah certo, la gara a perdere….mentre invece voi avete una strategia per vincere, vero?
    “Tra il sublime ed il ridicolo non vi è che un passo” – B.M. Pensieri pontini e sardi –

  3. Anonimo ha detto:

    Caro Anonimo Veneziano ,non è che voglia fare gli interessi di bottega ( perche questa non è una bottega ma se mi consente e con rispetto la vorrei far riflettere su alcuni aspetti. Il primo è in Francia l’ affermazione del fronte nazionale è basata sul 50% degli aventi diritto val voto che calcoli alla mano (elettoralistici)mi fa pensare che l ‘85% dei Francesi NON “vuole” tale formazione al governo, la seconda essendo io del sud come pensa che potrei votare una formazione che nasce con parole d’ordine contro il sud e che ha sempre propugnato idee di divisione Nazionale ? terzo ha notato negli ultimi 15 anni (non un secolo) come tutti i politici ei destra e sinistra come una volta al governo dimenticano chi Marx e chi Nietzsche ? La saluto con una strofa di una canzone di Rino Gaetano partono tutti incendieri e fieri ma quando arrivano son tutti pompieri. Con rispetto.

  4. Anonimo ha detto:

    Compagnoincamicianera

  5. istorian ha detto:

    il solito Anonimo Veneziano che ci legge e rosica perchè la nostra è una comunità di uomini liberi, mentre, sempre lui, il democratico post missino padano anonimoveneziano preferisce affidarsi ai soliti neofadestroborghesi.
    Sempre uno spettacolo leggerlo… e non censurarlo per dimostrare la sua insipienza.
    Io non andrei mai così tanto spesso a commentare laddove non sono gradito,
    ma evidente che anche l’AREA DESTROTERMINALE è piena di buontemponi.

  6. aquila nera ha detto:

    Anonimo Veneziano, se ii tuo nicj deriva dalla regione in cui vivi dovresti conoscere per primo i difetti cronici di un movimento come la Lega Nord, che nei decenni ha modificato le proprie posizioni politiche che, come ben illustrato dall’articolo, partivano da una concezione indipendentista patriottica sulle orme Basche per capirci e sono approdate su posizioni meramente conservatrice. Mi pare che l’articolo non si limiti a criticare in maniera distruttiva tutto e tutti, ma pone una soluzione quando viene scritto testuale:”Più che di Front National francese, in Italia bisognerebbe parlare di Fronte Socialista, Fronte Popolare o Fronte Proletario, ossia qualcosa che esuli dalla solita minestra post-missina”. Come vedi è un problema di obiettivi, Usn ( e non mi si accusi di faziosità perchè non sono nemmeno tesserato) il suo lo ha sempre avuto chiaro. Sarà una strategia vincente? Forse, ma per saperlo bisognerebbe iniziare a seguirla, visto che non c’è rimasto proprio nulla da perdere, nemmeno la dignità in certi casi.

  7. Alter ha detto:

    Stamattina alla radio, ho potuto ascoltare i patetici belati del sindaco legaiolo Bitonci.

    Invece di dimettersi, e riconsegnare la fascia di sindaco a quella repubblichetta scafista immigrazionista che opprime i Padovani, la pecorella Bitonci bela.
    Ma sono gli opportunistici lamenti di un grasso pecorone leghista, che resta ben aggrappato alla sua dorata greppia.

    I voti dati dai fantasmi destroresiduali al Clan mafioleghista dei grassi pecoroni salvini, zaia, bitonci e maroni, sono voti dispersi.

  8. Alter ha detto:

    Gnam gnam, arriva natale e si mangia!
    Via libera alla sanatoria sui finanziamenti pubblici ai partiti, approvata in tempi record da Camera e Senato, all’UNANIMITA’.

    Dopo il via libera alla sanatoria sui finanziamenti pubblici ai partiti, approvata in tempi record da Camera e Senato, l’Ufficio di presidenza di Montecitorio ha approvato la ripartizione dei soldi per il 2015. All’unanimità dei presenti, l’ufficio ha sbloccato l’erogazione di 10 MILIONI di euro per il rimborso delle spese dei partiti e il cofinanziamento 2014, 2015 e 2016 (ultimo anno in cui verranno erogate le risorse, come previsto dalla legge sull’abolizione del finanziamento pubblico). I soldi saranno ripartiti tra tutti i partiti presenti in Parlamento tranne M5s, che non ne ha fatto richiesta. Ancora sub judice Mpa e Udc. I deputati M5s Luigi Di Maio e Riccardo Fraccaro hanno abbandonato la riunione, dopo aver auspicato il rinvio della votazione, e hanno chiesto di attendere il giudizio dell’avvocatura della Camera sulla legge Boccadutri. Ma la richiesta è stata respinta.
    ilfattoquotidiano.it

  9. Alter ha detto:

    I destroesauriti al seguito della Banda bassotti leghista non lo sanno; ma Gli Italiani che vivono in Veneto si.
    I Derivati tossici firmati nel 2006 dall’allora vicepresidente Luca Zaia – ora purtroppo governatore – hanno causato ai Veneti una perdita di 57 Milioni di euro.
    Ma non è finita; saranno 150 Milioni alla chiusura del contratto nel 2036.
    Zaia ha messo una pesante ipoteca sul futuro dei Cittadini veneti, firmando un contratto usuraio folle, che impone condizioni assurde e nessuna certezza contabile.
    Zaia ha firmato un contratto da cui hanno tratto guadagno unicamente le banche “emettitrici”; semplice stupidità ignorante, o criminale interesse?

  10. nota1488 ha detto:

    I destracci italici estasiati dai trans(alpini) che vincono! Ma dove!? Del resto tutto lo schifo che ha prodotto la Francia giacobina l’Italietta l’ha sempre adorato e imitato, compreso il tricolore spoglio di unidentità acquisita solo in quei 2 anni di Gloria della RSI. Notizia dell’ultima ora, il Fronte (in cui il buon vecchio Le Pen non ha più alcuna voce in capitolo, a scapito delle vere idee) ha perso, battuto dalla democrazia unita contro il male. I destrazzi italiani senza identità dovranno capire, prima o poi, che la democrazia non si sconfigge con la democrazia, ma con l’identità etnica e tribale di un Popolo appartenente alla più grande Razza mai vista sul pianeta.
    E che almeno la smettano di scimmiottare una politica che non solo perde, ma lo fa senza neanche un minimo di contenuti ideologici.

  11. Alter ha detto:

    La “Demokratzija” ha sconfitto il “Male Assoluto” ancora una volta.
    La UE-BCE tira un sospiro di sollievo; e la Francia è salva; i “Buoni” (gli hollande ed i sarkozy), hanno trionfato ancora una volta.
    Per i francesi non cambia assolutamente un caiz.

  12. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    In Francia, patria della rivoluzione giacobina, non possono che vincere le logge !

  13. Massimo Arduini ha detto:

    Scusi Signor Dal Piaz lei è un Socialista Nazionale o uno dei soliti reazionari destroidi?

  14. Massimo Arduini ha detto:

    Le dico questo perchè il Socialismo Nazionale ha nel giacobinismo uno dei suoi principi ma forse lei inquinato da scorie destroidi forse preferisce luigi XVI e de maistre e a questo punto mi chiedo Signor Dal Piaz lei cosa c’entra con il Socialismo Nazionale?

  15. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Ma lei , signor Arduini mi conosce ? o vuol lanciare una provocazione ?

  16. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Ma lei Signor ARDUINI mi conosce O VUOLE LANCIARE UNA PROVOCAZIONE ? Io sono un catto-pagano,un reazionar-giacobino, un destro-terminale, un berlusconide di razza, un destronzo anale e chi più ne ha più ne metta ! Contento ! Stia sereno !!!!!!!!

  17. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Dimenticavo: sono anche un Frammassone sia di iniziazione laica che clericale ! Basta così signor Arduini ?

  18. Alter ha detto:

    Scorie borghesi partitocratiche vagano allo sbando lungo la penisola che fù Italia, incapaci di sostenere il peso del vessillo di una posizione netta ed intransigente.
    Scorie borghesi transumanti attraversano tutti gli stadi di decomposizione e depravazione di quella “società” che da loro prende giustamente il nome; scorie borghesi incapaci di mantenere uno straccio di posizione stabile ed intransigente.

    E non solo a livello peninsulare.
    Pare che ora Marine – dopo aver commesso parricidio – voglia cambiare il nome dello storico partito fondato dal Padre, trasformandolo in un minestrone “acchiappavoti” e “buttadentrotutto” contenente sia esperienze cattoconservatrici che “progressiste”.

    Capra ma anche cavolo.
    Leghisti indipendentisti, ma anche nazionalisti.
    Moglie ubriaca, ma anche botte piena, diamanti e lauree false.
    Di governo, ma anche di opposizione.
    Nulla di nuovo; nel parlamentuncolo dei corrotti prescritti, dei falliti ripescati e degli onorevolissimi pluri inquisiti, esiste persino una formazione che si fà chiamare “Conservatori progressisti”.
    Il Massimo dell’ipocrisia borghese itagliotica.

    Marine deve avere preso come “consulenti” buona parte di questi papponi itagliontici; a dimostrazione che il trasformismo politico non è piaga che affligga solamente la decomposta partitocrazia peninsulare.
    Cosa non si farebbe per un 5% in piu’.

  19. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Il signor Arduini è scomparso ? Che fine ha fatto ? E’ stato ghigliottinato ?

  20. Massimo Arduini ha detto:

    Signor Dal Piaz vedo che il mio intervento deciso e preciso nell’identificare in lei un nemico del Socialismo Nazionale ha avuto effetto, lo si capisce dalla sua reazione da donnina isterica. Il giacobinismo, il pensiero di Babeuf, Blanqui, Rousseau insieme a Garibaldi, Mazzini e Pisacane fanno parte delle RADICI del PENSIERO SOCIALISTA NAZIONALE e questo è un dato di fatto. Mescolare le carte come fa lei non è intellettualmente onesto, un conto è il Socialismo Nazionale un altro è la reazione destroide e quest’ultima dovrebbe essere combattuta senza compromessi da un Socialista Nazionale. Liberissimo lei di pensarla come vuole ma liberissimo io di confutarla.

    Cordiali Saluti!
    Massimo Arduini

  21. Massimo Arduini ha detto:

    Per chiarire anche ai vari confusi che si avvicinano al Socialismo Nazionale senza conoscerlo: con la reazione, la vandea, de maistre, evola il Socialismo Nazionale non ha nulla ma proprio nulla a che fare.

  22. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Finalmente è arrivato il depositario del verbo ! In anagrafe sembra si chiami Massimo Arduini; non conosciamo la sua storia politica ma certamente ci presenterà il suo curriculum !

  23. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Siamo in attesa che l’Arduini Massimo ci precisi anche a quale massonica appartiene !

  24. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    a quale LOGGIA ovviamente !

  25. Alter ha detto:

    Un suggerimento per il Sig. Arduini: apra un sito alternativo a quello di U.S.N.
    Passi da una fase polemica poco produttiva, ad una costruttiva.

    Sarà interessante conoscere, e quindi valutare appieno, la sua personale concezione di socialismo nazionale.

  26. Alter ha detto:

    “Da gennaio per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale, torneranno a circolare le copie del ‘Mein Kampf’. Saranno solo 4000, al prezzo non proprio economico di 59 euro, corredate da 3500 note preparate da un pool di illustri storici che serviranno a contestualizzare le tesi contenute nel volume”.
    ansa.it

    I tedeschi – condizionati da settant’anni di menzogne sul loro passato – potranno finalmente scoprire come Hitler (in soli 6 anni) tramutò una nazione distrutta militarmente, cancellata economicamente e socialmente, in una sorprendente potenza economica e militare.

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