24 Maggio: ricordare non basta

10330346_1749032691989858_8497415699361124604_nIl 24 Maggio del 1915 l’Italia non ancora del tutto unita entrava in guerra da un lato per completare l’opera risorgimentale di riunificazione di una Stirpe sepolta da secoli di ignavia, dall’altro per riprendersi le Terre irredente. Come i socialisti rivoluzionari agognavano essa doveva dare, come fu, l’incipit ad una svolta epocale che portasse attraverso il sacrificio del sangue un Popolo a riconoscersi in una Comunità capace di affrontare nella durezza delle trincee la propria rinascita tenuta cloroformizzata nel perverso gioco della restaurazione post napoleonica . L’immane tragedia che falciò migliaia di giovani vite era il tributo necessario in quel momento per una catarsi che ciclicamente la Storia impone a chi non vuole perire nella desolazione dell’inconcludenza di una lenta agonica eutanasia.

Ricordare non basta. Che la massa di italioti attuali incoscienti e lobotomizzati percepisca spiritualmente quel sacrificio è chiedere troppo ma Noi socialisti nazionali, ugualmente e testardamente, come al solito avanguardia, lo esaltiamo fragorosamente una volta ancora per ribadire che l’Italia è tale se orgogliosa Nazione oppure muore se rimane Colonia di altrui interessi.

M.C.

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3 risposte a 24 Maggio: ricordare non basta

  1. Anonimo ha detto:

    Purtroppo stiamo vivendo un tempo in cui un nuovo Risorgimento è tecnicamente impossibile. La massa che si è lasciata abbindolare alle ultime elezioni da cornacchie gracchianti, in campagna elettorale, di iterati appelli al cambiamento, stile 1, 2, 3, 4, 5, etc .etc repubblichetta democratica negli ultimi 80 anni, e che adesso vede il tanto acclamato nuovo di modo o maniera rivelarsi quello che realmente è, e cioè il vecchio imperante che si rinnova questo sì, senza, non voglio dire ribellarsi ma almeno provare disgusto, porsi qualche altro tipo di domanda se non quella che perviene dal tubo digerente, non lascia adito a speranze. Il consociativismo si è mascherato “modernamente”, con uno strumento caro agli usurai del sistema che si dichiara di combattere e cioè un contratto, da contratto di governo. Ma questo è troppo difficile e faticoso da capire per chi non vuole intendere. Dove sono le promesse elettorali? Ridotte a quattro linee su un foglio di carta che probabilmente non ha nessun valore giuridico, e di difficile attuazione visto i paletti, sia di uomini che di procedure, che il sistema impone tramite il suo principale portavoce istituzionale. E così continueremo ad avere la moneta apolide, concetto di cui si sono appropriati ma di ben altra genia di nprovenienza, il reddito di cittadinanza, anch’esso di genia superiore, ridotto ad una misera elemosina anch’essa di modo o maniera e di limitata portata temporale; tanto per non passare completamente da bugiardi, Ministri rifiutati da sua maestà perchè poco compiacenti, Insomma se non fosse tutto così ironico dal riderci sù ci sarebbe da piangere. Ma evidentemente il popolo italiota non ha più lacrime per farlo. Preferisce ancora una volta tornare nel silenzio a cui appartiene evidentemente. Se tutto questo è il substrato da cui ci attendiamo qualcosa di positivo, allora credo che non spetterà alla nostra di generazione esserne testimoni. Speriamo appo i futuri! Per il momento onore ai Nostri Caduti di tutte le guerre combattute da veri Uomini per la Nostra Patria! In alto i cuori.

  2. Anonimo ha detto:

    Tanto per restare in tema di italianità, permettetemi una correzione grammaticale dovuta. Non so perchè abbia erroneamente scritto sù al posto di su, forse per la fretta di scrivere e trasmettere il concetto, e alla quale attribuisco anche altre imperfezioni di scrittura. Italianamente chiedo venia!
    Sempre a Noi!

  3. Alter ha detto:

    La TEMPRA di una Nazione non deflette con il passare del Tempo.
    E non dipende dall’estensione del suo Territorio Nazi9nale.

    24 maggio 1915.
    24 Maggio 2018.

    L’Austria di Oggi è ancora Padrona; sempre Sovrana dei suoi Sacri Confini.
    Confini che difende con Determinazione, Intelligenza e Coraggio.

    Invece l’Italia (in balia dell’orrida Repubblichetta delle Banane immigrazioniste) NON ne è più Padrona.
    Tantomeno Sovrana.

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