DA OGGI “ITALIA PROLETARIA” E’ ANCHE FOGLIO DI LOTTA

1A chi si lamenta che in giro c’è poca proposta e troppa invettiva, e magari lo fa lanciando un post o un cinguettio dal telefonino, a chi si ritiene un novello savonarola oppure chi pensa di esse un filosofo del nuovo millennio, c’è chi risponde raddoppiando la posta. Lo facciamo noi Socialisti Nazionali che, dopo aver aperto la strada con il nostro laboratorio Italia Proletaria, torniamo al vecchio strumento cartaceo per dare la possibilità ai meno tecnologici di sentirci presenti e vicini, ed usciamo in strada con il nostro FOGLIO DI LOTTA. 

La linea editoriale del foglio non cambierà poiché non v’è ragione alcuna che essa debba subire mutazioni. Italia Proletaria è e rimarrà sempre la voce dei Socialisti Nazionali: di quegli uomini e donne che, senza distinzione di età, di estrazione socioeconomica e di passate appartenenze o simpatie politiche, hanno scelto di percorrere con determinazione la Terza Via, oltre il capitalismo finanziario ormai padrone delle sorti di miliardi di individui, oltre gli insignificanti rigurgiti di taluni sciancati della storia che ancora vagheggiano di lotta di classe, nella sua concezione ottocentesca del termine.

Il concetto di Terza Via, che a tanti fa sorridere perchè non riescono mentalmente ad uscire dai recinti dove il padrone usuraio transnazionale li ha cacciati, avrà una duplice valenza: in senso assoluto sarà il perseguimento del principio dottrinario socialista nazionale (e quando parliamo di Socialismo intendiamo un VERO SOCIALISMO e non la socialdemocrazia atlantica); mentre nel quadro della politica internazionale ci porterà a ripercorrere una vecchia strada che fu cara a talune menti eretiche degli anni ’70, ovvero una logica di equidistanza dagli ultras della “guerra fredda 2.0”, equidistanza che ci permette di non salire su carrozzoni improbabili (Tsipras, Farage, Grillo, etc), e che ci permette di valutare con risibilità alcuni populismi di matrice destroide e Wasp che stanno pervadendo il dibattito politico anche a livello continentale e che altro non sono la riproposizione e l’attuazione del modello Huntington.

Insomma, Italia Proletaria sarà la voce di quegli italiani che non si arrendono a vedere la Nazione e l’Europa terreni di manovra di interessi a noi lontani. Sarà la voce di un sodalizio perfettamente consapevole del proprio ruolo nella storia e dell’importanza dell’idea socialista nazionale per l’edificazione di un modello socioeconomico più equo e a misura d’uomo.

Come sempre la lotta e le difficoltà saranno il nostro pane quotidiano: esse non ci fanno assolutamente paura, e coltiviamo la speranza che anche altre comunità facciano lo stesso, invece di appoggiarsi ad improbabili “partiti di governo”. Se altri lo faranno, vorrà dire che il corso della storia avrà ricominciato a girare a favore dei popoli sovrani.

Nel ricordare che il foglio di lotta ITALIA PROLETARIA non avrà cadenza regolare, ma avrà appunto “una cadenza da trincea”, vi ricordiamo che in calce a questo articolo, potete trovare in formato PDF il NUMERO ZERO. Se ne auspica la massima diffusione.

In alto i cuori e benvenuti tutti coloro che vorranno collaborare.

Fernando Volpi

Italia Proletaria - no ombra [1020x154]

Italia Proletaria Anno 1 Numero ZERO

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6 risposte a DA OGGI “ITALIA PROLETARIA” E’ ANCHE FOGLIO DI LOTTA

  1. Anonimo ha detto:

    Altro tassello che va a costruire la Roccaforte Libera Sociale e Nazionale! Complimenti a tutti coloro che ci hanno dato anche questo strumento e non solo la Rete!

  2. Alter ha detto:

    La Decadenza di una Nazione si misura anche dalla sua progressiva incapacità di produrre cultura, progresso ed innovazione, riconosciute in ambito mondiale.

    L’Italia; la Giovane Italietta sovranista, identitaria e nazionalista di inizio secolo scorso, nel primo decennio seppe “produrre” ben 4 Premi Nobel:
    Camillo Golgi e Giosuè Carducci nel 1906.
    Ernesto Moneta nel 1907.
    Guglielmo Marconi nel 1909.

    L’Italia di oggi; la caotica accozzaglia multietnica e multiculturalista globalizzata di inizio ventunesimo secolo, nel medesimo lasso di tempo ne ha ascritti solamente 2, tra l’altro conseguiti da Italiani in “trasferta permanente effettiva” all’estero.
    Riccardo Giacconi (Italiano, ma naturalizzato americano) nel 2002.
    Mario Capecchi (Italiano, ma anche lui emigrato negli Usa) nel 2007.

    Dal 2000 ad oggi quindi l’Italia destrutturata, privata della Sua Identità, della Sua Moneta e dei Suoi Confini, afflitta dalla Partitocrazia parassitaria piu’ vorace mai vista, non ha creato alcunchè di minimamente degno dell’attenzione positiva del Mondo.

  3. Alter ha detto:

    Sono passati quindici anni da quel tragico 28 febbraio 2002; data in cui è stato perpetrato l’Omicidio della Lira.

    Il 28 febbraio 2002 conseguentemente cade anche l’infausta data del Suicidio della Nazione Italia e del Popolo Italiano.

    “La Lira (simbolo: L., comunemente anche ₤ o LIT) è stata la valuta italiana dal conseguimento dell’unità nazionale nel 1861 fino all’introduzione dell’euro, cessando definitivamente di avere corso legale il 28 febbraio 2002”.
    (wikipedia)

  4. Stelvio Dal Piaz ha detto:

    AVANTI COSI’ !

  5. Alter ha detto:

    Una Domanda cui le Congregazioni dei Parassiti endogeni, dediti alla “Akkoglienzasenzasesenzama” non rispondono:

    Se realmente non c’e’ nulla da temere dal contatto diretto con gli Afromigranti prelevati in massa dalla costa di Tripoli; perchè mai il personale di servizio della Marina Militare (e della variegata Flotta Ong) si protegge dal contatto fisico, con tute – disinfettanti – guanti – occhiali e maschere?
    Se realmente non vi è pericolo alcuno di infezione virale; perchè mai il personale imbarcato si protegge in questo modo “assurdo” e potenzialmente “razzista”?

    Intanto sui giornali nazionali compaiono notizie come questa:
    “Morbillo, nuova epidemia in Italia: casi in aumento da gennaio 2017 del 230%.
    È stata registrata in Italia una forte epidemia di morbillo aumentata rispetto allo scorso anno”.
    (ilgiornale)

    Come noto, l’Africa è la “Culla” del Virus del Morbillo.
    “Nonostante i progressi, complici i fragili sistemi sanitari di molte nazioni africane (come abbiamo visto durante l’epidemia di Ebola) le morti per morbillo in Africa rimangono oggi 400 al giorno”.
    (focus)

    Come altrettanto noto; stanno aumentano gli sbarchi di Afromigranti in Italia (+ 74%).
    Contestualmente aumentano i casi di Morbillo in Italia (+230%).
    Solo una coincidenza fortuita per l’orrida “Repubblica delle Banane”‘?

  6. alessio cascetti ha detto:

    Da due anni sono disoccupato.Ho 45 anni e dopo 28 anni di lavoro mi ritrovo con 5 anni di contributi..I criminali del governo che si preoccupano tanto del lavoro nero a cui sono sottoposti una minima parte di stranieri dovrebbero chiedere a me e a svariati milioni di persone un parere sulla situazione lavorativa che ci taglia fuori da qualsiasi speranza per il futuro.Chi si ritrova senza lavoro rimane emarginato da questa società consumistica,riesco a campare grazie all’aiuto di mia madre che ora ha 70 anni.Ogni giorno che passa aumenta la mia rabbia nei confronti di questa nazione alla mercè di tutti etutto.Sento il tempo che passa inesorabile a ricordarmi che non potrò farmi mai una famiglia,al contrario degli stranieri che sfornano figli in continuazione.Orgoglioso di essere un proletario,i lorsignori, che ci governano da 70 anni dovranno rendere conto ame e a quelli come me dell’altro tradimento dimostrato nei nostri confronti.Quando non potrò più permettermi di mantenere i miei cani che mi sono accanto da quando sono nato,scatenerò la mia ira ecolpirò come solo sa fare un anarchico fascista.Speranzoso del foglio di lotta vi sono a fianco in tutti i sensi.i servi dello stato possono anche leggere il mio messaggio finchè avranno gli occhi…..

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