UN NUOVO ANNO DI RESISTENZA NAZIONALE.

beppe NICCOLAI

Con l’augurio di saper mettere in azione il pensiero, buon 2016 di lotta a tutta LA COMUNITA’ NAZIONALE.

Il Presidente USN -RSI

M.C.

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11 risposte a UN NUOVO ANNO DI RESISTENZA NAZIONALE.

  1. Vincenzo ha detto:

    Buon anno a tutta la comunità nazionale da parte dei militanti di Varese

  2. Giovanni Garotti ha detto:

    Buon 2016, anche a Voi: la lotta, e’ giornaliera.

    Giovanni GAROTTI

    >

  3. Alessandro ha detto:

    IN ALTO I CUORI…A TUTTO USN…BARRA DIRITTA DECISI VERSO IL SOCIALISMO NAZIONALE!

  4. Alter ha detto:

    Ieri sera uno spettro – un miserabile ectoplasma partitocratico – si è materializzato per alcuni minuti a reti unificate.

    Il fantasma “istituzionale” ha esalato vuote parole di circostanza; a incredibile giustificazione della insanabile, immorale situazione politica, sociale, economica e militare, in cui la “repubblica degli spettri”, ha gettato l’Italia e gli Italiani.

    E’ oramai tempo di disinfestazione:
    Finchè simili spettri infesteranno i “Palazzi” – che per un Ventennio furono l’operosa fucina di un’Italia Migliore – non vi potrà essere alcuna speranza di Rinascita Nazionale.

  5. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    Mala Tempora Currunt e l’anno appena iniziato non potrà che essere peggiore di quello da poco trascorso. Comunque ” sempre in alto i cuori ” ! Stelvio

  6. Alter ha detto:

    Nelle peggiori previsioni belliche dei “mitici” anni della guerra fredda, si immaginava un conflitto mondiale nucleare innescato dalle frizioni tra potenze regionali mediorientali.

    Direi che oggi ci troviamo in presenza di uno tipico scenario di guerra totale di questo tipo.
    Parafrasando l’augurio del demente di Rignano; sarà un 2016 piu’ che “scoppiettante”.

  7. Alter ha detto:

    L’omino che passeggia nudo in Vaticano è la tipica “dimostrazione da manuale” della cronica inefficienza delle cosiddette “Forze dell’Ordine” della repubblichetta cialtrona.
    Se i “terroristi” volessero realmente colpire Roma (e lo stato straniero Vaticano in essa incistato) troverebbero tutte le porte aperte.

    Alla faccia dei milioni di euro “stanziati” (ma meglio dire rubati) per i capricci giubilari del dr. Bergoglio, e delle velleitarie dichiarazioni dell’inutile partitocrate Alfano e dei suoi altrettanto inutili sottoposti.

  8. Alter ha detto:

    Gino Pollicardo, 55 anni, Fausto Piano, 60, Filippo Calcagno, 65, e Salvatore Failla, 47, sono i quattro Italiani, tecnici della Bonatti sequestrati il 19 luglio a poca distanza da Mellitah, sede dell’impianto dal quale parte il gasdotto Greenstream che dalla Libia passa sotto il Mediterraneo e sfocia a Gela.

    Di loro nulla si sà, perchè i “midia” itagliotici mantenuti dalla partitocrazia parassitaria, si guardano bene dal parlarne.
    Non bisogna disturbare il premier Bimbominkia; è troppo impegnato a giocare con l’automobilina giocattolo che gli ha regalato Marchionne.

  9. Alter ha detto:

    In Germania – a seguito dei fatti di Colonia, e del sempre più diffuso disordine sociale scaturito dalla demenziale scelta multietnica del governo – un migliaio di cittadini tedeschi ha inviato denuncia ufficiale alla magistratura competente.
    Nella denuncia si accusa la Frau Merkel di “Alto Tradimento” ai danni del Popolo e della Nazione tedesca.

    Con l’Ufficio Legale di USN, si riesce a preparare una denuncia ufficiale simile, da diffondere anche in Italia?

  10. Alter ha detto:

    Tra i 17 transfughi papponici di Verdini (i componenti del gruppo Ala che ha sostenuto Cicciobombo minkia in Senato), ci stà anche il mitico, indimenticabile Sandro Bondi; l’uomo ombra di Silvio.

    Quando Verdini, Bondi e gli altri soggetti erano in FI; il Pd li schifava come il peggio del peggio del peggio, della feccia corruttrice di “destra”.

    Ora che invece questi diciassette parassiti trasformisti sostengono l’esecutivo Renzi, questi mercenari della poltrona sono diventati improvvisamente splendidi “Compagni” di lotta.

    Per la cronaca spicciola, Verdini e gli altri 16 mercenari della poltrona, sono già passati all’incasso…

  11. Alter ha detto:

    La strettissima “connection” di questo regimetto cleptomassonico con Tel Aviv è innegabile.
    Solo i “goim” sempliciotti non la vedono.

    Su carrai e compagni sionisti…
    (Dagospia)
    “Andiamo con ordine, partendo dagli affari. Il “Gianni Letta di Renzi” ha fondato a fine 2014 insieme a Leonardo Bellodi, ex braccio destro di Paolo Scaroni all’Eni e grande amico dell’attuale numero uno degli spioni dell’Aise Alberto Manenti, una società privata che si occupa proprio di sicurezza informatica, la Cys4. Una Spa che secondo i malpensanti mira ai futuri appalti che il governo potrebbe bandire dopo la creazione del “nucleo” per la sicurezza cibernetica.

    Nell’azionariato non ci sono solo Carrai e Bellodi, ma anche pezzi grossi come Franco Bernabè (attraverso il suo Fb Group), Jonathan Pacifici (imprenditore italo-israeliano trasferitosi anni fa a Gerusalemme, ad del “World Jewish Economic Forum”) e Mauro Tanzi, che controlla il pacchetto di maggioranza attraverso la fiorentina Aicom, specializzata proprio in sicurezza informatica. Tanzi non è un novellino: è stato per anni manager di punta di Finmeccanica, tanto da essere messo nel 2011 da Pier Francesco Guarguaglini a capo della controllata che gestiva l’immenso Real Estate del colosso degli armamenti.

    La Cys4 è nata, inoltre, sotto i buoni uffici degli israeliani, che grazie soprattutto alle entrature di Bernabè e Pacifici risultano i fornitori tecnologici della Cys4. Diventasse davvero Carrai consulente di Palazzo Chigi, non basterebbe certo un trust a evitare – nel caso la società intendesse partecipare a gare statali – possibili conflitti d’interessi.

    Anche perché il fratello di Carrai, Stefano, è oggi consigliere sia della Cys4 sia dell’Aicom. «Più scrivete che “Marchino” non può fare il consulente, più Matteo si convincerà a chiamarlo», replicano dall’inner circle del premier, disinteressato anche ai rapporti obliqui che l’imprenditore ha coltivato negli ultimi due anni: amico della pr Francesca Chaouqui e del marito informatico Corrado Lannino, all’“Espresso” risulta che Carrai ha legami stretti anche con Vittorio Farina, stampatore e vecchio socio in affari di Luigi Bisignani, con il generale Michele Adinolfi (al matrimonio di Carrai Adinolfi e Farina sedevano allo stesso tavolo) e con il capo del Dis, Giampiero Massolo.

    Carrai di recente frequenta divise e barbe finte anche insieme a Alessandro Ruben, compagno di Mara Carfagna, ex consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, presidente della sezione italiana dell’Anti-Defamation League, e nel 2003 regista dello storico viaggio di Gianfranco Fini in Israele.

    Contro la promozione di Carrai s’è schierata anche una parte del corpo diplomatico, che conosce bene i retroscena della nomina del nuovo ambasciatore di Israele a Roma, Fiamma Nirenstein. Com’è noto lo scorso agosto Benjamin Netanyahu annunciò a sorpresa la designazione dell’ex parlamentare del Pdl trasferitasi nella colonia di Gilo a Gerusalemme, orgogliosamente sionista e da sempre contraria al riconoscimento dello stato della Palestina.

    Una personalità forte ma divisoria, tanto che secondo il quotidiano “Haaretz” alcuni rappresentanti della comunità ebraica romana hanno chiesto al presidente israeliano di fare un passo indietro ritirando la nomina. È difficile, però, che Netanyahu torni sui suoi passi: non solo perché stima l’ex berlusconiana, ma sa che la Nirenstein ha avuto il beneplacito del miglior amico del premier italiano, e ha spinto in prima persona per la giornalista.

    Carrai è infatti intimo sia di Fiamma sia del suo primogenito, un trentenne classe 1982 che lavora per i servizi segreti italiani e che, insieme alla mamma, ha partecipato al matrimonio di Marco. «È solo un caso, il governo israeliano ha deciso da solo il suo ambasciatore», spiegano i renziani. Sarà: ma è un fatto che la designazione della Nirenstein è stata comunicata pochi giorni dopo l’incontro tra Renzi e “Bibi” a Tel Aviv del luglio del 2015 (era presente anche Carrai), e che un mese dopo la nomina fu proprio l’imprenditore ad accogliere Netanyahu che sbarcava all’aeroporto di Firenze”.

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