I popoli forti, e quelli no.

A volte semplificare le cose aiuta. A volte la complessità va disciolta in formule nette, come noi/loro, amico/nemico ecc. Si chiamano pregiudizi, e, al di fuori della retorica del corretto, in sociologia, sono un basilare schema cognitivo. L’importante è che si parta sempre dalla realtà dei fatti: gli schemi aiutano a leggere ogni fatto nella sua, appunto, più generale complessità. Il punto essenziale del grande gioco politico resta da sempre lo stesso: i popoli, come gli individui, o sono forti o deboli, o crescono o muoiono, o sono giovani o sono vecchi. Parole novecentesche, si. E’ vero. Bene. Il novecento non mente. Come non mentono i fatti. 

I due grandi avvenimenti, rifratti in mille piccole situazioni, migrazioni e debito, riflettono gli equilibri in campo. I popoli forti non emigrano, ma colonizzano, quelli deboli vengono colonizzati. I popoli forti non fanno debito, ma acquistano debito altrui. Sono leggi sociologiche vecchie come il mondo.

L’Europa, in questo schema, è un continente vecchio, senza figli, senza investimenti, indebitato; è il ventre molle di un Occidente americano che nello slogan “great again ” tende piuttosto a non recedere per quanto possibile; la Cina è, per contro, un Impero giovane, giovanissimo. In piena corsa.

I flussi migratori che in questi giorni stanno spaccando l’unità dei governi europei sono scosse telluriche di assestamento; lo scrive bene qui Giampaolo Rossi, su Il Giornale. Milioni di africani neo-benestanti pronti a rimpiazzare chi, sdraiato sul divano col sogno del talent, non produce e non figlia.

Ma i fatti sono concatenati: i Cinesi si stanno comprando l’intero continente africano. A loro non servono i neri benestanti. Servono schiavi. Chi può dunque scappa verso quella che ingenuamente noi chiamiamo “grande sostituzione”, ossia il disperato tentativo democratico, sorosiano, di salvare l’utopia del consumo a debito, del benessere senza fatica, della società senza classi.

La Cina ha altri piani; è, si diceva ai tempi, metallica forma spartana. Il nichilismo del ragazzo che ora si prende la scena. Detenendo il debito pubblico americano, gestendo la dinamica della produzione a debito occidentale, presto sarà in grado di comprare tutto ciò che resterà sul mercato.

Non sembra ai più, ma l’Europa è ormai oggi la discarica finanziaria e antropologica di un mondo, quello demoliberale, giunto al capolinea; lo stiamo capendo? Anarchicamente ci sarà sempre una via d’uscita, una vela, un’isola individuale. Ma come popolo? Come stirpe e civiltà?

In Italia le due posizioni atlantiste governano assieme: da un lato il great again salviniano, dall’altro il mito della Open Society a reddito di cittadinanza del M5s. Il Ministro Tria prende già tempo, mischia le carte, ricordando a tutti noi quel cerchiobottismo italico, nostro, eterno, pregiudizievole connotato antropologico.

GP

fonte: https://euronazione.wordpress.com/2018/07/05/i-popoli-forti-e-quelli-no/

 

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3 risposte a I popoli forti, e quelli no.

  1. Alter ha detto:

    Il Segnale dato dal vecchio Gerarca partitocratico quirinalizio (espressione della peggior sudditanza del “Vertice” della Repubblichetta delle Banane al Progetto Immigrazionista Kalergista, che ha una centrale sovversiva nello Stato straniero del Vaticano) nel caso degli Ammutinati africani della Vos Thalassa, è ASSORDANTE.

    Il criminale Programma di Immigrazione Forzata degli Afromigranti in Italia, è direttamente sponsorizzato dal “Presidente” della RdB.

    Ora i Trafficanti Libici, i Mafiosi Tripolini, gli Scafisti nordafricani, i Violenti presenti tra i Clandestini, sanno di avere Un Complice al Quirinale.
    Un Ras Protettore.

  2. Alter ha detto:

    NON passa giorno senza l’Arrivo di una Nave Mafiosa Scafista Africana all’orizzonte.

    Non passa giorno senza una Dichiarazione governativa ultimativa, subito smentita dal solito apparato di “Akkoglienza immigrazionsta” che ogni volta si rimette inesorabilmente, golosamente in moto.

    Ma occorre ricordare agli Smemorati, l’Origine del Kasino.

    2013:
    Il primo atto del nuovo Monarca Assoluto – posto urgentemente a Capo dello Stato Straniero del Vaticano per evitarne il collasso cardiaco definitivo – è rappresentato dalla sua teatrale apparizione a Lampedusa.
    Il messaggio (devastante per l’Italia) fu’:
    Venite Afromigranti vi aspettiamo”.

    Il Monarca Assoluto vaticano, si arrogò (unilateralmente) il diritto di parlare a nome dell’Italia intera.
    Le “Istituzioni” della Repubblica delle Banane e la Ignobile, Affaristica, Famelica Partitocrazia Kattosinistronza, si accodarono entusiasticamente; subodorando il miliardario Business affaristico-immigrazionista che si spalancava davanti alle loro Tasche.

    Cinque anni dopo, la Situazione è ancora questa.

    Cosa spetta ancora il “Nuovo Governo ” della solita, vecchia, inane Repubblichetta delle Banane, a dare lo Sfratto Esecutivo Immediato alla intrigante, interessata, destabilizzante presenza vatikana, negli Affari Interni della Nazione Italia?

  3. Anticlericale ha detto:

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